<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Personaggi &#8211; I</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/personaggi/personaggi-i/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Isacco di Ninive</title><link>http://www.archeoguida.it/005367_isacco-di-ninive.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/005367_isacco-di-ninive.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Jun 2011 14:01:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi]]></category> <category><![CDATA[Personaggi - I]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=5367</guid> <description><![CDATA[Sant&#8217;Isacco di Ninive vissuto nel VII secolo La vera e corretta speranza in Dio è quella di colui che non si dà preoccupazione alcuna delle cose che periscono, ma si volge completamente a Dio notte e giorno; che è libero da ogni cura mondana per applicarsi assiduamente alle virtù; che dedica tutto il suo tempo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5368" title="Isacco di Ninive" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/06/Isacco-di-Ninive.jpg" alt="Sant'Isacco di Ninive " width="438" height="600" /></strong></p><h2><strong>Sant&#8217;Isacco di Ninive </strong></h2><p><strong>vissuto nel VII secolo</strong></p><blockquote><p><em>La vera e corretta speranza in Dio<br /> </em><em>è quella di colui che non si dà preoccupazione<br /> </em><em>alcuna delle cose che periscono,<br /> </em><em>ma si volge completamente a Dio notte e giorno;<br /> </em><em>che è libero da ogni cura mondana<br /> </em><em>per applicarsi assiduamente alle virtù;<br /> </em><em>che dedica tutto il suo tempo alle cose di Dio<br /> </em><em>e per questo trascura il cibo, i vestiti,<br /> </em><em>la preparazione di una dimora per il corpo e così via.<br /> </em><em>Quest&#8217;uomo si prepara ciò che sarà davvero necessario,<br /> </em><em>e questa è la vera e saggia speranza.</em></p></blockquote><p>(dai <em>Sermoni ascetici</em> di Isacco di Ninive)</p><p>Dolce e luminosissima la testimonianza di vita spirituale che ci giunge dall&#8217;anacoreta Isacco, vissuto nel corso del VII secolo, di cui la storia a stento ci offre notizie ed informazioni biografiche, quasi che la sua vita si sia snodata, linfa silente ma feconda, nelle pieghe di un&#8217;epoca travagliata e complessa, contraddistinta, a Oriente come a Occidente, da eventi e fenomeni cruciali: si pensi, ad esempio, alla comparsa dell&#8217;Islam e all&#8217;avanzata conquistatrice degli Arabi, alle pressioni di nuovi popoli sui confini dell&#8217;Impero bizantino, alla progressiva affermazione della presenza longobarda nella penisola italica.</p><p>Incomparabile guida nella vita di preghiera, Isacco, che preferì senza indugi l&#8217;ascesi e la quiete contemplative agli onori connessi all&#8217;esercizio del ministero episcopale nella città di Ninive, visse e trasmesse ai suoi discepoli un&#8217;intensa esperienza spirituale il cui centro è la Persona e il Nome del Figlio di Dio.</p><p>“Il nome di Gesù, chiave di ogni dono, mi ha aperto la <em>porta grande</em> (1Cor 16,9), perchè entrassi nel tesoro delle tue ricchezze e ti glorificassi con la gloria che [procede] dal cuore per la tua misericordia” (1), esclama l&#8217;asceta rivolgendosi al Signore della sua vita, al Quale egli continua a rivolgere la sua ardente supplica: “Getta sul mio cuore dolci briglie, perchè i miei sensi non guardino fuori dei sentieri della tua legge. Arma i miei moti come nave di conversione, affinchè su di essa esulti nel mare del mondo fino al porto della tua speranza” (2). Isacco è consapevole che l&#8217;iniziale movimento di <em>metánoia</em>, che suscita nella persona il desiderio di un profondo rinnovarsi della propria esistenza, non può che essere suscitato dalla misericordiosa benevolenza di Gesù Cristo: “La croce dell&#8217;ignominia (cf. Eb 11, 26; 13,13) su cui sei salito per me divenga per me ponte alla stanza celeste. La corona di spine di cui è stato coronato il tuo capo divenga per me <em>elmo di salvezza</em> (Ef 6,17) nel fervido giorno della battaglia. Lo sputo che il tuo volto ha ricevuto mi prepari alla fiducia davanti al tribunale della tua venuta.