<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Personaggi &#8211; S</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/personaggi/personaggi-s/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Shamshi</title><link>http://www.archeoguida.it/005965_shamshi.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/005965_shamshi.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Sep 2011 10:08:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Marta Licata</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi]]></category> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=5965</guid> <description><![CDATA[Shamshi, la regina prigioniera: indagine storica e archeologica sulla rappresentazione della prigioniera deportata dall’esercito assiro. Al British Museum è conservata l’immagine di una donna scolpita su una lastra in alabastro. Si tratta della regina araba Shamshi, e il rilievo che la rappresenta è originario del Palazzo Centrale di Nimrud, residenza del sovrano assiro Tiglatpileser III. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5966" title="shamshi" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/09/shamshi.jpg" alt="shamshi" width="600" height="800" /></strong></p><p align="JUSTIFY"><strong>Shamshi, la regina prigioniera: i</strong><em><strong>ndagine storica e archeologica sulla rappresentazione della prigioniera deportata dall’esercito assiro. </strong></em></p><p align="JUSTIFY">Al <strong>British Museum</strong> è conservata l’immagine di una donna scolpita su una lastra in alabastro. Si tratta della regina araba <strong>Shamshi</strong>, e il rilievo che la rappresenta è originario del Palazzo Centrale di <strong>Nimrud</strong>, residenza del sovrano assiro <strong>Tiglatpileser III</strong>. La figura di Shamshi risulta qui vestita come tutte le prigioniere che si vedono nei rilievi neoassiri, ovvero con una tunica semplice, liscia dai bordi frangiati ma, a differenza delle altre deportate, è l’unica che indossa due gioielli identificabili con due bracciali o due fasce di bracciali a barretta semplice. Il fatto poi che la sua figura sia isolata e non all’interno di lunghe file di deportati, potrebbe sottintendere una condizione di superiorità.</p><p align="JUSTIFY">La figura della nostra prigioniera è inoltre seguita da diverse raffigurazioni di animali, verosimilmente parte dei tributi legati alla conquista araba, che evidenzierebbero le origini arabe della donna. Ma, al di là del fatto che questa fosse regina già prima della cattura, è importante considerare come alcune fonti dimostrino che Shamshi diventò anche regina d’Assiria. Fu infatti regina degli Arabi durante il regno di Tiglatpileser III e i primi documenti in cui viene citata sono proprio gli annali di questi, nella parte dedicata ai bottini:</p><blockquote><p align="JUSTIFY">“<em>…catturai Shamshi, regina degli Arabi, presi 1000 persone, 30.000 cammelli, 5000 sacchi di spezie[…]il piedistallo della divinità, le loro armi. E lei </em>(Shamshi, nda) <em>come un asino fuggì nel deserto, in un luogo asciutto. Il resto dei suoi beni e le tende, che è la salvezza del suo popolo io le ho bruciate. E lei mi ha dato i suoi cammelli e le sue giovani, io ho nominato un governatore accanto a lei”</em>.</p></blockquote><p align="JUSTIFY">L’iscrizione, seppur frammentaria, fa proprio riferimento agli elementi evidenti nel rilievo, ovvero gli animali, che rappresenterebbero il bottino descritto, e la figura isolata, che a questo punto indicherebbe non tanto la condizione di superiorità quanto la fuga di Shamshi. Inoltre, nell’ iscrizione vengono citate le giovani donne lasciate dalla regina al nemico, probabilmente inservienti o comunque parte del suo seguito.</p><p align="JUSTIFY">Purtroppo sulla regina Shamshi sono pervenute poche informazioni, ma si presume che essa, una volta imprigionata, abbia assunto il ruolo di <em>š</em><em>a egallu (mi egal ) </em>alla corte di Tiglatpileser III, termine che era utilizzato per indicare le regine e le donne straniere . Il termine tradotto indicherebbe infatti proprio una consorte o una donna straniera. Si può comunque supporre che essa sia diventata una <em>š</em><em>a egallu </em>e una delle mogli di Tiglatpileser III. Ovviamente il suo ruolo era differente da quello avuto dalle altre due regine assire, poiché queste ultime rivestivano ruoli importanti non solo nella sfera privata ma anche in quella pubblica al di fuori della residenza, ad esempio nell’ambito politico ed in quello religioso, e i ritratti dei rilievi ne sono testimonianza.</p><p align="JUSTIFY">Si è quindi portati a pensare che le regine straniere, una volta fatte prigioniere, entrassero a far parte della corte assira, molto probabilmente non come prime mogli, le quali avevano il privilegio di dare i natali al sovrano. Probabilmente le regine straniere agivano esclusivamente nella sfera privata e non avevano influenze in campo amministrativo o religioso.</p><p align="JUSTIFY">Gli artisti di Nimrud comunque, raffigurandola con i bracciali ai polsi, volevano probabilmente indicarne non solo l’origine nobile ma anche la sua futura sistemazione all’interno della corte assira, ipotesi confermata dal fatto che, sebbene ci siano altre immagini di prigioniere riconducibili all’alto rango, nessuna di queste mostra di indossare.</p><p><em>foto: Rilievo assiro, Shamshi, originario Palazzo Centrale a Nimrud (745-727 a.C.), conservata al British Museum.</em></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/005965_shamshi.html" data-text="Shamshi" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F005965_shamshi.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/005965_shamshi.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Seneca</title><link>http://www.archeoguida.it/002892_seneca.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002892_seneca.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Jul 2010 14:25:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[Nerone]]></category> <category><![CDATA[Seneca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=2892</guid> <description><![CDATA[Lucio Anneo Seneca (4 a.C. &#8211; 65 d.C.) L&#8217;uomo buono gradisce un ammonimento, ma tutti i cattivi sono estremamente restii ai pedagoghi. (Seneca, Dell&#8217;ira, III 36) Lucio Anneo Seneca, allievo di Sozione, un neopitagorico, e di Papirio e Attalo, entrambi di appartenenza stoica, fu protagonista di rilevo nella vita politica romana, nonchè precettore e maestro [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2893" href="http://www.archeoguida.it/002892_seneca.html/seneca"><img class="alignnone size-full wp-image-2893" title="Seneca" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/Seneca.jpg" alt="Seneca" width="510" height="600" /></a></p><h2>Lucio Anneo Seneca</h2><p>(4 a.C. &#8211; 65 d.C.)