<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Personaggi &#8211; E</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/personaggi/personaggi-e/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Epitteto</title><link>http://www.archeoguida.it/003208_epitteto.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003208_epitteto.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Oct 2010 17:27:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Emilia Panicali</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Epitteto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3208</guid> <description><![CDATA[Epitteto nacque a Ierapoli, nella Frigia meridionale, nel 50. Fu schiavo a Roma di un potente liberto della corte di Nerone e frequentò le lezioni dello stoico Musonio Rufo di Volsinii. Una volta affrancato, divenne egli stesso maestro di filosofia, ma fu costretto a lasciare Roma in seguito al bando emanato da Domiziano contro i [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3210" href="http://www.archeoguida.it/003208_epitteto.html/epitetto"><img class="alignnone size-full wp-image-3210" title="Epitetto" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/10/Epitetto.jpg" alt="Epitteto" width="250" height="339" /></a></p><p>Epitteto nacque a <strong>Ierapoli</strong>, nella <strong>Frigia</strong> meridionale, nel 50. Fu schiavo a Roma di un potente liberto della corte di <strong>Nerone</strong> e frequentò le lezioni dello stoico <strong>Musonio</strong> <strong>Rufo</strong> di <strong>Volsinii</strong>. Una volta affrancato, divenne egli stesso maestro di filosofia, ma fu costretto a lasciare Roma in seguito al bando emanato da Domiziano contro i filosofi. Si ritirò a <strong>Nicopoli</strong> in Epiro, dove fondò una scuola frequentata da molti discepoli, tra cui lo storico <strong>Arriano</strong>. Morì tra il 125 e il 130.</p><p class="aaa3">Opere</p><p>Di Epitteto ci restano 4 libri di <em>Diatribe </em>e il <em>Manuale</em>, che è un compendio delle <em>Diatribe</em>, entrambi pubblicati da Arriano, e pochi altri frammenti. Le <em>Diatribe </em>sono appunti presi dallo stesso Arriano durante le lezioni del maestro, consistenti non in lezioni tradizionali dall’alto di una cattedra, ma in conversazioni tra uomini. Il titolo richiama immediatamente il genere letterario più utilizzato dai cinici: la divulgazione filosofica è variamente punteggiata di battute, brani e motti di spirito con personaggi immaginari. Importante è la componente del dialogo socratico, che attraverso domande e risposte guida l’interlocutore al riconoscimento e all’accettazione della verità.</p><p class="aaa3">Filosofia ed etica</p><p>Epitteto è uno degli ultimi rappresentanti dello Stoicismo. Egli predica la rinuncia ai beni del mondo, ma non con il disprezzo degli stoici e dei cinici antichi, ma con la serenità del saggio che conosce ciò che è esterno alla natura umana. Il suo messaggio consiste nella libertà interiore che si raggiunge accettando serenamente gli eventi voluti dalla provvidenza. Forte in Epitteto è lo spirito religioso: la sua è una divinità stoica che si identifica con un <em>Logos </em>cosmico. Una comune parentela unisce tutti gli uomini in una società universale che sta al di sopra delle molteplici patrie terrene.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003208_epitteto.html" data-text="Epitteto" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003208_epitteto.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003208_epitteto.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Euforione di Calcide</title><link>http://www.archeoguida.it/002969_euforione-di-calcide.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002969_euforione-di-calcide.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:52:51 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Euforione di Calcide]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=2969</guid> <description><![CDATA[Euforione di Calcide fu uno dei principali seguaci di Callimaco, di cui seguì in maniera pedissequa le orme, talvolta esasperandone dei tratti. Vita Secondo il lessico bizantino Suda Euforione nacque a Calcide in Eubea intorno al 270 a.C. e si formò ad Atene, dove frequentò l’Accademia e il Peritato. Non si recò mai ad Alessandria [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Euforione di Calcide fu uno dei principali seguaci di Callimaco, di cui seguì in maniera pedissequa le orme, talvolta esasperandone dei tratti.</p><p class="aaa3">Vita</p><p>Secondo il lessico bizantino <em>Suda </em>Euforione nacque a <strong>Calcide</strong> in <strong>Eubea</strong> intorno al 270 a.C. e si formò ad Atene, dove frequentò l’Accademia e il Peritato. Non si recò mai ad Alessandria e in età avanzata fu invitato da re <strong>Antioco III</strong> il Grande per sovrintendere alla biblioteca di corte. Fu sepolto ad <strong>Apamea</strong> o ad <strong>Antiochia</strong>.</p><p class="aaa3">Opere</p><p>Ci sono pervenuti tre titoli certi di poemi epici: <em>Esiodo, Mopsopia </em>e <em>Chiliadi. </em>Tutti gli altri titoli appartengono ad autonomi epilli o costituiscono parti delle opere maggiori.</p><p>Le <em>Chiliadi, </em>in cinque libri, contenevano una raccolta di oracoli che si erano avverati nel corso di mille anni. La <em>Mopsopia</em> (antico nome dell’Attica) doveva essere una raccolta di leggende attiche. Quasi nulla sappiamo dell’<em>Esiodo. </em></p><p class="aaa3">Lingua e stile</p><p>Euforione appare un seguace della poetica di <strong>Callimaco</strong>: predilige la forma dell’epillio, evita la narrazione distesa e ricorre in maniera sistematica alla digressione. Si tratta di un poeta erudito, amante degli <em>aitia </em>(racconti che spiegano le cause e le origini di qualcosa)<em> </em>e dei <em>thaumata</em> (meraviglie, cose meravigliose); impiega largamente glosse, neoformazioni e ama la tecnica narrativa allusiva. La sintassi è piana, i periodi brevi e paratattici.</p><p class="aaa4">Per saperne di più</p><p>L. E. Rossi, R. Nicolai, <em>Storia e testi della letteratura greca. L’età ellenistica, </em>Roma 2003.</p><p>E. Magnelli, <em>Studi su Euforione, </em>Roma 2003.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002969_euforione-di-calcide.html" data-text="Euforione di Calcide" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002969_euforione-di-calcide.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002969_euforione-di-calcide.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Eroda</title><link>http://www.archeoguida.it/002882_eroda.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002882_eroda.