</p><p>Il tuo santo corpo, spogliato sulla croce, per la tua carità mi crocifigga a questo mondo e ai suoi desideri. La tua veste tirata a sorte strappi da davanti ai miei occhi il manto di tenebra indossato dentro di me” (3). Come, infatti, egli precisa in uno dei suoi <em>Discorsi</em>: “Quando l&#8217;uomo avverte il soccorso di Dio, quando sente che l&#8217;Altissimo è accanto a lui e lo aiuta, immediatamente il cuore gli si riempie di fede e capisce allora che la preghiera è il rifugio sovrano, la fonte della salvezza. Egli fa l&#8217;esperienza come l&#8217;orazione sia il tesoro della fiducia, il porto al riparo dalla bufera, la luce di chi vaga nel buio, il sostegno di chi vacilla, l&#8217;aiuto più valido nella malattia, la corazza contro le frecce del nemico. In una parola: la somma dei beni entra in noi mediante la preghiera” (4). Ecco perchè nulla vale quanto l&#8217;intimità con Dio che all&#8217;uomo è possibile attraverso il diuturno impegno nell&#8217;orazione, per mezzo del quale, progressivamente, la persona giunge all&#8217;amore autentico per il Suo Creatore, che si riverbera poi nelle sue relazioni con le altre creature: “L&#8217;amore – sottolinea Isacco – è figlio della conoscenza. E la conoscenza ha origine dalla salute dell&#8217;anima.</p><p>La salute dell&#8217;anima è una potenza che scaturisce da una pazienza lunga e sottile. Che cos&#8217;è la conoscenza? La sensazione della vita immortale. E cos&#8217;è la vita immortale? E&#8217; avvertire ogni realtà in Dio. Infatti l&#8217;amore proviene dalla consapevolezza. E la conoscenza divina regna sopra tutti i desideri. Il cuore che riceve una tale conoscenza, porta in sè qualcosa superiore a tutta la dolcezza che v&#8217;è in terra” (5). La preghiera, in quanto frutto dell&#8217;azione dello Spirito, conduce l&#8217;uomo all&#8217; “elevazione oltre i moti della psichicità”, secondo l&#8217;espressione dello stesso Isacco nello scritto <em>Sui santi fremiti e sul limpido corso che ci sono regalati dalla clemenza di Nostro Signore nel momento della preghiera </em>(6).</p><p>Se sommo bene e somma gioia è per il cuore dell&#8217;uomo l&#8217;incontro con Dio nella preghiera, allora tutti gli altri attaccamenti terreni sono destinati a svanire per lasciare posto ad un atteggiamento interiore all&#8217;insegna dell&#8217;autentica misericordia, che non fa distinzione tra buoni e cattivi, esattamente come la santa Persona di Gesù Cristo, durante la sua vita terrena, non esitava ad incontrare i reietti e i disprezzati dalla società per annunciare loro il Vangelo della salvezza: “Considera dunque tutti gli uomini, fossero atei o assassini, uguali nel bene e nella stima: vedi in ognuno tuo fratello secondo natura, anche se è sviato lontano dalla verità, senza saperlo. Quando fai del bene a qualcuno, non ricevere nulla in cambio. Sarà Dio a ricompensarti” (7).</p><p>Un messaggio, quello di Isacco di Ninive, capace di parlare ancora potentemente al cuore dell&#8217;uomo di oggi, forse troppo irretito nella considerazione e nella stima prevalenti delle cose che passano: “La gioia che è in Dio è più forte della vita presente”, rimarca Isacco, non certo per invitare chi lo ascolta alla dissipazione o all&#8217;inattività, ma, al contrario, per sollecitare la purificazione del cuore dalle inutili e dannose passioni, le uniche che possono guastare la pace del cuore e condurre l&#8217;uomo sulla strada della rovina.</p><h4>Note</h4><ul><li>(1) La citazione, così come le successive, è tratta dalle <em>Conversazioni della preghiera nascosta</em>, il cui testo è consultabile all&#8217;indirizzo web <a href="http://www.esicasmo.it/esicasmo.it.htm" target="_blank">http://www.esicasmo.it/esicasmo.it.htm</a></li><li>(2) Come sopra</li><li>(3) Come sopra</li><li>(4) La citazione è tratta dal <em>Discorso</em> n. 21</li><li>(5) La citazione è tratta dal <em>Discorso</em> n. 38</li><li>(6) Il testo dello scritto è consultabile all&#8217;indirizzo web <a href="http://www.esicasmo.it/esicasmo.it.htm" target="_blank">http://www.esicasmo.it/esicasmo.it.htm</a></li><li>(7) La citazione è tratta dal <em>Discorso</em> n. 23</li></ul><h4>Approfondimenti</h4><p>Per approfondimenti sul profilo di Isacco si veda il link <a href="http://www.certosini.info/lezion/Padri%20della%20Chiesa/Isacco_di_Ninive.htm" target="_blank">http://www.certosini.info/lezion/Padri%20della%20Chiesa/Isacco_di_Ninive.htm</a></p><p>Il lettore desideroso di approfondire il pensiero e la spiritualità di Isacco può fare utile riferimento ad alcuni testi reperibili in commercio, di cui si indicano qui di seguito gli estre,o bibliografici, senza alcuna pretesa di esaustività:</p><ul><li>Isacco di Ninive, <em>Discorsi spirituali</em>, ed. Qiqajon, Magnano-Biella 1990</li><li>Isacco di Ninive, La conoscenza di Dio, Mondadori, Milano 1998</li><li>Isacco di Ninive, <em>Un&#8217;umile speranza</em>, ed. Qiqajon, Magnano-Biella 1999</li><li>Isacco di Ninive, <em>Grammatica di vita spirituale</em>, San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo 2010.</li><li>Sabino Chialà, <em>Dall&#8217;ascesi eremitica alla misericordia infinita. Ricerche su Isacco di Ninive e la sua fortuna</em>, Edizione L.S. Olschki, Firenze 2002.