<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Personaggi &#8211; O</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/personaggi/personaggi-o/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Origene</title><link>http://www.archeoguida.it/004403_origene.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/004403_origene.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 Mar 2011 17:49:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - O]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=4403</guid> <description><![CDATA[Origene di Alessandria vissuto tra 185 e 254 d.C. In principio Dio fece il cielo e la terra (Gen 1,1). Qual è il principio di tutte le cose, se non il nostro Signore e salvatore di tutti, Cristo Gesù, il primogenito di tutta la creazione (cfr 1 Tim 4,10; Col 1,15)? In questo principio, dunque, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-4407" title="Origene di Alessandria" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/03/Origene-di-Alessandria.jpg" alt="Origene di Alessandria" width="400" height="480" /></strong></p><h2>Origene di Alessandria</h2><p>vissuto tra 185 e 254 d.C.</p><blockquote><p><em>In principio Dio fece il cielo e la terra (Gen 1,1)</em>.<br /> Qual è il principio di tutte le cose,<br /> se non il nostro Signore e <em>salvatore di tutti</em>,<br /> Cristo Gesù, <em>il primogenito di tutta la creazione (cfr 1 Tim 4,10; Col 1,15)</em>?<br /> In questo principio, dunque, cioè nel suo Verbo,<br /> <em>Dio fece il cielo e la terra</em>,<br /> come dice anche l&#8217;evangelista Giovanni<br /> all&#8217;inizio del suo Vangelo: <em>In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio,<br /> </em><em>e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio.<br /> </em><em>Tutte le cose furono fatte per mezzo di lui,<br /> </em><em>e senza di lui nulla fu fatto (Gv 1, 1-3).<br /> </em>Dunque qui non parla di un qualche principio temporale,<br /> ma dice che nel principio, cioè nel Salvatore,<br /> sono stati fatti il cielo e la terra,<br /> e tutte le cose che sono state create.</p></blockquote><p>(dalla <em>Omelia I sulla Genesi</em>)</p><p>Nativo di Alessandria d&#8217;Egitto e tra i principali esponenti della locale Scuola teologica, attiva in particolare nel contrasto delle posizioni proprie della dottrina gnostica (1), Origene occupa un posto del tutto singolare fra gli autori cristiani dei primi secoli: alcune delle sue posizioni teologiche, infatti, furono oggetto di molte critiche e contestazioni e ricevettero, addirittura, il marchio di eresia nell&#8217;ambito del Concilio di Costantinopoli, svoltosi nel 553. Sul sito <a href="http://www.eresie.it/" target="_blank">http://www.eresie.it/</a>, alla voce “Origene”, vengono sinteticamente elencati i punti maggiormente controversi della speculazione origenista; vediamoli qui di seguito:</p><ul><li>“Il Figlio (Logos) era consustanziale (della stessa sostanza) e co-eterno al Padre, pur essendo una persona o meglio un&#8217;ipostasi diversa. Tuttavia, secondo Origene, il Figlio era anche solo un attributo del pensiero o della volontà del Padre: così però si configurava una complessa forma di subordinazianismo.</li><li>Parimenti, lo Spirito Santo aveva un ruolo subordinato e di minore importanza.</li><li>La pre-esistenza delle anime.</li><li>Il libero arbitrio per raggiungere la salvezza.</li><li>La ciclicità delle esistenze umane e la reincarnazione.</li><li>L&#8217;universalismo o apocatastasi, il concetto, cioè, che tutti, angeli, uomini o diavoli, verranno salvati.</li><li>L&#8217;esistenza di infiniti mondi prima e dopo quello attuale.</li><li>L&#8217;interpretazione allegorica e non letterale di alcuni passi della Bibbia, soprattutto la Genesi” </li></ul><p>Come il lettore avrà chiaramente colto, l&#8217;elenco di cui sopra, proposto alla voce “Origene” del sito web summenzionato, non si prefigge lo scopo di esaurire, a livello tematico, i contenuti del pensiero origenista, che richiederebbero un&#8217;articolazione certo più ampia e un esame più dettagliato di numerosi concetti filosofico-teologici. Nell&#8217;invitare ad un approfondimento personale mediante l&#8217;accesso alle risorse indicate qui di seguito, più avanti, possiamo qui inquadrare i tratti salienti della vita e dell&#8217;attività intellettuale di Origene, autore che, come pochi altri, esercitò una cospicua influenza sui contemporanei e sui successori (si pensi a Gregorio il Taumaturgo e ai Padri Cappadoci: Basilio, Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo). La sua parabola terrena si dispiegò fra Alessandria d&#8217;Egitto e Cesarea, località palestinese, sede di una sua scuola che ebbe molto seguito e allievi presto distintisi in campo teologico, tra cui Gregorio il Taumaturgo.</p><p> La permanenza ad Alessandria, dove Origene era direttore della scuola teologica (detta anche <em>Didaskaleion</em>), fu alternata da numerosi viaggi in molte aree del Mediterraneo, da Roma ad Antiochia, dal Medio Oriente alla Grecia. Il successo del <em>Didaskaleion</em> fu tale da attirare numerosi allievi, di estrazione non solo cristiana ma anche pagana. Origene era stato designato alla direzione della Scuola dopo che il suo stesso incarico era stato occupato da Clemente, detto Alessandrino, e, ancor prima, da Panteno. Responsabile della designazione della personalità alla guida della prestigiosa istituzione era il patriarca di Alessandria: più precisamente, all&#8217;epoca di Origene, si trattava di Demetrio, al quale venne conferito l&#8217;incarico patriarcale probabilmente durante gli anni in cui al soglio imperiale sedeva Settimio Severo (146-211). Demetrio restò in carica per alcuni decenni (189-231) e, nel corso della sua permanenza quale guida della comunità alessandrina, entrò in contrasto proprio con Origene il quale, nel corso del tempo, anche in virtù delle conoscenze acquisite nel corso della sua esperienza di studioso, aveva sviluppato un orientamento di vita all&#8217;insegna di un&#8217;ascesi rigorosa, al punto che, di fronte al passaggio evangelico in cui Gesù indica che “molti si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli”, procedette ad una crudele automutilazione.</p><p>Di qui il rifiuto del patriarca di ammettere Origene all&#8217;ordinazione sacerdotale, che il teologo ricevette, invece, a Cesarea, per mano del locale vescovo Teoctisto: un fatto che determinò la rottura dei rapporti con Demetrio e l&#8217;inizio di un&#8217;ostilità montante in seguito alla quale Origene dovette lasciare Alessandria per stabilirsi a Cesarea. Il vissuto della persecuzione accompagnò Origene all&#8217;inizio, nel corso e anche alla fine della sua esistenza: morì, infatti, in seguito alle ostilità scatenate dall&#8217;imperatore Decio, regnante nel biennio 249-251, impegnato in un&#8217;intensa opera di ripristino degli antichi culti romani pagani e, quindi, di repressione del cristianesimo.</p><p>I trasferimenti forzati da una città all&#8217;altra, le persecuzioni e le condanne, riportate già in vita per molti aspetti controversi della sua impostazione dottrinale, determinarono la perdita di molte opere scritte di Origene, il quale, su attestazione di fonti antichi, fu scrittore di singolare ispirazione e produttività.</p><p>Molteplici furono i generi nei quali egli si cimentò, divenendo autentico pioniere nella definizione di un approccio filologico alla ricostruzione e alla lettura del testo biblico: sua, infatti, fu la costituzione della cosiddetta <em>Hexapla</em>, un&#8217;edizione dell&#8217;Antico Testamento che proponeva, su sei colonne accostate l&#8217;una all&#8217;altra, altrettante versioni, tra cui quella detta <em>Septuaginta</em> (o dei Settanta), dal numero degli studiosi che, su incarico di Tolomeo il Filadelfo, procedettero alla traduzione in greco dell&#8217;originale ebraico. Frutto delle fatiche origeniane fu pure un&#8217;impressionante serie di scritti dedicati all&#8217;esegesi biblica, distinti in commentari, omelie e <em>scolia</em>, in base alla lunghezza, alla complessità e alla destinazione: gli <em>scolia</em>, ad esempio, erano delle brevissime annotazioni a margine di una singola parola o di un singolo brano, mentre i commentari si caratterizzavano per una maggiore lunghezza e per un più ampio respiro: fra quelli pervenuti si possono menzionare i commentari dedicati ai Vangeli di Matteo e di Giovanni.