<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Personaggi &#8211; D</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/personaggi/personaggi-d/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Pseudo-Dionigi l&#8217;Areopagita</title><link>http://www.archeoguida.it/005867_pseudo-dionigi-lareopagita.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/005867_pseudo-dionigi-lareopagita.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 01 Aug 2011 15:07:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi]]></category> <category><![CDATA[Personaggi - D]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=5867</guid> <description><![CDATA[Dionigi (?) V secolo Antiquus videlicet et venerabilis pater (lo pseudo-Dionigi nella definizione di Gregorio Magno) De coelesti hierarchia, De ecclesiastica hierarchia, De divinis nominibus, De mystica theologia sono i titoli dei trattati che, unitamente a dieci lettere, costituiscono il Corpus Dionysianum (o Dionysiacum), uno dei più controversi ed affascinanti casi di paternità intellettuale che [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5868" title="Pseudo-Dionigi-Areopagita" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/08/Pseudo-Dionigi-Areopagita.jpg" alt="Pseudo-Dionigi l'Areopagita" width="500" height="509" /></p><h2>Dionigi (?)</h2><p>V secolo</p><p>Antiquus videlicet<br /> et venerabilis pater</p><p>(lo pseudo-Dionigi nella definizione di Gregorio Magno)</p><p><em>De coelesti hierarchia</em>, <em>De ecclesiastica hierarchia</em>, <em>De divinis nominibus</em>, <em>De mystica theologia</em> sono i titoli dei trattati che, unitamente a dieci lettere, costituiscono il <em>Corpus Dionysianum</em> (o <em>Dionysiacum</em>), uno dei più controversi ed affascinanti casi di paternità intellettuale che si siano mai presentati all&#8217;attenzione degli studiosi di filosofia e di filologia.</p><p>Sull&#8217;attribuzione degli scritti, infatti, permane tuttora incertezza: la tradizione, infatti, anche per alcune segnalazioni interne al testo, per lungo tempo ha identificato l&#8217;autore con Dionigi, capo dell&#8217;areopago ateniese, menzionato al capitolo 17 degli Atti degli Apostoli, ove si riporta il celebre discorso di S. Paolo agli Ateniesi e si descrive la loro incredulità alle parole dell&#8217;Apostolo: “Sentita però la risurrezione de&#8217; morti, alcuni se ne fecero beffe; altri dissero: «Di questo t&#8217;udiremo un&#8217;altra volta». Così Paolo uscì di mezzo a loro. Alcuni però s&#8217;unirono a lui, e credettero; tra questi, Dionigi l&#8217;Areopagita, una donna, per nome Damaride, e altri con loro” (Ap 17, 32-34) (1). L&#8217;identificazione fu, inoltre, rafforzata dal contributo di Giovanni di Scitopoli, uno scoliaste attivo prima del 530, e da S. Massimo il Confessore (579/580-662), uno dei principali difensori dell&#8217;ortodossia della fede di contro all&#8217;eresia monotelita: entrambi, anche se con una netta predominanza di Giovanni, redassero annotazioni e commenti agli scritti del Corpus e difesero l&#8217;autenticità del testo di contro ai suoi detrattori; addirittura, S. Massimo fece costante riferimento agli scritti dionisiani nell&#8217;ambito del Concilio Lateranense del 649, che si pronunciò contro il monotelismo (per un&#8217;ampia informazione sul tale dottrina eretica si veda il link <a href="http://www.eresie.it/it/id256.htm" target="_blank">http://www.eresie.it/it/id256.htm</a>).</p><p>Il Corpus si trova, inoltre, menzionato da uno dei più brillanti autori in materia teologica vissuti durante il periodo del regno di Giustiniano I, il vescovo Severo di Antiochia (465-538), di chiaro orientamento monofisita, nonché, nel 532, dal vescovo di Maronia, Innocenzo: tutto ciò mostra chiaramente che il Corpus circolava ormai da tempo e, soprattutto, che il suo contenuto – sia che lo si approvasse, sia che si prendesse posizione contraria &#8211; veniva preso in debita considerazione nel contesto del dibattito teologico del tempo. I primi accenni ad una contestazione della sua paternità si segnalarono, non a caso, nell&#8217;anno 533, da parte del vescovo Ipazio di Efeso, nell&#8217;ambito di un&#8217;assemblea indetta a Costantinopoli per dirimere il dibattito fra cattolici e severiani monofisiti (2).</p><p>Ma le riserve avanzate dall&#8217;insigne presule non impedirono che per lungo tempo il Corpus venisse citato da molti autorevoli esponenti del clero, anche in Occidente: si pensi al papa Gregorio Magno (540-604), che attinse abbondantemente alla teoria angelica dionisiana per una delle sue omelie o, ancora, al papa Martino I (649-655), l&#8217;artefice del summenzionato Concilio Lateranense, che offrì spazio all&#8217;esame delle argomentazioni offerte dal Corpus nell&#8217;ambito del dibattito sulla volontà nella Persona di Gesù Cristo oppure, ancora, al papa Adriano I (&#8230;-795), che recepì le decisioni del secondo Concilio di Nicea, svoltosi nel 787, in merito al culto delle immagini, facendosene interprete presso il re Carlo Magno. Come si può notare, dunque, nel corso dell&#8217;Alto Medioevo, i protagonisti al più alto livello della vita ecclesiale, tenevano in considerazione l&#8217;opera dionisiana, la stimavano e la citavano nei loro scritti.