</li></ul><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/005367_isacco-di-ninive.html" data-text="Isacco di Ninive" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F005367_isacco-di-ninive.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/005367_isacco-di-ninive.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ilario di Poitiers</title><link>http://www.archeoguida.it/005352_ilario-di-poitiers.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/005352_ilario-di-poitiers.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Jun 2011 13:44:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi]]></category> <category><![CDATA[Personaggi - I]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=5352</guid> <description><![CDATA[Sant&#8217;Ilario di Poitiers nato nel 315, morto nel 367 &#8220;Tutta l&#8217;immensità del cielo sta nel palmo di Dio e tutta la vastità della terra è racchiusa nel suo pugno. Ma la parola di Dio, se giova certo a formarci un&#8217;idea irradiata di religiosità, ha piú significato, per una comprensione profonda, di quanto esteriormente si percepisca. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5353" title="Ilario di Poitiers" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/06/Ilario-di-Poitiers.jpg" alt="Sant'Ilario di Poitiers" width="600" height="780" /></strong></p><h2><strong>Sant&#8217;Ilario di Poitiers</strong></h2><p><strong>nato nel 315, morto nel 367</strong></p><blockquote><p><em>&#8220;Tutta l&#8217;immensità del cielo sta nel palmo di Dio<br /> </em><em>e tutta la vastità della terra è racchiusa nel suo pugno.<br /> </em><em>Ma la parola di Dio,<br /> </em><em>se giova certo a formarci un&#8217;idea irradiata di religiosità,<br /> </em><em>ha piú significato, per una comprensione profonda,<br /> </em><em>di quanto esteriormente si percepisca.<br /> </em><em>Infatti il cielo, racchiuso nel palmo di Dio,<br /> </em><em>è anche il suo trono; e la terra, contenuta nel suo pugno,<br /> </em><em>è anche lo sgabello dei suoi piedi.<br /> </em><em>Ma né il trono, né lo sgabello si possono interpretare<br /> </em><em>nel senso estensivo del corpo che siede,<br /> </em><em>perché quell&#8217;Essere infinito<br /> </em><em>può afferrare e racchiudere nel pugno<br /> </em><em>ciò che gli serve da sgabello e da trono.<br /> </em><em>In tutte queste realtà create ab origine, dentro e fuori,<br /> </em><em>si deve riconoscere Dio ad esse trascendente<br /> </em><em>e insieme intimo, cioè circonfuso e infuso in tutte;<br /> </em><em>infatti il palmo e il pugno che tutto contengono,<br /> </em><em>manifestano il suo dominio esteriore<br /> </em><em>sulla natura, invece il trono e lo sgabello manifestano<br /> </em><em>che tutte le cose sono a lui soggette<br /> </em><em>come ciò che è esterno a chi risiede nell&#8217;intimo.<br /> </em><em>Cosí egli, nella sua completezza,<br /> </em><em>tutto contiene in sé e fuori di sé<br /> </em><em>perché, per la sua infinità, egli non è lontano da tutto,<br /> </em><em>eppure tutte le cose sono esterne a lui,<br /> </em><em>che è infinito.</em></p></blockquote><p><em>(</em>dal <em>De Trinitate, 1,6)</em></p><p>“Vescovo e dottore della Chiesa: elevato alla sede di Poitiers in Aquitania, in Francia, sotto l&#8217;imperatore Costanzo seguace dell&#8217;eresia ariana, difese strenuamente con i suoi scritti la fede nicena sulla Trinità e sulla divinità di Cristo e fu per questo relegato per quattro anni in Frigia; compose anche celeberrimi Commenti ai Salmi e al Vangelo di Matteo”. Così recita il Martirologio Romano a proposito di sant&#8217;Ilario, vescovo della località francese di Poitiers, autentico campione della lotta contro l&#8217;eresia ariana tanto da essere paragonato ad Atanasio di Nicea.</p><p>Come altri santi teologi e dottori dei primi secoli, anche Ilario non nacque in un contesto familiare cristiano, tuttavia i suoi precoci interessi per gli studi filosofici, in particolare per le dottrine neoplatoniche, destarono in lui il desiderio di pervenire alla Verità piena sull&#8217;uomo e sul suo destino, che egli trovò, dopo lunga ricerca, nell&#8217;incontro con Gesù Cristo. Anche nella vita di questo santo straordinario, che la Chiesa Cattolica venera il 13 gennaio, troviamo, dunque, la testimonianza del fatto che l&#8217;onestà intellettuale e la sincera ricerca del vero e del bene possono condurre l&#8217;uomo alla fede, per cammini che solo la Provvidenza conosce.