<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Personaggi &#8211; C</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/personaggi/personaggi-c/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Costantino</title><link>http://www.archeoguida.it/007550_costantino.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/007550_costantino.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 29 Jan 2012 12:54:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Cristina Cumbo</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi]]></category> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Costantino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=7550</guid> <description><![CDATA[Vita dell&#8217;imperatore Costantino Costantino era figlio di Costanzo Cloro (Cesare insieme a Massimiano e Augusto d&#8217;Occidente insieme a Galerio, Augusto d&#8217;Oriente) e di Elena, ricordata per aver ritrovato numerose reliquie (tra cui la S. Croce e i chiodi con cui venne crocefisso Gesù). Venne educato a Nicomedia, presso la corte imperiale, dove iniziò il suo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7552" title="costantino" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2012/01/costantino.jpg" alt="costantino" width="500" height="550" /></p><h2>Vita dell&#8217;imperatore Costantino</h2><p><strong>Costantino</strong> era figlio di Costanzo Cloro (Cesare insieme a Massimiano e Augusto d&#8217;Occidente insieme a Galerio, Augusto d&#8217;Oriente) e di Elena, ricordata per aver ritrovato numerose reliquie (tra cui la S. Croce e i chiodi con cui venne crocefisso Gesù). Venne educato a Nicomedia, presso la corte imperiale, dove iniziò il suo <em>cursus honorum</em>.</p><p>Nel 305 Diocleziano abdicò a favore di Galerio, mentre Massimiano a favore di Costanzo Cloro. Galerio nominò quindi suo Cesare il nipote Massimino Daia, mentre Costanzo Cloro scelse Flavio Severo.</p><p><strong>Costantino</strong> raggiunse il padre in Britannia, conducendo missioni militari nell’isola. Quando nel 306 Costanzo Cloro morì a York, Costantino venne proclamato Augusto d’Occidente dalla truppe. Il sistema della tetrarchia si era così venuto a destabilizzare. Per impedire che scoppiasse una guerra civile, Galerio concesse a Costantino la dignità di Cesare ed elesse Augusto Valerio Severo, salvando così il sistema tetrarchico. Costantino accettò e tornò ad <em>Augusta Treverorum</em>. Massenzio, figlio di Massimiano Erculeo, approfittando del malcontento di Roma cui Galerio aveva esteso l’imposta fondiaria, si fece proclamare imperatore dai pretoriani.</p><p>Galerio si rifiutò di riconoscere Massenzio e inviò a Roma Severo per deporlo. I soldati disertarono. Severo fuggì a Ravenna, dove fu catturato da Massimiano e ucciso.</p><p>Galerio riprovò a guidare un secondo esercito contro Massenzio, ma anche questa volta non riuscì a conquistare Roma. Massimiano si recò in Gallia per trattare con Costantino. L’accordo previde il matrimonio di Costantino con Fausta, figlia minore di Massimiano, in modo che potesse essere elevato Augusto durante il governo di Massenzio. Era il 307.</p><p>Massimiano sfidò Massenzio cercando di tornare ad avere le simpatie dei militari che invece si rivelarono fedeli al figlio, costringendolo a lasciare l’Italia.</p><p>Nel 308 a <em>Carnuntum</em> venne organizzata una nuova tetrarchia: Massimiano fu obbligato ad abdicare, mentre Costantino ritornò a livello di Cesare e Licinio, commilitone di Galerio, venne nominato Augusto d&#8217;Occidente.</p><p>Nel 309 Massimiano tornò alla corte di Costantino, ribellandosi a quest’ultimo nel 310 mentre il figlio di Costanzo Cloro era impegnato contro i Franchi. Ad <em>Arelate</em> (Arles) Massimiano mentì, proclamando la morte di Costantino e assumendo la porpora imperiale. Gran parte dell&#8217;esercito rimase leale a Costantino, costringendo alla fuga Massimiano. Costantino, venuto a conoscenza del tradimento in sua assenza, raggiunse Massimiano a <em>Massilia </em>(Marsiglia), catturandolo e costringendolo al suicidio.</p><p>Nel 311 Galerio morì e Massimino Daia successe al soglio dell’Impero d’Oriente, lasciando a Licinio il governo sull’Illirico. L’Impero era diviso: Massimino Daia e Licinio per l’Oriente, Costantino e Massenzio per l’Occidente. Quella della tetrarchia era in realtà solo apparenza, infatti Costantino, Massimino e Licinio si coalizzarono per eliminare Massenzio, primo degli Augusti.</p><p>Costantino quindi riunì un grande esercito e si mosse verso l’Italia.</p><p>Dopo aver sconfitto per due volte l’esercito di Massenzio, assediò Verona, sottomettendo la città e battendo ancora le forze armate di Massenzio. L’ultimo scontro con l’Augusto avvenne a Roma, nei pressi di <em>Saxa Rubra</em>, prima del definitivo a Ponte Milvio, il 28 ottobre del 312, in cui Massenzio venne sconfitto e ucciso.</p><h3>In Hoc Signo Vinces</h3><p>Eusebio di Cesarea, autore della <em>Vita Costantini</em> e stretto collaboratore del futuro imperatore, racconta di un episodio chiave per l’impronta cristiana di Costantino. Sembra che Costantino si fosse avvicinato al monoteismo e che, prima della battaglia, rivoltosi in preghiera, lui e il suo esercito ebbero un’apparizione: le luci sopra il sole si incrociarono e comparve la scritta &#8220;Εν Τουτω Νικα&#8221;. Nella notte successiva, Costantino fece un sogno in cui comparve Cristo che gli ordinò di adottare come vessillo il segno che aveva visto nel cielo. Il labaro imperiale assunse il simbolo del X – P, prime lettere di ΧΡΙΣΤΟΣ ovvero &#8220;<em>Christos</em>&#8220;, sovrapposte. Fu poi quello che si chiamò monogramma costantiniano o cristogramma, entrato in uso nella simbologia soterica cristiana.</p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-7551" title="cristogramma" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2012/01/cristogramma.jpg" alt="cristogramma" width="190" height="190" /><br /> Monogramma costantiniano o cristogramma </em></p><p>Sotto questo segno, le truppe costantiniane vinsero la battaglia contro Massenzio. Eusebio disse di credere al racconto solo perché Costantino glielo aveva narrato sotto giuramento. L’Italia passò sotto il controllo di Costantino e la guardia di Massenzio, ovvero il corpo dei pretoriani, venne soppressa.</p><h3>Costantino imperatore</h3><p><strong>Costantino</strong> divenne unico <strong>imperatore</strong> dell’Occidente. Incontrò Licinio a <em>Mediolanum</em> nel 313 stringendo un’alleanza sancita dal matrimonio di Licinio con la sorella di Costantino, Flavia Giulia Costanza. Massimino Daia, in risposta, si fece proclamare unico imperatore e conquistò Bisanzio. La successiva battaglia contro Licinio gli costò la vita. Gli Augusti in carica erano ora solo Costantino per l’Occidente e Licinio per l’Oriente.</p><p>La situazione di pace tra i due non era destinata a durare. Infatti gli anni successivi furono seguiti da ulteriori guerre che si conclusero solo nel 324 quando Licinio, assediato a Nicomedia, si consegnò a Costantino che lo inviò in esilio a Tessalonica. Costantino era ora l&#8217;unico padrone del mondo romano. L&#8217;anno seguente, nel 325, Licinio venne giustiziato per aver complottato ancora contro Costantino.