</p><blockquote><p><em>L&#8217;uomo buono gradisce un ammonimento, </em></p><p><em>ma tutti i cattivi sono estremamente restii ai pedagoghi.</em></p></blockquote><p>(Seneca, <em>Dell&#8217;ira</em>, III 36)</p><p><strong>Lucio Anneo Seneca</strong>, allievo di <strong>Sozione</strong>, un neopitagorico, e di <strong>Papirio</strong> e <strong>Attalo</strong>, entrambi di appartenenza stoica, fu protagonista di rilevo nella vita politica romana, nonchè precettore e maestro di <strong>Nerone</strong>, che nell&#8217;anno 65 gli impose il suicidio quale sanzione per una sua presunta complicità nella cosiddetta “congiura dei Pisoni”, ordita allo scopo di eliminare il tirannico imperatore.</p><p>Fu autore di numerose opere, tra cui ci risultano pervenuti:</p><p><strong>i libri dei “Dialoghi”</strong></p><ul><li><em>De providentia</em></li><li><em>De ira</em></li><li><em>De otio</em></li><li><em>De brevitate vitae</em></li><li><em>De constantia sapientis</em></li><li><em>Ad Marciam de consolatione</em></li><li><em>De vita beata</em></li><li><em>Ad Polybium de consolatione</em></li><li><em>Ad Helviam matrem de consolatione</em></li></ul><p><strong>il <em>De clementia</em></strong></p><p><strong>il <em>De beneficiis</em></strong></p><p><strong>gli otto libri delle <em>Naturales Quaestiones</em></strong></p><p><strong>le 124 Epistole a Lucilio</strong></p><p><strong>alcune tragedie</strong></p><ul><li><em>Hercules furens</em></li><li><em>Troades</em></li><li><em>Phoenissae</em></li><li><em>Medea</em></li><li><em>Phaedra</em></li><li><em>Oedipus</em></li><li><em>Agamemnon</em></li><li><em>Thyestes</em></li><li><em>Hercules Oetaeus</em></li></ul><p>L&#8217;elaborazione filosofica di Seneca, anche grazie alla conoscenza che di essa è consentita dalla conservazione dei molti scritti, si qualifica come una delle più elevate espressioni raggiunte dallo stoicismo in età imperiale: del resto, l&#8217;avvento di una struttura statale che, a differenza di quella repubblicana, non lasciava più ampi margini di partecipazione al cittadino, aveva rafforzato l&#8217;interesse per la riflessione etica e spirituale già proprio dell&#8217;antica Stoà. Sebbene aperto ad influenze di stampo neopitagorico e neoplatonico, il pensiero senecano si connota per alcuni aspetti di originalità rispetto alla tradizionale dottrina stoica, in primo luogo l&#8217;accentuazione dell&#8217;<em>humanitas</em> come ideale di virtù: a differenza della usuale posizione dello Stoicismo, secondo cui il saggio era chiamato a realizzare l&#8217;apatia, ossia un atteggiamento di distacco dalle passioni e da tutto ciò che, in vario modo, le può alimentare, Seneca proclama il valore dell&#8217;impegno sociale e di una fattiva azione di solidarietà nei confronti di tutti gli uomini, indipendentemente da considerazioni di classe: “Comportati cogli inferiori come vorresti che si comportassero con te coloro che ti sono superiori” è una delle sue massime, in cui si compendia, in modo significativo, tale nuovo atteggiamento.</p><p><a rel="attachment wp-att-2894" href="http://www.archeoguida.it/002892_seneca.html/seneca-incisione"><img class="alignnone size-full wp-image-2894" title="Seneca-incisione" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/Seneca-incisione.jpg" alt="Seneca" width="500" height="561" /></a></p><p>Fra gli ulteriori tratti distintivi della filosofia senecana rispetto all&#8217;antica <strong>Stoà</strong> – ma anche rispetto al complesso del pensiero filosofico antico – vi sono la scoperta della “coscienza” quale interiore consapevolezza di ciò che è bene e di ciò che è male e l&#8217;affermazione del peccato e della colpa come realtà ineliminabile dalla vita umana; degno di nota è pure l&#8217;avvio del superamento della concezione prettamente intellettuale-razionale che aveva, nel complesso, caratterizzato la riflessione etica nell&#8217;antica Grecia e l&#8217;enunciazione della volontà come facoltà distinta da quella conoscitiva.</p><p>Notevoli, dunque, e in alcuni tratti affini ai contenuti della fede cristiana – non a caso, sin dall&#8217;antichità si parlava di un contatto epistolare fra Seneca e <strong>Paolo di Tarso</strong> –, le intuizioni senecane non hanno, però, potuto avere un coerente e rigoroso sviluppo, a motivo del sostanziale ancoramento del pensatore alle categorie materialistico-panteistiche tipiche della Stoà. Nella visione del cosmo ricolmo dell&#8217;immanente presenza di un Dio provvidente e nell&#8217;affermazione dell&#8217;unità e della fratellanza fra tutti gli uomini si compendia il messaggio consegnato da Seneca ai contemporanei e ai posteri: “La natura ci produce fratelli generandoci dagli stessi elementi e destinati agli stessi fini. Essa pose in noi un sentimento di reciproco amore con cui ci ha fatti socievoli, ha dato alla vita una legge di equità e di giustizia e secondo i princìpi ideali della sua legge è più misera cosa offendere che essere offesi […]. Teniamo sempre presente questo concetto, che siamo nati per vivere in società. E la nostra società umana è proprio simile ad una volta di pietre, che non cade, proprio perché le pietre, opponendosi le une alle altre, si sostengono a vicenda e quindi sostengono la volta”.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002892_seneca.html" data-text="Seneca" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002892_seneca.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002892_seneca.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Socrate</title><link>http://www.archeoguida.it/002389_socrate.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002389_socrate.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Apr 2010 23:24:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[Socrate]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2389</guid> <description><![CDATA[Socrate (469 a.C. &#8211; 399 a.C.) La mia arte di ostetrico possiede tutte le altre caratteristiche che competono alle levatrici, ma ne differisce per il fatto che fa da levatrice agli uomini e non alle donne, e che si applica alle loro anime partorienti, non ai corpi. (Platone, Teeteto) Protagonista delle vicende politico-militari riguardanti la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Socrate (469 a.C. &#8211; 399 a.C.)