</p><p> Straordinari sono pure i testi omiletici, tra cui si segnalano quelle dedicate al libro del profeta Geremia. Si devono ad Origene anche opere di argomento dottrinale, in particolare i quattro libri del <em>De principiis</em>, dedicato, come dice il titolo, alla trattazione teologica su Dio, il mondo, l&#8217;uomo e la Sacra Scrittura. Altra opera di rilievo, avente connotazione apologetica, è senz&#8217;altro il <em>Contra Celsum</em>, i cui otto libri contengono una puntuale confutazione delle posizioni di Celso, filosofo neoplatonico vissuto nel corso del II secolo e segnalatosi per la sua spiccata vena polemica nei confronti della religione cristiana. Lo scritto origeniano, nel riportare numerose citazioni del pensatore, rappresenta una fonte preziosa per la conoscenza di alcune composizioni di Celso, tra cui il <em>Discorso vero e Contro i cristiani</em>.</p><p>Come rilevato da papa Benedetto XVI nel corso di una sua recente catechesi (2), “il nucleo centrale dell&#8217;immensa opera letteraria di Origene consiste nella sua «triplice lettura» della Bibbia […]. Anzitutto egli lesse la Bibbia con l&#8217;intento di accertarne al meglio il testo e di offrirne l&#8217;edizione più affidabile […]. In secondo luogo Origene lesse sistematicamente la Bibbia con i suoi celebri <em>Commentari </em>[…]. Infine, anche prima della sua ordinazione presbiterale, Origene si dedicò moltissimo alla predicazione della Bibbia, adattandosi a un pubblico variamente composito”. Mirabile è il paragone origeniano, citato dallo stesso Pontefice, tra la Sacra Scrittura e le noci: “Così è la dottrina della Legge e dei Profeti alla scuola di Cristo: amara è la lettera, che è come la scorza; in secondo luogo perverrai al guscio, che è la dottrina morale; in terzo luogo troverai il senso dei misteri, del quale si nutrono le anime dei santi nella vita presente e nella futura” (<em>Omelia sui Numeri</em>, 9,7). Diverse, insomma, sono le modalità di accostamento al testo sacro, individuate da Origene, così come differenti sono i livelli di senso in esso rinvenibili: “c&#8217;è il senso «letterale», ma esso nasconde profondità che non appaiono in un primo momento; la seconda dimensione è il senso «morale», che cosa cioè dobbiamo fare vivendo la Parola; e infine il senso «spirituale», cioè l&#8217;unità della Scrittura, che in tutto il suo sviluppo parla di Cristo”.</p><p>La grandezza del contributo origeniano allo sviluppo della teologia cristiana risiede sostanzialmente nel fatto che, per questo autore, come dice il Papa, “fare teologia era per lui essenzialmente spiegare, comprendere la Scrittura; o potremmo anche dire che la sua teologia è la perfetta simbiosi tra teologia ed esegesi”. Ma, in ultima analisi, Origene “fu un vero «maestro»” nel senso che, come rileva commosso Eusebio di Cesarea nella biografia a lui dedicata, “«Egli insegnò che la condotta deve corrispondere esattamente alla parola, e fu soprattutto per questo che, aiutato dalla grazia di Dio, indusse molti a imitarlo» (<em>Storia Eccl.</em> 6,3,7)”.</p><p><strong>Approfondimenti</strong></p><p>Come riportato sul sito <a href="http://www.eresie.it/" target="_blank">http://www.eresie.it/</a>, lo gnosticismo fu un “vasto movimento filosofico-religioso spontaneo e non uniforme, diffuso in Egitto e in Palestina dai tempi degli Apostoli almeno sino al IV secolo […]. Deve il suo nome alla gnosi, cioè, come insegnavano i maestri gnostici, alla conoscenza di Dio e delle origini e destino della razza umana, attraverso la rivelazione. Detta rivelazione era trasmessa direttamente da Cristo (nella forma gnostico-cristiana) ad una ristretta cerchia d&#8217;iniziati e non attraverso la gerarchia della Chiesa. Inoltre essa doveva giungere attraverso esperienze personali e non attraverso lo studio dei testi canonici”.</p><p>Si veda il testo al link <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20070425_it.html" target="_blank">http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20070425_it.html</a> da cui sono tratte le citazioni di seguito proposte. </p><p>All&#8217;indirizzo web <a href="http://www.documentacatholicaomnia.eu/30_20_0185-0254-_Origenes.html" target="_blank">http://www.documentacatholicaomnia.eu/30_20_0185-0254-_Origenes.html</a> è possibile reperire e leggere il testo di molte opere origeniane, in lingua originale e in traduzione.</p><p>Per approfondimenti sulla figura e il pensiero di Origene si veda il link <a href="http://www.filosofico.net/origene.htm" target="_blank">http://www.filosofico.net/origene.htm</a></p><p>Il sito <a href="http://www.monasterovirtuale.it/home/patristica.html" target="_blank">http://www.monasterovirtuale.it/home/patristica.html</a> mette, infine, a disposizione uno straordinario repertorio bio-bibliografico sui Padri della Chiesa e sugli autori cristiani dei primi secoli.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/004403_origene.html" data-text="Origene" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F004403_origene.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/004403_origene.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Orazio</title><link>http://www.archeoguida.it/004392_orazio.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/004392_orazio.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 Mar 2011 17:39:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - O]]></category> <category><![CDATA[Orazio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=4392</guid> <description><![CDATA[Quinto Orazio Flacco vissuto tra 65 a.C.  e 8 a.C.  alme Sol, curru nitido diem qui promis et celas aliusque et idem nasceris, possis nihil urbe Roma visere maius (dal Carme Saeculare) Il circolo fondato da Mecenate aveva accolto e dato sostegno a numerosi artisti, poeti ed intellettuali della Roma augustea: tra di essi, spicca la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-4394" title="Orazio" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/03/Orazio.jpg" alt="Orazio" width="454" height="453" /></strong></p><h2>Quinto Orazio Flacco</h2><p>vissuto tra 65 a.C.  e 8 a.C. </p><blockquote><p><em>alme Sol, curru nitido diem<br /> </em><em>qui promis et celas aliusque<br /> </em><em>et idem nasceris,<br /> </em><em>possis nihil urbe Roma<br /> </em><em>visere maius </em></p></blockquote><p>(dal <em>Carme Saeculare</em>)</p><p>Il circolo fondato da Mecenate aveva accolto e dato sostegno a numerosi artisti, poeti ed intellettuali della Roma augustea: tra di essi, spicca la figura di <strong>Quinto Orazio Flacco</strong>, autore di raccolte poetiche che gli hanno meritato la fama di autore tra i più illustri e celebrati dell&#8217;antichità.</p><p>Nativo della Lucania, precisamente di Venosa, Orazio, sebbene nato da famiglia non aristocratica o, comunque, non facoltosa, ebbe la possibilità, durante la giovinezza, di coltivare i propri studi di retorica e grammatica nelle scuole della capitale romana. Furono anni decisivi per la formazione del futuro poeta, in quanto egli ebbe modo non solo di perfezionare la propria preparazione culturale, ma anche di essere coinvolto nelle vicende politico-militari che segnarono la fine dell&#8217;esperienza di governo repubblicano e il passaggio alla forma imperiale: Orazio, infatti, militò in qualità di tribuno al fianco di Marco Giunio Bruto e di Gaio Cassio Longino, i due cospiratori nell&#8217;assassinio di Giulio Cesare, e prese parte alla battaglia di Filippi combattuta nell&#8217;anno 42 a.C. con esito favorevole al cosiddetto secondo triumvirato, l&#8217;alleanza politica che univa Ottaviano -il futuro Augusto-, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido. La militanza al fianco dei cesaricidi sconfitti a Filippi fu infausta per Orazio il quale, di rientro in patria, si ritrovò ben presto solo e povero. La svolta fu rappresentata dall&#8217;incontro con Mecenate, il quale gli offrì la protezione e il supporto di cui Orazio necessitava per poter coltivare la propria vocazione poetica.