<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Personaggi &#8211; V</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/personaggi/personaggi-v/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Virgilio</title><link>http://www.archeoguida.it/004383_virgilio.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/004383_virgilio.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 Mar 2011 17:30:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - V]]></category> <category><![CDATA[Virgilio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=4383</guid> <description><![CDATA[Publio Virgilio Marone vissuto tra il 70 a.C. e il 19 a.C. Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi silvestrem tenui Musam meditaris avena (da: Ecloga I) Nella sua Commedia, Dante Alighieri si fa accompagnare nel suo viaggio nell&#8217;Oltretomba dall&#8217;immortale cantore delle origini e della gloria di Roma, poeta celebratore del trionfo e dell&#8217;ideologia imperiale di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-4385" title="Virgilio" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/03/Virgilio.jpg" alt="Virgilio " width="600" height="590" /></strong></p><h2>Publio Virgilio Marone</h2><p>vissuto tra il 70 a.C. e il 19 a.C.</p><blockquote><p><em>Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi<br /> </em><em>silvestrem tenui Musam meditaris avena</em></p></blockquote><p>(da: <em>Ecloga </em>I)</p><p>Nella sua <em>Commedia</em>, Dante Alighieri si fa accompagnare nel suo viaggio nell&#8217;Oltretomba dall&#8217;immortale cantore delle origini e della gloria di Roma, poeta celebratore del trionfo e dell&#8217;ideologia imperiale di Augusto.</p><p>Virgilio, nativo della zona di Mantova, ebbe modo di completare la propria formazione culturale e di muovere i primi passi della sua carriera negli anni particolarmente travagliati della transizione dalla <em>respublica</em> romana all&#8217;Impero, contraddistinti dall&#8217;ascesa di Cesare, dal dramma della guerra civile, dalla progressiva presa di potere da parte di Ottaviano, vincitore a Filippi (42 a.C.) sull&#8217;esercito capeggiato dai cesaricidi <strong>Bruto</strong> e <strong>Cassio</strong>. Anni di grande apprensione e travaglio, che coinvolsero direttamente pure lo stesso Virgilio, il quale si vide privato dei possedimenti paterni, ridistribuiti ai reduci vittoriosi della guerra contro gli avversari del futuro <em>princeps</em> di Roma. La sorte non fu benevola con lui nemmeno per quanto riguardava la professione di retore e avvocato, per la quale si era preparato ma che non riuscì a sostenere nella prassi concreta, a motivo della sua indole riservata e sensibile, inadatta alle fatiche della declamazione e dell&#8217;arringa.</p><p>La svolta fu per lui rappresentata dall&#8217;incontro con <strong>Gaio</strong> <strong>Cilnio</strong> <strong>Mecenate</strong>, influente uomo politico del tempo, che aveva posto la propria disponibilità di ricchezze al servizio della tutela, del patrocinio e della protezione di letterati, artisti ed intellettuali. L&#8217;appoggio e la stima di Mecenate cambiarono irreversibilmente il corso esistenziale di Virgilio, che potè entrare in contatto diretto con l&#8217;imperatore e diventare uno dei più qualificati interpreti della cosiddetta “ideologia augustea”. Di che cosa si trattava? Ottaviano, com&#8217;è noto, aveva sbaragliato i propri rivali e aveva inaugurato una nuova forma di costituzione dello Stato romano, il principato. Roma usciva da un periodo quantomai difficile e doloroso ed era nell&#8217;aria il desiderio di pace, di stabilità e di sicurezza dopo decenni costellati da sanguinose guerre e laceranti conflitti di potere. Ottaviano Augusto ebbe, dunque, buon gioco nel presentarsi come il restauratore dell&#8217;antico ordine sul quale si era fondata la gloria di Roma e si fece promotore di una campagna legislatrice finalizzata al ripristino del <em>mos maiorum </em>in vari ambiti della vita pubblica e privata dei cittadini (si pensi, ad esempio, alle leggi sul matrimonio, volte a prevenire il più possibile i fenomeni dell&#8217;adulterio e del divorzio). Per la diffusione del nuovo orientamento che desiderava imprimere alla vita romana Augusto si appoggiò molto all&#8217;opera di propaganda svolta attraverso gli scritti di letterati e poeti, riuniti, non a caso, nel circolo di Mecenate, uno dei suoi consiglieri più fidati.