</p><p>Un ulteriore e decisivo passo in avanti nell&#8217;approccio e nella lettura del testo venne, poi, nell&#8217;anno 827 dalla donazione di una copia del Corpus all&#8217;abbazia parigina di Saint-Denis da parte dell&#8217;imperatore Michele II Balbo, su richiesta dell&#8217;abate Ilduino il quale, mediante il possesso del prezioso documento, intendeva stabilire un collegamento tra il protettore del monastero e la figura di Dionigi l&#8217;Arepagita che, secondo una leggenda, dopo la sua conversione ad opera di S. Paolo, si sarebbe dedicato alla predicazione evangelica in terra franca. I testi dionisiani iniziarono così ad essere tradotti in latino, in particolare da Giovanni Scoto detto l&#8217;Eriugena (3) (810-877 ca.), alla cui versione si aggiunsero gli scolii e i commenti di Anastasio il Bibliotecario.</p><p>Il XII secolo, che vide la stesura dei Commentaria in Hierarchiam coelestem S. Dionysii Areopagitae di Ugo di San Vittore, segnò, per così dire, la stagione d&#8217;oro del successo del Corpus, la cui fama si consolidò ulteriormente nel secolo successivo, con la pubblicazione, presso l&#8217;Università parigina, di una raccolta comprendente tre differenti traduzioni dell&#8217;opera dionisiana: tra di esse spiccava quella curata da Giovanni Saraceno, di notevole pregio e destinata progressivamente a soppiantare quella di Eriugena. Grazie alla sempre più ampia conoscenza del testo, resa possibile dalle traduzioni, l&#8217;Areopagita, definito dal francescano Bonaventura di Bagnoregio “il principe dei mistici”, esercitò una capillare influenza sull&#8217;elaborazione teologica del tempo, come attestato dall&#8217;attività di insegnamento svolta da Alberto Magno (1206-1280; una scheda biografica sul suo profilo è reperibile al link http://www.santiebeati.it/dettaglio/29950), il domenicano maestro di S. Tommaso d&#8217;Aquino (1225-1274). Sulla scia di Alberto si pose pure, nel XIV secolo, Meister Eckhart (1260-1328), di cui una scheda con nota biografica e materiale di approfondimento è disponibile all&#8217;indirizzo http://www.mistica.info/uneckhart.htm (4)</p><p>Di impronta neoplatonica, i trattati di cui si compone il Corpus hanno goduto l&#8217;immensa fortuna che sopra si è cercato di tratteggiare grazie all&#8217;elaborazione della teoria angelologica sulle gerarchie degli spiriti celesti beati, che si riflettono nella struttura a sua volta gerarchica della Chiesa terrena, e alla delineazione dell&#8217;approccio apofatico nell&#8217;accostamento alla conoscenza di Dio: in altri termini, di contro all&#8217;approccio catafatico (o affermativo), prettamente di tipo analogico, “la via apofatica è quella che ha il compito di riferire in senso proprio della realtà divina, ovvero negando ogni analogia tra quella e il mondo creaturale”, per cui “la via per eccellenza è quella che nega ogni attributo e determinazione: partendo dalla negazione degli attributi più lontani dalla natura divina (Dio non è sensibile) fino agli attributi più alti e propri (Dio non è uno, né vita, né essere), l&#8217;intelletto si avvicina alla conoscenza divina” (5).</p><p>A partire dall&#8217; epoca umanistica, alla luce dello sviluppo degli studi letterari e filologici, iniziarono ad essere avanzati, da personalità quale Lorenzo Valla (per un profilo dell&#8217;umanista http://www.filosofico.net/valla.htm), dubbi sempre più consistenti sull&#8217;attribuzione del Corpus a Dionigi l&#8217;Areopagita, ma tali perplessità, che si sono tramutate progressivamente in una chiara certezza intorno alla pseudonimia dell&#8217;autore, non sono riuscite a dare un volto e un nome certi alla mente che ha redatto le mirabili pagine degli scritti dionisiani: si sono avanzate diverse ipotesi, tra cui quella di Damascio (480-550 ca.), membro dell&#8217;Accademia di Atene, contraddistinta, a partire dal IV secolo, dallo sviluppo delle dottrine neoplatoniche, ma non si è mai raggiunto un livello di adeguata certezza.</p><p>Ciò, tuttavia, non offusca minimamente il fascino e la mirabile densità di contenuto del testo del Corpus, come Pietro Scazzoso, nella sua introduzione a Una strada a Dio (Jaka book, Milano 1989), efficacemente rileva: “Le basiliche romaniche e gotiche , che sono la grandiosa testimonianza di una religiosità profonda, offrono allo sguardo l&#8217;imponenza e la bellezza delle loro linee, lo splendore dei mosaici sfolgoranti nella misteriosa oscurità delle navate, gli slanci delle guglie, la sacralità degli altari, il complesso simbolismo teologico dei capitelli, la sapienza di certi accostamenti figurativi proposti al fedele quale spunto di contemplazione, la semplicità narrativa dei bassorilievi […]. Quest&#8217;immagine delle chiese medioevali può sorgere spontanea in chi si accinga a meditare il Corpus Dionysianum che ci si presenta come un mirabile complesso dottrinale racchiudente tesori di teologia mistica, di esperienza religiosa, di sacralità sacerdotale, di sapienza biblica […]”.</p><p>Un suggestivo ed eloquente invito alla lettura!</p><h4>Note</h4><ul><li>(1) Il versetto è ripreso dal testo de La Sacra Bibbia annotata da Giuseppe Ricciotti, Salani Editore, 1991.