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Jul 2010 14:09:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Emilia Panicali</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Eroda]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=2882</guid> <description><![CDATA[Eroda fu il maggior esponente di un genere letterario che conobbe ampia diffusione i età ellenistica: il mimo. Essi si divideva sostanzialmente in due sottogeneri: l’ilarodia, accostabile alla tragedia e la magodia, che si avvicinava alla commedia. Vita Abbiamo pochissime notizie sulla vita di Eroda; secondo alcuni era originario di un paese dorico, forse Siracusa, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2883" href="http://www.archeoguida.it/002882_eroda.html/eroda"><img class="alignnone size-full wp-image-2883" title="eroda" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/eroda.jpg" alt="Eroda" width="400" height="205" /></a></strong></p><p>Eroda fu il maggior esponente di un genere letterario che conobbe ampia diffusione i età ellenistica: il mimo. Essi si divideva sostanzialmente in due sottogeneri: l’ilarodia, accostabile alla tragedia e la magodia, che si avvicinava alla commedia.</p><p class="aaa3">Vita</p><p>Abbiamo pochissime notizie sulla vita di Eroda; secondo alcuni era originario di un paese dorico, forse Siracusa, mentre secondo altri era di Cos, luogo dove erano ambientati i mimi dall’1 al 4. Sulla base del v. 79 del mimo 8 in cui compare l’espressione “miei Xuthidi”, si suppone che Eroda sia vissuto a lungo tra gli Ioni, prendendo forse la cittadinanza di Efeso. Visse nel corso del III sec. a.C. e svolse la sua attività poetica in ambiente alessandrino. Alcune allusioni sembrano rimandare a Tolomeo II Filadelfo (285-247 a.C.), mentre altre sembrano riferirsi di più all’epoca di Tolomeo III Evergete (247-221 a.C.).</p><p class="aaa3">Opere</p><p>La nostra conoscenza dell’opera di Eroda si deve alla pubblicazione nel 1891 del testo di un papiro del I sec. d.C., contenente otto componimenti, che i grammatici hanno definito mimiambi (cioè mimi scritti in giambi):</p><ol><li><em>La mezzana o la tentatrice</em>: racconta il tentativo fallito di Gillide, una vecchia mezzana, di indurre all’adulterio la giovane Metriche mentre il suo sposo Mandris è in Egitto.</li><li><em>Il lenone</em>: è ambientato a Cos e rappresenta la causa intentata dal lenone Battano a un commerciante che, entrato a forza nella sua casa, ha violentato una delle ragazze.</li><li><em>Il maestro</em>: Metrotima si presenta con il figlio Cottalo al maestro Lamprisco e lo invita a punire il figlio per le sue monellerie. Il maestro accoglie l’invito e frusta il ragazzo; ma questo approfittando di un momento di distrazione, riesce a fuggire facendosi beffe del maestro.</li><li><em>Le donne al tempio di Asclepio: </em>due donne, Coccade e Cinnò, si recano al tempio di Asclepio per ringraziare il dio con un ex voto e un sacrificio, in seguito ad una guarigione ottenuta. Qui ammirano l’edificio e le magnifiche statue che lo adornano, finché il sacerdote non annuncia il buon esito del sacrificio. La struttura di questo mimiambo è molto simile a quella de <em>I pellegrini </em>di Epicarpo, <em>Le spettatrici ai giochi istmici </em>di Sofrone e le <em>Siracusane </em>di Teocrito. In tutte queste opere c’è l’inserimento di digressioni con descrizioni di opere d’arte, secondo un gusto tipicamente alessandrino.</li><li><em>La gelosa: </em>Bitinna, gelosa del suo schiavo-amante Gastrone, decide di metterlo alla tortura e solo l’intercessione della schiava Cidilla, a lei molto cara, riesce a farla recedere dal suo proposito di vendetta.</li><li><em>Le amiche a colloquio segreto: </em>Metrò fa visita all’amica Corittò e le chiede chi sia l’artigiano che ha realizzato il fallo di cuoio che ha visto da Nosside. In realtà esso è proprietà di Corittò che l’ha prestato a Eubule, raccomandandole di mantenere il segreto; ma Eubule, a sua volta, lo ha dato a Corittò, che solo dopo essersi calmata rivela a Metrò il nome dell’artefice dell’oggetto.</li><li><em>Il calzolaio</em>: il calzolaio Cerdòne espone i suoi manufatti a due giovani signore che gli sono portate dalla sua cliente Metrò. Concluso l’affare, Cerdone promette a Metrò, come ricompensa, un paio di scarpe.</li><li><em>Il sogno: </em>questo mimiambo ha valore programmatico, in quanto qui Eroda, attraverso l’allegoria, definisce il suo programma poetico e si difende dai critici. Un personaggio (il poeta) racconta a una schiava un sogno: mentre conduceva un capro in un bosco, questo ha mangiato delle foglie di querce in un recinto sacro, compiendo sacrilegio. Alcuni pastori, che stavano celebrando una festa in onore di Dioniso, lo hanno fatto a pezzi ricavandone un otre e si sono messi a saltare sull’otre. Nessuno, tuttavia, è riuscito a restarvi in piedi, tranne il personaggio stesso che si sarebbe aspettato il premio: invece un vecchio lo ha minacciato con un bastone e mentre il personaggio invocava l’intervento di Dioniso il sogno è finito. Secondo i critici, il vecchio minaccioso sarebbe Ipponatte e Eroda manifestava l’intenzione di porsi nella tradizione ipponattea del giambo zoppo (detto anche coliambo o scazonte). Eroda, inoltre, si difende anche dai suoi critici, allegoricamente rappresentati dai pastori che fanno a pezzi il suo capro (che allegoricamente rappresenta la sua opera). Alcuni vorrebbero identificare i pastori con Callimaco e Teocrito, ma questa ipotesi è dubbia, perché in realtà sono molti i tratti che accomunano i tre scrittori. </li></ol><p class="aaa3">Poetica</p><p>Eroda non è un poeta politico, né è, come qualcuno lo ha voluto definire, portavoce delle classi oppresse e subalterne. In realtà temi e personaggi dei mimiambi sono popolari, ma le opere presentano una notevole elaborazione formale e sono l’esito poetico della commistione dei generi letterari del mimo e del giambo. Il “verismo” dei mimiambi è, quindi, solo di maniera e va visto come il risultato di raffinate procedure poetiche , sostenute da una vasta cultura letteraria, che doveva avere anche il destinatario, e da un’accurata scelta lessicale (parole rare, colloquialismi e volgarismi). Eroda, quindi, è <em>poeta doctus</em> e la sua originalità sta nel rapporto tra tematiche popolari (spesso oscene) e modi per esprimerle. I suoi mimi non erano destinati al grande pubblico, ma ad un’élite culturale e sociale che poteva comprendere la sua raffinata tecnica poetica. Secondo alcuni i mimiambi erano destinati alla lettura ad alta voce; altri, invece, ritengono che fossero recitati come monodia ad opera di un attore. I mimiambi, comunque, mimano efficacemente la scena e il dialogo drammatico.</p><p class="aaa3">Lingua e stile</p><p>La lingua di Eroda è una studiata lingua letteraria, che su uno sfondo ionico innesta forme attiche. Come Ipponatte, anche Eroda si configura come un poeta glossematico: infatti ricorrono voci dotte e calchi del lessico della tradizione letteraria e numerosi sono gli <em>hapax</em>. Lo stile è una fusione del giambo arcaico e del dialogo drammatico; sono presenti proverbi, espressioni gnomiche e molte figure retoriche. Il metro è il coliambo ipponatteo, che a volte si presenta come ischiorrogico.