</p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4386" title="Virgilio-dante" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/03/Virgilio-dante.jpg" alt="Virgilio " width="600" height="477" /><br /> Virgilio accompagna Dante, e incontrano Plutone.</em></p><p>Si deve, quindi, ritenere che Virgilio, così come altri uomini di cultura facenti parte del sodalizio mecenateo, fossero dei puri e semplici “amplificatori” di temi e contenuti già predisposti per la divulgazione o, peggio, venissero manipolati affinché proclamassero anche quanto non corrispondeva ai loro valori e al loro sentire più profondo? No, certamente, anche perchè, nel caso particolare, Virgilio fu attivo presso l&#8217;imperatore nell&#8217;indicargli opere e iniziative di carattere pubblico, come i numerosi interventi di carattere urbanistico-architettonico nella città di Napoli, molto cara al poeta; non solo, ma l&#8217;età augustea fu contraddistinta dall&#8217;elaborazione dei principali capolavori della letteratura latina -una sorta di “età dell&#8217;oro” letteraria e poetica!- i cui autori non sono minimamente immaginabili come plagiati o costretti ad adottare forme e contenuti espressivi estranei alla loro sensibilità. Si può, invece, rilevare come all&#8217;interno del circolo di Mecenate esistesse un rapporto di autentica ed elevata consonanza culturale ed ideale tra <em>patròn</em> e protetti, per cui questi ultimi trovavano, in tale sodalizio, un ambiente idoneo e il necessario sostegno per esplicare al meglio il proprio talento.</p><p>Autore di numerosi componimenti, Virgilio è noto soprattutto per la stesura di tre di essi, redatti in un arco temporale compreso fra il 42 e il 19 a.C. :</p><ul><li><strong>Bucoliche<br /> </strong>raccolta di componimenti poetici di contenuto pastorale, denominati “egloghe”, rifacentesi in modo particolare allo stile di Teocrito (315 a.C.- 250 a.C.), autore ellenistico di 30 idilli celebranti la bellezza e la semplicità della vita a contatto con la natura</li><li><strong>Georgiche<br /> </strong>uno straordinario poema articolato in quattro libri, in cui Virgilio descrive vari aspetti dell&#8217;attività agricola, nel quadro di una valorizzazione del lavoro nei campi quale preziosa occasione di sviluppo delle più nobili qualità umane</li><li><strong>Eneide<br /> </strong>supremo capolavoro della produzione letteraria di tutti i tempi, ripartito in dodici libri e dedicato alla ricostruzione e alla celebrazione delle origini di Roma per opera dell&#8217;eroe troiano Enea. I più profondi sentimenti, le più alte virtù, ma anche le passioni e i conflitti più laceranti trovano mirabile espressione nell&#8217;opera virgiliana che, non a caso, si inquadra nel contesto dello sforzo del primo imperatore, Ottaviano Augusto, di conferire un nuovo corso alla storia di Roma, dopo il dramma delle guerre civili che l&#8217;avevano insanguinata, proprio mediante il recupero e l&#8217;aggancio a quei valori che ne avevano costituito la grandezza e la stabilità.</li></ul><p><strong>Testi</strong></p><p>Il testo completo delle tre principali opere virgiliane si può reperire all&#8217;indirizzo:</p><p><a href="http://www.thelatinlibrary.com/verg.html" target="_blank">http://www.thelatinlibrary.com/verg.html</a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/004383_virgilio.html" data-text="Virgilio" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F004383_virgilio.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/004383_virgilio.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Vercingetorige</title><link>http://www.archeoguida.it/002563_vercingetorige.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002563_vercingetorige.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 Jun 2010 22:33:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Manuela Aragona</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - V]]></category> <category><![CDATA[Alesia]]></category> <category><![CDATA[Avaricum]]></category> <category><![CDATA[Celtillio]]></category> <category><![CDATA[Cesare]]></category> <category><![CDATA[Galli]]></category> <category><![CDATA[Gallia]]></category> <category><![CDATA[Gergovia]]></category> <category><![CDATA[Vercingetorige]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2563</guid> <description><![CDATA[&#8220;Simili ratione ibi Vercingetorix, Celtilli filius, Arvernus, summae potentiae adulescens, cuius pater principatum Galliae totius obtinuerat et ob eam causam, quod regnum appetebat, ab civitate erat interfectus, convocatis suis clientibus facile incendit.