</li><li>(2) Un prezioso approfondimento sulla cristologia monofisita e sul dibattito con gli assertori del dogma fissato nel Concilio di Calcedonia si può reperire all&#8217;indirizzo <a href="http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=80" target="_blank">http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=80</a></li><li>(3) Su Giovanni Scoto Eriugena, tra i primi traduttori dell&#8217;Areopagita, e sul suo pensiero si possono consultare i links:</li><li><a href="http://www.filosofico.net/scoto1.htm" target="_blank">http://www.filosofico.net/scoto1.htm</a></li><li><a href="http://www.filosofico.net/scot1o0eriugena2.htm" target="_blank">http://www.filosofico.net/scot1o0eriugena2.htm</a></li><li>(4) Per la ricostruzione, sia pure sintetica, delle tappe cronologiche qui indicate relative alla progressiva diffusione dei testi del Corpus, si è fatto riferimento all&#8217;opera di Kurt Ruh, Storia della mistica occidentale, volume 1, capitolo 4 “L&#8217;ingresso del Corpus Dionysiacum in Occidente”, pp. 80-94.</li><li>(5) La citazione è riportata da Dionigi pseudo-Areopagita. Manuale di storia della filosofia medievale on-line a cura dell&#8217;Università di Siena <a href="http://www.unisi.it/ricerca/prog/fil-med-online/autori/htm/dionigi.htm" target="_blank">http://www.unisi.it/ricerca/prog/fil-med-online/autori/htm/dionigi.htm</a></li></ul><p>Alla consultazione di tale Manuale si rimanda anche per l&#8217;approfondimento del profilo e del pensiero di altri importanti protagonisti del dibattito culturale, filosofico e teologico di epoca medievale.</p><h4>Approfondimenti</h4><p>Il lettore desideroso di accostarsi ai testi del Corpus può fare riferimento ad un recente volume edito da Bompiani, Tutte le opere di Dionigi l&#8217;Areopagita, basato su traduzione di Pietro Scazzoso. Si veda, a proposito, la recensione in <a href="http://www.corriere.it/cultura/10_luglio_16/elzeviro-torno-segreti-areopagita_618a1b96-90aa-11df-8665-00144f02aabe.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/cultura/10_luglio_16/elzeviro-torno-segreti-areopagita_618a1b96-90aa-11df-8665-00144f02aabe.shtml</a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/005867_pseudo-dionigi-lareopagita.html" data-text="Pseudo-Dionigi l&#8217;Areopagita" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F005867_pseudo-dionigi-lareopagita.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/005867_pseudo-dionigi-lareopagita.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Diogene di Sinope</title><link>http://www.archeoguida.it/002334_diogene-di-sinope.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002334_diogene-di-sinope.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Apr 2010 22:53:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - D]]></category> <category><![CDATA[Alma Tadema]]></category> <category><![CDATA[Diogene]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2334</guid> <description><![CDATA[Diogene (412 a.C. &#8211; 323 a.C.) Mentre un giorno Diogene stava prendendo il sole nel Craneo, sopraggiunse Alessandro e gli disse: “Chiedimi quello che vuoi”. E Diogene gli rispose: “Non farmi ombra e ridammi il mio sole” (Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VI, 38) A chi non è capitato di vedere, in qualche fumetto, la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2336" href="http://guida.archart.it/002334_diogene-di-sinope.html/diogene"><img class="alignnone size-full wp-image-2336" title="diogene" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/04/diogene.jpg" alt="Diogene " width="300" height="303" /></a></strong></p><p><strong>Diogene (412 a.C. &#8211; 323 a.C.)</strong></p><blockquote><p><em>Mentre un giorno Diogene stava prendendo il sole nel Craneo,</em></p><p><em>sopraggiunse Alessandro e gli disse: “Chiedimi quello che vuoi”. </em></p><p><em>E Diogene gli rispose: “Non farmi ombra e ridammi il mio sole”</em></p></blockquote><p>(Diogene Laerzio, <em>Vite dei filosofi</em>, VI, 38)</p><p>A chi non è capitato di vedere, in qualche fumetto, la raffigurazione di Diogene che, con una lanterna in mano, si muove “alla ricerca dell&#8217;uomo”? Un&#8217;immagine provocatoria per una filosofia tra le più radicali mai elaborate in Occidente, nella quale fu portato alle estreme conseguenze uno dei tratti caratteristici delle scuole di pensiero di epoca ellenistica: la centralità dell&#8217;individuo.</p><p>Fondatore della scuola cinica, in verità, era stato <strong>Antistene</strong> (436 a.C. &#8211; 366 a.C.), immediato predecessore di Diogene nonché discepolo di Socrate. I suoi seguaci venivano detti “cinici” o “cani”, dal nome del luogo, il ginnasio Cinosarge, ove solevano raccogliersi. La dottrina di Antistene si caratterizzava per uno spiccato nominalismo, in virtù del quale intorno alle cose e agli oggetti esterni non si riteneva più possibile indicare l&#8217;idea, il concetto, come nell&#8217;impostazione platonica, ma unicamente la loro mera denominazione. Tale limitatezza sul piano conoscitivo aveva un suo corrispettivo nella condotta pratica dell&#8217;individuo, chiamato a spogliarsi dell&#8217;eccedente e del non necessario e a vivere secondo natura.