</strong></p><blockquote><p><em>La mia arte di ostetrico possiede tutte le altre caratteristiche che competono alle levatrici, ma ne differisce per il fatto che fa da levatrice agli uomini e non alle donne, e che si applica alle loro anime partorienti, non ai corpi. </em></p></blockquote><p><em>(</em>Platone<em>, Teeteto)</em></p><p>Protagonista delle vicende politico-militari riguardanti la vita di Atene dalla guerra del <strong>Peloponneso</strong> alla restaurazione della democrazia, Socrate è considerato il pensatore che, più di ogni altro, determinò la svolta nella riflessione filosofica antica, assumendo la <strong>natura dell&#8217;uomo</strong> quale problema centrale intorno a cui investigare, a differenza degli esponenti della scuola di <strong>Mileto</strong>, interessati all&#8217;individuazione dell&#8217;archè, o principio fondativo di tutto ciò che esiste. L&#8217;influenza di Socrate fu tale da provocare la fioritura di scuole, dette appunto socratiche (platonica, megarica, cinica, cirenaica), che si ispiravano al suo insegnamento, ricostruibile non in modo diretto ma per via indiretta, attraverso le testimonianze lasciate da vari autori dell&#8217;antichità: Platone e <strong>Aristotele</strong>, per l&#8217;ambito filosofico; <strong>Senofonte</strong>, per quello storico; <strong>Aristofane</strong>, per quello teatrale.</p><p><a rel="attachment wp-att-2390" href="http://guida.archart.it/002389_socrate.html/socrate-louvre"><strong><img title="socrate-louvre" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/04/socrate-louvre.jpg" alt="Socrate" width="400" height="487" /></strong></a> <em>Busto di Socrate, Museo del Louvre, Parigi</em></p><p>Con Socrate viene introdotto nel pensiero filosofico occidentale il tema della ricerca in campo etico ed estetico: già gli antichi lo indicavano come colui che aveva piegato il metodo dialettico proprio della Sofistica al percorso di conoscenza interiore, in virtù del quale non solo veniva confutata la presunzione di sapere, tipica di molti fra gli interlocutori del filosofo, ma si accedeva ad una nuova forma di sapere, la “dotta ignoranza”, frutto della cosiddetta <strong>maieutica</strong> (1). “So di non sapere” è, del resto, il motto che sintetizza lo sbocco del personale itinerario di Socrate alla ricerca della verità, così come indicatogli, secondo la sua stessa testimonianza, dall&#8217;oracolo di Delfi.</p><p>In continuità con il movimento della Sofistica, sviluppatosi a partire dal V° secolo a.C. in concomitanza con l&#8217;evoluzione socio-politica connessa alla crisi dell&#8217;aristocrazia e all&#8217;ampliamento dell&#8217;accesso alle cariche pubbliche da parte di ceti sino ad allora esclusi, anche Socrate incentra la propria riflessione sull&#8217;uomo e sul suo inserimento nel contesto sociale, ma con una importante differenza: i Sofisti, infatti, non erano pervenuti alla determinazione dell&#8217;essenza profonda dell&#8217;uomo; Socrate, invece, la individua chiaramente nell&#8217;<strong>anima</strong> o psyché.</p><p>Se l&#8217;uomo è, fondamentalmente, la propria anima, ne discende che il compito prioritario dell&#8217;esistenza è la ricerca di se stessi e l&#8217;adozione di uno stile di comportamento il più possibile coerente con la propria natura. Nella maieutica socratica, l&#8217;argomentare dialettico, impiegato sovente dai Sofisti come sterile contesa verbale, diventa lo strumento per eccellenza di tale ricerca, grazie alla quale è possibile spogliarsi delle proprie presunte convinzioni e accedere ad una nuova dimensione di sapere.</p><p>Si comprende, quindi, che se l&#8217;esercizio della virtù consiste nello svolgimento dell&#8217;attività che meglio perfeziona ciascuna realtà, facendola diventare ciò che deve essere, per Socrate tale virtù coincide in via prioritaria con la <strong>conoscenza</strong>, grazie alla quale l&#8217;animo umano si realizza e si consolida. Mediante la virtù della conoscenza, inoltre, l&#8217;uomo esercita un fattivo dominio della propria componente animale-istintuale, conseguendo un sempre più elevato grado di libertà interiore; non solo, ma la vita secondo virtù permette di raggiungere l&#8217;autentica felicità, che non dipende dall&#8217;accumulo di beni materiali o dal godimento di piaceri effimeri, ma dall&#8217;armonia e dall&#8217;ordine interiori.</p><p>Come si può chiaramente comprendere, dunque, il metodo socratico e l&#8217;ideale della vita secondo ragione sono posti al servizio di istanze in primo luogo etiche e formative: l&#8217;insegnamento di Socrate mira, innanzitutto, a formare un uomo migliore e non semplicemente un acuto ragionatore, anche se, indubbiamente, il dialogo socratico, scandito dalla “confutazione” delle false certezze e dalla maieutica della verità, rappresentò un contributo decisivo allo sviluppo dell&#8217;argomentazione logica.</p><p>La sua influente personalità guadagnò a Socrate notevole ammirazione ma anche molte invidie ed inimicizie nell&#8217;Atene del tempo, ove fu accusato di empietà e condannato a morte per avvelenamento nel 399 a.C. L&#8217;esemplare morte del maestro, disposto a perdere la vita pur di non rinnegare la propria dottrina, impressionò moltissimo uno dei suoi allievi, Platone, che ne derivò un&#8217;acuta passione politica, destinata ad assumere un posto centrale nella successiva elaborazione del suo pensiero.</p><h4>Note</h4><p>(1) L&#8217;arte maieutica, nell&#8217;antica Grecia, consisteva nell&#8217;esercizio dell&#8217;ostetricia. Socrate paragona la propria dialettica, grazie alla quale faceva emergere nell&#8217;interlocutore la consapevolezza della verità, all&#8217;abilità di una levatrice e tale professione fu, non a caso, praticata dalla stessa madre del grande pensatore.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002389_socrate.html" data-text="Socrate" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002389_socrate.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002389_socrate.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Skopas</title><link>http://www.archeoguida.it/002383_skopas.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002383_skopas.