</p><p>Ebbe termine la tetrarchia dioclezianea, ma l&#8217;Impero venne suddiviso in quattro prefetture (d’Oriente, d’Illiria, d’Italia e di Gallia), in cui la giurisdizione civile e giudiziaria erano affidate ad un prefetto del pretorio, cui erano subordinati i vicari delle diocesi ed i governatori delle province.</p><p>Costantino morì nel 337. Sembra non avesse ricevuto il battesimo se non in punto di morte. Il suo consigliere, il vescovo ariano Eusebio di Nicomedia, racconta di averlo battezzato egli stesso. Tuttavia su questo punto ci sono ancora molti dubbi. Si ricorda che fu Costantino stesso a presiedere il Concilio di Nicea nel 325 per combattere l’eresia ariana.</p><h4>L’Editto di Milano</h4><p><strong>Costantino</strong> è sicuramente importantissimo per il suo favore verso la chiesa cristiana. Nel 313 con l’<strong>Editto di Milano</strong>, rese tale religione tollerata nell’Impero e quindi non più perseguibile. I cristiani da questo momento poterono essere liberi di professare la propria religione senza paura di essere perseguitati. Nonostante ciò bisogna fare attenzione: Costantino non rese il cristianesimo religione ufficiale dell’Impero. Questo merito va attribuito invece a Teodosio I tramite l’Editto di Tessalonica del 380. Tale decreto dichiarava il credo niceno religione ufficiale dell&#8217;Impero, proibendo l’arianesimo e i culti pagani.</p><h3>Costantino costruttore di basiliche</h3><p>Le prime basiliche furono proprio costruite per volere di Costantino. Vennero così edificate a Roma la basilica del Salvatore (San Giovanni in Laterano) con il battistero ottagonale, la basilica di San Pietro in Vaticano, la basilica di San Paolo fuori le Mura e quella di Santa Croce in Gerusalemme derivata da un sacello del Sessorium, il palazzo imperiale. A queste si aggiungono San Lorenzo fuori le Mura (San Lorenzo all’agro Verano), Sant’Agnese con mausoleo di Costanza, la basilica dei Santi Pietro e Marcellino con mausoleo di Elena e la basilica Apostolorum (San Sebastiano, sull’Appia). Queste ultime hanno una forma particolare: sono chiamate circiformi perché avevano la stessa configurazione dei circhi per le corse delle bighe.</p><p>Sono anche basiliche <em>ad corpus</em> ovvero costruite sopra le spoglie di un martire (in questo raggruppamento rientrano anche San Pietro e San Paolo).</p><p>In Palestina si ricordano la basilica della Natività di Betlemme e la basilica dell’Anastasis (o del Santo Sepolcro) a Gerusalemme. Infine a Costantinopoli, Costantino fece erigere l’Apostoleion a Costantinopoli in onore dei dodici Apostoli. Qui fece porre dodici stele in loro ricordo e qui si fece seppellire. Costantino diventava simbolicamente un Apostolo.</p><h4>Basilica di San Giovanni in Laterano</h4><p>La basilica di San Giovanni in Laterano è la cattedrale di Roma. Costantino ne ordinò la costruzione all&#8217;indomani della battaglia di Ponte Milvio, come ex voto a Cristo che aveva favorito la sua vittoria. La chiesa era infatti dedicata al Salvatore (Basilica Salvatoris) e solo in un secondo momento venne intitolata anche ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista.</p><p>Costantino fece erigere la basilica proprio sul luogo in cui si trovavano le caserme degli <em>equites singulares</em>, ovvero le guardie a cavallo dell’Imperatore Massenzio. Gli scavi infatti hanno rivelato i resti dei <em>castra nova equitum singularium</em>, ma anche resti di abitazioni ricche, con pavimenti in mosaico e pareti affrescate. Settimio Severo aveva donato delle abitazioni vicino ai castra ad alcuni suoi amici, tra i quali vi era un Sesto Laterano. Sembra che questi resti appartengano alla residenza dei Laterani.</p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-7553" title="S. Giovanni" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2012/01/S.-Giovanni.jpg" alt="San Giovanni in Laterano costantiniana " width="500" height="382" /></em><br /> <em>San Giovanni in Laterano, la basilica costantiniana </em></p><p>La basilica era molto grande, formata da un’aula rettangolare, a cinque navate, con un’abside semicircolare e un transetto. Le colonne della navata centrale erano trenta, in marmo numidico, mentre le altre quarantadue colonne delle navate laterali erano in marmo di Tessaglia. Le pareti erano probabilmente ricoperte di <em>opus sectile</em> e nell&#8217;abside c’era un mosaico in foglia d’oro.</p><p>Costantino donò alla chiesa sette altari d’argento e un ciborio con le statue argentee di Cristo e degli Apostoli.</p><p>Nelle vicinanze Costantino edifica il grande palazzo imperiale, il Sessorium, da cui si svilupperà poi, con l’arrivo della reliquia della Santa Croce ritrovata dall’imperatrice Elena, madre di Costantino in Terrasanta, la basilica di Santa Croce in Gerusalemme.</p><p>Nonostante il potere ecclesiastico si sia spostato nel corso dei secoli per una serie di eventi al Vaticano, San Giovanni rimane sede vescovile di Roma.</p><h4>Basilica di San Pietro in Vaticano</h4><p>Venne costruita sulla tomba dell’Apostolo Pietro, indicata dalla cosiddetta memoria, un’edicola posta in una piazzola nella necropoli Vaticana, ai margini del <em>Circus Neronis</em> vicino al quale sembra che l’Apostolo Pietro venne martirizzato. I lavori iniziarono probabilmente 319 ed il 326, concludendosi entro il 333.</p><p>Per la costruzione della basilica, Costantino fece spianare la necropoli che sorgeva sul colle Vaticano e che era ancora in uso. Tutto ciò poteva essere fatto solo da chi rivestiva la carica di <em>Pontifex Maximus</em>.</p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-7554" title="san pietro" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2012/01/san-pietro.jpg" alt="San Pietro in Vaticano, basilica costantiniana" width="500" height="315" /><br /> San Pietro in Vaticano, basilica costantiniana</em></p><p>L’antica basilica è conosciuta solo tramite testimonianze iconografiche.</p><p>Era una basilica a cinque navate, con la centrale coperta da capriate. Numerose finestre illuminavano dalla parte alta della navata maggiore. Il transetto si incrociava con la navata centrale che terminava con un’abside decorata da mosaici che rappresentavano Cristo tra i Santi Pietro e Paolo in una <em>traditio legis</em> (sulla tipologia della <em>traditio legis</em> presente sulla Capsella di Samagher) in sostituzione forse di un originario mosaico color oro senza immagini.</p><p>La memoria dell&#8217;Apostolo, era solo un’edicoletta di II secolo, detta anche “trofeo di Gaio”.</p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-7555" title="trofeo di gaio" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2012/01/trofeo-di-gaio.jpg" alt="Trofeo di Gaio" width="250" height="372" /><br /> Trofeo di Gaio</em></p><p>La facciata presentava mosaici di V secolo ed era preceduta da un quadriportico dove sostavano i catecumeni durante la celebrazione dell&#8217;Eucarestia. All’interno vi era una fontana per le abluzioni purificatrici. Annessi alla basilica, si trovavano altri edifici tra cui un mausoleo noto come cappella di Santa Petronilla e un altro noto come Cappella di Sant’Andrea. L’obelisco, appartenente al Circo di Nerone, venne spostato nel 1586 al centro della nuova Piazza San Pietro. Il papato, che originariamente risiedeva presso la Basilica Lateranense, si trasferì al Vaticano solo dopo il periodo la cattività avignonese, ovvero dal 1377.