</p><p>Alla morte del vescovo che presieva la comunità di Poitiers, nell&#8217;anno 353, Ilario venne immediatamente acclamato suo successore e si trovò ben presto inserito da protagonista nelle contese teologiche che caratterizzarono gli anni immediatamente successivi alla celebrazione del concilio di Nicea del 325 : com&#8217;è noto, la prima assise ecumenica della storia della Chiesa ebbe, quale principale preoccupazione, la corretta definizione dei rapporti in seno alle tre Persone della SS. Trinità e dichiarò l&#8217;eterodossia della posizione ariana, secondo cui Gesù, il Figlio, non sarebbe stato “della stessa sostanza del Padre” (per approfondire i contenuti della dottrina dell&#8217;arianesimo si vedano i links <a href="http://www.eresie.it/it/id065.htm" target="_blank">http://www.eresie.it/it/id065.htm</a> e <a href="http://www.eresie.it/it/id215.htm" target="_blank">http://www.eresie.it/it/id215.htm</a>). Ma dal pronunciamento di Nicea scaturirono nuove divisioni sull&#8217;interpretazione da fornire al concetto di “consustanzialità”: esso, infatti, si doveva intendere come sinonimo di “sostanza identica” oppure di “sostanza simile”? (1)</p><p>Ilario si fece interprete delle varie istanze in gioco e, nella stesura della sua fondamentale opera <em>De Trinitate</em>, durante gli anni dell&#8217;esilio in Frigia a cui fu condannato nell&#8217;ambito del sinodo di Béziers del 356, nonché nella lettera <em>De synodis seu de fide orientalium</em>, offrì un mirabile contributo per la composizione del conflitto interpretativo, senza mai scendere a compromessi con l&#8217;arianesimo più radicale. Ilario, insomma, pagò di persona la propria fedeltà al credo di Nicea, esattamente come Atanasio, di cui il lettore può reperire la scheda in questo stesso sito e che, nell&#8217;anno 362, fece convocare un Concilio ad Alessandria per ribadire pienamente la formula dell&#8217; <em>homooúsios</em> e la messa in secondo piano di tutte le altre. Nei dodici libri del suo scritto dedicato alla Trinità, come rileva l&#8217;attuale pontefice Benedetto XVI in una sua recente <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20071010_it.html" target="_blank">catechesi</a>, “Ilario espone il suo personale cammino verso la conoscenza di Dio e si preoccupa di mostrare che la Scrittura attesta chiaramente la divinità del Figlio e la sua uguaglianza con il Padre, non soltanto nel Nuovo Testamento, ma anche in molte pagine dell&#8217;Antico, in cui già appare il mistero di Cristo. Di fronte agli ariani egli insiste sulla verità dei nomi di Padre e di Figlio e sviluppa tutta la sua teologia trinitaria partendo dalla formula del Battesimo donataci dal Signore stesso: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».</p><p>Il Padre e il Figlio sono della stessa natura. E se alcuni passi del Nuovo Testamento potrebbero far pensare che il Figlio sia inferiore al Padre, Ilario offre regole precise per evitare interpretazioni fuorvianti: alcuni testi della Scrittura parlano di Gesù come Dio, altri invece mettono in risalto la sua umanità. Alcuni si riferiscono a Lui nella sua preesistenza presso il Padre; altri prendono in considerazione lo stato di abbassamento (<em>kénosis</em>), la sua discesa fino alla morte; altri, infine, lo contemplano nella gloria della risurrezione”. Il passaggio dell&#8217;intervento del Papa, qui riportato, permette di cogliere la mirabile articolazione dell&#8217;opera di Ilario, il quale elabora le proprie argomentazioni a partire dalla considerazione del contenuto della fede ricevuta nel Battesimo.</p><p>Gesù, infatti, ha comandato ai suoi Apostoli di battezzare “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”: tutta la Trinità è presente nel momento in cui rinasce alla vita di grazia e alla figliolanza divina nel sacramento dell&#8217;iniziazione; e la Trinità è la scaturigine di ogni bene: “Uno solo – rimarca Ilario &#8211; è l&#8217;Autore di tutte le cose, perchè uno solo è Dio Padre, dal quale tutto procede. E uno solo il Signore nostro Gesù Cristo, mediante il quale tutto fu fatto, e uno solo lo Spirito, dono in tutti”. Nel dono di Suo Figlio fatto uomo, il Padre ha offerto all&#8217;uomo l&#8217;unica, vera speranza di salvezza: Gesù ha assunto pienamente la condizione umana, tranne che nel peccato, e ha riscattato l&#8217;uomo dalla sua lontananza da Dio, riaprendo il passaggio alla vita eterna che il peccato del primo Adamo aveva sbarrato; con il Battesimo ogni creatura viene innestata nella vera vite, che è Cristo, ed è destinata a portare molto frutto nella misura in cui resta unita a Gesù attraverso il sistematico rinnegamento delle opere dell&#8217;uomo vecchio, ossia l&#8217;egoismo in tutte le sue manifestazioni.