&#8221; ( Cesare-De Bello Gallico, VII -IV) Vercingetorige (80 a.C – 46 a.C.) capo Arverno, figlio di Celtillo (1), nobile alla testa di uno [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em></em><em><a rel="attachment wp-att-2564" href="http://guida.archart.it/002563_vercingetorige.html/vercingetorige1"><img class="alignnone size-full wp-image-2564" title="Vercingetorige1" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/06/Vercingetorige1.jpg" alt="Vercingetorige" width="600" height="431" /></a></em></p><blockquote><p><em></em><em>&#8220;</em><em>Simili ratione ibi Vercingetorix, Celtilli filius, Arvernus, summae potentiae adulescens, cuius pater principatum Galliae totius obtinuerat et ob eam causam, quod regnum appetebat, ab civitate erat interfectus, convocatis suis clientibu</em><em>s</em> <em>facile incendit.&#8221; </em><em>( Cesare-</em>De Bello Gallico, VII -IV)</p></blockquote><h2 lang="it-IT">Vercingetorige (80 a.C – 46 a.C.)</h2><p><strong>capo Arverno, figlio di Celtillo (1)</strong><strong>, nobile alla testa di uno dei principali e più potenti clan gallici</strong></p><p>Vercingetorige, fu senza dubbio tra i più grandi avversari di Roma. Fino al XIX secolo, gli storici lo ignoravano, facendo risalire le origini della Francia a storie mitologiche e considerando come primi abitanti i Franchi e come re <strong>Clodoveo</strong>. La sua figura “riemerse” nel 1828 con la pubblicazione “<em>Histoire des Gaulois depuis les temps les plus reculés”</em>di <strong>Amèdèe Thierry</strong>, in cui si celebrano non solo i Galli ma anche la figura del condottiero. Fu da questo momento che ci si interrogò per capire se “Vercingetorige” indicasse un nome proprio o volesse dire solamente “capo” in lingua <strong>Arverna</strong>. L’interpretazione più accreditata tra i filologi, indica nel nome un titolo onorifico composto da <em>Ver</em><strong> </strong><em>(uer),</em> “su”; C<em>ingeto </em>(kinghèto) “guerriero” e il suffisso <em>Rix</em> (simile al nostro rex<em> </em>latino), re in antico celtico, quindi <strong>“re supremo dei guerrieri”. </strong></p><p>Le fonti bibliografiche, piuttosto scarse, si apprendono principalmente da: <strong>Cassio Dione (</strong><em><strong>Storia Romana</strong></em><strong>, XI, 41), Strabone (</strong><em><strong>Geografia,</strong></em><strong> IV,2,3), Plutarco (</strong><em><strong>Vita di Cesare</strong></em><strong>, XXV- XXVII) e Floro (</strong><em><strong>Epitome di Tito Livio</strong></em><strong> I, 50).</strong> Ma il profilo più dettagliato del condottiero lo troviamo in particolar modo nel libro VII de i <em><strong>Commentari </strong></em>del<em><strong> De Bello Gallico </strong></em>di Cesare, suo principale avversario. <strong>L&#8217;avventura di Cesare in Gallia era iniziata nel marzo del 58 a. C.</strong> quando,<strong> </strong>alla testa delle sue legioni e di contingenti galli suoi alleati, aveva iniziato l&#8217;assoggettamento dell&#8217;area. Vercingetorige, all&#8217;epoca poco più che ragazzo (2), fu dunque al fianco di Cesare per buona parte della guerra, probabilmente fin dall&#8217; inizio, o con il ruolo di <em>contubernales, </em>(fu in questo periodo che Vercingetorige apprese le tecniche di guerra dei romani e <em>l&#8217;ars retorica</em>), o in qualità di capo del contingente Arverno, un reggimento di cavalleria che il proconsole aveva dovuto requisire in virtú di un trattato (3).</p><p>Nell&#8217;inverno del 53 a. C. alla fine della sesta campagna di <strong>Cesare</strong>, in assenza di quest&#8217;ultimo e tradita l&#8217;alleanza romana, Vercingetorige si impadronì con la forza del potere presso gli Arverni (4), ponendosi a capo di una coalizione anti-romana (Cassio Dione definì la rottura dell&#8217;accordo <em>magni sceleris,</em> “crimine immenso”). Scacciato da Gergovia, dall&#8217;oligarchia e dallo zio, perché si temeva che potesse tentare di ristabilire il regime dinastico come aveva fatto il padre <strong>Celtillio</strong> (5), il condottiero arruolò le sue truppe tra la gente povera e abbandonata delle campagne per ritornare in forze qualche giorno più tardi. Nel corso di quell&#8217;anno, mostrò il suo reale talento militare e politico; con l&#8217;intento di respingere gli assalti romani, riuscì nell&#8217;impresa di riunire sotto un&#8217;unico vessillo la maggioranza dei popoli gallici e dei loro comandanti, essendo il primo ad appianare le divergenze dei clan a favore di un obbiettivo comune. La sua strategia si indirizzò su due fronti: quello tattico e quello diplomatico.