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/007550_costantino.html" data-text="Costantino" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F007550_costantino.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/007550_costantino.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Catullo</title><link>http://www.archeoguida.it/003987_catullo.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003987_catullo.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 30 Jan 2011 14:51:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Catullo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3987</guid> <description><![CDATA[nome: Gaio Valerio Catullo (84 a.C. &#8211; 54 a.C.) Vivamus, mea Lesbia, atque amemus (da: Carme 5) L&#8217;opera poetica di Gaio Valerio Catullo si pone agli albori della produzione elegiaca in terra di Roma. L&#8217;elegia non rappresentava un genere letterario nuovo: esso era nato e si era sviluppato in Grecia, caratterizzandosi via via per una [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-3989" title="catullo" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/01/catullo.jpg" alt="Catullo" width="400" height="400" /></strong></p><p><strong>nome: Gaio Valerio Catullo (84 a.C. &#8211; 54 a.C.)</strong></p><blockquote><p><em>Vivamus, mea Lesbia, atque amemus</em></p></blockquote><p>(da: Carme 5)</p><p>L&#8217;opera poetica di <strong>Gaio Valerio Catullo</strong> si pone agli albori della produzione elegiaca in terra di Roma. L&#8217;elegia non rappresentava un genere letterario nuovo: esso era nato e si era sviluppato in Grecia, caratterizzandosi via via per una serie di tratti che lo avevano distinto in maniera sempre più netta dalla poesia di contenuto epico, sino ad arrivare alla sua espressione più compiuta e raffinata nei componimenti di <strong>Callimaco</strong> e di altri autori (si possono ricordare Fileta di Cos, Ermenesiatte di Colofone, Fanocle, Partenio di Nicea) di epoca ellenistica.</p><p>Nativo di Verona, Catullo giunse a Roma in un periodo particolarmente cruciale per la vita politica dell&#8217;Urbe: correvano gli anni tra 61 e 60 a.C., contraddistinti dalla formazione del cosiddetto primo triumvirato, intesa di carattere privato stabilita fra Giulio Cesare, Pompeo e Crasso allo scopo di spartirsi potere e aree di influenza.</p><p>Il poeta veronese non si sentì attratto dall&#8217;agone politico, nel quale molti, schierati con l&#8217;una o con l&#8217;altra parte, avevano preso posizione e fatto carriera; tuttavia, la sua permanenza romana si intrecciò in qualche modo con le vicende che si andavano svolgendo sotto i suoi occhi, in quanto Catullo intrecciò ben presto una relazione amorosa nientemeno che con la sorella di <strong>Publio Clodio Pulcro</strong>, un aristocratico divenuto tribuno della plebe, il quale, con le sue controverse iniziative, incise in modo rilevante sulla transizione dello Stato romano dalla forma repubblicana a quella imperiale. La storia d&#8217;amore fra Catullo e Clodia non fu certo esente da travagli e colpi di scena: del resto, la donna, influente matrona andata in sposa al console Quinto Cecilio Metello Celere, non godeva buona fama e dallo stesso Cicerone venne apertamente additata per le sue numerose relazioni extra-coniugali e per lo scandalo che, di conseguenza, ella dava con la sua vita dissoluta. Che la ricostruzione del profilo di Clodia corrisponda effettivamente alla realtà oppure no, sta di fatto che Catullo, nella sua raccolta poetica denominata <em>Liber</em> o <em>Carmina</em>, esprime non di rado il proprio vissuto di fatica e di disagio: il suo rapporto con Clodia era certamente irregolare, ma, sia pure all&#8217;interno di una relazione di questo tipo, il poeta avrebbe desiderato dalla propria amata una fedeltà che egli non riuscì mai pienamente ad ottenere. Clodia, infatti, era troppo presa dai suoi numerosi amanti ed evidentemente non coglieva il motivo per cui Catullo dovesse godere di uno <em>status</em> privilegiato rispetto agli altri!</p><p>Il poeta non si rivolge alla donna chiamandola per nome, ma utilizza lo pseudonimo di Lesbia, dal nome dell&#8217;isola greca di Lesbo, ove, nel corso del VII secolo a.C., nacque, visse ed operò la poetessa <strong>Saffo</strong>, per la cui produzione Catullo espresse vivo interesse. L&#8217;amore, infatti, è il tema cardine delle composizioni catulliane, così come di quelle saffiche: la raccolta poetica di Catullo, il <em>Liber</em>, comprende infatti ben 116 carmi, di oltre i due terzi sono dedicati alla passione per l&#8217;inafferabile Clodia-Lesbia, ora croce, ora delizia del poeta innamorato. La netta predominanza del tema amoroso è riscontrabile pure in un ristretto gruppo delle composizioni di Catullo, i cosiddetti <em>carmina docta</em>, caratterizzati dallo svolgimento di argomenti di carattere erudito, come, ad esempio, la descrizione di amori coinvolgenti personaggi di ambito mitologico. La descrizione di vicende amorose mediante il ricorso all&#8217;elemento mitologico, che rende il testo poetico un serrato intreccio di nomi e di riferimenti eruditi, era una caratteristica tipica dell&#8217;elegia greca quale si propose in epoca ellenistica a partire dal già menzionato Callimaco.</p><p>E a tali poeti della tarda grecità si ispirarono i <em>neoteroi</em> (o <em>poetae novi</em>), ai quali appartenne Catullo: tale gruppo di “nuovi poeti” (1) a partire dal I sec. a.C. intese proporre uno stile di composizione del tutto innovativo rispetto ai canoni consolidati, contraddistinti dalla netta predominanza del genere epico, a favore di componimenti più brevi, all&#8217;insegna della ricercatezza stilistica e del riferimento dotto: dei veri e propri “gioielli” di stile, in cui i temi trattati non erano quelli che infiammavano gli animi dei combattenti o degli uomini impegnati sulla piazza del confronto politico, ma, detto alla latina, le <em>nugae</em>, le cose piccole, le cose semplici a cui facilmente non si pensa o su cui non adeguatamente si riflette. La scelta poetica si salda, quindi, strettamente con l&#8217;orientamento individuato per la propria vita.</p><p><em>Vivamus, mea Lesbia, atque amemus, Rumoresque senum severiorum Omnes unius aestimemus assis</em> è la fervida esortazione che, non a caso, Catullo rivolge alla propria amata, invitandola a godere dei piaceri della vita e a non lasciarsi turbare dalle valutazioni, forse dettate da segreta invidia, di quanti obbedivano strenuamente ai dettami prescritti dalla morale tradizionale, per i quali nella vita contavano unicamente l&#8217;attività svolta, il <em>cursus honorum</em>, la carriera negli ambiti civico e militare. Niente di tutto ciò attrae l&#8217;attenzione del <em>poeta novus</em> il quale, al contrario, è sensibile ai valori legati alla vita privata e costituiti dalla ricerca del bello, dall&#8217;amore tra uomo e donna, ma anche dall&#8217;amore per tutto ciò che è semplice, intimo, quotidiano. E la scelta catulliana di uno stile metrico ed espressivo accurato e, nel contempo, ricreante il <em>sermo cotidianus</em>, la lingua di tutti i giorni, intende esprimere l&#8217;acuta coscienza per cui la vera bellezza, talora insospettata, e il più delle volte non avvertita perchè ritenuta scontata, si trova nelle pieghe della vita e nei sentimenti che la rendono ricca e drammatica.