</p><p class="aaa3">Fortuna</p><p>I mimi di Eroda ebbero una certa diffusione nel mondo antico, soprattutto nel I sec. a Roma: Plinio il Giovane, infatti, pone Eroda sullo stesso piano di Callimaco. La critica idealistica lo ha ritenuto un poeta artificioso, senza apprezzarne la novità e lo sperimentalismo linguistico; invece ha riscosso un certo successo presso la critica marxista per il realismo e la sua presunta inclinazione in favore delle classi meno abbienti.</p><p class="aaa3">Per saperne di più</p><p>L. E. Rossi, R. Nicolai, <em>Storia e testi della letteratura greca. L’età ellenistica, </em>Roma 2003.</p><p>Q. Cataudella, <em>Eroda. I mimiambi, </em>Milano 1948.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002882_eroda.html" data-text="Eroda" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002882_eroda.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002882_eroda.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Esopo</title><link>http://www.archeoguida.it/002861_esopo.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002861_esopo.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Jul 2010 13:49:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Emilia Panicali</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Esopo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=2861</guid> <description><![CDATA[Esopo è considerato il creatore di favole per eccellenza. La sua figura è leggendaria e secondo alcuni studiosi non è esistito realmente. Vita Lo storico Erodoto colloca la sua nascita a Samo nel VI sec. a.C. Esopo era di condizione servile e venne ucciso dagli abitanti di Delfi che, come menzionato da Aristofane nelle Vespe, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2864" href="http://www.archeoguida.it/002861_esopo.html/esopo-2"><img class="alignnone size-full wp-image-2864" title="esopo" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/esopo.jpg" alt="Esopo" width="474" height="600" /></a></p><p><strong>Esopo</strong> è considerato il creatore di favole per eccellenza. La sua figura è leggendaria e <strong>secondo alcuni studiosi non è esistito realmente</strong>.</p><p class="aaa3">Vita</p><p>Lo storico <strong>Erodoto</strong> colloca la sua nascita a Samo nel VI sec. a.C. Esopo era di condizione servile e venne ucciso dagli abitanti di Delfi che, come menzionato da Aristofane nelle <em>Vespe</em>, furono puniti per questo delitto. Secondo la tradizione, il favolista ebbe rapporti con i Sette Sapienti e il re Creso e fece molti viaggi. In realtà diverse sono le leggende su di lui: ci è pervenuta anche una <em>Vita di Esopo</em> in varie redazioni, ma le informazioni sull’autore non sono comunque attendibili.</p><p class="aaa3">Opere</p><p>Il <em>corpus </em>delle opere di Esopo comprende circa cinquecento favole e duecento proverbi. Le favole presentano una struttura tripartita, con un <em>promitio </em>iniziale (una sorta di titolo), un intreccio in posizione centrale e un <em>epimitio,</em>ossia una morale finale espressa in varie forme.</p><p>Le favole di Esopo erano indirizzate ad un pubblico di ascoltatori e sono caratterizzate da una linearità di svolgimento dell’azione; esse venivano impiegate nel discorso parlato: la comprensibilità dell’enunciato e la chiarezza ne sono la prova.</p><p>La maggior parte dei personaggi delle favole esotiche sono animali parlanti, individuati in una loro specifica caratteristica, secondo ruoli fissi e rigidi: la volpe e la scimmia sono astute, il leone è forte, il cervo vanitoso e così via. Gli uomini non hanno mai un nome e si qualificano per il luogo di nascita o per l’attività che svolgono (pescatori, vasai, cacciatori). Soltanto agli dei, l’autore dà un nome; di rado appaiono elementi del mondo vegetale e atmosferico o oggetti di uso comune. Ogni favola è di per sé compiuta, non ci sono rimandi o riferimenti ad altro e le coordinate di tempo e di spazio si risolvono nella breve durata della narrazione.</p><p>La favola può essere letta a diversi livelli: la morale finale spesso rinvia a un modello di comportamento e, in questo senso, costituisce un messaggio. Spesso nelle favole si vogliono esaltare in maniera simbolica alcuni valori o proporre alcuni comportamenti pratici che privilegiano l’astuzia, propri di una saggezza popolare legata alla quotidianità.</p><p class="aaa3">Lingua e stile</p><p>La lingua delle favole è la <em>koinè</em> (lingua comune) di età ellenistica con la presenza di alcuni ionismi. Lo stile è piano e semplice, poiché l’enunciato doveva risultare chiaro e comprensibile, anche se talvolta viene inserito qualche preziosismo; fondamentali erano la concisione e le formule, che servivano a favorire la memorizzazione.</p><p class="aaa3">Fortuna</p><p>La fortuna delle favole di Esopo fu enorme, come testimoniano l’opera di Fedro e i vari rifacimenti e traduzioni latine, che portarono all’ampia favolistica medievale, a cui si rifecero La Fontane nel Settecento e il poeta Trilussa ai nostri giorni.</p><p class="aaa3">Per saperne di più</p><p>L. E. Rossi, R. Nicolai, <em>Storia e testi della letteratura greca. L’età arcaica, </em>Roma 2002.</p><p>M. Giammarco (a cura di), <em>Esopo. Favole</em>, Roma 1995.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002861_esopo.html" data-text="Esopo" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002861_esopo.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002861_esopo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Eschilo</title><link>http://www.archeoguida.it/002543_eschilo.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002543_eschilo.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 30 May 2010 22:15:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Emilia Panicali</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Eschilo]]></category> <category><![CDATA[poeti]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2543</guid> <description><![CDATA[  Eschilo Eschilo fu uno dei primi poeti tragici del mondo antico: egli conferì al genere tragico un’impronta originale e definitiva e all’organismo drammatico, l’attitudine ad investigare e ad esprimere un mondo di valori. Vita Eschilo nacque nel 525 a.C. ad Eleusi, vicino ad Atene, da una famiglia aristocratica e si dedicò, già in giovanissima [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a rel="attachment wp-att-2544" href="http://guida.archart.it/002543_eschilo.html/eschilo"><img class="alignnone size-full wp-image-2544" title="Eschilo" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/05/Eschilo.jpg" alt="Eschilo" width="368" height="524" /></a></strong></p><h2>Eschilo</h2><p>Eschilo fu uno dei primi poeti tragici del mondo antico: egli conferì al genere tragico un’impronta originale e definitiva e all’organismo drammatico, l’attitudine ad investigare e ad esprimere un mondo di valori.