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Apr 2010 23:21:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[Lisippo]]></category> <category><![CDATA[Prassitele]]></category> <category><![CDATA[Skopas]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2383</guid> <description><![CDATA[Skopas (prima meta del IV° secolo) Insieme a Prassitele e a Lisippo, Skopas è uno degli artisti che meglio interpretarono la crisi dei valori tradizionali su cui si era basata, sino a quel momento, la civiltà greca, in conseguenza delle drammatiche vicende costituite dalla prolungata guerra del Peloponneso, dal tentativo di soppressione del governo democratico [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Skopas (prima meta del IV° secolo)</strong></p><p>Insieme a <strong>Prassitele</strong> e a <strong>Lisippo</strong>, Skopas è uno degli artisti che meglio interpretarono la crisi dei valori tradizionali su cui si era basata, sino a quel momento, la civiltà greca, in conseguenza delle drammatiche vicende costituite dalla prolungata guerra del Peloponneso, dal tentativo di soppressione del governo democratico ad opera dei <strong>Trenta</strong> <strong>Tiranni</strong>, dall&#8217;affermazione della supremazia macedone in seguito alla sconfitta ateniese nella battaglia di <strong>Cheronea</strong> nell&#8217;anno 338.</p><p>Come si può facilmente comprendere, l&#8217;espressione artistica, nelle sue varie forme, non potè fare a meno di recepire le tensioni del momento storico e dare loro forma visibile in una modulazione caratterizzata dalla centralità della figura umana in movimento, rispetto alla statica armonia delle forme tipica del periodo precedente.</p><p><em><a rel="attachment wp-att-2384" href="http://guida.archart.it/002383_skopas.html/skopas-nama-hygie"><img class="alignnone size-full wp-image-2384" title="skopas-nama-hygie" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/04/skopas-nama-hygie.jpg" alt="Skopas, Testa di divinità femminile, Museo Archeologico di Atene" width="400" height="498" /></a> Testa di divinità femminile, IV° secolo, Museo Archeologico di Atene</em></p><p>Opera altamente rappresentativa della nuova sensibilità è la <strong>Mènade danzante</strong>, conservata allo Skulpturensammlung di Dresda, raffigurante una seguace di Dioniso in preda alla furia orgiastica che caratterizzava le cerimonie in onore del dio: l&#8217;osservatore può notare senza difficoltà la perdita definitiva della tensione all&#8217;equilibrio e alla proporzione fra le singole parti anatomiche, propria del canone policleteo, e la netta predilezione per i contrasti di luce improvvisi e violenti, per gli scatti repentini, per le torsioni dinamiche del corpo della donna. La “Mènade”, non a caso, è considerata la sintesi più compiuta del pàthos che contraddistingue lo stile scopadeo, ravvisabile pure nel fregio dell&#8217; “<strong>Amazzonomachia</strong>”, realizzato per il Mausoleo di Alicarnasso, fatto erigere per il marito dalla consorte del re di Caria. Anche in quest&#8217;opera le figure prendono vita in forte opposizione rispetto al fondo liscio, creando dinamici contrasti di luce-ombra che segnano il contorno delle singole raffigurazioni.</p><p><a rel="attachment wp-att-2385" href="http://guida.archart.it/002383_skopas.html/skopas-menade-pushkin"><em><img title="skopas-menade-pushkin" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/04/skopas-menade-pushkin-244x400.jpg" alt="Skopas, menade" width="244" height="400" /></em></a><em> Menade dal museo Pushkin, opera dello scultore Skopas</em></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002383_skopas.html" data-text="Skopas" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002383_skopas.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002383_skopas.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Senofane di Colofone</title><link>http://www.archeoguida.it/002377_senofane-di-colofone.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002377_senofane-di-colofone.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Apr 2010 23:16:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[Senofane]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2377</guid> <description><![CDATA[Senofane (570 a.C. &#8211; 475 a.C.) Uno solo dio, sommo fra gli dèi e gli uomini, né per figura né per pensiero simile agli uomini. Tutto intero vede, tutto intero pensa, tutto intero ode. Ma senza fatica, con la forza della mente tutto fa vibrare. (Senofane, Frammenti 23,24,25, Diels-Kranz) Nativo di Colofone, in Asia Minore, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Senofane (570 a.C. &#8211; 475 a.C.)</strong></p><blockquote><p><em>Uno solo dio, sommo fra gli dèi e gli uomini,</em></p><p><em>né per figura né per pensiero simile agli uomini.</em></p><p><em>Tutto intero vede, tutto intero pensa, tutto intero ode.</em></p><p><em>Ma senza fatica, con la forza della mente tutto fa vibrare.</em></p></blockquote><p>(Senofane, <em>Frammenti</em> 23,24,25, Diels-Kranz)</p><p>Nativo di <strong>Colofone</strong>, in Asia Minore, Senofane condusse una vita raminga, viaggiando e scrivendo molti testi di carattere divulgativo, nell&#8217;intento di far pervenire le proprie riflessioni alla maggior quantità possibile di persone.</p><p>Pensatore sotto certi aspetti ribelle e anticonvenzionale rispetto alla cultura del proprio tempo, Senofane polemizzò contro Omero ed Esiodo, i due massimi poeti dell&#8217;antichità greca, da lui accusati di diffondere una visione antropomorfica e, quindi, indebita, della divinità: “Omero ed Esiodo – dice il filosofo &#8211; hanno attribuito agli dei tutto quanto presso gli uomini è oggetto di onta e di biasimo: rubare, fare adulterio e ingannarsi reciprocamente” e, in conseguenza di ciò, “i mortali sono convinti che gli dei siano nati e che abbiano abito a linguaggio e aspetto come loro”. Si tratta di posizioni inaccettabili a giudizio di Senofane, il quale, al contrario, veicola un&#8217;immagine della divinità connotata innanzitutto <span style="text-decoration: underline;">per ciò che essa non è</span>, rispetto alla tentazione di proiettare sul divino l&#8217;elemento umano.</p><p>Secondo la testimonianza di Platone, Senofane, con la sua teorizzazione di un&#8217;unica divinità che “tutto intero vede, tutto intero pensa, tutto intero ode”,<em> </em>sarebbe stato il capostipite della dottrina eleatica di Parmenide che, non a caso, privilegia il richiamo all&#8217;unità; non solo, ma a differenza del dio che tutto conosce in simultanea, l&#8217;uomo è chiamato ad un arduo percorso di conoscenza, lo stesso teorizzato nella dottrina parmenidea del sapere umano quale mera opinione.</p><p>Se il conoscere dell&#8217;uomo non si può in alcun modo paragonare a quello divino, non significa, però, che esso sia privo di significato e di valore: attraverso un faticoso percorso di ricerca, all&#8217;uomo è consentito di avanzare, di opinione in opinione, verso contenuti sempre più apprezzabili: “non è che in principio gli dèi abbiano rivelato tutte le cose ai mortali; ma col tempo, ricercando, essi trovano il meglio”.