</p><p class="aaa3">Approfondimenti</p><p>Il lettore interessato ad accostarsi all&#8217;opera poetica di Catullo può reperire ampie risorse in rete, tra cui il testo integrale dei componimenti del <em>Liber (</em><a href="http://www.latinovivo.com/Testintegrali/catulloliber.htm" target="_blank">http://www.latinovivo.com/Testintegrali/catulloliber.htm</a>).</p><p>Per indicazioni bibliografiche off-line si possono, invece, consultare gli approfondimenti (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Valerio_Catullo" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Valerio_Catullo</a>).</p><p class="aaa3">Note</p><ul><li>1) Accanto a Catullo, che fu il principale esponente del gruppo, si possono ricordare anche autori quali Gaio Elvio Cinna, Marco Furio Bibaculo, Publio Terenzio Varrone Atacino.</li></ul><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003987_catullo.html" data-text="Catullo" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003987_catullo.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003987_catullo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Corinna</title><link>http://www.archeoguida.it/003949_corinna.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003949_corinna.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Jan 2011 14:17:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Emilia Panicali</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3949</guid> <description><![CDATA[Secondo il lessico bizantino Suda, Corinna nacque da genitori di nome Acheloodoro e Procuratia a Tanagra, Tebe o Tespi e scrisse cinque libri e in più epigrammi e nomoi lirici. Fu probabilmente allieva della poetessa Mirtide e sconfisse, secondo la tradizione, ben cinque volte Pindaro. Le avevano dato l’appellativo di muia (mosca). Opere L’opera di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il lessico bizantino <strong>Suda</strong>, Corinna nacque da genitori di nome <strong>Acheloodoro</strong> e <strong>Procuratia</strong> a <strong>Tanagra</strong>, Tebe o Tespi e scrisse cinque libri e in più epigrammi e <em>nomoi </em>lirici. Fu probabilmente allieva della poetessa Mirtide e sconfisse, secondo la tradizione, ben cinque volte Pindaro. Le avevano dato l’appellativo di <em>muia </em>(mosca).</p><p class="aaa3">Opere</p><p>L’opera di Corinna fu raccolta dagli alessandrini in cinque libri. Titoli specifici ci rinviano alla mitologia di area beotica: <em>Boiotòs, Sette contro Tebe, Iolao. </em>A lungo si è ritenuto che Corinna abbia scritto solo lirica monodica, ma nel frammento 655 la poetessa dichiara di cantare “belle storie per le donne di Tanagra dai bianchi pepli” e, questo, ha fatto pensare ad un’esecuzione corale. La sua lirica, comunque, è narrativa come quella di Stesicoro, quindi prevalentemente monodica. L’agone poetico tra i due grandi monti della Beozia, l’Elicona e il Citerone, nel quale prevale il Citerone che la tradizione considerava generalmente perdente (in quanto l’Elicona era il monte delle Muse), si può spiegare in relazione al pubblico a cui era destinato, quello della città di Platea, che con il monte Citerone intratteneva stretti rapporti. Del carme sono ben conservate la sezione del canto di Citerone, riguardante l’inganno di Rea ai danni di Crono per salvare il figlio Zeus, e quella del verdetto degli dei che proclamano vincitore Citerone.</p><p class="aaa3">Lingua e stile</p><p>Corinna scrive in un dialetto letterario che conserva molte caratteristiche del beotico locale. Lo stile è chiaro e conciso, fatto di frasi brevi e di paratassi, mentre poco posto vi trova l’ornamentazione poetica; rari sono gli epiteti esornativi, le metafore e le figure. L’influsso dell’epica è molto contenuto.</p><p class="aaa3">Per saperne di più</p><ul><li>L. E. Rossi, R. Nicolai, <em>Storia e testi della letteratura greca. L’età ellenistica, </em>Roma 2003.</li><li>D. L. Page, <em>Corinna</em>, London 1953.</li></ul><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003949_corinna.html" data-text="Corinna" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003949_corinna.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003949_corinna.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Carneade</title><link>http://www.archeoguida.it/002906_carneade.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002906_carneade.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Jul 2010 14:46:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Carneade]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=2906</guid> <description><![CDATA[Carneade (219 a.C. &#8211; 129 a.C.) “Carneade, chi era costui?” è la memorabile frase del don Abbondio manzoniano che, perplesso, si interroga sull&#8217;identità di questo filosofo, rappresentante e guida dell&#8217;Accademia platonica nel periodo successivo alla direzione di Arcesilao, vissuto tra 315 a.C. e il 240 a.C. Lungi dall&#8217;essere una personalità oscura, Carneade, nativo di Cirene, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2907" href="http://www.archeoguida.it/002906_carneade.html/carneade"><img class="alignnone size-full wp-image-2907" title="carneade" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/carneade.jpg" alt="Carneade" width="432" height="600" /></a></p><h2>Carneade</h2><p>(219 a.C. &#8211; 129 a.C.)</p><blockquote><p>“Carneade, chi era costui?”</p></blockquote><p>è la memorabile frase del <strong>don Abbondio manzoniano</strong> che, perplesso, si interroga sull&#8217;identità di questo filosofo, rappresentante e guida dell&#8217;Accademia platonica nel periodo successivo alla direzione di <strong>Arcesilao</strong>, vissuto tra 315 a.C. e il 240 a.C.</p><p>Lungi dall&#8217;essere una personalità oscura, Carneade, nativo di Cirene, offrì un significativo contributo all&#8217;elaborazione del pensiero accademico secondo l&#8217;orientamento scettico già assunto da Arcesilao. La dottrina pirroniana della <em>sképsis</em>, infatti, non era rimasta confinata all&#8217;ambito dei discepoli del filosofo di Elide, ma aveva influenzato anche l&#8217;Accademia platonica, che iniziò ad applicare i criteri fissati da <strong>Pirrone</strong> (indifferenza delle cose esistenti, astensione dal giudizio, afasia ed imperturbabilità) alla dialettica tipica del metodo socratico-platonico, allo scopo di confutare le posizioni stoiche, ad iniziare dal criterio veritativo della “rappresentazione catalettica”. Arcesilao, in dettaglio, sostenne l&#8217;illusorietà del tentativo di fissare un criterio di verità, cosicché, nei confronti dell&#8217;evidenza, non è possibile raggiungere alcuna certezza: di qui la necessità per il saggio di sospendere qualsiasi assenso, conseguendo, in opposizione allo stoicismo, l&#8217;a-catalessi. Come risolvere, però, il problema dell&#8217;azione, inevitabile per poter vivere? E&#8217; chiaro, infatti, che per agire occorre sapere che cosa fare e che cosa evitare. Ebbene, secondo Arcesilao, in mancanza di un principio guida assolutamente certo per potersi orientare nella vita pratica, l&#8217;uomo agirà in base a ciò che è “ragionevole” e “plausibile”.