</p><p>Dall&#8217;ardore della giovinezza, con le sue inquietudini e le sue peripezie, ad una piena e tranquilla maturità, in cui Orazio si fece cantore, in non pochi dei suoi componimenti, dei valori incarnati da Augusto, il primo imperatore, contro il quale si era schierato negli anni del tribunato e della lotta politica a fianco degli assassini di Cesare: una parabola evolutiva ben ravvisabile nell&#8217;opera poetica oraziana, che dagli accenti polemici e accesi degli <strong>Epodi</strong>, trascorre nella pacata ricerca di senso, di un proprio ideale di vita alla luce dei dettami della filosofia epicurea, espressa nelle <strong>Satire</strong>, per culminare nella perfezione stilistica delle <strong>Odi</strong>, compiuta manifestazione della maturità poetica ed umana di Orazio, divenuto celebratore dell&#8217;ideale epicureo del “carpe diem”, per cui ciascun istante diventa il momento prezioso ed inarrestabile da cogliere per raggiungere un&#8217;autentica dimensione di vita. In tale contesto, ciò che di solito agita l&#8217;uomo (gli affanni quotidiani, la carriera, il ruolo e la posizione nel quadro politico del proprio tempo) non intacca la serenità del poeta che, consapevole della transitorietà di tutto ciò che esiste, si apre ad un&#8217;esistenza contraddistinta dalla ricerca della vera saggezza. Lo stile poetico oraziano, levigato e all&#8217;insegna dello strenuo controllo esercitato sull&#8217;espressione dei sentimenti, è all&#8217;insegna della cosiddetta “callida iunctura”: la linearità e la pacatezza che lo caratterizzano sono frutto di un accurato lavoro di cesello del verso, in cui ogni parola è calibrata, posta in armonica correlazione con le altre a formare un periodo nitido, ben articolato, musicale. E&#8217; quanto Orazio stesso esprime e raccomanda nella sua<strong> Ars poetica </strong>(o <strong>Epistola ai Pisoni</strong>), ove il poeta sostiene la necessità di una perfetta consonanza tra stile compositivo e contenuto espresso, tra erudizione ed interiorità. Per tale sua incessante ricerca di una sempre maggiore convergenza tra dettato stilistico e vissuto interiore, Orazio si è conquistato a buon diritto un posto tra i classici latini per eccellenza, additato ed ammirato da intere generazioni di lettori e di studiosi.</p><p>Vate cantore del regno augusteo, sensibile interprete degli interrogativi e delle angosce che tormentano il cuore dell&#8217;uomo di fronte alle grandi sfide dell&#8217;esistenza, Orazio è autore di numerose raccolte di componimenti, nei quali sovente viene perfezionato l&#8217;uso della metrica tradizionale: i due libri delle <em>Satire</em>, usciti rispettivamente nel 35 a.C. e nel 30 a.C.;  le diciassette composizioni che formano il libro degli <em>Epòdi</em>, risalenti al periodo della prima giovinezza del poeta e così detti dal nome del particolare metro impiegato; gli 88 <em>carmina</em> che costituiscono i quattro libri delle <em>Odi</em>; le 20 lettere, a cui si accostano due testi in forma epistolare riguardanti tematiche di ordine letterario e tecnico-stilistico, comprese nel gruppo delle <em>Epistole</em>; il <em>Carmen saeculare</em>, redatto per celebrare l&#8217;apertura dei “Giochi secolari” dell&#8217;anno 17 a.C., in cui l&#8217;imperatore Augusto viene additato quale compiuto realizzatore in terra dell&#8217;età dell&#8217;oro.</p><p>Per opportuni approfondimenti sulla figura e sull&#8217;opera poetica di Orazio si possono consultare, oltre ai collegamenti sopra segnalati, le risorse presenti in rete, a partire da quelle messe a disposizione dai siti delle Università, ove vengono insegnate la lingua e la storia della letteratura latina: all&#8217;indirizzo <a href="http://www2.classics.unibo.it/StrumentiInformatici/testuali.htm#latini">http://www2.classics.unibo.it/StrumentiInformatici/testuali.htm#latini</a> (Dipartimento di Filologia Classica e Medioevale dell&#8217;Università di Bologna), ad esempio, è possibile accedere ad un nutrito repertorio di strumenti informatici -banche dati, motori di ricerca- per la lettura e lo studio della produzione letteraria dell&#8217;antichità classica.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/004392_orazio.html" data-text="Orazio" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F004392_orazio.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/004392_orazio.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Omero: le sue creature nell’arte</title><link>http://www.archeoguida.it/004278_omero-le-sue-creature-nell%e2%80%99arte.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/004278_omero-le-sue-creature-nell%e2%80%99arte.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Feb 2011 15:07:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Alessandra Pignotti</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - O]]></category> <category><![CDATA[Omero]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=4278</guid> <description><![CDATA[L’arte Greca Antica raffigura spesso come parte integrante del suo patrimonio culturale il mito. In generale la mitologia assorbe una buona parte dell’arte Greca: per me è l’anima religiosa e antropologica della civiltà Ellenica Antica. È attraverso i suoi miti che si evince la natura storico –religiosa e etnografica di questo popolo Indoeuropeo. Il mito [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4279" title="arte-omero-01" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/arte-omero-01.jpg" alt="" width="450" height="477" /></p><p>L’arte Greca Antica raffigura spesso come parte integrante del suo patrimonio culturale il mito. In generale la mitologia assorbe una buona parte dell’arte Greca: per me è l’anima religiosa e antropologica della civiltà Ellenica Antica. È attraverso i suoi miti che si evince la natura storico –religiosa e etnografica di questo popolo Indoeuropeo.</p><p>Il mito fonda la civiltà cioè, come gli storici delle religioni hanno potuto dimostrare la realtà espressa è molto forte; il legame tra il racconto e la realtà è stabilito dalla sua lettura o meglio declamazione che conferisce esistenza a ciò che è narrato. La scultura, la pittura e le produzioni artistiche plasmano e danno vita al cosmo con la raffigurazione dei miti.</p><p class="aaa3">Immagini del mito omerico</p><p>Omero è un artista molto importante nel patrimonio Greco viene rappresentato come per volerlo continuamente “fotografare” , riportare in vita per trasmettere saggezza e autorità. È il vate dell’Epica anche in epoche successive. L’iconografia di Omero è di un uomo di età avanzata abbigliato alla greca anche in epoca imperiale con abiti di tipo greco indossati di solito dai poeti. Le immagini di Omero sono le rappresentazioni della Ἑλλάδος παίδευσις, l’istruzione della Grecia.</p><p><img class="alignnone size-full wp-image-4280" title="arte-omero-02" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/arte-omero-02.jpg" alt="" width="180" height="226" /></p><p>Una esposizione al museo di Antichità di Basilea (<em>Antikenmuseum</em>) del 2001- 2002 testimonia la continuità di influenza dei 2 poemi Omerici. Sono state esposte opere che mostrano lo sviluppo maggiore delle immagini delle storie di Omero dal VII secolo a.C., durante l’età Orientalizzante.(vedi immagine sotto)</p><p>L’arte arcaica mostra un patrimonio ancora fluido in cui compaiono spesso varianti iconografiche di scene dell’Iliade come il caso del Giudizio di Paride, il mito per antonomasia da cui discendono una serie di altre storie sacre. Es. sono vasi e opere di VI e V secolo a.C.</p><p>Le 2 opere assumono subito importanza panellenica e riscuotono un enorme successo anche a Roma; il mito di Omero a Roma diviene uno strumento per veicolare concetti e valori etici, privo della sua anima “sacra” e vibrante originaria.</p><p>L’ambiguità delle vicende narrate è un <em>leit motiv</em> dell’arte classica che opportunamente verterà più su significati positivi o negativi a seconda della destinazione o della scelta della committenza.</p><p>Una delle sculture più celebrate e note è il <strong>Laooconte</strong> e figli, oggi ai Musei Vaticani; l’iconografia nota è concepita nel 200 a..C. da Aghesandro, Athenodoro e Polidoro della scuola di Rodi e sapientemente copiata dai Romani in epoca imperiale. L’esemplare dei Musei Vaticani è per appunto la copia.