</p><p><a rel="attachment wp-att-2337" href="http://guida.archart.it/002334_diogene-di-sinope.html/diogene-alma-tadema"><img class="alignnone size-full wp-image-2337" title="diogene-alma-tadema" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/04/diogene-alma-tadema.jpg" alt="Diogene " width="400" height="537" /></a> Diogene nella sua &#8220;botte&#8221; in un dipinto di Sir Lawrence Alma Tadema</p><p>Diogene di Sinope, successore di Antistene e rappresentante per eccellenza della scuola, aveva consapevolmente assunto uno stile di vita all&#8217;insegna della completa rottura con tutte le convenzioni sociali: secondo attestazioni già diffuse nell&#8217;antichità, infatti, egli “fu il primo a raddoppiare il mantello per necessità anche di dormirci dentro, e portava una bisaccia in cui raccoglieva le cibarie; si serviva indifferentemente di ogni luogo per ogni uso, per far colazione o per dormire o per conversare” (1). Attraverso tali comportamenti, che con termine moderno si potrebbero definire “di protesta”, Diogene intendeva affermare la sostanziale inutilità di tanti oggetti e di tante costruzioni teoriche per la vita dell&#8217;uomo: ciò che conta, infatti, è il minimo indispensabile per la propria sussistenza, la libertà dai vani piaceri e dalle esigenze superflue che, non di rado, segnano e appesantiscono l&#8217;esistenza. Tale libertà, nella quale si sintetizza la filosofia di Diogene, diventava, al limite, sinonimo di arroganza e di spregiudicatezza a livello di parola e di azione (2): non a caso, ai successivi esponenti della scuola, quali Menippo di Gadara e Bione di Boristene, si deve lo sviluppo del genere letterario della diatriba, all&#8217;insegna della polemica aspra e della satira pungente, poi ripreso in ambito latino da Luciano di Samosata.</p><p>Tra gli immediati discepoli di Diogene, che ne recepirono e proseguirono l&#8217;esempio, occorre, infine, ricordare la figura di Cratete, noto per la sua posizione apolide (3): “La mia patria – egli diceva – non ha una torre sola né un tetto solo; ma dove ci è possibile vivere bene, in ogni punto di tutto l&#8217;universo, là è la mia città, là è la mia casa”.</p><h4>Note</h4><p>(1) La testimonianza è fornita da Diogene Laerzio, autore delle “Vite dei filosofi”. Può essere interessante rilevare come una rara patologia psichiatrica, che colpisce soprattutto persone anziane, venga definita “sindrome di Diogene” in quanto chi ne è colpito tende pericolosamente a vivere ai margini del tessuto sociale, in volontaria indigenza e trascuratezza.</p><p>(2) Non a caso, nell&#8217;accezione moderna il termine cinismo indica un “modo di sentire, di comportarsi e sim. caratterizzato da indifferenza e disprezzo nei confronti di qualsiasi ideale umano” (<em>Il Nuovo Zingarelli. Vocabolario della lingua italiana</em>, 1988).</p><p>(3) Letteralmente “senza città” e, quindi, “senza patria.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002334_diogene-di-sinope.html" data-text="Diogene di Sinope" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002334_diogene-di-sinope.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002334_diogene-di-sinope.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Dionigi di Alicarnasso</title><link>http://www.archeoguida.it/002261_dionigi-di-alicarnasso-2.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002261_dionigi-di-alicarnasso-2.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:25:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - D]]></category> <category><![CDATA[Dionigi di Alicarnasso]]></category> <category><![CDATA[oratori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2261</guid> <description><![CDATA[Dionigi di Alicarnasso (60 a.C. &#8211; 7 a.C.) opere principali: Arte retorica, Sulla mimesi, Sulla disposizione delle parole. Autore dell&#8217;opera storica Antichità romane, articolata in venti libri e dedicata alla ricostruzione delle vicende di Roma dalle origini sino allo scoppio della prima guerra punica, Dionigi di Alicarnasso redasse anche numerosi trattati di retorica, dai quali [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dionigi di Alicarnasso (60 a.C. &#8211; 7 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Arte retorica</em>, <em>Sulla mimesi</em>, <em>Sulla disposizione delle parole</em>.</p><p>Autore dell&#8217;opera storica <em>Antichità romane</em>, articolata in venti libri e dedicata alla ricostruzione delle vicende di Roma dalle origini sino allo scoppio della prima guerra punica, Dionigi di Alicarnasso redasse anche numerosi trattati di retorica, dai quali traspare la sua approfondita conoscenza dei modelli greci, in particolare Lisia, Isocrate e Demostene, da lui proposti quali esempi da imitare.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002261_dionigi-di-alicarnasso-2.html" data-text="Dionigi di Alicarnasso" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002261_dionigi-di-alicarnasso-2.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002261_dionigi-di-alicarnasso-2.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Demetrio Falereo</title><link>http://www.archeoguida.it/002251_demetrio-falereo.