</p><p class="aaa3">Vita</p><p>Eschilo nacque nel 525 a.C. ad <strong>Eleusi</strong>, vicino ad Atene, da una famiglia aristocratica e si dedicò, già in giovanissima età, all’attività teatrale come attore dei suoi stessi drammi. Combattè a Maratona, dove perse suo fratello Cinegiro e forse a Salamina come risulta dall’epigramma inciso sulla sua tomba, nel quale si ricorda il suo valore di combattente. La sua prima vittoria in un concorso tragico risale al 484 a.C.. Fu invitato in Sicilia presso Ierone di Siracusa: qui si trasferì per alcuni anni e compose le “Etnee”, per la fondazione della città di Etna nel 476. Successivamente tornò ad Atene, dove ottenne numerose vittorie in concorsi tragici, l’ultima delle quali nel 458 con l’Orestea, l’unica trilogia che ci sia pervenuta. Poco dopo ritornò in Sicilia, forse a causa di attriti con il pubblico ateniese e visse a Gela fino alla morte, avvenuta nel 456 a.C..</p><p>In segno di onore, Atene decretò che le sue tragedie fossero rappresentate anche dopo la morte e 15 vittorie gli furono decretate postume. Secondo il lessico bizantino Suda, Eschilo compose, tra tragedie e drammi satireschi, 90 opere, ma restano solo 7 tragedie integre e pochi versi di due drammi satireschi. Per il resto abbiamo solo qualche centinaio di frammenti di tradizione indiretta o papiracea.</p><p class="aaa3">Innovazioni drammatiche</p><p>Le innovazioni di Eschilo apportate alla drammaturgia sono l’introduzione del secondo attore, che permetteva una maggior vivacità nel ritmo drammatico e una maggiore dialettica; l’invenzione di una scenografia rudimentale insieme all’uso di macchine teatrali e costumi talvolta esotici; l’impiego della trilogia legata, consistente nella presentazione di tre tragedie di argomento concatenato, così da sviluppare il tema in tappe successive, in una prospettiva drammatica più ampia; maggiore importanza egli conferì al coro, più esteso che in altri tragici, il quale formula una riflessione profonda e universale sugli eventi come portavoce della collettività.</p><p class="aaa3">Tragedie</p><p>Le tragedie di Eschilo che ci sono pervenute sono 7</p><ul><li><em>I Persiani </em>(472 a.C.)</li><li><em>I sette a Tebe </em>(467 a.C.)</li><li><em>Le supplici </em>(465-460 a.C. circa)</li><li><em>Il Prometeo incatenato </em>(data incerta)</li><li>la trilogia dell’<em>Orestea </em>(458 a.C.), composta da <em>Agamennone, Coefore, Eumenidi</em></li></ul><p>Vediamoli nel dettaglio</p><p class="aaa4">I Persiani</p><p>Si tratta dell’unica tragedia superstite di argomento storico ed ha come argomento centrale la sconfitta dei Persiani di <strong>Serse</strong> a <strong>Salamina</strong> per opera della flotta di <strong>Temistocle</strong>.</p><p>La scena è posta nella reggia persiana di Susa, dove la madre di Serse Atossa e i personaggi del coro (i vecchi consiglieri), attendono con angoscia notizie dell’esercito lontano. Un messaggero espone in una narrazione lunga e incalzante la disfatta di Salamina. Siamo, a questo punto, al centro del dramma. Serse si è macchiato di <em>hybris</em> (tracotanza), poiché ha cercato di estendere il suo dominio al di là del mare ha imprigionato, con un ponte di nave, l’Ellesponto, dopo aver incendiato templi e immagini di dei. La sua sconfitta rappresenta, dunque, la punizione divina di una colpa, ma è anche espressione della fragilità del destino umano e della superiorità etica, politica e morale del mondo greco.</p><p class="aaa4">I sette a Tebe</p><p>In questa tragedia si compie il terribile destino della casata dei Labdacici: Eteocle uccide il fratello Polinice. La tragedia è pervasa di spirito guerriero, ma l’azione è piuttosto ridotta: essa ha il suo fulcro drammatico nel momento in cui Eteocle, risoluto e determinato, va incontro al proprio destino di morte per difendere la patria assediata da fratello. Alla fine del dramma le due sorelle Antigone e Ismene piangono la morte dei due fratelli e si preoccupano della loro sepoltura; tuttavia, questa ultima parte potrebbe essere un’aggiunta posteriore per raccordare “I sette a Tebe” con “L’Antigone” di Sofocle.</p><p class="aaa4">Le Supplici</p><p>La tragedia rappresenta la vicenda delle cinquanta figlie di Danao fuggite dall’Egitto per evitare le nozze con i 50 cugini figli di Egitto. Le donne si recano ad Argo insieme al padre, dove chiedono protezione e ospitalità al re Pelago. Egli affida la decisione di accogliere le fanciulle all’assemblea popolare, che si pronuncia favorevole.</p><p class="aaa4">Prometeo incatenato</p><p>Alcuni critici non attribuiscono questo dramma ad Eschilo, per alcuni elementi stilistici e per il fatto che la figura di Zeus assume una dimensione estremamente dispotica, lontana dalla religiosità del poeta. Nell’opera, Prometeo, il titano che ha donato agli uomini il fuoco dopo averlo rubato agli dei, appare incatenato ad un’alta rupe, in atteggiamento di aperta ribellione al volere di Zeus, poiché alla tirannia del dio contrappone la forza delle proprie scelte, con lamenti e forti accuse contro il re degli dei. La tragedia si conclude con un cataclisma prodotto da Zeus, che precipita Prometeo e la rupe in cui è incatenato nel tartaro.</p><p class="aaa4">L’Orestea</p><p>Si tratta dell’unica trilogia di tutto il teatro greco che ci sia giunta per intero. Fu rappresentata nel 458 e procurò ad Eschilo l’ultima vittoria in vita. Dobbiamo considerarla la summa della drammaturgia di Eschilo per la ricchezza dei temi (religiosi, etici, politici) e per la potenza di caratteri ed esiti drammatici. Nel primo dramma che la compone, <em>Agamennone</em>, la regine Clitennestra uccide il marito Agamennone e Cassandra, figlia di Priamo, compiendo il primo di una serie di orrendi delitti che costituiscono il nucleo drammatico della trilogia, conclusione di un’antica concatenazione di errori e premessa del crimine che seguirà. Nelle <em>Coefore</em> (portatrici di libagioni) Oreste, figlio di Clitennestra e Agamennone, uccide la madre per obbedire ad un ordine di Apollo. L’eroe viene perseguitato dalle Erinni, le divinità che tutelano i vincoli di sangue, che egli ha brutalmente violato con il matricidio. Nelle <em>Eumenidi</em>, il centro della narrazione è costituito dall’assoluzione di Oreste: dopo una sorta di processo divino, le Erinni depongono il loro furore per diventare, grazie alla mediazione di Atena, delle divinità benevole, le Eumenidi.</p><p class="aaa3">Mondo concettuale di Eschilo</p><p>Le disgrazie dell’uomo secondo Eschilo non sono determinate da una divinità invidiosa del genere umano, ma dall’ <em>hybris</em> (trasgressione, tracotanza), di cui si macchia l’uomo stesso. Dobbiamo intendere l’<em>hybris</em> come il superamento del limite consentito. Esempi di questo tipo sono costituiti da Serse, che vuole imporre alla Grecia il suo dominio; da Prometeo, che oltrepassa il limite imposto da Zeus per portare il fuoco agli uomini; da Agamennone che ha intrapreso una guerra (la guerra di Troia) sacrificando per il suo buon esito anche la vita della figlia Ifigenia. Tuttavia la tracotanza dell’individuo spesso affonda le sue radici in colpe più profonde e lontane, talvolta antecedenti alla sua stessa esistenza. In questo caso, la catena delle maledizioni risale alle origini remote della stirpe, per ripresentarsi nel corso delle generazioni. L’eroe tragico, di fronte ad un destino ineluttabile, ha un margine esiguo per realizzare la propria libertà e non gli resta che adeguarsi consapevolmente al proprio destino. Il dolore assume una funzione catartica, cioè purificatrice , poiché costituisce il riscatto della dignità umana e l’unico modo possibile per arrivare alla conoscenza.