</p><p><img class="alignnone size-full wp-image-4281" title="arte-omero-03" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/arte-omero-03.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p><p>Le vicende di Omero vengono immortalate in opere che attingono anche dal Teatro Greco con soggetto affine al ciclo Troiano, versante greco, e del <em>nostos</em> di Odisseo, all’interno del più ampio filone dell’era degli Eroi. Queste opere rientrano in un ciclo cioè una saga di storia del filone greci vs troiani ed affini.</p><p><img class="alignnone size-full wp-image-4282" title="arte-omero-04" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/arte-omero-04.jpg" alt="" width="300" height="345" /></p><p>L’arte traduce quello afferma in epoca contemporanea Nietzsche: Omero è l’unico artista del sogno, ovvero l’unico artista nel quale l’apollineo, l’apparenza, la realtà del sogno dominano incontrastate, senza praticamente lasciare spazio al dionisiaco: detto in altre parole, Omero è tutto apollineo. Omero è per antonomasia il poeta del mondo olimpico degli déi. È questo concetto che trasuda l’arte Greca che raffigura gli scritti di Omero.</p><p>Le immagini sono come reali cioè una “<em>revival</em>” del Mito.</p><p>A Roma invece, il mito è sostituito dalla:</p><ul><li>laicizzazione culturale</li><li>storicizzazione e l’epopea della città</li><li>ritualizzazione del sacro</li><li>statalizzazione e dal diritto</li><li>politica coadiuvata dall’esercito</li><li>ingegneria edile e affini</li></ul><p>Omero diviene una citazione colta erudita e spesso della corrente culturale filoellenica. Le immagini sulle opere Omeriche diventano collezioni antiquarie o espressioni della mentalità Romana come propaganda di vario genere di idee, concetti e altro celati dietro la <em>fabula</em>. Nella sfera del mito con la sua dimensione altra sono trasposte le ambizioni e le aspirazioni individuali o collettive del Romano.</p><p>L’astuzia di Odisseo è una “merce” dal doppio taglio cioè non sempre è un valore positivo sociale; le avventure di questo Eroe hanno nel tempo assunto diversi significati. L’elemento comune anche oggi di Ulisse è la curiosità e l’astuzia 2 doti importanti dell’uomo, ma che lo condannano spesso per una vana ricerca, continui viaggi. Achille eroe che muore in battaglia è invece solo lo stereotipo dell’Eroe Antico.</p><p>Il valore per antonomasia ribadito è la vita anche se nella Grecità anche l’unità panellenica contro lo straniero anche nel particolarismo politico della Polis o nella dimensione della corte Ellenistica. A Roma il significato politico viene deformato si perde durante l’ètà imperiale l’originaria funzione panellenica e numerose sfumature culturali ignote ed estranee alla civiltà Romana. Nelle immagini sepolcrali Achille diviene un <em>exemplum mortialis; </em>il beffardo destino di questo eroe è di divenire immortale morendo. Ci sono sarcofagi dal II fino al IV secolo d.C. con immagini di questo eroe assieme a Pentesilea con rimando alla morte.</p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4284" title="arte-omero-05" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/arte-omero-05.jpg" alt="" width="600" height="734" /><br /> Pompei, scena dall&#8217;Iliade </em></p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4285" title="arte-omero-06" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/arte-omero-06.jpg" alt="" width="600" height="487" /><br /> Iliade Ambrosiana, V secolo d.C.</em></p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4286" title="arte-omero-07" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/arte-omero-07.jpg" alt="" width="600" height="467" /><br /> Mosaico con scena di Odisseo </em></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/004278_omero-le-sue-creature-nell%e2%80%99arte.html" data-text="Omero: le sue creature nell’arte" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F004278_omero-le-sue-creature-nell%25e2%2580%2599arte.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/004278_omero-le-sue-creature-nell%e2%80%99arte.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Omero</title><link>http://www.archeoguida.it/004266_omero.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/004266_omero.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Feb 2011 14:48:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Alessandra Pignotti</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - O]]></category> <category><![CDATA[Iliade]]></category> <category><![CDATA[Odisse]]></category> <category><![CDATA[Omero]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=4266</guid> <description><![CDATA[Busto di Omero in marmo bianco, copia romana da originale ellenistico, II secolo a.C., Musei Capitolini Premessa su Omero Ho deciso di trattare di Omero perché è uno degli autori che ho conosciuto sin dall’infanzia, ignorandone il nome, per via della fama delle sue opere, in particolare l’Odissea. L’eco e il fascino attuale delle storie [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4270" title="omero" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/omero.jpg" alt="Omero" width="600" height="900" /><br /> Busto di Omero in marmo bianco, copia romana da originale ellenistico, II secolo a.C., Musei Capitolini</em></p><p class="aaa3">Premessa su Omero</p><p>Ho deciso di trattare di <strong>Omero</strong> perché è uno degli autori che ho conosciuto sin dall’infanzia, ignorandone il nome, per via della fama delle sue opere, in particolare l’Odissea. L’eco e il fascino attuale delle storie di Ulisse/Odisseo è un fenomeno noto come Ulissismo, legato soprattutto alla conoscenza e alla volontà di sfidare e superare i propri limiti come Ulisse, Eroe greco e stereotipo Romano dell’arguzia, ingegno e dell’intelletto dalla duplice entità come in tutte le figure semidivine classiche.</p><p>Omero è una dei misteri irrisolti della letteratura antica; nessuno può affermare che fosse un artista reale e uno solo, poiché le discrepanze, le mescolanze tradizionali fanno di questa produzione una sorta di summa, a mio avviso, di storie, racconti mitici orali ad un certo punto trascritti per iscritto. Ciò spiega la miticità della biografia sulle condizioni fisiche dell’artista, sulla sua vita in generale e delle ripetizioni, formule e forme lessicali tipiche della forma orale.</p><p>È la auto-rappresentazione della società Greca Arcaica caratterizzata da una struttura in definizione e assestamento dalle forme Minoico Cretesi, Micenee e la fusione ed assimilazione delle culture indoeuropee Doriche, Ioniche, Eoliche e Corinzie; è la prima testimonianza scritta letteraria ed anche il primo documento scritto dopo il c.d. Medioevo Ellenico.</p><p>È attraverso la lettura attenta e minuziosa di questo autore che si possono contestualizzare i materiali archeologici relativi al passaggio tra la cultura protostorica Europea etnologica con divinità della fertilità e le Dee Madri e la cultura indoeuropea patriarcale, patrilineare con pantheon divino antropomorfo, teriomorfo o zoomorfo; si passa dalle bande alle società gerarchizzate prestatali di stampo tribale.</p><p>Omero è membro della Grecia del Labirinto /Meandro di Minosse; una civiltà tra il mondo pre- greco e il Greco Arcaico è quella che con varie denominazioni Omero narra:</p><ul><li><em>Achei, </em>alleati dei Dauni</li><li><em>Dauni = </em>Greci gen. Occidentali</li><li><em>Argivi = Greci </em></li><li><em>Mirmidoni </em>= alleati dei Dauni guidati da Achille.</li></ul><p>I fatti narrati nell’Iliade sembrano cronologicamente anteriori a quelli dell’Odissea; il secondo poema è concepito con una visione diversa del primo. Lo spazio delle storie raccontate è “ambiguo” non è possibile spesso collocare geograficamente i popoli e gli eventi; per secoli la sfida dei letterati è stata riconoscere la realtà storica, geografica, topografica ecc dei testi Omerici ed è ancora aperta la ricerca di elementi determinanti per la conferma o meno dei dati in essi contenuti. Omero è il Topos per antonomasia del genere letterario epico Antico ed è una fonte indiretta inesauribile di informazioni, a volte confermate dalle fonti dirette; in altre circostanze si rivela un <em>unicum in splendid isolation</em> senza possibilità di confronto.