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002251_demetrio-falereo.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:21:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - D]]></category> <category><![CDATA[Demetrio Falereo]]></category> <category><![CDATA[oratori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2251</guid> <description><![CDATA[Demetrio Falereo (345 a.C. &#8211; 282 a.C.) Il profilo di Demetrio, le cui opere, citate da Diogene Laerzio, sono andate tutte perdute, si colloca sullo sfondo delle vicende che caratterizzarono la vita di Atene durante il regno del macedone Cassandro I (302 a.C. &#8211; 297 a.C.), dal quale fu nominato governatore della città. Una scelta [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Demetrio Falereo (345 a.C. &#8211; 282 a.C.)</strong></p><p>Il profilo di <strong>Demetrio</strong>, le cui opere, citate da <strong>Diogene</strong> <strong>Laerzio</strong>, sono andate tutte perdute, si colloca sullo sfondo delle vicende che caratterizzarono la vita di Atene durante il regno del macedone <strong>Cassandro</strong> I (302 a.C. &#8211; 297 a.C.), dal quale fu nominato governatore della città. Una scelta senza alcun dubbio indovinatissima, in quanto Demetrio, filosofo peripatetico (1), contribuì a conferire rinnovato lustro al patrimonio di cultura costituente l&#8217;immensa ricchezza della civiltà greca, sia pure in un periodo non certo facile della sua storia. Erano, infatti, gli anni delle lotte dinastiche tra i successori di Alessandro Magno per il controllo dei territori conquistati dal grande generale. Oltre che pensatore e uomo politico, Demetrio fu anche autore di pregevoli discorsi, che lo qualificano, probabilmente, come l&#8217;ultimo oratore dell&#8217;antichità degno di questo nome.</p><h4>Note</h4><p>(1) Si dicevano “peripatetici” i pensatori aderenti alla scuola di Aristotele, il quale era solito intrattenere gli allievi percorrendo insieme a loro i giardini del Liceo.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002251_demetrio-falereo.html" data-text="Demetrio Falereo" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002251_demetrio-falereo.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002251_demetrio-falereo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Demostene</title><link>http://www.archeoguida.it/002247_demostene.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002247_demostene.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:19:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - D]]></category> <category><![CDATA[Demostene]]></category> <category><![CDATA[oratori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2247</guid> <description><![CDATA[Demostene (384 a.C. &#8211; 322 a.C.) opere principali: orazioni Contro Afobo e Contro Onetore, tre Filippiche (più una quarta di dubbia autenticità), tre Olintiache, discorso Sulla corona. Principe degli oratori ateniesi e uno dei più grandi di tutti i tempi, Demostene visse ed operò in uno dei momenti più travagliati della storia di Atene, quando [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Demostene (384 a.C. &#8211; 322 a.C.)</strong></p><p>opere principali: orazioni <em>Contro Afobo</em> e <em>Contro Onetore, </em>tre <em>Filippiche</em> (più una quarta di dubbia autenticità), tre <em>Olintiache</em>, discorso <em>Sulla corona</em>.</p><p>Principe degli oratori ateniesi e uno dei più grandi di tutti i tempi, Demostene visse ed operò in uno dei momenti più travagliati della storia di Atene, quando la ribellione delle città alleate, culminata nella cosiddetta “guerra sociale” (357 a.C.- 355 a.C.), da un lato, e l&#8217;ascesa di Filippo II di Macedonia, dall&#8217;altro, stavano ponendo in serio scacco i fondamenti stessi di libertà e democrazia su cui si erano basati, sino ad allora, il prestigio della civiltà greca. La passione e il fervore che caratterizzarono la sua azione politica si riflettono nelle sue immortali orazioni, in apparenza connotate di spontaneità, in realtà autentici gioielli cesellati per mezzo delle più raffinate tecniche di costruzione del discorso, grazie alle quali Demostene riusciva a smontare le argomentazioni avverse e a conquistare l&#8217;uditore alle proprie.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002247_demostene.html" data-text="Demostene" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002247_demostene.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002247_demostene.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Diogene Laerzio</title><link>http://www.archeoguida.it/002222_diogene-laerzio.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002222_diogene-laerzio.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:04:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - D]]></category> <category><![CDATA[Diogene]]></category> <category><![CDATA[storici greci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2222</guid> <description><![CDATA[Diogene Laerzio (180-240 d.C.) opere principali: Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi (10 libri) Di provenienza incerta (le ipotesi sulle sue origini lo collocano variamente nell&#8217;odierna Turchia, a Nicea o ad Alessandria), la figura di Diogene Laerzio viene menzionata da alcuni filosofi contemporanei, che gli attribuiscono una predilezione per la dottrina di Epicuro. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Diogene Laerzio (180-240 d.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi</em> (10 libri)</p><p>Di provenienza incerta (le ipotesi sulle sue origini lo collocano variamente nell&#8217;odierna <strong>Turchia</strong>, a <strong>Nicea</strong> o ad <strong>Alessandria</strong>), la figura di <strong>Diogene</strong> Laerzio viene menzionata da alcuni filosofi contemporanei, che gli attribuiscono una predilezione per la dottrina di Epicuro. L&#8217;opera per la quale è conosciuto, del resto, si configura come un repertorio di biografie di pensatori, da <strong>Talete</strong> allo stesso <strong>Epicuro</strong> (a quest&#8217;ultimo viene dedicato un intero libro, il decimo), corredate da numerosi aneddoti e da citazioni tratte dagli scritti dei singoli autori. Diogene Laerzio non si prefigge lo scopo di costruire un percorso critico di analisi delle idee: la <em>Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi</em> rientra, infatti, nell&#8217;ambito della letteratura di erudizione, tipica del periodo della tarda età imperiale.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002222_diogene-laerzio.html" data-text="Diogene Laerzio" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002222_diogene-laerzio.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002222_diogene-laerzio.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Dionigi di Alicarnasso</title><link>http://www.archeoguida.it/002216_dionigi-di-alicarnasso.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002216_dionigi-di-alicarnasso.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:59:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - D]]></category> <category><![CDATA[Dionigi di Alicarnasso]]></category> <category><![CDATA[storici greci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2216</guid> <description><![CDATA[Dionigi di Alicarnasso (60 a.C. &#8211; 7 a.C.) opere principali: Antichità romane (20 libri) Di origine greca, ma vissuto a Roma durante il periodo del principato di Ottaviano Augusto, Dionigi di Alicarnasso lega il proprio nome ad una monumentale opera, le Antichità romane, in venti libri, che ripercorre le vicende della storia di Roma dalle [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dionigi di Alicarnasso (60 a.C. &#8211; 7 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Antichità romane</em> (20 libri)</p><p>Di origine greca, ma vissuto a Roma durante il periodo del principato di Ottaviano Augusto, Dionigi di Alicarnasso lega il proprio nome ad una monumentale opera, le <em>Antichità romane</em>, in venti libri, che ripercorre le vicende della storia di Roma dalle origini sino allo scoppio della prima guerra punica. Di essa si sono conservati soltanto i primi dieci libri, unitamente a frammenti dell&#8217;undicesimo. Noto anche come docente di retorica e autore di numerosi trattati sull&#8217;argomento, Dionigi manifesta nella sua opera storiografica un approccio di tipo pedagogico alla narrazione: per lui la storia è, in primo luogo, illustrazione di fatti, episodi e personalità a scopo esemplare. In conseguenza di ciò, si può facilmente intuire come Dionigi non fosse interessato ad una ricostruzione esatta, dal punto di vista storiografico, dei fatti di Roma, anche se la sua opera è degna di nota per le informazioni fornite intorno a periodi altrimenti difficilmente ricostruibili a motivo della mancanza di fonti alternative.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002216_dionigi-di-alicarnasso.html" data-text="Dionigi di Alicarnasso" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002216_dionigi-di-alicarnasso.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002216_dionigi-di-alicarnasso.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Democrito</title><link>http://www.archeoguida.it/002062_democrito.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002062_democrito.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 15:20:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - D]]></category> <category><![CDATA[Democrito]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2062</guid> <description><![CDATA[Democrito nome: Democrito (460 a.C. &#8211; 360 a.C.) Noi in realtà non conosciamo nulla che sia invariabile, ma solo aspetti mutevoli secondo la disposizione del nostro corpo e di ciò che penetra in esso o gli resiste (Democrito, Frammento 9, Diels-Kranz) Uomo di poliedrici interessi culturali, menzionato in epoca romana da Cicerone per il suo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-2063" title="democrito" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/democrito.jpg" alt="Democrito" width="250" height="363" /></strong></p><h2>Democrito</h2><p><strong>nome: Democrito (460 a.C. &#8211; 360 a.C.)