</p><p>Con il primo, una volta mobilitato il popolo e impostosi come re, organizzò la resistenza concependola come una guerra di disturbo utilizzando due tattiche:<em> </em>quella “<strong>della terra bruciata</strong>” (<em>traditio roman</em>a) che consisteva nel bruciare villaggi e raccolti per privare i Romani degli approvvigionamenti; e l&#8217;altra detta dell&#8217;“<strong>ascesso da fissazione</strong><em>”</em> (gergo militare francese) che consisteva nel concentrare intorno a una postazione amica il maggior numero possibile di uomini della parte avversa annientandoli successivamente con un’azione portata dall’esterno. Oltre a ciò fece in modo di attirare le armate romane in Gallia e di intrappolarle; si sottrasse allo scontro diretto con le legioni, stancando le truppe nemiche e obbligandole a massicci spostamenti; si lanciò in azioni di guerriglia contro le retroguardie, e tagliò i rifornimenti. Cercò di destabilizzare Cesare, attaccando la provincia (che in buona parte era rimasta fedele a Roma). Sul secondo fronte diede avvio ad una campagna diplomatica, utilizzando <em>l&#8217;ars retorica</em> appresa sotto la guida di Cesare, riuscendo così a stipulare numerose alleanze.</p><p class="aaa3">I tre grandi assedi</p><p class="aaa4"><strong>Primo assedio<br /> Avaricum</strong> (Bourges), marzo del 52 a.C.</p><p>Avaricum fu uno dei pochi <em>oppidum</em> che Vercingetorige decise di preservare. Vari sono i motivi legati a questa scelta; in <em>primis</em> quello tattico. “Il re supremo dei guerrieri” pensò di utilizzare la città come “specchietto per le allodole”, costringendo Cesare ad un assedio forzato per poi, (utilizzando truppe appostate nelle vicinanze), accerchiare gli stessi assedianti logorati dall&#8217;assedio della città. Vercingetorige però, non aveva ben considerato l&#8217;abilità strategica del console romano che fece costruire ai suoi soldati un terrapieno dirimpetto alle mura della città, considerata inespugnabile, nonostante le condizioni climatiche avverse. Dopo lunghe settimane, gli assediati cedettero, subendo numerose perdite e riuscendo a far fuggire solamente 800 dei 40.000 uomini. I restanti furono massacrati.</p><p class="aaa4"><strong>Secondo assedio<br /> Gergovia</strong> (Clermont- Ferrand), capitale del popolo degli Arverni, inverno del 52a.C.</p><p>Vercingetorige ebbe la meglio. Tra le cause della sconfitta di Cesare, due sono da ricordare: la prima è la rivolta da parte degli Edui, popolazione abitante il territorio vicino alla rocca di Gergovia; la seconda è l&#8217;avventatezza dimostrata dalla legione romana; infatti questa, inviata per annientare le difese nemiche, si nascose nella boscaglia; in un primo momento ottenne la vittoria, ma poi, non avendo obbedito al comando di ritirata, continuati ad inseguire i nemici in fuga, si trovò in seguito ricacciata nella piana sottostante, subendo gravissime perdite. Vercingetorige, per paura della superiorità militare di Cesare in quell&#8217;area, decise di arroccarsi a Gergovia, declinando di fatto la battaglia. Successivamente Cesare se ne andò sconfitto anche per sedare la rivolta, ormai certa, degli Edui.</p><p><a rel="attachment wp-att-2567" href="http://guida.archart.it/002563_vercingetorige.html/vercingetorige-alesia-statua"><em><img class="alignnone size-full wp-image-2567" title="Vercingetorige-Alesia-statua" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/06/Vercingetorige-Alesia-statua.jpg" alt="Vercingetorige" width="600" height="593" /></em></a><br /> <em>La statua di Vercingetorige ad Alesia</em></p><p class="aaa4"><strong>Terzo ed ultimo assedio<br /> </strong><strong>Alesia</strong> (all&#8217;interno della città Alise -Sainte-Reine, Côte-d&#8217;Or, in Borgogna), <strong>inverno del 52 a.C. Tre giorni. </strong></p><p>Nell&#8217;ultima importante battaglia che decretò