</p><h4>Per approfondimenti:</h4><p><a href="http://www.filosofico.net/senofane.html" target="_blank">http://www.filosofico.net/senofane.html</a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002377_senofane-di-colofone.html" data-text="Senofane di Colofone" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002377_senofane-di-colofone.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002377_senofane-di-colofone.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Senofonte</title><link>http://www.archeoguida.it/002206_senofonte.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002206_senofonte.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:56:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[Senofonte]]></category> <category><![CDATA[storici greci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2206</guid> <description><![CDATA[Senofonte (430 ca. &#8211; 355 a.C.) opere principali: Anabasi, Ciropedia Noto sin dall&#8217;antichità per la chiarezza che contraddistingue il suo stile di narrazione, Senofonte è uno storico del quale sono pervenute in modo completo le opere, che costituiscono una preziosa fonte di informazioni per l&#8217;epoca di riferimento. Lo sfondo sul quale si collocano i fatti [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2208" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002206_senofonte.html/senofonte-2"><img class="alignnone size-full wp-image-2208" title="Senofonte" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/Senofonte.jpg" alt="Senofonte " width="310" height="478" /></a></strong></p><p><strong>Senofonte (430 ca. &#8211; 355 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Anabasi</em>, <em>Ciropedia </em></p><p>Noto sin dall&#8217;antichità per la chiarezza che contraddistingue il suo stile di narrazione, Senofonte è uno storico del quale sono pervenute in modo completo le opere, che costituiscono una preziosa fonte di informazioni per l&#8217;epoca di riferimento. Lo sfondo sul quale si collocano i fatti descritti nell&#8217;<em>Anabasi</em> è costituito dallo scontro tra Ciro il Giovane, principe persiano e figlio di Dario II, e il fratello Artaserse, asceso al trono di Persia nell&#8217;anno 404 a.C. Senofonte era arruolato al seguito di Ciro come uno dei “diecimila” mercenari che formavano l&#8217;esercito del condottiero e si trovò, quindi, in posizione privilegiata per poter documentare dal vivo il succedersi degli eventi. Sempre sulla figura dell&#8217;indomito principe persiano si impernia anche il secondo scritto di Senofonte, la <em>Ciropedia</em> (o “educazione di Ciro”), in cui viene descritto il complesso dei princìpi educativi impartiti dal re Cambise al proprio figlio, allo scopo di formarlo quale uomo di valore non solo nella conduzione degli eserciti, ma anche nella propria condotta privata.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002206_senofonte.html" data-text="Senofonte" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002206_senofonte.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002206_senofonte.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Storici greci</title><link>http://www.archeoguida.it/002188_storici-greci.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002188_storici-greci.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:33:24 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[storici greci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2188</guid> <description><![CDATA[La produzione storiografica greca ha gettato le fondamenta per il successivo sviluppo del genere presso i Romani e, di qui, in Occidente, contribuendo alla delineazione e allo sviluppo di alcuni principi-chiave ai quali improntare la stesura della narrazione. Si devono al contributo greco, in particolare, acquisizioni come la definizione dei compiti dello storico, a cui [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La produzione storiografica greca ha gettato le fondamenta per il successivo sviluppo del genere presso i Romani e, di qui, in Occidente, contribuendo alla delineazione e allo sviluppo di alcuni principi-chiave ai quali improntare la stesura della narrazione. Si devono al contributo greco, in particolare, acquisizioni come la definizione dei compiti dello storico, a cui spetta il dovere di fornire una ricostruzione attendibile degli eventi, da inquadrarsi in una coerente cornice di riferimento e da narrarsi con stile accurato ed avvicente, e l&#8217;approfondimento dei nessi causali che legano tra di loro i singoli fatti, con attenzione per il loro valore esemplare e didattico.</p><h2>Principali autori storici greci</h2><ul><li><a title="Permanent Link: Diogene Laerzio" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002222_diogene-laerzio.html">Diogene Laerzio</a> </li><li><a title="Permanent Link: Dionigi di Alicarnasso" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002216_dionigi-di-alicarnasso.html">Dionigi di Alicarnasso</a> </li><li><a title="Permanent Link: Ecateo di Mileto" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002190_ecateo-di-mileto.html">Ecateo di Mileto</a> </li><li><a title="Permanent Link: Erodoto" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002195_erodoto.html">Erodoto</a> </li><li><a title="Permanent Link: Evemero" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002211_evemero.html">Evemero</a> </li><li><a title="Permanent Link: Plutarco" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002218_plutarco.html">Plutarco</a> </li><li><a title="Permanent Link: Polibio" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002214_polibio.html">Polibio</a> </li><li><a title="Permanent Link: Senofonte" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002206_senofonte.html">Senofonte</a> </li><li><a title="Permanent Link: Tucidide" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002201_tucidide.html">Tucidide</a></li></ul><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002188_storici-greci.html" data-text="Storici greci" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002188_storici-greci.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002188_storici-greci.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Storici romani</title><link>http://www.archeoguida.it/002175_storici-romani.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002175_storici-romani.