</p><p>Pure Carneade si domanda come conciliare le esigenze della prassi quotidiana con l&#8217;impossibilità di essere certi intorno a qualsiasi cosa: la risposta che egli offre consiste nell&#8217;introduzione del cosidetto “criterio del probabile”. Secondo il filosofo di Cirene l&#8217;uomo può individuare il comportamento da adottare di volta in volta in base al grado di probabilità o di rappresentazione persuasiva che deriva dall&#8217;esperienza.</p><p>Arcesilao e, dopo di lui, Carneade, si pongono, quindi, in contrasto con l&#8217;impostazione dogmatica, nelle sue varie declinazioni, propria dello stoicismo: secondo i due accademici non è dato all&#8217;uomo di sapere alcunché con certezza assoluta – e tale è senz&#8217;altro la posizione corretta sul piano rigorosamente teoretico -, tuttavia, superando i rischi di uno scetticismo radicale, essi ammettono la necessità dell&#8217;azione e, conseguentemente, di un criterio, di ragionevolezza o di probablità, in base al quale regolarsi.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002906_carneade.html" data-text="Carneade" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002906_carneade.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002906_carneade.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Callimaco</title><link>http://www.archeoguida.it/002876_callimaco.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002876_callimaco.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Jul 2010 14:03:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Emilia Panicali</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Callimaco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=2876</guid> <description><![CDATA[Frammento di papiro greco da Oxyrhynchus con testo di Callimaco Callimaco è stato il primo poeta editore della sua opera e ha dato un ordine anche alla sequenza delle singole opere, costruendo una sorta di enciclopedia personale che mira a sostituire la grande poesia epica da lui disprezzata. Callimaco fu un poeta di èlite ed [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2878" href="http://www.archeoguida.it/002876_callimaco.html/callimaco-opera"><em><img class="alignnone size-full wp-image-2878" title="callimaco-opera" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/callimaco-opera.jpg" alt="Callimaco" width="400" height="420" /></em></a><br /> <em>Frammento di papiro greco da Oxyrhynchus con testo di Callimaco</em></p><p><strong>Callimaco</strong> è stato il primo poeta editore della sua opera e ha dato un ordine anche alla sequenza delle singole opere, costruendo una sorta di enciclopedia personale che mira a sostituire la grande poesia epica da lui disprezzata.</p><p>Callimaco fu un poeta di èlite ed ebbe fortuna soprattutto nel mondo romano. L’avvento dei regni ellenistici infranse la figura dell’intellettuale operante nella <em>polis</em> e l’uso della scrittura e del libro staccarono l’opera dall’occasione esterna: il libro, dunque, divenne il canale privilegiato di diffusione del testo. Il legame con l’occasione venne a mancare e il poeta poteva elaborare il suo prodotto con maggiore libertà, essendo sì vincolato dal rispetto di un codice, ma era un codice che lui stesso poteva elaborare, liberandosi dalle leggi dei generi letterari tradizionali. Il genere letterario divenne, così, una struttura aperta a possibilità infinite di innovazione e sperimentazione. Callimaco teorizzò in maniera esplicita i suoi metodi, inserendo nelle sue opere molte sezioni programmatiche, divenendo un punto di riferimento per autori greci e latini.</p><p class="aaa3">Vita</p><p>Callimaco nacque intorno al 310 a.C. a <strong>Cirene</strong>, colonia greca sulle coste dell’Asia Minore, da una nobile famiglia che vantava tra i suoi antenati Batto, mitico fondatore della città. A causa delle ristrettezze economiche in gioventù fu costretto a fare il maestro di scuola ad Alessandria d’Egitto. Qui entrò in contatto con la corte reale dei Tolomei e ottenne il favore prima di <strong>Tolomeo II Filadelfo</strong>, poi di Tolomeo III Evergete. L’estrema simpatia per l’ambiente di corte è provata dall’elegia <em>La chioma di Berenice</em>, la sua ultima opera che possiamo facilmente datare (246 a.C.). Callimaco fu attivo nella <strong>Biblioteca di Alessandria</strong>, dove si distinse per i suoi lavori grammaticali e filologici tra cui ricordiamo le <em>pinakes</em> (tavole), un catalogo complessivo di tutta le letteratura greca andato perduto. Morì ad <strong>Alessandria</strong> intorno al 240 a.C.</p><p class="aaa3">Opere</p><p>Il lessico bizantino <em>Suda</em> attribuisce al poeta la composizione di 800 volumi, che comprendono i campi più diversi. Notissimo nel mondo antico furono gli <em>Aitia </em>(Cause), una raccolta di elegie divise in quattro libri di cui ci restano solo frammenti papiracei; il poemetto in esametri <em>Ecale</em>; tredici giambi; una sessantina di epigrammi e sei Inni agli Dei. Inoltre fonti dirette o indirette gli attribuiscono alcuni carmi d’occasione, come gli epinici, per le vittorie ai giochi sportivi di personaggi di corte; l’Ibis, parodia satirica rivolta al suo avversario Apollonio Rodio e altri componimenti lirici sia poetici sia eruditi.</p><p class="aaa3">Poetica e polemiche letterarie</p><p>La poetica di Callimaco si può desumere dal prologo degli <em>Aitia, </em>in cui è contenuta la polemica contro i <strong>Telchini</strong>.</p><p>I Telchini sono una stirpe di demoni tradizionalmente collocati a Rodi: essi vanno identificati con Asclepiade, Posidippo e Prassifane di Mitilene, i principali avversari del poeta, che gli rimproveravano la brevità e la mancanza di unità. Callimaco contrappone alla grande poesia epica la brevità concentrata e l’erudizione preziosa e virtuosa. Ai modelli che per Aristotele erano canonici (i poemi omerici e alcune tragedie) Callimaco oppone la poesia di Esiodo: ciò imponeva una scelta di veridicità e una professione di realismo: in luogo del canto altisonante, il poeta deve scegliere quello conforme a sé stesso.