la vittoria dei Romani, il condottiero gallo ripropose la stessa strategia utilizzata ad Avaricum. Arroccatosi ad Alesia, costrinse Cesare all&#8217;assedio per poi coglierlo di sorpresa con uomini dall&#8217;esterno. Il console, previdente, decise di far costruire delle trincee lunghe quasi 20 Km e delle fortificazioni lungo le stesse. I Romani resistettero al primo attacco esterno, avvenuto durante la costruzione dell&#8217;accampamento, ricacciando e annientando la retroguardia galla. A niente valse il tentativo disperato di Vercingetorige di inviare i suo cavalieri per ottenere aiuto da chiunque fosse in grado di combattere, mentre Cesare decise di far costruire una controvallazione, ( una fortificazione a protezione della prima),Vercingetorige anche a causa delle scarse provviste di cibo, fece uscire dalle mura, anziani, donne e bambini, per avere più cibo per i soldati, sperando nella clemenza di Cesare. Il console ordinò ai suoi di lasciarli morire. Dopo tre attacchi portati dalle truppe di sostegno chiamate dalla cavalleria e puntualmente ricacciate dalle fortificazioni romane, Vercingetorige, accettò la sconfitta e si consegnò al nemico.</p><blockquote><p>“<em>Vercingetorige, indossata l&#8217;armatura più bella, bardò il cavallo, uscì in sella dalla porta della città di Alesia e, fatto un giro attorno a Cesare seduto, scese da cavallo, si spogliò delle armi che indossava e chinatosi ai piedi di Cesare, se ne stette immobile, fino a quando non fu consegnato alle guardie per essere custodito fino al trionfo» </em></p></blockquote><p><em>( Plutarco, Vite Parallele, Cesare, 27,9-10)</em> </p><p>Cesare portò Vercingetorige con sé a Roma come trofeo della sua lunga campagna militare in Gallia. Tenuto prigioniero nel carcere Mamertino (Tullianum),dopo aver ornato in catene il trionfo di Cesare, venne mandato a morte.</p><p>Personaggio enigmatico, avvolto nel mistero, legato a Roma e a Cesare, Vercingetorige fu capace di rinnegare i trattati stipulati e i rapporti di amicizia, oltre a coinvolgere i Galli in una coalizione che avrebbe potuto avere le basi giuste per cambiare il corso degli eventi.</p><p>Divenuto eroe nazionale francese sotto la Terza Repubblica, sottolineando il suo estremo valore nella resistenza all&#8217;invasore, nei manuali scolastici francesi è così ricordato:</p><blockquote><p>“ <em>La Gallia fu conquistata dai Romani, malgrado la valida difesa del gallese Vercingetorige che è il primo eroe della nostra storia” </em></p></blockquote><p>(Ernest Lavisse. Histoire de France, cours moyen, 1884)</p><p class="aaa3">note</p><p>1- Sulla base di quanto tramandato da Plutarco e Cesare, Celtillo, padre di Vercingetorige, cercò di ristabilire a suo vantaggio il regime monarchico presso gli Arverni. Il tentativo avvenne intorno all&#8217;80 a.C.. I suoi concittadini lo sottoposero a processo e lo condannarono a morte.</p><p>2- Molti storici e soprattutto molti scrittori francesi hanno voluto vederlo come un ragazzo di 15/16 anni. La teoria si basa su un aggettivo usato da Cesare, <em>adulescens,</em> che lo stratega romano dava a Vercingetorige come appellativo.</p><p>3- Nel corso delle campagne condotte nel 125 a.C., per “pacificare” le zone centrali della Gallia, le legioni romane si trovarono a combattere contro gli Arverni che riuscirono a sconfiggere nel 121 a.C.. Instaurato un regime aristicratico, la loro autonomia venne preservata grazie ad un trattato impostogli. Bituito, l&#8217;ultimo re caduto a Orange, fu esiliato ad Alba Fucens (nell&#8217;odierna Abruzzo), dove finì la sua esistenza. <br /> 4- Popolazione protostorica che occupava i territori oggi corrispondenti all’Auvergne, nel Massiccio Centrale francese.<br /> 5- Celtillo fu condannato a morte dalle famiglie aristocratiche Arverne che temevano un ritorno della Monarchia in quanto la Restaurazione avrebbe sancito la fine dei trattati con Roma. Conseguenza di ciò, la conclusione di decenni di pace che erano stati garantiti dai due popoli.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002563_vercingetorige.html" data-text="Vercingetorige" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002563_vercingetorige.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002563_vercingetorige.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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