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:30:49 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[storici romani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2175</guid> <description><![CDATA[Roma giunse a conquistare la Grecia, assoggettandola a livello politico-territoriale nell&#8217;anno 146 a.C., mediante l&#8217;incorporazione nel novero delle proprie province. Ma è indubbio, come già rilevato dagli antichi, che la Grecia, a propria volta, “conquistò” Roma immettendo, nella cultura latina, i propri modelli e canoni di pensiero. Uno dei tanti ambiti nei quali più spiccatamente [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Roma giunse a conquistare la Grecia, assoggettandola a livello politico-territoriale nell&#8217;anno 146 a.C., mediante l&#8217;incorporazione nel novero delle proprie province. Ma è indubbio, come già rilevato dagli antichi, che la Grecia, a propria volta, “conquistò” Roma immettendo, nella cultura latina, i propri modelli e canoni di pensiero.</p><p>Uno dei tanti ambiti nei quali più spiccatamente è rilevabile l&#8217;influenza greca è senza dubbio quello storiografico, anche se gli autori romani seppero poi conferire al genere un&#8217;impronta del tutto specifica, coerente con la vicenda politico-sociale e religiosa tipica di Roma.</p><h2>Principali autori storici romani</h2><ul><li><a title="Permanent Link: Cassiodoro (Flavio Magno Aurelio)" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002168_cassiodoro-flavio-magno-aurelio.html">Cassiodoro (Flavio Magno Aurelio)</a> </li><li><a title="Permanent Link: Cornelio Nepote" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002133_cornelio-nepote.html">Cornelio Nepote</a> </li><li><a title="Permanent Link: Lucio Cincio Alimento" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002130_lucio-cincio-alimento.html">Lucio Cincio Alimento</a> </li><li><a title="Permanent Link: Pittore (Quinto Fabio)" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002127_quinto-fabio-pittore.html">Pittore (Quinto Fabio)</a> </li><li><a title="Permanent Link: Rufo (Quinto Curzio)" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002171_rufo-quinto-curzio.html">Rufo (Quinto Curzio)</a> </li><li><a title="Permanent Link: Sallustio (Gaio Crispo)" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002141_gaio-sallustio-crispo.html">Sallustio (Gaio Crispo)</a> </li><li><a title="Permanent Link: Sesto Giulio Africano" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002173_sesto-giulio-africano.html">Sesto Giulio Africano</a> </li><li><a title="Permanent Link: Svetonio (Gaio Tranquillo)" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002153_svetonio-gaio-tranquillo.html">Svetonio (Gaio Tranquillo)</a> </li><li><a title="Permanent Link: Tacito (Publio Cornelio)" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002149_tacito-publio-cornelio.html">Tacito (Publio Cornelio)</a> </li><li><a title="Permanent Link: Tito Livio" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002145_tito-livio.html">Tito Livio</a></li></ul><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002175_storici-romani.html" data-text="Storici romani" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002175_storici-romani.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002175_storici-romani.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sesto Giulio Africano</title><link>http://www.archeoguida.it/002173_sesto-giulio-africano.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002173_sesto-giulio-africano.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:26:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[Sesto Giulio Africano]]></category> <category><![CDATA[storici romani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2173</guid> <description><![CDATA[Sesto Giulio Africano (160/170 – 24d.C.) opere principali: Chronographiai (5 libri)  Di origine non meglio stabilita (Libia o forse Medio Oriente), Sesto Giulio Africano è autore di un&#8217;opera storica, le Chronographiai, avente carattere universale e riguardante il periodo compreso fra la creazione e l&#8217;ascesa al trono di Eliogabalo. Conosciuta solo tramite frammenti riportati da altri [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sesto Giulio Africano (160/170 – 24d.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Chronographiai </em>(5 libri) </p><p>Di origine non meglio stabilita (Libia o forse Medio Oriente), Sesto Giulio Africano è autore di un&#8217;opera storica, le <em>Chronographiai</em>, avente carattere universale e riguardante il periodo compreso fra la creazione e l&#8217;ascesa al trono di Eliogabalo. Conosciuta solo tramite frammenti riportati da altri autori, tra cui Eusebio di Cesarea, l&#8217;opera di Sesto Africano segna l&#8217;inizio del genere cronografico in area cristiano-bizantina: esso si caratterizza per l&#8217;impiego di un linguaggio agevole e piano, nonché per la presentazione in forma cronachistica del succedersi degli eventi senza specifica analisi delle relative cause.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002173_sesto-giulio-africano.html" data-text="Sesto Giulio Africano" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002173_sesto-giulio-africano.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002173_sesto-giulio-africano.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Svetonio (Gaio Tranquillo)</title><link>http://www.archeoguida.it/002153_svetonio-gaio-tranquillo.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002153_svetonio-gaio-tranquillo.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:15:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[storici romani]]></category> <category><![CDATA[Svetonio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2153</guid> <description><![CDATA[Gaio Svetonio Tranquillo (70-126 d.C.) opere principali: De viris illustribus, De vita Caesarum Nato da famiglia del ceto dei cavalieri, Svetonio, che esercitò la professione di avvocato e fu al diretto servizio degli imperatori Adriano e Traiano, occupa un posto di rilievo nell&#8217;ambito della produzione storiografica in lingua latina, in quanto principale esponente del genere [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gaio Svetonio Tranquillo (70-126 d.