</p><p>Rientrato dall&#8217;esilio a Poitiers nell&#8217;anno 359, Ilario riprese la sua missione pastorale di vescovo, coadiuvato dall&#8217;appoggio del giovane Martino, poi vescovo di Tours. La coraggiosa lotta per la difesa e l&#8217;affermazione della vera fede, che Ilario non aveva mai interrotto nemmeno nei duri anni dell&#8217;esilio, durante i quali si era premurato di agire per la conversione degli ariani con cui entrava in contatto, proseguì, ottenendo significativi successi come, ad esempio, la deposizione di alcuni prelati, primo fra tutti Saturnino di Arles, che avevano sostenuto la causa filoariana portata avanti dall&#8217;imperatore Costanzo, sul trono dall&#8217;anno 337 sino al 361, e avevano contribuito alla condanna e all&#8217;esilio dello stesso Ilario. Alla deposizione di Saturnino, disposto dal Concilio di Parigi, svoltosi fra 360 e 361, fece seguito, di lì a poco, un altro evento che diede il colpo di grazia all&#8217;arianesimo in Occidente, ossia la morte dello stesso Costanzo.</p><p>L&#8217;assise alessandrina dell&#8217;anno successivo, convocata da Atanasio, segnò il trionfo non solo della fede di Nicea, ma anche, in definitiva, della linea d&#8217;azione adottata da Ilario, il quale, in anni tanto travagliati e in una situazione politica e dottrinale così tesa ed ingarbugliata, seppe offrire un luminoso esempio di tenacia, di pazienza, di apertura al dialogo e alla conciliazione, pur senza mai venire meno alla difesa della propria posizione. Nel corso della sua esistenza, Ilario attuò pienamente quanto egli stesso scrisse nell&#8217;ottavo libro del <em>De Trinitate</em>: “La santità senza la scienza non può essere utile che a se stessa. Quando si insegna, occorre che la scienza fornisca un alimento alla parola e che la virtù serva di ornamento alla scienza”. Il sapere teologico diventa eloquente e convincente nella misura in cui si esprime nella condotta pratica di chi lo coltiva e lo promuove.</p><p>Negli ultimi anni, Ilario fu impegnato su un nuovo fronte di contrasto all&#8217;eresia, precisamente quello della diocesi di Milano, a capo della quale si era insediato dall&#8217;anno 355 Aussenzio, di fede ariana e già colpito nel 369 dalla condanna di papa Damaso e, immediatamente prima, da quella del Concilio di Parigi summenzionato. Nei confronti del vescovo milanese, a cui l&#8217;imperatore Valentiniano I, sia pure aderente al cattolicesimo, aveva concesso di conservare il suo ruolo, Ilario scrisse il <em>Sermo</em> <em>Contra Auxentium</em> o <em>Contra Arianos vel Auxentium Mediolanensem liber</em>, suddiviso in 15 capitoli.</p><p>L&#8217;intervento nella questione di Milano fu l&#8217;ultimo della lunga carriera di Ilario per il contrasto dell&#8217;arianesimo e la tutela della vera fede. Al vescovo di Poitiers si devono, peraltro, anche scritti di carattere biblico-esegetico, quali il <em>Commentarius in Evangelium Matthaei</em> e il <em>Tractatus super Psalmos</em>, nonché alcuni<em> Inni</em> sacri</p><h4>Approfondimenti</h4><p>Per approfondimenti sulla figura di sant&#8217;Ilario si vedano i links <a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/25700" target="_blank">http://www.santiebeati.it/dettaglio/25700</a> e <a href="http://www.nonsolobiografie.it/biografia_ilario_di_poitiers.html" target="_blank">http://www.nonsolobiografie.it/biografia_ilario_di_poitiers.html</a>, corredati anche di opportuni repertori bibliografici.</p><p>All&#8217;indirizzo <a href="http://www.documentacatholicaomnia.eu/20_40_0315-0367-_Hilarius_Pictaviensis,_Sanctus.html" target="_blank">http://www.documentacatholicaomnia.eu/20_40_0315-0367-_Hilarius_Pictaviensis,_Sanctus.html</a> è possibile reperire e leggere i testi di molte opere di Ilario di Poitiers, sia in latino sia in traduzione in lingua inglese.</p><p>Utili indicazioni bibliografiche di approfondimento sono reperibili agli indirizzi <a href="http://www.sources-chretiennes.mom.fr/upload/doc/bibliographie_hilarienne_alphabetique.pdf" target="_blank">http://www.sources-chretiennes.mom.fr/upload/doc/bibliographie_hilarienne_alphabetique.pdf</a> e <a href="http://www.sources-chretiennes.mom.fr/upload/doc/bibliographie_hilarienne_chronologique.pdf" target="_blank">http://www.sources-chretiennes.mom.fr/upload/doc/bibliographie_hilarienne_chronologique.pdf</a></p><p>mentre il link <a href="http://www.sources-chretiennes.mom.fr/index.php?pageid=Hilaire_index">http://www.sources-chretiennes.mom.fr/index.php?pageid=Hilaire_index</a> propone un utilissimo indice teologico dei termini impiegati nel fondamentale trattato <em>De Trinitate</em>.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/005352_ilario-di-poitiers.html" data-text="Ilario di Poitiers" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F005352_ilario-di-poitiers.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/005352_ilario-di-poitiers.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ipponatte</title><link>http://www.archeoguida.it/002547_ipponatte.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002547_ipponatte.