</p><p class="aaa2">La questione Omerica</p><p>Per affrontare Omero bisogna prima di tutto sapere che l’argomento viene etichettato dagli esperti così: <strong>la questione Omerica.  </strong>Io direi piuttosto di chiamarlo le &#8220;questioni Omeriche&#8221; perché sono diverse le tematiche e i filoni che tocca e su cui reca “danno”:</p><ol><li>Linguistico- Filologico per la presenza di formule, arcaismi, apax letterari e forme orali</li><li>Autenticità e Unitarietà dei 2 testi scritti sotto il nome Omero</li><li>Stratificazione sociale e culturale di tipo Etnografico, Antropologico, Politico, Religioso ecc</li><li>strutturali con aporie, contraddizioni dell’Iliade o l’apparante organicità strutturale della narrazione <em>in medias res </em></li><li>Psicologiche ed Etiche cioè gli studi psicoanalitici del Mito Omerico pongono l’accento sull’indivisibilità del corpo dalla parte immateriale con la morte ciò spiegabile nel legame tra logos e mytos che c’è nella Grecità arcaica che non separa il razionale dall’Irrazionale. I testi Omerici forniscono materiale per gli studi di psicoanalisi sull’inconscio umano e sulle tappe dell’interiorizzazione di concetti dell’etica che risultano spesso esteriorizzati con il ricorso all’Ybris o al determinismo della Tykè sino a forme arcaiche con interventi divini. Questo è rivestito nella veste mitica, uno spazio e una dimensione altra passata lontana dal presente, dove è fondata la realtà attuale e dove tutto è possibile per dare vita o eliminare i valori ecc del Greco dell’età di Omero. Ci sono es. negativi e positivi delle categorie mitiche.</li><li>Cronologici storiografici per la connotazione mitica cioè nella dimensione altra sacra e fuori dal tempo e dalla realtà storica “reale” e per la redazione, la stesura nonché la tradizione che ha tramandato Omero.</li><li>Geografico –Topografica delle storie narrate, perché studiosi hanno dimostrato che i miti greci sono racconti “fantastici” che raccolgono le tracce di eventi molto antichi, ricordi ancestrali che vanno alle origini delle storie stesse. I luoghi sono spesso narrati con una situazione antica, paleogeografica e perciò spesso non si ritrovano le località ignorando le conoscenze al riguardo del mito. Si sono riscontrati gli echi delle migrazioni degli Indoeuropei ecc, stravolti o deformati dal tempo, dalla lontananza e ignoranza nel tramandarli. </li></ol><p class="aaa3">La questione linguistica</p><p>L’aspetto formale delle 2 Opere è molto diverso:</p><p><strong>ILIADE </strong></p><ul><li> Estesa 15.693 vv</li><li>Contenuto con narrazione di lunghe vicende di guerra</li><li>Resoconti monotoni</li><li>Ricca di similitudini</li><li>Stile Lineare </li></ul><p><strong>ODISSEA</strong></p><ul><li>Estesa su 12.000 vv.</li><li>Contenuto con narrazione di avventure di peregrinazione di Odisseo in tempo di pace</li><li>Resoconti coinvolgenti</li><li>Ricorso a più stratagemmi dei personaggi</li><li>Sembra il seguito dell’ILIADE</li><li>Stile vivace con struttura organica anche se con aporie e contraddizioni.</li></ul><p>La struttura compositiva “dell’elaborato” Omerico prevalente è paratattica del parlato, ci sono inflessioni Eoliche ed Attiche nel dialetto omerico Ionico che ha portato erroneamente a supporre la matrice Eolica della tradizione. La lingua delle 2 opere è quindi arcaica, a base Ionica, anche se gli studiosi “separatisti” hanno pensato ad una matrice antica originaria Eolica, ipotesi attualmente infondata.(v.d.retro- traduzione di A.Fick). Presenta vocaboli usati nei racconti orali e contraddizioni narrative usate oralmente per attirare l’attenzione dell’ascoltatore così anche formule, battute e frasi. Perciò si suppone una trascrizione della mitologia Orale della comunità Greca.</p><p>Quindi si tratta di poemi epici con una struttura entrambe in 24 libri in esametri, in lingua Ionica composita con periodi che ricalcano i racconti orali del mito con inflessioni Eoliche ed Attiche che sono la base e gli archetipi citati da Aristotele per i canoni della Poesia Epica Antica. Straordinari testimoni della lingua letteraria Greca più antica che è databile, nella versione interpolata, alterata dal tempo e dalle trascrizioni sin dall’antichità delle opere, all’ VIII secolo a.C.</p><p class="aaa3">Autenticità e unitarietà dei poemi</p><p>A mio avviso, una problematica non risolta, ma che non svilisce Omero, è quella della stesura delle storie.</p><p>Chi ha fatto l’ILIADE e l’ODISSEA?<br /> OMERO risponde lo studente ammaestrato &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p><p>Ora mi domando, come hanno fatto prima di me tutti gli studiosi, ma chi era questo Omero. E poi è esistito un Omero? Era un singolo individuo o sono &#8220;degli Omero&#8221;? Già la sua leggendaria biografia fa riflettere: la tradizione riporta almeno 7 versioni diverse sulla sua vita, in particolare sulla patria. Gli antichi non erano sicuri nemmeno loro della sua natalità e raccontano “favole” del poeta cieco cui legano l’etimologia del suo nome. Era davvero un cieco? Non si sa .</p><p>Le discrepanze delle 2 storie sono notevoli; già gli antichi interpretano le opere secondo 2 critiche:</p><ol><li><em>Separatista</em> che confluirà in età moderna nella critica Analitica che sosteneva l’esistenza di “2 Omeri”</li><li><em>Unitaria</em> considerando i 2 poemi frutto di 1 solo artista.(tempo passato tra le 2 fattibile)</li></ol><p>In età moderna, con il supporto degli studi antropologici e degli storico- religiosi, negli anni 60 del secolo scorso,si è pensato di confrontare il contenuto mitologico dei poemi con il contenuto mitico orale delle società etnologiche moderne, dove ancora i miti sono Orali per avvalorare la <em>teoria</em> dell’originale destinazione <em>Orale</em> di Omero. Quindi si è arrivati a postulare la teoria <em>“dell’Enciclopedia Tribale</em>” cioè tramandare una tradizione solo con l’ausilio della memoria. Le formule servirebbero alla memoria.</p><p>Il testo nella forma attuale, sia l’ILIADE che l’ODISSEA, risulta, però cristallizzato; si può pensare che una volta messo su carta esso abbia smesso di cambiare versione mitica.</p><p>Sarebbe una trascrizione di miti degli Aedi, prima e dei Rapsodi poi, il bagaglio “culturale” cui ha avuto accesso Omero (1).</p><p>Si è pensato per il nome dell’autore anche ad uno pseudonimo di trascrizione usato per una serie di storie tramandate fino all’epoca di stesura presunta dei testi; si sono sovrapposte così varie informazioni che sono state riunite in 2 poemi. Il patrimonio in esame quindi potrebbe essere anche una summa collettiva, frutto di una società. (detto in termini fantascientifici opera di 1 <em>borg</em>)</p><p>L’analisi di alcuni filologi eseguita nel secondo dopoguerra ha condotto anche a definire Omero un autore singolo, una mente geniale creatrice su una tradizione culturale precedente in tema. La questione non è del tutto risolta; inoltre rimane il problema del ciclo dei Nostoi, Telegonia Piccola Iliade, Inni Omerici e simili.(sono definite per convenzione pseudo-omeriche). Non si discute oggi sul definire chiunque sia Omero l’ILIADE e l’ODISSEA sue opere.</p><p class="aaa3">Stratificazione Omerica</p><p>Questo è il punto più interessante della questione omerica: che cultura c’è ? chi l’ha prodotta? OMERO risponde la scimmietta o il pappagallo addestrato…..</p><p>Visto che, per gli stessi Greci veniva da “OVUNQUE”, cioè lo collocano dappertutto si possa, perché non lo sapevano nemmeno loro appunto, egli era un artista Ionico che viaggiava e le storie che narra sono una trasmissione di miti del ciclo “Troiano” e “Greco”, eco di fatti storici della guerra Troia e dei successivi decenni (1334 a.C. per Duride- 1270 per Pseudo Erodoto-1209 per Marmo Pario, 1184 per Eratostene- 1149-1136 per Eforo).</p><p>Si tratta quindi di racconto di una guerra mitica lunga 10 anni che celebra la conquista Micenea del porto di <em>Wilusa</em> /<em>Illio</em> /Troia vista con un focus on degli Eroi greci che sono tramandati, di 1 in particolare di Achille, mirmidone, alleato di Agamennone e Menelao capi della Grecità vs Troia.