</p><p class="aaa3">Lingua e stile</p><p>Lo stile di Eschilo è austero, magniloquente nel lessico e caratterizzato dall’uso di molte metafore, allusioni e analogie. Eccezionale appare la sua creatività verbale: ogni parola in Eschilo ha un valore autonomo, ma riceve il suo significato dal contesto in cui è inserita, precisando il proprio valore in relazione a quelle che le stanno intorno e a sua volta trasmettendone ad esse il senso, secondo una struttura di tipo concentrico.</p><p>Aristofane, nelle <em>Rane, </em>sceglie Eschilo come poeta educatore per eccellenza. Eschilo non analizza psicologicamente i personaggi poiché affida il carattere dei suoi eroi al compiersi dell’azione scenica ed essi restano legati ad azioni magniloquenti e definitive.</p><p class="aaa3">Fortuna</p><p>Eschilo ebbe un notevole successo ad Atene, poiché era il simbolo di un passato glorioso. Tuttavia nel IV secolo la sua fortuna cominciò a declinare, in parallelo alla scomparsa dei suoi drammi sulla scena. Le sue opere ebbero comunque qualche influsso sulla tragedia latina, come si può dedurre da qualche frammento superstite dei drammi di Ennio, Accio e Pacuvio e dall’<em>Agamemnon</em> di Seneca. In epoca tardo-antica furono selezionate le 7 tragedie che conosciamo ma, ad iniziare la ripresa dell’autore, contribuì soprattutto il <em>Prometeo</em>, preso come modello da J. Milton nel “Paradiso Perduto” ed entrato definitivamente a far parte della mitologia moderna con Goethe e Shelley. L’<em>Orestea </em>ebbe un notevole influsso su Shakespeare, Alfieri e Wagner e, successivamente, su Eliot, Sartre e Pisolini che scelse il cinema per rivisitare il soggetto eschileo.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002543_eschilo.html" data-text="Eschilo" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002543_eschilo.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002543_eschilo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Eraclito di Efeso</title><link>http://www.archeoguida.it/002346_eraclito-di-efeso.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002346_eraclito-di-efeso.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Apr 2010 22:58:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Eraclito]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2346</guid> <description><![CDATA[   Eraclito (535 a.C. &#8211; 475 a.C.) Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo. Ciò che è opposizione si concilia e dalle cose differenti nasce l&#8217;armonia più bella, e tutto si genera per via di contrasto. Esiste una sola sapienza: riconoscere l&#8217;intelligenza che governa tutte le cose attraverso [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2348" href="http://guida.archart.it/002346_eraclito-di-efeso.html/eraclito-vaticano-2"><img class="alignnone size-full wp-image-2348" title="eraclito-vaticano" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/04/eraclito-vaticano1.jpg" alt="Eraclito" width="400" height="433" /></a>  </strong></p><p><strong>Eraclito (535 a.C. &#8211; 475 a.C.)</strong></p><blockquote><p><em>Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo.</em></p><p><em>Ciò che è opposizione si concilia e dalle cose differenti nasce l&#8217;armonia più bella, e tutto si genera per via di contrasto.</em></p><p><em>Esiste una sola sapienza: riconoscere l&#8217;intelligenza che governa tutte le cose attraverso tutte le cose.</em></p></blockquote><p>(Eraclito, <em>Frammenti</em>,<em> </em>Diels-Kranz, fr. 91, fr. 8, fr. 41)</p><p>Conosciuto già nell&#8217;antichità come “l&#8217;oscuro”, a motivo delle difficoltà di comprensione sovente poste dai suoi scritti, che prediligono nettamente lo stile aforismatico (1), Eraclito rientra nel filone naturalistico del pensiero presocratico, caratterizzato dalla ricerca del principio di tutte le cose: esso viene individuato da Eraclito nel fuoco.</p><p>Rispetto a Parmenide di Elea, che aveva teorizzato l&#8217;essere sempre identico, immutabile ed immobile, Eraclito viene additato come il pensatore che, più di ogni altro, ha portato alle estreme conseguenze il divenire quale caratteristica fondamentale di tutte le cose esistenti: “tutto scorre” e “non potrai bagnarti due volte nelle acque dello stesso fiume” sono, non a caso, due delle frasi più celebri nelle quali trova sintesi il pensiero eracliteo.</p><p>Secondo Eraclito, il divenire di tutto ciò che esiste si contraddistingue per la perpetua <strong>armonia dei contrari</strong>, ossia per un rapporto tra i vari elementi all&#8217;insegna della reciproca, continua contrapposizione, necessaria a conferire senso specifico ad ognuno degli opposti. In tale armonia il filosofo identifica il <em>logos</em>, definito come fuoco (elemento mutabile per eccellenza), le cui varie trasformazioni danno origine ai vari stati della materia rintracciabili in natura. Tale principio, identificato con la legge razionale, con il divino che governa tutte le cose, non è facilmente intuibile: “Di questo <em>logos</em> verace – dice Eraclito – gli uomini sempre inconsapevoli restano, sia prima di averlo ascoltato sia una volta che l&#8217;abbiano ascoltato. Tutto infatti avviene secondo questo <em>logos</em>, ma essi somigliano a inesperti, pur sperimentando che le parole e i fatti sono tali quali io appunto li espongo col dividere ciascuna cosa secondo la sua natura e spiegando come stia. Ma agli altri uomini rimane nascosto ciò che fanno da desti così come dimenticano ciò che fanno dormendo” (fr. 1). Eraclito mette, dunque, in guardia contro i rischi di una conoscenza limitata a ciò che risulta alla percezione sensoriale o alla mutevole opinione degli uomini: “I più infatti non comprendono ciò che si trovano di fronte né lo sanno discernere quando lo abbiano appreso da altri, ma credono di saperlo” (fr. 17).</p><p>La vera conoscenza consiste, pertanto, nel “dire in accordo al logos”, ossia nel saper cogliere l&#8217;intelligenza che, al di là di ciò che appare, anima tutto ciò che esiste.</p><h4>Note</h4><p>(1) Aforisma è, per definizione, una frase breve, concisa, nella quale un pensiero, un&#8217;idea vengono espressi in poche parole.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002346_eraclito-di-efeso.html" data-text="Eraclito di Efeso" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002346_eraclito-di-efeso.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002346_eraclito-di-efeso.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Epitteto di Ierapoli</title><link>http://www.archeoguida.it/002341_epitteto-di-ierapoli.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002341_epitteto-di-ierapoli.