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 30 May 2010 22:17:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Emilia Panicali</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - I]]></category> <category><![CDATA[Efeso]]></category> <category><![CDATA[Ipponatte]]></category> <category><![CDATA[poeti]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2547</guid> <description><![CDATA[Ipponatte viene ricordato dalla tradizione come “poeta pitocco”, poiché si autorappresenta come un poveretto e la sua tematica tocca i livelli più bassi della società. Tuttavia il suo nome indica un’origine nobile, in quanto significa “signore dei cavalli” e la sua poesia non è affatto povera, anzi, raggiunge livelli di estrema raffinatezza. Ipponatte può considerarsi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ipponatte</strong> viene ricordato dalla tradizione come “<strong>poeta pitocco</strong>”, poiché si autorappresenta come un poveretto e la sua tematica tocca i livelli più bassi della società. Tuttavia il suo nome indica un’origine nobile, in quanto significa “<strong>signore dei cavalli</strong>” e la sua poesia non è affatto povera, anzi, raggiunge livelli di estrema raffinatezza. Ipponatte può considerarsi poeta dell’aristocrazia, in quanto combatte il ceto mercantile in ascesa che sta soppiantando la vecchia classe dirigente. Il poeta, facendo una caricatura di sé come derelitto, maschera l’aristocratico tradizionalista e polemista.</p><p class="aaa3">Vita</p><p>Le notizie sulla sua vita le ricaviamo dalla Suda, un importante opera lessicografica di età bizantina e dal “Marmor Parium”, una cronaca incisa su marmo e datata alla metà del III sec. a.C., che registra avvenimenti politico-militari e informazioni di ambito letterario o scientifico.</p><p>Il poeta visse nel VI sec. a.C. e nacque ad <strong>Efeso</strong>, città dalla quale fu costretto a fuggire per la tirannide di Atenagora; si rifugiò a Clazomene, altra città della Ionia. La sua biografia presenta una serie di parallelismi sospetti con quella di Archiloco. Si dice che ebbe due nemici, gli scultori Bupalo e Atenide che lo avrebbero rappresentato in una statua (secondo la tradizione il poeta aveva fattezze orribili). Sappiamo che i due scultori sono personaggi storici, in quanto ce ne parla Plinio nella <em>Naturalis Historia</em> (35, 5, 11 ss.). La leggenda vuole che i due artisti si siano suicidati per le invettive di Ipponatte e che Bupalo abbia rifiutato di dare in matrimonio sua figlia al poeta ma, in entrambi i casi, si tratta di <em>topoi</em> letterari.</p><p class="aaa3">Tematiche</p><p>Ipponatte scrive moltissime invettive, spesso utilizzando l’apostrofe diretta. I suoi bersagli principali furono lo scultore Bupalo e il pittore Mimnès: siccome le sue liriche venivano recitate ai simposi, risulta evidente che la tematica artistica era molto sentita in quegli ambienti. Caratteristica costante dell’inventiva ipponattea è il ricorso alla parodia epica, ottenuta sia utilizzando formazioni nuove, sia attraverso l’uso corretto delle forme omeriche, inserite però in contesti paradossali, che creano un divertente contrasto. Ne è un esempio un frammento (fr. 128 W. = 126 D), in cui il poeta utilizza quattro altisonanti esametri omerici per cantare, invece che un eroe, un mangione e ubriacone. Una caratteristica di Ipponatte è la familiarità con cui si rivolge agli dei: la forza delle richieste si avvicina alle invettive contro gli uomini, tipiche del giambo. Si lamenta con gli dei della sua povertà (fr. 38 W. = 47 D) e fa una lunga richiesta in cui si elencano indumenti, in quanto il poeta ha freddo e fame, oltre che consistenti somme di denaro (fr. W. = 42 abD). Altra caratteristica propria di Ipponatte è l realismo: vengono rappresentati aspetti assai crudi della vita quotidiana, risse violenze; anche l’amore compare come eros violento e come pretesto per offendere i nemici. Figura frequente nei carmi è il “capro espiatorio”: dietro la vittima sacrificale si nascondeva sempre qualche nemico. Ad Ipponatte è anche attribuito il cosiddetto primo epodo di Strasburgo, anche se si discute ancora sulla sua paternità: alcuni lo considerano archilocheo. Si tratta di un “propempticon” a arovescio, con il quale il poeta augura al suo nemico, un amico che ha calpestato i giuramenti, il naufragio sulle coste della Tracia.</p><p class="aaa3">Lingua e stile</p><p>Ipponatte pratica una costante creatività linguistica, inventando nuove parole composte, che hanno una funzione comica e parodistica: in più di 200 frammenti di contano circa 70 <em>hapax</em>. La lingua di Ipponatte è artificiosa, attinge alla parlata del popolo, ma si cimenta anche nello ionico letterario e in una sperimentazione linguistica che lo porta a livelli elevati. Il poeta utilizza vari metri: trimetri giambici, epodi, esametri, tetrametri trocaici. Introduce inoltre una novità, inventando un nuovo tipo di metro, chiamato scazonte, coliambo o giambo zoppo: alla fine del trimetro giambico, invece di un giambo c’è uno spondeo che ne cambia il ritmo.