</strong></p><blockquote><p><em>Noi in realtà non conosciamo nulla che sia invariabile,</em></p><p><em>ma solo aspetti mutevoli </em></p><p><em>secondo la disposizione del nostro corpo </em></p><p><em>e di ciò che penetra in esso o gli resiste</em></p></blockquote><p>(Democrito, <em>Frammento</em> 9, Diels-Kranz)</p><p>Uomo di poliedrici interessi culturali, menzionato in epoca romana da Cicerone per il suo stile poetico particolarmente limpido e suggestivo, Democrito si formò alla scuola di Leucippo, fondatore della corrente di pensiero denominata <strong>atomismo</strong>. L&#8217;esistenza storica del maestro di Democrito è attestata da alcuni importanti autori dell&#8217;antichità, tra cui Aristotele e Teofrasto, ma è pur vero che risulta difficile distinguere il contributo specifico di Leucippo rispetto a quello di Democrito, soprattutto in seguito alla formazione del cosiddetto <em>corpus democriteum</em>, un complesso di scritti di orientamento atomista, nel quale confluirono in modo indifferenziato scritti attribuibili ad entrambi gli autori.</p><p>La tradizione è solita attribuire a Leucippo la stesura de “L&#8217;ordinamento” o “Il grande ordinamento”, mentre si deve a Democrito la compilazione del “Piccolo ordinamento”: si trattava di opere, successivamente andate perdute, dedicate all&#8217;esposizione della fisica della natura secondo l&#8217;impostazione atomistica di pensiero.</p><p>Molte delle idee formulate da Leucippo si ritrovano, riprese ed ampliate, nella dottrina democritea, secondo la quale l&#8217;<span style="text-decoration: underline;">ente</span>, rispetto alla concezione espressa da Parmenide e dalla scuola eleatica, è <span style="text-decoration: underline;">plurale</span> e <span style="text-decoration: underline;">in costante movimento</span>: le singole forme, di per sé indivisibili (di qui il nome di <span style="text-decoration: underline;">atomi)</span>, si muovono in virtù dell&#8217;esistenza del <span style="text-decoration: underline;">vuoto</span> (o non-ente), aggregandosi e disgregandosi. L&#8217;ente e il non-ente non sono percebili dall&#8217;essere umano, che, invece, è in grado di cogliere i corpi, risultanti dalla loro reciproca interrelazione. Secondo Democrito, la conoscenza derivata dalla sensibilità è oscura, opinabile, incerta, in quanto non è frutto di una percezione diretta degli atomi, da un lato, e del vuoto, dall&#8217;altro: “noi -dice l&#8217;autore – non sappiamo niente di sicuro, ma conosciamo solo ciò che si trasforma secondo la costituzione o disposizione del nostro corpo e dei corpi che sopraggiungono dall&#8217;esterno e urtano in esso” (frammento 9). La verità, a parere di Democrito, “giace nel profondo” (frammento 117) e tutto ciò che ci circonda viene conosciuto e denominato solo <span style="text-decoration: underline;">per convenzione</span>, mentre, in realtà, esso non è formato da altro che da atomi e vuoto.</p><p>Se tutto ciò che esiste è un aggregato di atomi e di vuoto, ciò vale anche per l&#8217;uomo, il quale, come sostiene Democrito (frammento 34) è un “microcosmo”, partecipe di un destino analogo a quello del più ampio cosmo nel quale è inserito. Se “cosmo”, nell&#8217;accezione della lingua greca, significa “ordine”, compito proprio dell&#8217;uomo è, allora, il conseguimento e la conservazione dell&#8217;equilbrio interiore: di qui l&#8217;attenzione specifica accordata da Democrito alla riflessione etica e all&#8217;individuazione dei comportamenti (ossia di una “morale”) che possono favorire la serenità di spirito.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002062_democrito.html" data-text="Democrito" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002062_democrito.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002062_democrito.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Domizia Longina</title><link>http://www.archeoguida.it/0083_domizia-longina.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/0083_domizia-longina.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Dec 2009 14:03:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - D]]></category> <category><![CDATA[Domizia Longina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=83</guid> <description><![CDATA[nome: Domizia Longina (Domitia Longina) 53-128 d.C. dinastia: flavia famiglia: figlia di Gneo Domizio Corbulone; moglie dell&#8217;imperatore Domiziano Contrectatis multorum uxoribus, Domitiam Longinam Aelio Lamiae nuptam etiam in matrimonium abduxit (De vita Caesarum, XII): con queste poche, scarne parole, lo storico Svetonio riferisce intorno al divorzio coatto imposto da Domiziano a Lucio Elio Lamia, allo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-221" title="domizia-longina" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/domizia-longina.jpg" alt="domizia-longina" width="372" height="366" /></strong></p><p><strong>nome:</strong> Domizia Longina (<em>Domitia Longina</em>) 53-128 d.C.<br /> <strong>dinastia:</strong> flavia<br /> <strong>famiglia:</strong> figlia di Gneo Domizio Corbulone; moglie dell&#8217;imperatore Domiziano<span id="more-83"></span></p><p><em>Contrectatis multorum uxoribus, Domitiam Longinam Aelio Lamiae nuptam etiam in matrimonium abduxit</em> (<em>De vita Caesarum</em>, XII): con queste poche, scarne parole, lo storico Svetonio riferisce intorno al divorzio coatto imposto da Domiziano a Lucio Elio Lamia, allo scopo di contrarre matrimonio con Domizia Longina. Un fatto che, in modo particolare nella ricostruzione svetoniana delle vicende dell&#8217;imperatore, comproverebbe lo “scollamento” tra il suo tentativo di porsi quale paladino di una rinnovata moralità “augustea”, da un lato, e la sua condotta nel privato, dall&#8217;altro.