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>De viris illustribus</em>, <em>De vita Caesarum</em></p><p>Nato da famiglia del ceto dei cavalieri, Svetonio, che esercitò la professione di avvocato e fu al diretto servizio degli imperatori Adriano e Traiano, occupa un posto di rilievo nell&#8217;ambito della produzione storiografica in lingua latina, in quanto principale esponente del genere biografico. Le due sue opere principali, il <em>De viris illustribus</em> e il <em>De vita Caesarum</em>, infatti, consistono in altrettanti repertori di biografie: nel primo caso si tratta di “uomini illustri” nel campo della poesia, dell&#8217;oratoria, della storia, della filosofia, della grammatica e della retorica, mentre il <em>De vita Caesarum</em> presenta il profilo dei dodici imperatori compresi fra Augusto e Domiziano. Caratteristica dominante dello stile narrativo svetoniano è il gusto per l&#8217;aneddoto, per il particolare insolito, in grado di risvegliare l&#8217;interesse del lettore; in ogni caso, però, Svetonio è autore di comprovata onestà intellettuale, a motivo del fatto che il suo contatto diretto con gli ambienti della casa imperiale gli permise di avere accesso privilegiato alla documentazione di carattere ufficiale.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002153_svetonio-gaio-tranquillo.html" data-text="Svetonio (Gaio Tranquillo)" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002153_svetonio-gaio-tranquillo.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002153_svetonio-gaio-tranquillo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Sallustio (Gaio Crispo)</title><link>http://www.archeoguida.it/002141_gaio-sallustio-crispo.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002141_gaio-sallustio-crispo.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:08:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[Gaio Sallustio Crispo]]></category> <category><![CDATA[storici romani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2141</guid> <description><![CDATA[Gaio Sallustio Crispo (86 a.C. &#8211; 34 a.C.) opere principali: De Catilinae coniuratione, Bellum Iugurthinum, Historiae Conosciuto più semplicemente come Sallustio, Gaio Crispo, come molti altri autori del tempo, unì alla produzione storiografica l&#8217;impegno nella vita politica del proprio tempo: Sallustio, in particolare, fu protagonista e testimone dello scontro tra Cesare e Pompeo per il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2142" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002141_gaio-sallustio-crispo.html/gaio-sallustio-crispo"><img class="alignnone size-full wp-image-2142" title="Gaio-Sallustio-Crispo" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/Gaio-Sallustio-Crispo.jpg" alt="Gaio Sallustio Crispo" width="189" height="304" /></a></strong></p><p><strong>Gaio Sallustio Crispo (86 a.C. &#8211; 34 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>De Catilinae coniuratione</em>, <em>Bellum Iugurthinum</em>, <em>Historiae</em></p><p>Conosciuto più semplicemente come Sallustio, Gaio Crispo, come molti altri autori del tempo, unì alla produzione storiografica l&#8217;impegno nella vita politica del proprio tempo: Sallustio, in particolare, fu protagonista e testimone dello scontro tra Cesare e Pompeo per il controllo di Roma, sfociato nella guerra civile del 49 a.C. Il <em>De Catilinae coniuratione</em> è un&#8217;opera unica nel suo genere, dedicata, per la prima volta, all&#8217;esame e alla ricostruzione non di una successione di eventi ma di un singolo fatto: nel caso particolare, si trattava della cospirazione ordita nel 63 a.C. da Lucio Sergio Catilina per il sovvertimento del potere senatorio e l&#8217;instaurazione di un nuovo ordine politico in Roma. Il <em>Bellum Iugurthinum</em> è un&#8217;ulteriore opera di carattere monografico, dedicata alla ricostruzione dello scontro (denominato, appunto, “guerra giugurtina”), dispiegatosi tra 112 e 105 a.C., fra Roma e il re nordafricano di Numidia, Giugurta. Il trattato di Sallustio costituisce la fonte privilegiata per la conoscenza dei fatti, che l&#8217;autore ricostruisce ponendo in luce il forte interesse del ceto dei cavalieri e di quello della plebe nei confronti della spedizione in Africa, potenziale fonte di arricchimento.</p><p>Con le <em>Historiae</em>, invece, Sallustio intraprende la stesura di un&#8217;opera più tradizionale, di stampo annalistico, strutturata in cinque libri per buona parte andati perduti, che descrive il periodo storico compreso tra l&#8217;anno 78 a.C. e il 67 a.C. Il complesso della trattazione sallustiana sulla storia di Roma si caratterizza per un&#8217;acuta percezione dei drammatici cambiamenti che stavano intervenendo a trasformare l&#8217;assetto politico di Roma, facendolo evolvere verso la fine dell&#8217;esperienza repubblicana e l&#8217;affermazione dell&#8217;impero. I mali che affliggono la società del tempo, l&#8217;insaziabile avidità di potere espressa dagli esponenti del ceto nobiliare, la corruzione e la decadenza dell&#8217;istituto senatorio sono analizzati da Sallustio con lucida attenzione per le cause scatenanti, sullo sfondo della più generale contrapposizione tra le varie forze che sono alla base del decorso storico.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002141_gaio-sallustio-crispo.html" data-text="Sallustio (Gaio Crispo)" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002141_gaio-sallustio-crispo.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002141_gaio-sallustio-crispo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Scipione l&#8217;Africano (Publio Cornelio)</title><link>http://www.archeoguida.it/002117_publio-cornelio-scipione-africano.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002117_publio-cornelio-scipione-africano.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 16:00:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - S]]></category> <category><![CDATA[Publio Cornelio Scipione]]></category> <category><![CDATA[Scipione l'Africano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2117</guid> <description><![CDATA[nome: Publio Cornelio Scipione (235 a.C. &#8211; 183 a.C.) detto Africano Maggiore origini: aristocratiche famiglia: figlio di Publio Cornelio Scipione; padre di Lucio Cornelio Scipione e di Cornelia Con la denominazione di “Circolo degli Scipioni” si allude ad un sodalizio che, nel corso del II° secolo a.C., riunì a Roma gli esponenti di alcune tra [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2118" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002117_publio-cornelio-scipione-africano.html/publio-cornelio-scipione"></a></strong></p><p><strong><a rel="attachment wp-att-2121" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002117_publio-cornelio-scipione-africano.html/publio-cornelio-scipione-2"><img class="alignnone size-full wp-image-2121" title="Publio-Cornelio-Scipione" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/Publio-Cornelio-Scipione1.jpg" alt="Publio