</p><p>La descrizione militare e sociale dell’organizzazione di questi Greci del XII secolo a.C. è ricca di elementi arcaici di stampo tribale:</p><ul><li>scudi circolari del periodo minoico</li><li>figura del <em>wanax</em>, principe tribale assoluto sovrapposto al <em>basileus</em> di epoca micenea di tipo paritario, <em>princeps inter pares</em> (principe tra suoi pari)</li><li>divinità teriomorfe e zoomorfe del pantheon neottita e minoico miceneo</li><li>sacrifici umani propiziatori delle società sciamaniche come il caso di Ifigenia(tabù del sangue)legato all’essere soprannaturale che con la resurrezione porta un nuovo ciclo agrario</li><li>rimandi all’arte Dedalica e al labirinto anche nella descrizione dello scudo di Achille con legami con la magia nel mito.(verbo <em>poiei</em> in greco = fare artistico, magico)</li></ul><p>Compaiono altri elementi più vicini all’epoca di trasposizione scritta:</p><ul><li>appiattimento sociale</li><li>laicizzazione della divinità femminile in eroine esemplari come Penelope</li><li>subordinazione delle donne all’Uomo</li><li>le “foto” sullo scudo di Achille di 2 <em>poleis</em> una in guerra una in pace con il mondo legato alla realtà della <em>Polis</em> arcaica</li><li>la presenza di armi in ferro con scudi rettangolari.</li></ul><p>Il materiale letterario che si ha oggi inoltre, è stato organizzato a partire dal VI secolo a.C.,questo può creare altri problemi che rientrano nel guazzabuglio della stratificazione Omerica. Per me, però, stratificazione è anche il processo di creazione di strati archeologici e quella del periodo di Omero riguarda: </p><ul><li><strong>Troia VI<br /> </strong>indagata 60 anni dopo <strong>Schliemann </strong>è Wilusa città neottita del 1260 a.C., distrutta per un terremoto e incendio (2) testimoniati sugli strati(eco della leggenda della sua caduta)</li><li><strong>Micene<br /> </strong>ma non il tesoro di Atreo come quello di Troja IV trovata da <strong>Schliemann</strong> (3). </li></ul><p class="aaa3">Questione di struttura</p><p>Segue una scheda riassuntiva che identifica le 2 opere, mostrandone le peculiarità:</p><p><strong>ILIADE</strong></p><ul><li><strong>Tipologia: </strong>poema epico</li><li><strong>Datazione</strong>: IX- VIII secolo a.C. 800-850 a.C.</li><li><strong>Autore</strong>: attribuita ad Omero</li><li><strong>Estensione</strong>: 15.693 vv</li><li><strong>Struttura base</strong>:24 libri in esametro epico</li><li><strong>Poetica</strong>: Proemio con invocazione alle Muse racconta dell’ira dell‘Eroe Achille, stereotipo classico dell’essere soprannaturale esistente nel mito come Eroe di guerra</li><li><strong>Trama</strong>: tratta di Achille e gli Eroi della guerra di Troia alla fase cruciale della battaglia. È mostrato il cambiamento irrazionale vendicativo di Achille, utile per lo sblocco dell’esito di guerra.</li><li><strong>Concetti</strong>: 1) Eroe <em>kalos kai agathos</em> della società 2)gli eroi devono evitare la civiltà della vergogna</li><li><strong>Topos</strong>: catalogo – scudo di Achille – numero dei libri e i versi</li></ul><p><strong>ODISSEA </strong></p><ul><li><strong>Tipologia</strong>: poema epico</li><li><strong>Datazione</strong>: Metà VIII sec. 750 a.C.</li><li><strong>Autore</strong>: attribuita ad Omero</li><li><strong>Estensione</strong>: 12.000 vv</li><li><strong>Struttura base:</strong> 24 libri</li><li><strong>Narrazione</strong>: <em>in medias res</em></li><li><strong>Poetica</strong>: Proemio con invocazione alle Muse racconta di Odisseo, l’uomo polytropos = molteplice, astuto, l’Anti-Achille, Anti –Eroe</li><li><strong>Concetti</strong>: 1)umanizzazione dell’animo umano,2) sfida delle proprie capacità, superamento degli schemi 3) valorizzazione dell’ingegno</li><li><strong>Topos</strong>: narrazione a metà e ricorso a flash back –discesa dell’eroe agli inferi –peripezie</li></ul><p class="aaa3">La psicoanalisi in Omero</p><p>Le situazioni, i personaggi ecc di Omero sono letti anche in chiave psicoanalitica; gioca molto la pederastia, la forte componente maschile degli Eroi che conducono gli esperti a parlare di strane situazioni dell’inconscio della grecità arcaica. Odisseo è l’incarnazione del viaggio del subconscio e non solo; già Joyce arriva a concepire <em>the stream of inconsciousness, flusso di coscienza. </em>Gli antichi anche danno un peso particolare all’ulissismo con viaggi della conoscenza ecc.</p><p>L’ira di Achille è posta sullo stesso piano dell’amore di Edipo. Il mito di per sé è una dimensione non diversa da quella onirica; è in questo senso che un filone di ricercatori analizza il caso Omero. Gli Eroi di Omero esprimono degli archetipi dell’animo dei greci suoi contemporanei, ma anche dell’umanità.</p><p>Le divinità amorali sono un’espressione del fatto che l’etica è per la polis storica non per gli albori. Come nel sogno nel mito ancora tutto è concesso; oh beh..quasi tutto. Questo è un settore dove non ci sono dogmi o schemi fissi, ma l’interpretazione cambia soggettivamente in base alla psiche umana, individuale e collettiva.</p><p class="aaa3">Cronologia e storiografia</p><p>Gli Antichi non si ponevano il problema come la società contemporanea sulla storicità di Omero; i Greci lo hanno etichettato come autore di <em>mytos</em> racconti fantastici culturali con eco religioso in contrapposizione alla storiografia. I primi storiografi però, i c.d. logografi si sono serviti di lui e di Esiodo per raccontare la storia più antica in assoluto: la nascita della civiltà Greca. Si tratta di un ricorso ai dati Omerici per eventi e luoghi lontani nel tempo come la nostra Preistoria o peggio Paleontologia.</p><p>In assenza di fonti reali anche loro sostengono che i fatti riportati non sono autoptici e non verificabili. In età moderna <strong>Schliemann </strong>Omero<strong> </strong>alla mano come un testo storico scopre i siti delle storie narrate. La fortuna ha voluto che li trovasse e che dopo di lui si scoprissero gli strati archeologici legati ai miti in esame. Ciò non toglie che tutti sanno che è di mitografia che stiamo parlando e quindi che le ricostruzioni storiche dei fatti senza supporti materiali rimangono delle effimere ipotesi.</p><p>Per convenzione la storia dell’Iliade riguarda eventi del II millennio a.C. (1260 circa) e dell’Odissea circa 20 anni dopo l’inizio del primo poema. La redazione sta tra il IX e l’VIII secolo a.C. coeva al processo di urbanizzazione delle poleis greche; la comparsa di Omero coincide con la ricomparsa della scrittura per la Grecia Antica: la nascita della scrittura alfabetica greca. C’ è un buio storico che di tanto in tanto mostra qualche lampo di luce sul periodo tra il XII secolo , il periodo miceneo e quello Greco Arcaico, documentato da materiali archeologici che fanno pensare ad un temporaneo ricorso alla cultura Orale che elabora il substrato minoico miceneo con l’apporto della civiltà Indoeuropea delle tribù greche (4).</p><p>L’arte geometrica, che nel labirinto e nel meandro trova maggiore completezza ed espressione, è rievocata in pochi punti anche nell’Iliade con lo scudo diviso in 5 “pieghe” e in totale 7 scene figurate in uno scudo circolare con decorazioni “labirintiche” e tipiche della lavorazione orafa artistica. È un archetipo del film con pellicola “labirintica” che sembra dare vita e movimento alle scene narrate. La danza delle donne insiste sul tema del movimento labirintico magico della danza e sul ruolo sacrale nella Grecia Arcaica.</p><p>Lo scudo di Efesto in effetti è l’unico che lascia intravedere la transizione tra il mondo pre –Greco e la Grecia Arcaica. I Troiani sono l’alter ego da “demonizzare” dei Greci, ma anche la citazione dell’espansione commerciale nell’Egeo e Mediterraneo Orientale dei Greci; ricorda anche la prima ondata migratoria in Asia Minore dei Greci, prima Micenei, poi Greci. Sono anche la “giustificazione” dell’arrivo di elementi Orientalizzanti in Grecia (il famoso stile Orientalizzante) .</p><p class="aaa3">Topografia e geografia Omeriche</p><p>Che mondo e che luoghi sono quelli di Omero?</p><p><img class="alignnone size-full wp-image-4273" title="omero2" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/omero2.