</p><p class="aaa4"><em>Aitia</em></p><p>Si tratta di componimenti in metro elegiaco, che illustrano vicende di uomini, eroi e dei, per spiegare le origini di culti religiosi, miti e costumi. Proprio per questo sono definiti “eziologici” dal termine <em>aitia </em>che significa “causa”. Queste elegie possono essere considerate una vera e propria enciclopedia del mito: esse trattavano una grande quantità di argomenti e in esse la mitologia, indagata poeticamente come se fosse storia antica, costituisce la base su cui è nata la storia e su cui si fonda il presente. Per molto tempo si è creduto che Callimaco scegliesse versioni marginali o varianti remote dei singoli miti: in realtà non è così. Dobbiamo tener conto che non ci sono pervenuti gran parte del ciclo epico e della tragedia; i miti raccontati da Callimaco dovevano essere noti al suo pubblico. Gli <em>Aitia </em>erano ricchi di motivi novellistici: nel III libro era collocata l’elegia dedicata alla novella di Aconzio e Cidippe, che si ritrova anche nelle “Eroidi” di Ovidio. Aconzio, innamorato di Cidippe, incide su una mela un giuramento che la lega a sé; Cidippe legge ad alta voce le parole incise sulla mela e, quando si sta per sposare con un altro uomo per volontà del padre, cade ammalata e il matrimonio non viene celebrato. Questo fenomeno si ripete anche al secondo e al terzo tentativo. Il padre consulta l’oracolo di Apollo che svela il mistero e acconsente alle nozze tra Aconzio e Cidippe. Nel IV libro era inserita “La chioma di Berenice”. Berenice, moglie di Tolomeo III, aveva offerto un ricciolo dei suoi capelli, affinché il marito tornasse vincitore dalla guerra con la Siria. Il ricciolo scomparve dal tempio e l’astronomo di corte Conone ne prese spunto per dar nome “Chioma di Berenice” ad una costellazione da lui scoperta. Nell’opera il ricciolo parla in prima persona e racconta il suo viaggio nel tempio di Arsinoe-Afrodite, e poi la sua trasformazione in costellazione.</p><p><em class="aaa4">Inni</em></p><p>Gli <em>Inni </em>si rifanno al modello consacrato dalla tradizione, ma lo innovano sia nello stile, pervaso di ironia e ricco di numerosi riferimenti eruditi, sia nella scelta del metro. Essi sono sei componimenti, di cui i primi quattro (<em>A Zeus, Ad Apollo, Ad Artemide, A Delo)</em> sono in esametri dattilici; il quinto (<em>Per il bagno di Pallade</em>) è in dialetto dorico e in metro elegiaco; il sesto (<em>a Demetra</em>) è ugualmente in dialetto dorico, ma in esametri dattilici. La loro destinazione è un simposio di eruditi, come si può vedere nell’<em>Inno a Zeus</em> e la cornice simposiale determina una sorta di contaminazione tra la poesia lirica che si cantava durante i banchetti e gli inni di tipo omerico, cantati in onore delle divinità in occasione di feste religiose.</p><p><em class="aaa4">Giambi</em></p><p>I <em>Giambi </em>sono una silloge poetica, organizzata dall’autore, composta da diciassette carmi, sette dei quali sono in coliambi (I-IV e XIII), due o tre (IX, X e forse VIII) in trimetri giambici, uno di trimetri trocaici catalettici (XII), tre in strutture epodiche (V-VII), gli ultimi quattro e forse anche l’XI in metri lirici. La varietà tematica in questi componimenti è notevole e spesso le singole tematiche erano legati a generi del tutto estranei al giambo. Un posto di rilievo assume la discussione di poetica nel <em>Giambo </em>I , in cui Ipponatte raduna tutti i dotti di Alessandria nel Serapeo e, per invitarli alla concordia, racconta loro la storia della coppa di Baticle, che doveva essere assegnata al più saggio dei Sette Sapienti e, dopo essere passate dalle mani di uno a quelle di un altro, fu consacrata da Talete ad Apollo. Ipponatte annuncia poi la novità del giambo callimacheo e viene chiamato in causa anche nel <em>Giambo </em>XIII, dove un avversario accusa Callimaco di scarsa fedeltà rispetto al modello; l’autore si difende adducendo l’esempio della varietà di Ione di Chio, attivo in diversi generi letterari.</p><p>Nei <em>Giambi </em>di Callimaco, che possono considerarsi un vero e proprio esperimento letterario, l’invettiva personale propria del genere è integrata dal richiamo frequente alla morale popolare e tocca gli argomenti più vari: questa opera è fondamentale per comprendere la satira di Lucilio e di Orazio, sebbene Quintiliano la consideri tipicamente romana.</p><p><em class="aaa4">Ecale</em></p><p>L’<em>Ecale </em>è un epillio, ossia un piccolo componimento epico. Il mito narrato riguarda un episodio marginale delle gesta di Teseo. L’eroe, alla ricerca del terribile toro che devastava la zona di Maratona, viene sorpreso da un temporale e trova ospitalità presso una vecchietta chiamata Ecale. Il giorno seguente Teseo riesce ad abbattere il toro ma, ritornando alla casa di Ecale, la trova morta e, per onorarne la memoria, istituisce il nuovo demo di Ecale e dedica un tempio a Zeus Ecaleio.</p><p>Come possiamo notare, si tratta di un racconto eziologico che viene inserito in una struttura narrativa epica. Il personaggio centrale non è l’eroe, ma Ecale un’umile vecchietta che conduce una vita semplice: ci troviamo di fronte ad un epos che è anche antiepos. Callimaco non utilizza più formule della tradizione epica, ma nuove espressioni in cui la raffinatezza stilistica si unisce alla semplicità che nasce dall’osservazione della vita quotidiana.</p><p class="aaa4">Altre opere</p><p>A Callimaco sono attribuite elegie ed epigrammi di argomento votivo, sepolcrale e pederotico, che noi conosciamo in massima parte attraverso l’<em>Antologia Palatina</em>. Importantissimi furono le <em>Pinakes</em>, monumentale opera di classificazione della letteratura greca in 120 libri, il <em>Pinax </em>dei poeti drammatici, in ordine cronologico, scritti geografici e lessicografici e un’opera paradossografica, <em>Sulle meraviglie, </em>fondata sulle notizie sparse raccolte in opere storiche e geografiche del IV sec. a.C.</p><p class="aaa3">Fortuna</p><p>Callimaco ebbe fortuna immediata soltanto in ambienti dotti, in quanto l’epica da lui fortemente avversata continuò ad essere prodotta in epoca ellenistica e oltre. In epoca romana fu molto amato da <strong>Ennio</strong> e <strong>Catullo</strong>; fu studiato nell’età bizantina e in età moderna è stato rivalutato soprattutto grazie al filologo <strong>Rudolf Pfeiffer</strong>.</p><p class="aaa3">Per saperne di più</p><p>L. E. Rossi, R. Nicolai, <em>Storia e testi della letteratura greca. L’età ellenistica, </em>Roma 2003.</p><p>G. Benedetto, <em>Il sogno e l’invettiva. Momenti dell’esegesi callimachea</em>, Firenze 1993.</p><p>L. Torraca, <em>Il prologo dei Telchini e l’inizio degli Aitia di Callimaco, </em>Napoli 1973.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002876_callimaco.html" data-text="Callimaco" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002876_callimaco.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002876_callimaco.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Callino</title><link>http://www.archeoguida.it/002541_callino.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002541_callino.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 30 May 2010 22:12:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Emilia Panicali</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Callino]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2541</guid> <description><![CDATA[Callino fu uno dei primi poeti elegiaci e le tematiche principalmente trattate nei suoi componimenti furono l’attualità politica e la parenesi (esortazione alla lotta). Vita Callino visse intorno alla metà del VII sec. a.C. e nacque, molto probabilmente, ad Efeso. In base ad alcuni elementi contenuti nelle sue poesie e alle testimonianze storiche, sappiamo che [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Callino fu uno dei primi poeti elegiaci e le tematiche principalmente trattate nei suoi componimenti furono l’attualità politica e la parenesi (esortazione alla lotta).