</p><p>Nata dall&#8217;unione tra Geno Domizio Corbulone, uno dei più importanti generali dell&#8217;impero, e Cassia Longina, Domizia era nipote della moglie di Caligola. La sua giovinezza fu segnata dalla morte del padre, Corbulone, il quale venne condannato a darsi la morte in seguito alla scoperta e allo sventamento della cosiddetta “congiura di Pisone”, intentata contro Nerone, della quale egli, in qualche modo, fu partecipe o, comunque, a conoscenza.</p><p>Le fonti non offrono, peraltro, notizie dettagliate circa la persona e la vita di Domizia prima del matrimonio con Cesare Domiziano Augusto Germanico; si sa, dalla citazione di Svetonio sopra riportata, che la donna era sposata ad un uomo appartenente alla classe senatoria, Elio Lamia, quando Domiziano la richiese in moglie. Come osservato in molti altri casi, i matrimoni tra membri di rango sociale elevato venivano combinati sovente più per ragioni politiche o di convenienza che per reale affinità di sentimenti: e anche questo fu il destino di Domizia, la quale, comunque, rimase accanto al nuovo marito, nonché imperatore, di cui si proclamò sposa anche quando, a motivo della scelleratezza degli ultimi decenni del suo regno, Domiziano fu soggetto, per iniziativa del Senato, alla <em>damnatio memoriae</em>.</p><p><strong><img title="domizia-longina2" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/domizia-longina2.jpg" alt="domizia-longina2" width="375" height="445" /></strong></p><p>Ma la vita coniugale dell&#8217;imperatore e della sua <em>augusta</em> consorte non fu certamente facile: già a quel tempo si erano diffusi pettegolezzi e maldicenze, non supportati da prove adeguate, che screditavano sia il sovrano – accusato di intrattenere una relazione con Giulia, figlia del fratello Tito – sia l&#8217;imperatrice – tacciata di avere rapporti adulterini con Paride, un attore pantomimo e, per tal motivo, esiliata -. In effetti, Domizia fu relegata in esilio per un certo tempo nel corso dell&#8217;anno 83, ma appare più probabile che la decisione dell&#8217;imperatore fosse stata assunta per punire la donna della mancata nascita di un erede al trono. Il fatto, in ogni caso, non ebbe pesanti ripercussioni sulla vita di Domizia, la quale già l&#8217;anno successivo potè rientrare a corte.</p><p>Ma una nuova tempesta si stava addensando sulla vita di palazzo: nello stesso anno 83, e successivamente nell&#8217;88 e nel 96, vennero ordite altrettante congiure volte ad eliminare il <em>princeps</em>. Sulle ragioni dell&#8217;ostilità crescente, soprattutto da parte senatoria, nei confronti di Domiziano, ci si potrebbe intrattenere a lungo: tra i motivi che giocarono un ruolo non indifferente si può senz&#8217;altro citare il fatto che l&#8217;imperatore, nell&#8217;anno 85, si fece nominare <em>censor perpetuus</em>, una funzione in virtù della quale Domiziano poteva scegliere a propria insindacabile discrezione i membri delle principali magistrature e, addirittura, i componenti del Senato medesimo, favorendo così l&#8217;ascesa politico-sociale di uomini provenienti dal più stretto <em>entourage</em> militare e burocratico che ruotava intorno alla sua persona ed escludendo sempre più gli aristocratici. Il terzo complotto, quello dell&#8217;anno 96, fu fatale a Domiziano, che morì sotto i colpi di coltello sferrati da un funzionario di Giulia Flavia, la figlia di Tito che Domiziano avrebbe sedotto; secondo alcune fonti, tra cui Cassio Dione, Domizia Longina avrebbe avuto un ruolo nell&#8217;assassinio del marito, mentre la storiografia successiva ha ritenuto non attendibile una simile ipotesi, da ricondurre anch&#8217;essa al contesto di pregiudizio anti-imperiale nel quale maturarono molte ricostruzioni degli eventi del regno domizianeo.</p><p>Già nell&#8217;antichità, quindi, il <em>gossip</em> si nutriva di dettagli piccanti e di macabre allusioni che, a distanza di secoli, non è semplice discernere: la stessa patologia delirante di tipo paranoideo, di cui pare soffrisse Domiziano, forse non è sufficiente a spiegare l&#8217;incrudelimento della sua condotta negli ultimi anni di vita: in fondo, l&#8217;imperatore morì proprio in seguito ad una delle cospirazioni che egli soleva vedere (probabilmente non a torto) intorno a sé. In modo analogo, anche su Domizia gravarono ombre &#8211; dapprima l&#8217;adulterio, poi il concorso nel regicidio – sulle quali non sarebbe inopportuno operare maggiore chiarezza.</p><p></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/0083_domizia-longina.html" data-text="Domizia Longina" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F0083_domizia-longina.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/0083_domizia-longina.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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