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p><p>Questa domanda non riceverà aimè una risposta scientifica. Per me, le località sono spazi del mito e quindi non possono essere totalmente fedeli a quelli reali per via dello spostamento geografico dei Greci che avevano in origine coordinate, conoscenze e mappe differenti dei luoghi descritti. <em>Troja</em> per la maggior parte degli studiosi è <em>Wilusa</em> fase VI. Micene è la fase contemporanea cronologicamente a <em>Wilusa</em>, come già detto.</p><p>Ora rimangono ancora dubbi su:</p><ul><li>fiumi della regione di Troia</li><li>fenomeni astronomici della notte luminosa a Troia molto più idonea nei paesi nordici</li><li>descrizione dell’Egeo più impervio di ora, ma questo è dovuto solo al livello di progresso</li><li>descrizione del percorso del viaggio di Odisseo che per me, può essere risolto dalla maree e dalle mappe navali</li><li>miticità della terra dei Lotofagi e altri popoli dell’Odissea per alcuni le coste dell’Africa (??).</li></ul><p>Ipotesi piuttosto favolistica è quella di Vinci che ribalta la saga Mediterranea, Orientale di Troia tutta nel Baltico; con la toponomastica si arrampica e riesce a forzare le coincidenze come con i fenomeni astronomici. Sono molte però, le cose che non collimano e tornano in questa geografia Nordica, che sa di Celtico, non di Greco. È avvincente, ma non sostenibile scientificamente. Il realismo descrittivo di Omero però, è un elemento interessante …</p><p>In attesa di sviluppi sul tema, direi che si può far coincidere poca geografia moderna con quella Epica.</p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4272" title="tappe-odissea" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/tappe-odissea.jpg" alt="" width="600" height="348" /><br /> Mappa, le tappe dell’Odissea </em></p><p class="aaa3">Bibliografia</p><p><strong>Abbreviazioni</strong></p><ul><li>A.= altezza</li><li>Alt = altezza</li><li>AAVV = Autori Vari</li><li>Ca = circa</li><li>c.d.=cosidetto/i</li><li>Cit.= citazione</li><li>Cm = centimetri</li><li>Cons.= Conserva</li><li>Dec,= decorazione, decorare, decorano</li><li>Diam = diametro</li><li>Ecc e Etc = Eccetera</li><li>Ed= edizione o edito</li><li>Es = esempio</li><li>Framm.=Frammento</li><li>H = altezza</li><li>L = larghezza</li><li>Largh = larghezza</li><li>Lett. = letterario, letteratura</li><li>Lungh = lunghezza</li><li>M = metri</li><li>Mq = metri quadrati</li><li>n.v.=non vidi</li><li>p.= pagina</li><li>pp-= pagine</li><li>Prec = precedente/i, precedentemente</li><li>Prev = prevalentemente, prevalente /i</li><li>Raff, = Raffigura</li><li>Rapp.= rappresenta</li><li>Ric = ricostruzione</li><li>Rif. = rifermento , riferisce, da riferire</li><li>sp = spessore</li><li>Succ = successivo/i</li><li>Trad.=Traduzione</li><li>v.d.=vedi</li><li>Vol.=Volume</li><li>VV = Versi</li><li><em>Vs</em> = versus, contro</li></ul><p><strong>Testi generici usati per lo studio</strong></p><ul><li>AAVV, 2000<br /> AVV, Antichità Classica- le garzantine, pp.984-988, Borgaro Torinese(TO) 2000.</li><li>Brelich, 1995<br /> Brelich, Introduzione alla storia delle Religioni, Roma 1995.</li><li>Campbell, 1990<br /> J, Campbell, Mitologia Primitiva, “Le maschere di Dio”, 1990.</li><li>Filoramo, 2005<br /> Filoramo, Storia delle Religioni, vol. VIII, “Mondo Classica ed Europa Precristiana”, pp. 191-291, Roma 2005.</li><li>Monaco, Casertano, Nuzzo, 1991<br /> Monaco, Casertano, Nuzzo, L’Attività letteraria dell’Antica Grecia, 1991.</li><li>Montanari, 2004<br /> Montanari, in RMSR –“ Fabula praetexta e Aristocrazia Romana”, Roma 2004.</li><li>Vinci, 2008<br /> F.Vinci, Omero nel Baltico, 2008.</li></ul><p><strong>Note</strong></p><ul><li>1)<br /> AEDO = Cantore girovago artista creatore di storie narrate con l’accompagnamento musicale.<br /> <img class="alignnone size-full wp-image-4274" title="aedo" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/aedo.jpg" alt="" width="329" height="400" /><br /> RAPSODO = cantastorie, menestrello di corte che narra tradizioni già inventate a volte con l’accompagnamento musicale.<br /> <img class="alignnone size-full wp-image-4275" title="rapsodo" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/rapsodo.jpg" alt="" width="367" height="500" /></li><li>2) Su 9 strati 7 mostrano tracce evidenti di incendio e alcune anche di terremoti non inconsueti nella zona.</li><li>3) Gli scavi di questo grande pioniere con in mano Omero sono delle fase del Bronzo Antico e Medio ben più antiche delle storie e delle città delle vicende Omeriche)</li><li>4) Approvo come il prof Musti una discesa e una immigrazione delle popolazioni senza un’invasione militare, visto la mancanza di fonti dirette di scontri o attriti bellici.</li></ul><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/004266_omero.html" data-text="Omero" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F004266_omero.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/004266_omero.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Oratori greci e romani</title><link>http://www.archeoguida.it/002272_oratori-greci-e-romani.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002272_oratori-greci-e-romani.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:32:06 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - O]]></category> <category><![CDATA[oratori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2272</guid> <description><![CDATA[Persuadere, affascinare, stupire, convincere sono, da sempre, gli scopi dell&#8217;arte oratoria, sviluppatasi in Grecia nel V° secolo in seno al movimento della Sofistica e, successivamente, affermatasi in ambito romano. L&#8217;oratoria consiste nell&#8217;applicazione pratica dei princìpi teorizzati dalla retorica, il complesso delle tecniche del “parlare bene”, finalizzate all&#8217;esposizione chiara di un argomento così da ottenere l&#8217;assenso [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Persuadere, affascinare, stupire, convincere sono, da sempre, gli scopi dell&#8217;<strong>arte oratoria</strong>, sviluppatasi in Grecia nel V° secolo in seno al movimento della Sofistica e, successivamente, affermatasi in ambito romano. L&#8217;oratoria consiste nell&#8217;applicazione pratica dei princìpi teorizzati dalla <strong>retorica</strong>, il complesso delle tecniche del “parlare bene”, finalizzate all&#8217;esposizione chiara di un argomento così da ottenere l&#8217;assenso da parte dell&#8217;uditore.</p><p>Qui di seguito vengono proposti, sia pure in modo sintetico, i profili di alcuni tra i più importanti oratori e rétori greci e romani: è importante rilevare sin d&#8217;ora che, a differenza di quanto accaduto nei secoli successivi alla fine dell&#8217;impero romano, anche se le prime avvisaglie del mutamento sono riscontrabili già nella tarda età imperiale, l&#8217;oratoria e la tecnica retorica venivano poste nell&#8217;antichità al servizio privilegiato della politica: l&#8217;arte del “ben dire” era oggetto di studio da parte di coloro che intendevano farsi strada in campo politico, conquistandosi approvazione, fama e prestigio. In epoca successiva, in particolare con l&#8217;affermazione del cristianesimo, gli scopi e le tecniche argomentative della disciplina retorica furono applicati alla predicazione ecclesiastica.</p><p>Sapersi esprimere in modo corretto ed avvicente è, dunque, un&#8217;abilità fondamentale per esercitare influenza, affermare la propria personalità, plasmare opinioni e mentalità. In definitiva, un vero e proprio strumento di potere.