</p><p class="aaa3">Fortuna</p><p>Ipponatte nel mondo antico non ebbe la stessa fortuna di Archiloco: la sua eccessiva mordacità lo rese inviso anche al mondo pagano. Riferimenti alle sue opere sono comunque presenti nella commedia attica e gli alessandrini lo amarono sia come rappresentante di un genere da loro amato, sia come fonte linguistica: le sue glosse, infatti, lo rendevano una fonte preziosa per lo studio della filologia. Nel mondo romano fu particolarmente amato da Catullo, Orazio (che ne trasse ispirazione per gli <em>Epodi</em>), Marziale e Giovenale.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002547_ipponatte.html" data-text="Ipponatte" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002547_ipponatte.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002547_ipponatte.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Isocrate</title><link>http://www.archeoguida.it/002243_isocrate.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002243_isocrate.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:18:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - I]]></category> <category><![CDATA[Isocrate]]></category> <category><![CDATA[oratori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2243</guid> <description><![CDATA[Isocrate (436 a.C. &#8211; 338 a.C.) opere principali: Ad Archidamo, A Nicocle, Antidosi, Contro i Sofisti, Encomio di Elena, Evagora, Filippo, Panatenaico, Panegirico, Sulla pace; varie orazioni di argomento giudiziario. Maestro nella sua celebre “scuola”, che ad Atene formava i futuri protagonisti della vita pubblica cittadina grazie all&#8217;importanza conferita all&#8217;arte della retorica, Isocrate fu uno [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Isocrate (436 a.C. &#8211; 338 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Ad Archidamo</em>, <em>A Nicocle</em>, <em>Antidosi</em>, <em>Contro i Sofisti</em>, <em>Encomio di Elena</em>, <em>Evagora</em>, <em>Filippo</em>, <em>Panatenaico</em>,<em> Panegirico</em>, <em>Sulla pace; </em>varie orazioni di argomento giudiziario.</p><p>Maestro nella sua celebre “scuola”, che ad Atene formava i futuri protagonisti della vita pubblica cittadina grazie all&#8217;importanza conferita all&#8217;arte della retorica, Isocrate fu uno dei più convinti assertori dell&#8217;unità della Grecia e di tutte le sue città intorno alla capitale ateniese quale requisito fondamentale per poter affrontare ogni situazione di rischio, in particolare proveniente dall&#8217;esterno, come nel caso, ad esempio, dell&#8217;avanzata persiana. Non è, quindi, difficile immaginare quale trauma e delusione avessero per lui rappresentato la progressiva perdita d&#8217;indipendenza della patria e, nel 338 a.C. &#8211; non a caso l&#8217;anno della sua morte -, la definitiva affermazione del predominio di Filippo II di Macedonia nella battaglia di Cheronea. Il complesso delle opere isocratee comprendeva numerose orazioni, delle quali solo ventuno, attribuibili con certezza all&#8217;autore, sono pervenute. A differenza di Demostene, la cui oratoria è eminentemente di tipo politico, lo stile e le argomentazioni sviluppati da Isocrate sono prettamente di tipo <span style="text-decoration: underline;">epidittico</span> o esortativo: ciò che maggiormente gli sta a cuore è la formazione del proprio ascoltatore, in virtù della quale diventa possibile, sul lungo periodo, conseguire quei cambiamenti che Demostene, invece, si prefigge di raggiungere grazie all&#8217;azione diretta.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002243_isocrate.html" data-text="Isocrate" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002243_isocrate.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002243_isocrate.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ipazia</title><link>http://www.archeoguida.it/001454_ipazia.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/001454_ipazia.