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Apr 2010 22:55:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Epitteto]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2341</guid> <description><![CDATA[Epitteto (50-120 d.C. ) Che cosa si cura di tutto? La scelta morale. Che cosa distrugge totalmente l&#8217;uomo, ora con la fame, ora col cappio, ora gettandolo da un precipizio? La scelta morale. E, allora, che cosa c&#8217;è di più forte negli uomini? (Epitteto, Diatribe, II 23) Nativo di Ierapoli, località della Frigia, Epitteto fu [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Epitteto (50-120 d.C. ) </strong></p><blockquote><p><em>Che cosa si cura di tutto? La scelta morale. Che cosa distrugge totalmente l&#8217;uomo, ora con la fame, ora col cappio, ora gettandolo da un precipizio? La scelta morale. E, allora, che cosa c&#8217;è di più forte negli uomini?</em></p></blockquote><p>(Epitteto, <em>Diatribe</em>, II 23)</p><p>Nativo di Ierapoli, località della Frigia, Epitteto fu esponente, insieme a Seneca e a Marco Aurelio, della corrente di pensiero dello <strong>Neostoicismo</strong>, sviluppatasi a Roma in età imperiale. La cultura romana fu particolarmente ricettiva nei confronti della dottina stoica, che rielaborò accentuandone alcuni aspetti, in particolare l&#8217;orientamento etico a scapito di quello logico e fisico (1), l&#8217;impostazione individualistica e l&#8217;intenso sentire religioso.</p><p>L&#8217;insegnamento di Epitteto, raccolto e trascritto dal discepolo Arriano di Nicomedia nelle cosiddette “Diatribe”, si può agevolmente sintetizzare nel motto “sustine et abstine”, ossia “sopporta il dolore e astieniti (dai beni apparenti)”: accanto al rigore morale che lo rende forte di fronte alle avversità, infatti, l&#8217;uomo saggio, grazie alla facoltà logico-razionale o “<span style="text-decoration: underline;">proháiresis”</span>, che lo caratterizza rispetto ad ogni altro essere vivente, esercita un accorto discernimento tra ciò che dipende dalla sua volontà, e quindi è gestibile, e ciò che, al contrario, si sottrae alla sua facoltà di controllo(2). L&#8217;uomo, in ultima analisi, è chiamato ad una <span style="text-decoration: underline;">scelta di fondo</span>, in base alla quale egli si orienta decisamente verso il perseguimento di ciò che da lui dipende, respingendo l&#8217;indebito attaccamento ai beni materiali ma anche anche alla vita stessa, che sfuggono all&#8217;arbitrio del singolo. Non è possibile scegliere quale corpo avere, quanto a lungo si debba vivere o da quali genitori nascere, ma è invece in potere dell&#8217;uomo decidere con quale atteggiamento porsi di fronte alle circostanze: “Tu non sei né carne né peli, ma scelta morale – dice Epitteto – e se questa sarà bella, tu sarai bello”.</p><p>Accanto a tale impostazione rigorosamente razionale della vita morale, nella riflessione di Epitteto spicca il concetto di libertà intesa come sottomissione al “volere di Dio”: esso è coerente con l&#8217;inteso afflato religioso che pervade la riflessione del filosofo, in alcuni tratti affine a quella di ispirazione cristiana, anche se intatta rimane la concezione materialistica dell&#8217;universo, tipica dello stoicismo.</p><p>Tale anelito di libertà risulta tanto più significativo se si considera che Epitteto, attivo a Roma sino all&#8217;ascesa al trono di Domiziano, era di condizione servile e continuò a professare la propria filosofia anche quando, dopo aver lasciato la città in seguito alla politica censoria esercitata dall&#8217;imperatore, si stabilì a Nicopoli d&#8217;Epiro.</p><h4>Note</h4><p>(1) Logica, fisica ed etica erano, secondo gli Stoici che, a loro volta, ripresero una distinzione operata da Senocrate, le tre branche nelle quali si ripartiva il sapere filosofico.</p><p>(2) La facoltà logico-razionale o “prohàiresis” si esprime, secondo Epitteto, in due tipologie di giudizio: la <span style="text-decoration: underline;">diairesi</span>, in base alla quale l&#8217;uomo è in grado di discernere ciò che dipende dalla sua volontà e ciò che, invece, gli sfugge, e la <span style="text-decoration: underline;">controdiairesi</span>, che consente all&#8217;uomo di affermare come dipendente dalla propria volontà ciò che non lo è (e viceversa).</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002341_epitteto-di-ierapoli.html" data-text="Epitteto di Ierapoli" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002341_epitteto-di-ierapoli.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002341_epitteto-di-ierapoli.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Epicuro</title><link>http://www.archeoguida.it/002327_epicuro.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002327_epicuro.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Apr 2010 22:50:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Epicuro]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2327</guid> <description><![CDATA[  Epicuro (341 a.C. &#8211; 271 a.C.) La morte per noi è nulla. Difatti, quanto si è dissolto non ha più sensibilità, e quanto non è più sensibile è nulla per noi (Epicuro, Massime capitali, II) Insieme a quella stoica, la scuola epicurea caratterizzò l&#8217;epoca ellenistica, di cui recepì e interpretò le istanze e le [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2329" href="http://guida.archart.it/002327_epicuro.html/epicuro-2"><img class="alignnone size-full wp-image-2329" title="epicuro" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/04/epicuro.jpg" alt="Epicuro" width="350" height="548" /></a> </strong></p><p><strong>Epicuro (341 a.C. &#8211; 271 a.C.)</strong></p><blockquote><p><em>La morte per noi è nulla. Difatti, quanto si è dissolto non ha più sensibilità,</em></p><p><em>e quanto non è più sensibile è nulla per noi</em></p></blockquote><p>(Epicuro, <em>Massime capitali</em>, II)</p><p>Insieme a quella stoica, la scuola epicurea caratterizzò l&#8217;epoca ellenistica, di cui recepì e interpretò le istanze e le inquietudini. Il suo fondatore, Epicuro, inizialmente allievo di Panfilo, un platonico, e di Nausifane, aderente alle posizioni democritee, nel 306 a.C. fondò ad Atene il “Giardino”, nel quale avviò l&#8217;insegnamento e la diffusione della propria dottrina, contraddistinta da una completa rottura non solo con le posizioni consolidate di impronta platonico-aristotelica, ma anche con quelle più innovative che si stavano diffondendo in quel medesimo periodo (cinismo, stoicismo).</p><p>Il pensiero di Epicuro costituì un&#8217;autentica rivoluzione nel quadro del pensiero antico e intese proporsi quale messaggio di pace e serenità in un mondo attraversato da tensioni di rinnovamento come quello che stava nascendo sulle macerie dell&#8217;antica <em>polis</em> ateniese e della correlata organizzazione socio-politica.</p><p>Se Platone aveva svalutato la percezione sensibile dando priorità alla dimensione intelligibile, la logica di Epicuro, posta dal suo elaboratore quale parte del proprio sistema di pensiero accanto alla fisica e all&#8217;etica, secondo una tripartizione risalente a Senocrate, discepolo di Platone e successore di Speusippo a guida dell&#8217;Accademia, pone la <span style="text-decoration: underline;">sensazione</span> a <span style="text-decoration: underline;">criterio infallibile di verità</span>, unitamente alle “prolessi”, o rappresentazioni mentali fornite dalla “memoria di ciò che spesso si è mostrato dall&#8217;esterno”, e ai sentimenti di piacere e di dolore, il cui valore veritativo si basa sulla loro immediata evidenza.