</p><p class="aaa3">Vita</p><p>Callino visse intorno alla metà del VII sec. a.C. e nacque, molto probabilmente, ad Efeso. In base ad alcuni elementi contenuti nelle sue poesie e alle testimonianze storiche, sappiamo che fu impegnato militarmente sia in lotte di difesa, sia in battaglie tra Efeso e la vicina città di Magnesia sul Meandro.</p><p class="aaa3">Opere</p><p>Della sua opera ci restano soltanto frammenti. Il testo più ampio consiste in undici distici elegiaci con cui si esortano dei giovani alla guerra: in un momento difficile non bisogna rimanere inattivi, bisogna agire rischiando la vita, poiché un terribile destino di morte imprende su tutti; ma chi muore per la propria patria è compianto dai propri concittadini e viene onorato, chi non combatte viene dimenticato.</p><p>I suoi componimenti venivano recitati durante i simposi militari, nell’ambito dei quali i giovani venivano esortati a prendere le armi.</p><p class="aaa3">Lingua e stile</p><p>Callino presenta una lingua ricca di omerismi, con numerose forme del dialetto ionico.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002541_callino.html" data-text="Callino" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002541_callino.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002541_callino.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cicerone (Marco Tullio)</title><link>http://www.archeoguida.it/002257_cicerone-marco-tullio.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002257_cicerone-marco-tullio.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:24:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Cicerone]]></category> <category><![CDATA[oratori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2257</guid> <description><![CDATA[Marco Tullio Cicerone (106 a.C. &#8211; 43 a.C.) opere principali: De imperio Gn. Pompei, De lege agraria, In L. Calpurnium Pisonem, In Catilinam, In Verrem, Philippicae orationes, Pro T. Annio Milone, Pro M. Caelio, Pro G. Cornelio, Pro M. Marcello, Pro P. Sestio, Pro L. Valerio Flacco. Uomo politico, pensatore, avvocato e scrittore, il poliedrico [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2258" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002257_cicerone-marco-tullio.html/cicerone"><img class="alignnone size-large wp-image-2258" title="Cicerone" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/Cicerone-297x400.jpg" alt="Marco Tullio Cicerone" width="297" height="400" /></a></strong></p><p><strong>Marco Tullio Cicerone (106 a.C. &#8211; 43 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>De imperio Gn. Pompei, De lege agraria, In L. Calpurnium Pisonem, In Catilinam, In Verrem, Philippicae orationes, Pro T. Annio Milone, Pro M. Caelio, Pro G. Cornelio, Pro M. Marcello, Pro P. Sestio, Pro L. Valerio Flacco</em>.</p><p>Uomo politico, pensatore, avvocato e scrittore, il poliedrico profilo di Cicerone si staglia monumentale sullo sfondo delle vicende della Repubblica romana, di cui fu convinto e strenuo interprete nelle molteplici istanze che la caratterizzarono. Dotato di brillantissimo intelletto, Cicerone, accanto alla carriera politica, coltivò molteplici interessi, in particolare in ambito filosofico, mediante l&#8217;elaborazione di una proposta di sintesi fra epicureismo e stoicismo, le due dottrine più diffuse al suo tempo, sfociata nel pensiero <span style="text-decoration: underline;">eclettico</span>, e in ambito oratorio, attraverso l&#8217;elaborazione di numerosi trattati di retorica e di centinaia di discorsi, scritti per le diverse circostanze (interventi in Senato o in tribunale) nelle quali l&#8217;autore si trovava ad operare. Nell&#8217;esperienza di Cicerone, pensiero e parola non sono due realtà disgiunte: al contrario, esse devono armonizzarsi così che molti dei princìpi retorici vengono da lui elaborati in stretta dipendenza da quelli filosofici. Secondo Cicerone, per qualificarsi come oratore non è sufficiente conoscere, sia pure in modo perfetto, tutti i più riposti trucchi dell&#8217;arte di parlare, ma occorre lasciar trasparire una perfetta padronanza dell&#8217;argomento di cui si intende trattare: l&#8217;oratore non si identificherà con uno stile specifico (“attico” o “asiano”), ma saprà abilmente impiegare tutti gli stili a disposizione, a seconda delle circostanze e dell&#8217;uditorio a cui si rivolge, e a tale scopo dovrà disporre di un&#8217;ampia ed approfondita cultura.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002257_cicerone-marco-tullio.html" data-text="Cicerone (Marco Tullio)" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002257_cicerone-marco-tullio.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002257_cicerone-marco-tullio.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Catone (Marco Porcio)</title><link>http://www.archeoguida.it/002253_catone-marco-porcio.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002253_catone-marco-porcio.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:23:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Catone]]></category> <category><![CDATA[oratori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2253</guid> <description><![CDATA[Marco Porcio Catone (234 a.C. &#8211; 149 a.C.) opere principali: Carmen de moribus, Libri ad Marcum filium, Liber de agri cultura, Origines. Detto anche “il Censore”, Catone lega il proprio nome ad un&#8217;intensa campagna contro la diffusione degli usi e dei costumi di origine greca, da lui considerati la causa principale della degenerazione dello stile [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2254" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002253_catone-marco-porcio.html/catone"><img class="alignnone size-large wp-image-2254" title="Catone" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/Catone-286x400.jpg" alt="Marco Porcio Catone" width="286" height="400" /></a></strong></p><p><strong>Marco Porcio Catone (234 a.C. &#8211; 149 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Carmen de moribus, Libri ad Marcum filium, Liber de agri cultura, Origines</em>.</p><p>Detto anche “il <strong>Censore</strong>”, Catone lega il proprio nome ad un&#8217;intensa campagna contro la diffusione degli usi e dei costumi di origine greca, da lui considerati la causa principale della degenerazione dello stile di vita dei Romani nel corso del II° secolo a.C. Nel corso della sua attività politica ed oratoria si adoperò costantemente per la salvaguardia dell&#8217;autentico <em>mos maiorum</em>, ossia del complesso della tradizione culturale, morale e religiosa sul quale si era costruita, a suo giudizio, la grandezza di Roma. Catone diede pure un contributo fondamentale all&#8217;impresa della terza guerra punica, con la quale l&#8217;antica rivale, Cartagine, fu rasa definitivamente al suolo.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002253_catone-marco-porcio.html" data-text="Catone (Marco Porcio)" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002253_catone-marco-porcio.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002253_catone-marco-porcio.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Callicle</title><link>http://www.archeoguida.it/002235_callicle.