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 01 Feb 2010 00:03:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - I]]></category> <category><![CDATA[Concilio di Efeso]]></category> <category><![CDATA[Ipazia]]></category> <category><![CDATA[neoplatonismo]]></category> <category><![CDATA[Teone]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=1454</guid> <description><![CDATA[nome: Ipazia (370-415) famiglia: figlia di Teone Un epigramma conservato nell&#8217;Antologia Palatina, raccolta compilata a cavallo tra il IX° e il X° secolo da uno studioso bizantino e comprendente quasi 4000 componimenti, si rivolge ad Ipazia chiamandola “astro incontaminato della cultura”: un elogio straordinario per una donna la cui luminosa intelligenza le consentì di raggiungere [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1455" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/001454_ipazia.html/ipazia-disegno"><img class="alignnone size-full wp-image-1455" title="ipazia-disegno" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/02/ipazia-disegno.jpg" alt="Ipazia" width="279" height="300" /></a></strong></p><p><strong>nome:</strong> Ipazia (370-415)</p><p><strong>famiglia:</strong> figlia di Teone</p><p>Un epigramma conservato nell&#8217;<em>Antologia Palatina</em>, raccolta compilata a cavallo tra il IX° e il X° secolo da uno studioso bizantino e comprendente quasi 4000 componimenti, si rivolge ad Ipazia chiamandola “astro incontaminato della cultura”: un elogio straordinario per una donna la cui luminosa intelligenza le consentì di raggiungere risultati eccezionali nel campo degli studi astronomici, matematici e filosofici.</p><p>Nata durante il regno di <strong>Teodosio I</strong>, la fanciulla potè da subito contare sulla presenza e sull&#8217;esempio del padre <strong>Teone</strong>, che studiava ed insegnava ad Alessandria d&#8217;Egitto, fiorente centro culturale dell&#8217;antichità, celebre per la sua Biblioteca e per gli studi di carattere filologico. Teone, come la figlia, era matematico e si occupò di dare edizione ad alcune opere di antichi studiosi, tra i quali Euclide. Come attestato da numerose fonti dell&#8217;epoca (ad es. la <em>Storia ecclesiastica</em> di Filostorgio e la <em>Historia ecclesiastica</em> di Socrate Scolastico), la figlia, ben presto, giunse non solo ad eguagliare, ma addirittura a superare il genitore per doti intellettuali; ciò che maggiormente veniva sottolineato ed apprezzato da parte dei contemporanei era il fatto che Ipazia non si fosse limitata a coltivare gli studi in ambito scientifico, ma avesse aperto il proprio orizzonte anche a quelli filosofici, tanto da giungere a ricoprire l&#8217;incarico di direttore della scuola neoplatonica eretta ad Alessandria.</p><p>Il <strong>neoplatonismo</strong> era una corrente di pensiero affermatasi in età ellenistica grazie all&#8217;opera di <strong>Ammonio</strong> <strong>Sacco</strong> e, successivamente, dell&#8217;allievo <strong>Plotino</strong>, il quale, non a caso, studiò proprio ad <strong>Alessandria</strong>. La filosofia neoplatonica recepiva i contenuti del pensiero di Platone, rielaborandoli alla luce del contributo di <strong>Aristotele</strong>, ed ebbe grande fortuna, affermandosi come la dottrina prevalente, per diffusione ed interesse riscosso, sulle altre sviluppatesi nella tarda antichità. Non è noto, peraltro, in che cosa sia consistito l&#8217;apporto di Ipazia in campo sia filosofico, sia scientifico: non sono, infatti, pervenute opere scritte di suo pugno ed è possibile, pertanto, affidarsi pressocchè unicamente alle testimonianze offerte da coloro che ebbero modo di conoscerla e di averla per insegnante, in primo luogo <strong>Sinesio di Cirene</strong>, divenuto in seguito vescovo a Tolemaide, il quale nutrì sempre un rapporto di fedele devozione nei confronti di Ipazia, che lo iniziò alla filosofia intesa non semplicemente come esposizione e studio di singole dottrine, ma in quanto stile di vita.</p><p>Ipazia, a motivo della sua chiara fama in campo culturale, acquisì lo <em>status</em> di personalità con la quale era inevitabile confrontarsi anche su piani diversi, ad esempio a livello politico: ciò perchè la sua posizione le consentiva di venire a contatto con gli uomini di governo della città, i quali, nonostante la sua identità femminile, le tributavano attenzione e rispetto. E, forse, in qualche modo, la temevano. La scienziata, infatti, fu vittima di una brutale aggressione, che ne provocò la morte prematura, ad opera di un gruppo di chierici fanatici, durante l&#8217;episcopato di Cirillo, eminente protagonista del <strong>Concilio di Efeso</strong> e strenuo combattente delle eresie cristologiche allora dominanti, nonché del paganesimo. La tradizione riferisce che, nel suo furore antipaganeggiante, Cirillo arrivò a decretare la sistematica distruzione degli scritti redatti da Ipazia, un fatto che spiegherebbe la difficoltà, per non dire l&#8217;impossibilità, di ricostruirne con precisione il pensiero.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/001454_ipazia.html" data-text="Ipazia" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F001454_ipazia.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/001454_ipazia.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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