</p><p><a rel="attachment wp-att-2330" href="http://guida.archart.it/002327_epicuro.html/eraclito-vaticano"><img class="alignnone size-full wp-image-2330" title="eraclito-vaticano" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/04/eraclito-vaticano.jpg" alt="Epicuro" width="400" height="433" /></a> Epicuro, raffigurato nella Cappella Sistina in Vaticano</p><p>Un&#8217;impostazione analogamente materialistica connota la riflessione cosmologica di Epicuro, che riprende le dottrine degli antichi Atomisti, affermando l&#8217;impossibilità della generazione dal nulla, l&#8217;esistenza dei corpi e del vuoto quali elementi costitutivi della realtà, l&#8217;infinitudine del numero dei corpi e dell&#8217;estensione del vuoto, l&#8217;indivisibilità degli atomi in quanto elementi primi di tutto ciò che esiste, e introducendo alcune importanti differenze, in particolare la teoria del <em>clinamen</em>, o declinazione degli atomi.</p><p>Materiale è, dunque, l&#8217;essenza dell&#8217;universo e di ogni realtà esistente, compresi l&#8217;uomo e l&#8217;anima, e la materialità rappresenta pure l&#8217;essenza del bene morale, oggetto della ricerca dell&#8217;uomo saggio. Secondo Epicuro, tale bene coincide con il piacere derivante dall&#8217;<em>aponìa</em> (o “assenza di dolore nel corpo”) e dall&#8217;<em>atarassìa</em> (o “assenza di turbamento nell&#8217;anima”): per conseguirlo, l&#8217;uomo dovrà rivolgere l&#8217;attenzione alla propria interiorità, distogliendosi da tutto ciò che non è strettamente connesso con le necessità di sussistenza (cibo, riposo etc) e, quindi, anche dall&#8217;attività politica, a cui si associano sempre aspirazioni causa, a propria volta, di agitazione e dispersione.</p><p>L&#8217;ideale supremo di saggezza è il conseguimento di uno stato in cui ogni timore – compreso quello della morte – si vanifica: in una visione materialistica, per cui ogni realtà non è altro che un aggregato di atomi soggetto a dissoluzione e a ricostituzione continue, l&#8217;uomo può davvero essere “felice anche fra i tormenti”, come dice Epicuro, perchè nulla potrà più fargli davvero del male.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002327_epicuro.html" data-text="Epicuro" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002327_epicuro.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002327_epicuro.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Eschine</title><link>http://www.archeoguida.it/002245_eschine.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002245_eschine.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:19:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Eschine]]></category> <category><![CDATA[oratori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2245</guid> <description><![CDATA[Eschine (389 a.C. &#8211; 314 a.C.) opere principali: orazioni Contro Ctesifonte, Contro Timarco, Sulla corrotta ambasceria, Su una linea del tutto opposta a quella di Demostene si colloca Eschine, e non solo perchè, a differenza del suo collega rivale, egli si fece portavoce delle istanze del partito filomacedone, favorevole all&#8217;alleanza con Filippo II, ma anche [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Eschine (389 a.C. &#8211; 314 a.C.)</strong></p><p>opere principali: orazioni <em>Contro Ctesifonte</em>, <em>Contro Timarco</em>, <em>Sulla corrotta ambasceria</em>,</p><p>Su una linea del tutto opposta a quella di Demostene si colloca Eschine, e non solo perchè, a differenza del suo collega rivale, egli si fece portavoce delle istanze del partito filomacedone, favorevole all&#8217;alleanza con Filippo II, ma anche perchè il suo stile compositivo oratorio si caratterizza per un sostanziale rifiuto del <em>pathos</em> che contraddistingue la prosa di Demostene a favore di uno stile più sobrio e misurato, che riprende, sotto certi aspetti, le caratteristiche dell&#8217;oratoria lisiana.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002245_eschine.html" data-text="Eschine" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002245_eschine.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002245_eschine.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Evemero</title><link>http://www.archeoguida.it/002211_evemero.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002211_evemero.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:57:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Evemero]]></category> <category><![CDATA[storici greci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2211</guid> <description><![CDATA[Evemero (330 a.C. &#8211; 250 a.C.) opere principali: Hierà anagraphé Vissuto in epoca ellenistica, Evemero, come altri autori storici di epoca precedente, si dedicò a numerosi viaggi nell&#8217;area mediterranea ed estera, venendo a contatto con numerosi popoli e culture dei quali riferì nei suoi scritti. Accanto alla prospettiva etnografica, nei suoi scritti è presente anche [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Evemero (330 a.C. &#8211; 250 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Hierà anagraphé</em></p><p>Vissuto in epoca ellenistica, Evemero, come altri autori storici di epoca precedente, si dedicò a numerosi viaggi nell&#8217;area mediterranea ed estera, venendo a contatto con numerosi popoli e culture dei quali riferì nei suoi scritti. Accanto alla prospettiva etnografica, nei suoi scritti è presente anche un orientamento prettamente memorialistico, tipico del periodo nel quale Evemero visse ed operò, che predilige una narrazione attenta a risvegliare nel lettore suggestioni e interrogativi di natura filosofica più che a fornire dettagli scrupolosamente verificati. Dalla sua figura prende nome l&#8217;evemerismo, ossia la dottrina secondo la quale, storicamente, le divinità oggetto di culto non sarebbero altro che figure di uomini notevoli e famosi, innalzati al rango divino dai loro contemporanei. La teoria viene sviluppata nell&#8217;ambito dei tre libri che costituiscono la <em>Hierà anagraphé </em>(letteralmente “scrittura sacra”), nei quali è descritta la vicenda storica e politico-sociale dell&#8217;isola di Panchea, appartenente ad un arcipelago dell&#8217;Oceano Indiano e visitata da Evemero durante una delle sue trasferte.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002211_evemero.html" data-text="Evemero" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002211_evemero.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002211_evemero.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Erodoto</title><link>http://www.archeoguida.it/002195_erodoto.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002195_erodoto.