Cornelio Scipione detto Africano Maggiore" width="345" height="539" /></a></strong></p><p><strong>nome: Publio Cornelio Scipione (235 a.C. &#8211; 183 a.C.) detto Africano Maggiore</strong></p><p><strong>origini: aristocratiche</strong></p><p><strong>famiglia: figlio di Publio Cornelio Scipione; padre di Lucio Cornelio Scipione e di Cornelia</strong></p><p>Con la denominazione di “Circolo degli Scipioni” si allude ad un sodalizio che, nel corso del II° secolo a.C., riunì a Roma gli esponenti di alcune tra le famiglie più in viste della città, accomunati da interessi per la cultura greco-ellenistica nelle sue varie manifestazioni. Ad esso appartenne anche <strong>Publio Cornelio Scipione detto l&#8217;Africano Maggiore</strong>, da non confondersi con il padre, che ricoprì il consolato nel 218 a.C., anno dello scoppio della seconda guerra punica su iniziativa del generale cartaginese Annibale, e con Publio Cornelio Scipione Emiliano detto Africano minore, protagonista della fase finale della terza guerra punica e della disfatta di Cartagine nel 146 a.C.</p><p>Sin dalle prime notizie su di lui riportate, Scipione Africano Maggiore si distinse nello scontro epocale contro l&#8217;indomita potenza di Cartagine che, nell&#8217;anno 218 a.C., durante il periodo del consolato del padre, aveva portato l&#8217;attacco contro Roma nella cruciale <strong>battaglia del Ticino</strong>, cosiddetta dal nome del fiume lungo il quale fu combattuta. Lo scontro si concluse con una pesante sconfitta dei Romani, che ebbero così modo non solo di sperimentare sul campo la potenza dell&#8217; avversario, ma anche di studiarne la strategia ed organizzare la controffensiva. Ma ci volle ancora qualche anno, oltre ad una nuova disfatta romana nella <strong>battaglia di Canne</strong> del 216 a.C., prima che Scipione potesse affermare la propria linea di condotta bellica, giungendo a sbaragliare il soverchiante nemico: la svolta, nella carriera dell&#8217;Africano, fu rappresentata, nel 211 a.C., dalla nomina a proconsole della penisola iberica, sulla quale Cartagine esercitava il proprio controllo. Grazie ad un&#8217;accorta politica di alleanze con le popolazioni locali, ma anche ad uno stile di grande umanità e correttezza verso le città di volta in volta sottomesse, Scipione avviò una capillare azione offensiva nei confronti degli avamposti cartaginesi, che vennero definitivamente eliminati dal territorio iberico con le due <strong>battaglie di Baecula</strong> (l&#8217;odierna Bailén, in Andalusia) nel 208 a.C. e <strong>di Ilipa </strong>(oggi Alcalà del Rio, sempre nella regione andalusa) nel 206 a.C.</p><p>Grazie alla concomitante azione temporeggiatrice, portata avanti strenuamente dal <em>dictator</em> Quinto Fabio Massimo sul fronte della penisola italica, il cerchio si andava stringendo intorno ad Annibale e al suo esercito, tanto che, dopo essere stato eletto console nel 205 a.C., Scipione manifestò apertamente il proprio intento di portare la guerra direttamente sul suolo africano.</p><p>Dopo alterne vicende, caratterizzate anche da tentativi di mediazione diplomatica, i due contendenti si fronteggiarono nella celebre <strong>battaglia di Zama</strong> (202 a.C.), località non distante da Cartagine, passata alla storia come uno degli scontri armati più spettacolari per tecnica e valore dispiegati da entrambi gli schieramenti in campo. A differenza che nelle battaglie combattute in precedenza, questa volta Roma diede prova di aver imparato dai propri errori e, grazie alla mirabile tattica di Scipione, riuscì ad opporre resistenza ai Cartaginesi e al loro poderoso esercito in cui militavano persino enormi elefanti, riportando la vittoria definitiva. Lo scontro di Zama, che poneva fine alla seconda guerra punica, segnò per Scipione la consacrazione del proprio prestigio quale generale e condottiero di truppe: nessuno come lui era riuscito, sino a quel momento, non solo a fronteggiare l&#8217;antagonista cartaginese ma, addirittura, ad annientarlo sul suo stesso suolo!</p><p>E&#8217; vero che, di lì a qualche anno, la città africana avrebbe rialzato la testa nel corso della terza guerra punica, svoltasi tra 149 e 146 a.C., ma, nel frattempo, Cartagine dovette pagare un consistente risarcimento di guerra, oltre ad aver perduto i propri domìni in terra spagnola. Insomma, il secondo <em>bellum punicum</em> fu per la città dell&#8217;eroico Annibale un durissimo colpo, del quale si avvantaggiò la rivale Roma, ormai libera di rivolgere il proprio interesse verso altri fronti: in particolare, gli anni tra 192 e 188 a.C. furono segnati da un contenzioso con il re seleucide (1) <span style="text-decoration: underline;">Antioco III</span> e i suoi alleati, riuniti nella confederazione detta Lega etolica, che si concluse nel 190 a.C. con la <strong>battaglia di Magnesia</strong>, che vide la schiacciante supremazia dell&#8217;esercito romano, guidato da Lucio Cornelio Scipione, fratello dell&#8217;Africano.</p><p>Come si può comprendere, il talento militare scorreva nel sangue degli Scipioni! Ma, non di rado in questi casi, la storia presenta figure straordinarie colpite, all&#8217;apice della gloria, da infamie e calunnie tese a screditarne l&#8217;operato: gli ultimi anni di vita dello stesso Scipione, scomparso nel 183 a.C., furono amareggiati dalle critiche e dalle feroci accuse di alcuni detrattori, che rinfacciavano all&#8217;Africano e al fratello di essersi arricchiti indebitamente durante la campagna greca contro Antioco III.</p><p>Per un singolare disegno del destino, nell&#8217;anno stesso della morte di Scipione veniva a mancare pure il suo acerrimo contendente, Annibale: forse un segno di generosa pietà della sorte, la quale rese a Scipione quella giustizia che l&#8217; “ingrata patria”, come egli la definì, aveva cercato di offuscare durante la fase finale della sua esistenza.</p><h4>Note</h4><p>(1) I possedimenti dell&#8217;impero dei Seleucidi, cosiddetti dal nome del primo diadoco (o successore) di Alessandro Magno, si estendevano sull&#8217;Asia Minore, la Persia, la Siria e l&#8217;area mesopotamica.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002117_publio-cornelio-scipione-africano.html" data-text="Scipione l&#8217;Africano (Publio Cornelio)" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002117_publio-cornelio-scipione-africano.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002117_publio-cornelio-scipione-africano.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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