</p><h2>Principali oratori greci e romani</h2><ul><li><a title="Permanent Link: Anassimene di Lampsaco" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002249_anassimene-di-lampsaco.html">Anassimene di Lampsaco</a></li><li><a title="Permanent Link: Callicle" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002235_callicle.html">Callicle</a></li><li><a title="Permanent Link: Catone (Marco Porcio)" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002253_catone-marco-porcio.html">Catone (Marco Porcio)</a></li><li><a title="Permanent Link: Cicerone (Marco Tullio)" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002257_cicerone-marco-tullio.html">Cicerone (Marco Tullio)</a></li><li><a title="Permanent Link: Demetrio Falereo" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002251_demetrio-falereo.html">Demetrio Falereo</a></li><li><a title="Permanent Link: Demostene" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002247_demostene.html">Demostene</a></li><li><a title="Permanent Link: Dionigi di Alicarnasso" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002261_dionigi-di-alicarnasso-2.html">Dionigi di Alicarnasso</a></li><li><a title="Permanent Link: Eschine" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002245_eschine.html">Eschine</a></li><li><a title="Permanent Link: Gorgia" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002239_gorgia.html">Gorgia</a></li><li><a title="Permanent Link: Isocrate" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002243_isocrate.html">Isocrate</a></li><li><a title="Permanent Link: Lisia" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002241_lisia.html">Lisia</a></li><li><a title="Permanent Link: Marco Cornelio Frontone" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002263_marco-cornelio-frontone.html">Marco Cornelio Frontone</a></li><li><a title="Permanent Link: Protagora" rel="bookmark" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002237_protagora.html">Protagora</a></li></ul><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002272_oratori-greci-e-romani.html" data-text="Oratori greci e romani" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002272_oratori-greci-e-romani.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002272_oratori-greci-e-romani.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ottavia Minore</title><link>http://www.archeoguida.it/00188_ottavia-minore.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00188_ottavia-minore.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Dec 2009 23:44:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - O]]></category> <category><![CDATA[Ottavia Minore]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=188</guid> <description><![CDATA[nome: Ottavia Turina minore (69 a.C. &#8211; 11 a.C.) origini: dinastia patrizia dei Claudii famiglia: figlia di Gaio Ottavio e della sua seconda moglie Azia minore, sorella di Ottaviano Augusto, moglie di Gaio Claudio Marcello e di Marco Antonio, ava di Nerone e di Caligola Descritta da Plutarco come un “tesoro di donna”, “bella, austera [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-189" title="ottavia-minore" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/ottavia-minore.jpg" alt="ottavia-minore" width="360" height="240" /></strong></p><p><strong>nome</strong>: Ottavia Turina minore (69 a.C. &#8211; 11 a.C.)<br /> <strong>origini</strong>: dinastia patrizia dei Claudii<br /> <strong>famiglia</strong>: figlia di Gaio Ottavio e della sua seconda moglie Azia minore, sorella di Ottaviano Augusto, moglie di Gaio Claudio Marcello e di Marco Antonio, ava di Nerone e di Caligola</p><p><span id="more-188"></span></p><p>Descritta da <strong>Plutarco</strong> come un “tesoro di donna”, “bella, austera e intelligente” (<em>Vita Antonii</em>, Ant. 31,2.4), Ottavia Turina, sorella di Ottaviano e discendente, per parte materna, da <strong>Gaio Giulio Cesare</strong>, è stata definita da Ronald Syme “una pedina sulla scacchiera dell&#8217;alta politica” nella Roma dilaniata dalla guerra civile fra Ottaviano e Marco Antonio.</p><p>In effetti, guardando alla sua vicenda personale, è difficile avere un&#8217;impressione diversa&#8230;</p><p>In un anno non precisato prima del 54 a.C., Ottavia aveva sposato un uomo politico in vista, <strong>Gaio Claudio Marcello</strong> minore, console nell&#8217;anno 50 a.C., che le diede tre figli: <strong>Claudia Marcella maggiore</strong>, <strong>Claudia Marcella minore</strong> e <strong>Marco Claudio Marcello</strong>.</p><p>Nel 54 a.C. scoppiò il primo dramma: Ottavia, nonostante la sua unione con Marcello, venne proposta quale moglie nientemeno che a <strong>Gneo Pompeo Magno</strong>, all&#8217;epoca tra gli uomini più potenti di Roma, rimasto vedovo: si trattò di un&#8217;ipotesi di matrimonio combinato, che fortunatamente non ebbe seguito. Lo stesso Marcello, però, morì alla fine del 41 a.C., lasciando Ottavia sola e in attesa di un figlio e, di lì a poco, all&#8217;inizio del 40 a.C., con la morte della moglie Fulvia, che gli aveva dato due figli, restò solo un altro dei personaggi che incendiavano la scena politica romana, il triumviro Marco Antonio.</p><p>Il destino fatale porse l&#8217;occasione propizia per delle nozze “strategiche”: Antonio e Ottaviano, infatti, decisero di consolidare il proprio rinnovato legame di pacificazione con un matrimonio, per cui Ottavia andò sposa a <strong>Marco Antonio</strong>, dopo una delibera del Senato romano che le permise di sposarsi nonostante fosse in attesa di un figlio (la consuetudine dell&#8217;epoca, infatti, non consentiva alla donna di risposarsi se non dopo che fossero trascorsi dieci mesi dalla morte del legittimo coniuge) .</p><p>Quali i sentimenti della giovane moglie, che ai nostri occhi appare “sballottata” da un matrimonio all&#8217;altro quasi senza alcuna considerazione per la sua volontà? Eppure le fonti riferiscono che Ottavia era molto amata del fratello Ottaviano, il futuro primo “Augusto” di Roma: si deve, in definitiva, credere che negli ambienti dell&#8217;alta politica romana tutto – anche gli intimi affetti familiari – fosse sacrificato alla logica del potere?</p><p>Nulla si sa con certezza intorno al vissuto interiore di Ottavia che, come ogni donna di alto rango, era stata educata al rispetto dei ruoli e all&#8217;assunzione delle proprie responsabilità coniugali; un fatto certo è il ruolo di madre, da lei assunto con generosa disponibilità nei confronti dei molti figli che le facevano corona: quelli avuti da Gaio Claudio Marcello, quelli nati dal precedente matrimonio di Antonio con Fulvia (Iullo Antonio e Marco Antonio Antillo) e di quelli avuti da Antonio medesimo nel nuovo matrimonio (Antonia maggiore e Antonia minore). L&#8217;unione con Ottavia, inoltre, parve contribuire, almeno in un primo tempo, a tenere lontano Antonio dall&#8217;ammaliante influenza della regina d&#8217;Egitto, Cleopatra, conosciuta nel 41 a.C.</p><p>Nel contesto di una campagna in Oriente contro i Parti, tuttavia, Antonio si risolse ad abbandonare la moglie, di cui si era stancato. Ottavia, decisa a non lasciarsi sfuggire il marito, con il coraggio di una devozione incondizionata, si mise in viaggio senza indugi portando con sè denaro e truppe fornitele da Ottaviano, ma Antonio le mandò incontro dei messi per chiederle di tornare indietro.</p><p>Il rifiuto oppostole dal marito rappresentò il <em>casus belli</em>, il pretesto atteso per il riaprirsi dell&#8217;incendio bellico tra Marco Antonio e Ottaviano: quest&#8217;ultimo, infatti, aveva a suo tempo provveduto a conferire alla sorella la <em>sacrosanctitas</em> di cui godevano i tribuni della plebe (ma secondo alcuni studiosi si tratterebbe della <em>sanctitas</em> propria delle Vestali), una prerogativa in virtù della quale chi avesse attuato un torto nei confronti della persona investitane, si sarebbe automaticamente inimicato la comunità, autorizzandone una legittima reazione. Il matrimonio di Ottavia, in ogni caso, si concluse definitivamente soltanto nel 32 a.C., quando Antonio le inviò una lettera di divorzio: ciò significa che, sino a quel momento, Ottavia gli restò fedele.</p><p>Alla sua morte, avvenuta nell&#8217;11 a.C. il fratello le dedicò il complesso del Portico che reca il suo nome (“<strong>Portico di Ottavia</strong>”).</p><p>L&#8217;uomo, pur privilegiato dalla legge, dalla società e dalla cultura, non può fare a meno di riconoscere e celebrare l&#8217;eroismo nascosto e l&#8217;ostinata fedeltà al dovere espressi dalla donna, alla quale, probabilmente, sente di dovere, in molti casi, le sue conquiste.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00188_ottavia-minore.html" data-text="Ottavia Minore" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00188_ottavia-minore.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00188_ottavia-minore.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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