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:38:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Erodoto]]></category> <category><![CDATA[storici greci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2195</guid> <description><![CDATA[Erodoto (484 a.C. &#8211; 425 a.C.) opere principali: Storie (9 libri) Nato intorno al 484 a.C. ad Alicarnasso, sulle coste dell&#8217;Asia Minore, a Erodoto è ampiamente riconosciuta la paternità del genere storiografico, inteso come ricostruzione accurata degli eventi in virtù di un&#8217;analisi puntuale delle fonti e della loro attendibilità: si tratta di un approccio ampiamente [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2196" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002195_erodoto.html/erodoto"><img class="alignnone size-full wp-image-2196" title="Erodoto" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/Erodoto.jpg" alt="Erodoto" width="400" height="433" /></a></p><p><strong>Erodoto (484 a.C. &#8211; 425 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Storie</em> (9 libri)</p><p>Nato intorno al 484 a.C. ad Alicarnasso, sulle coste dell&#8217;Asia Minore, a Erodoto è ampiamente riconosciuta la paternità del genere storiografico, inteso come ricostruzione accurata degli eventi in virtù di un&#8217;analisi puntuale delle fonti e della loro attendibilità: si tratta di un approccio ampiamente rilevabile nei nove libri delle <em>Storie</em>, nei quali Erodoto si interroga, e cerca di fornire risposta organica e coerente, sulle cause del cruciale scontro tra la Grecia e la potenza persiana. Ciò che contraddistingue la prospettiva erodotea è l&#8217;attenzione accordata, in maniera del tutto innovativa, alla ricerca dei rapporti di causa-effetto implicati nella successione degli eventi, non considerati più secondo un orientamento puramente cronologico. Ciò che importa ad Erodoto non è tanto di fornire un elenco di date e di avvenimenti, quanto piuttosto di organizzare la narrazione in base ad una precisa metodologia ispirata all&#8217;accertamento dei fatti e all&#8217;individuazione del “filo conduttore”, per così dire, che ne collega la sequenza. Accanto agli elementi di novità e all&#8217;indiscussa rilevanza dell&#8217;autore nel processo di costituzione del genere storiografico, che avrà in Tucidide il suo culmine, è, però, importante tenere presente che nell&#8217;opera erodotea sono ancora ampiamente ravvisabili componenti tipiche della narrazione storica in uso nell&#8217;antica Grecia: ad esempio, la finalità “esemplare”, propria della tradizione epica intorno alle gesta degli eroi o, ancora, la presenza di una divinità che agisce nelle vicende umane sovente in esplicita rivalità con l&#8217;eroe, che si espone alla ritorsione del dio nel caso questi veda in pericolo la propria posizione nell&#8217;ordinamento universale del cosmo. Stesi in lingua ionica, i libri delle <em>Storie</em> si caratterizzano per l&#8217;accurata descrizione, in ottica etnografica, di paesi, tradizioni e culture stranieri, con cui Erodoto entrò in contatto durante i suoi numerosi viaggi.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002195_erodoto.html" data-text="Erodoto" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002195_erodoto.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002195_erodoto.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ecateo di Mileto</title><link>http://www.archeoguida.it/002190_ecateo-di-mileto.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002190_ecateo-di-mileto.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:34:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - E]]></category> <category><![CDATA[Ecateo di Mileto]]></category> <category><![CDATA[storici greci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2190</guid> <description><![CDATA[Ecateo di Mileto (550 a.C. &#8211; 476 a.C.) opere principali: Genealogie (4 libri), Periegesi della Terra Nato da famiglia aristocratica, Ecateo fu un logografo1 (letteralmente “scrittore di parole”), dedito ai viaggi per il mondo allora conosciuto allo scopo di descrivere luoghi e culture: non a caso, una delle opere che ci sono note assume proprio [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2192" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002190_ecateo-di-mileto.html/ecateo-mondo"><img class="alignnone size-large wp-image-2192" title="ecateo-mondo" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/ecateo-mondo-410x400.jpg" alt="Il mondo disegnato da Ecateo di Mileto" width="410" height="400" /></a></strong></p><p><strong>Ecateo di Mileto (550 a.C. &#8211; 476 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Genealogie</em> (4 libri), <em>Periegesi della Terra</em></p><p>Nato da famiglia aristocratica, Ecateo fu un logografo<a href="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-includes/js/tinymce/plugins/paste/pasteword.htm?ver=327-1235#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a> (letteralmente “scrittore di parole”), dedito ai viaggi per il mondo allora conosciuto allo scopo di descrivere luoghi e culture: non a caso, una delle opere che ci sono note assume proprio il titolo di <em>Periegesi</em> (<em>Giro</em>)<em> della Terra</em>. In base ad alcune informazioni riportate da Erodoto, Ecateo avrebbe svolto un ruolo significativo al tempo delle guerre persiane, nel contesto della mediazione tra le città greche della Ionia e il saptrapo orientale. Il profilo dell&#8217;autore è di altrettanto rilievo in ambito storiografico; come si può desumere dalla lettura degli scritti che di lui sono stati tramandati, infatti, Ecateo non si limitò alla descrizione dei vari paesi raggiunti nei suoi itinerari, ma, nei quattro libri delle <em>Genealogie</em>, approfondì le narrazioni mitologiche a lui note nella costante ricerca delle ragioni che spinsero gli uomini alla loro elaborazione: si tratta di un atteggiamento inedito – oggi lo si potrebbe definire “critico” &#8211; in virtù del quale, per la prima volta, venivano poste in discussione l&#8217;autorevolezza e l&#8217;attendibilità della tradizione unanimente accettata, allo scopo di accertarne il fondamento di veridicità.</p><p><a href="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-includes/js/tinymce/plugins/paste/pasteword.htm?ver=327-1235#sdfootnote1anc">1</a>Con il termine di “logografi” si indicano i precursori degli storiografi greci, ossia coloro che, come Ecateo, si distinsero per la produzione di testi in prosa non ancora riconducibili all&#8217;ambito della produzione storica in senso stretto, che già nell&#8217;antichità veniva fatta coincidere con l&#8217;opera di Erodoto.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002190_ecateo-di-mileto.html" data-text="Ecateo di Mileto" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002190_ecateo-di-mileto.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002190_ecateo-di-mileto.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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