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002235_callicle.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:14:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Callicle]]></category> <category><![CDATA[oratori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2235</guid> <description><![CDATA[Callicle (V° secolo)  Citato in uno dei dialoghi di Platone, il Gorgia, Callicle è una figura controversa e misteriosa dell&#8217;ambiente sofistico: nulla di certo è noto intorno al suo profilo e da taluni studiosi è stata pure avanzata l&#8217;ipotesi che sotto il suo nome non si celi un&#8217;identità precisa ma, piuttosto, un orientamento di pensiero [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Callicle (V° secolo)</strong> </p><p>Citato in uno dei dialoghi di <strong>Platone</strong>, il <em>Gorgia</em>, <strong>Callicle</strong> è una figura controversa e misteriosa dell&#8217;ambiente sofistico: nulla di certo è noto intorno al suo profilo e da taluni studiosi è stata pure avanzata l&#8217;ipotesi che sotto il suo nome non si celi un&#8217;identità precisa ma, piuttosto, un orientamento di pensiero che Platone, nel dialogo sopra citato, provvede ad illustrare e a confutare. Nel <em>Gorgia</em> Callicle viene presentato come sostenitore non solo della tirannide quale forma di governo ma, soprattutto, di una netta contrapposizione tra la “legge”, che governa le <em>poleis</em>, e la “natura”: se, infatti, la legge viene promulgata per la tutela del più debole rispetto allo strapotere del più forte, in modo esattamente opposto opera la natura, che premia chi sa farsi valere e penalizza chi non è in grado di difendere ed affermare se stesso.</p><p>Per questo motivo, il tiranno agisce in modo contrario al <em>nomos</em> ma coerentemente con i principi naturali. Anche la vita dei singoli deve ispirarsi non tanto al principio dell&#8217;utile, teorizzato da Protagora, ma a quello della ricerca del piacere: secondo Callicle, infatti, alla base della precettistica imposta dalla legge morale, che pretende di vietare determinati comportamenti e di consentirne altri, vi è una sorta di invidia da parte dei più deboli, che pretenderebbero di sanzionare ciò che non riescono ad attuare nella propria vita. In definitiva, nella prospettiva calliclea, il tiranno, che fa ciò che vuole e soddisfa ogni proprio desiderio senza curarsi di nulla e di nessuno, è l&#8217;unico uomo veramente felice.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002235_callicle.html" data-text="Callicle" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002235_callicle.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002235_callicle.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cassiodoro (Flavio Magno Aurelio)</title><link>http://www.archeoguida.it/002168_cassiodoro-flavio-magno-aurelio.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002168_cassiodoro-flavio-magno-aurelio.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:24:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Cassiodoro]]></category> <category><![CDATA[storici romani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2168</guid> <description><![CDATA[Flavio Magno Aurelio Cassiodoro (490-583 d.C.) opere principali: Chronica, Historia Gothorum, Institutiones divinarum et saecularium litterarum, De orthographia, Commenta psalterii Vissuto durante il periodo della dominazione ostrogota e, successivamente, di quella bizantina, Cassiodoro ricoprì importanti incarichi, tra cui la prefettura del pretorio d&#8217;Italia, presso la corte del re Teodorico e per conto dell&#8217;imperatore Giustiniano. Fu [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Flavio Magno Aurelio Cassiodoro (490-583 d.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>Chronica</em>, <em>Historia Gothorum</em>, <em>I</em><em>nstitutiones divinarum et saecularium litterarum, De orthographia, Commenta psalterii </em></p><p>Vissuto durante il periodo della dominazione ostrogota e, successivamente, di quella bizantina, Cassiodoro ricoprì importanti incarichi, tra cui la prefettura del pretorio d&#8217;Italia, presso la corte del re Teodorico e per conto dell&#8217;imperatore Giustiniano. Fu autore di opere storiche di carattere erudito e di una enciclopedia introduttiva alle “lettere sacre e profane”. Gli scritti di Cassiodoro furono recepiti ed apprezzati in epoca medioevale, che manifestò una particolare predilezione per le <em>Institutiones</em>, contraddistinte da una presentazione di impronta enciclopedica dei contenuti fondamentali delle discipline teologiche e di quelle liberali (grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, astronomia, musica).</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002168_cassiodoro-flavio-magno-aurelio.html" data-text="Cassiodoro (Flavio Magno Aurelio)" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002168_cassiodoro-flavio-magno-aurelio.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002168_cassiodoro-flavio-magno-aurelio.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Cornelio Nepote</title><link>http://www.archeoguida.it/002133_cornelio-nepote.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002133_cornelio-nepote.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 16:11:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Cornelio Nepote]]></category> <category><![CDATA[storici romani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2133</guid> <description><![CDATA[Cornelio Nepote (100 a.C. &#8211; 24 a.C.) opere principali: De viris illustribus (16 libri) Originario della Gallia Cisalpina, Nepote lega il proprio nome essenzialmente all&#8217;opera De viris illustribus, un complesso di narrazioni biografiche intorno a “uomini illustri” del quale si è conservata solo la parte relativa ai grandi generali di origine straniera (De excellentibus ducibus [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2136" class="wp-caption alignnone" style="width: 404px"><a rel="attachment wp-att-2136" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002133_cornelio-nepote.html/cornelio_nepote"><img class="size-full wp-image-2136" title="cornelio_nepote" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/cornelio_nepote.jpg" alt="" width="394" height="354" /></a><p class="wp-caption-text">Statua di Cornelio Nepote a Ostiglia (Mantova)</p></div><p><strong>Cornelio Nepote (100 a.C. &#8211; 24 a.C.)</strong></p><p>opere principali: <em>De viris illustribus </em>(16 libri)</p><p>Originario della Gallia Cisalpina, Nepote lega il proprio nome essenzialmente all&#8217;opera <em>De viris illustribus</em>, un complesso di narrazioni biografiche intorno a “uomini illustri” del quale si è conservata solo la parte relativa ai grandi generali di origine straniera (<em>De excellentibus ducibus exterarum gentium</em>). Pur non priva di errori, l&#8217;opera di Nepote intende offrire un repertorio di profili biografici, ricostruiti con intento chiaramente esemplare: l&#8217;autore, in altri termini, si prefigge l&#8217;obiettivo di offrire degli esempi ai quali ispirarsi o dai quali rifuggire e, pertanto, il suo orientamento è squisitamente pedagogico-morale. Tra le biografie pervenute figurano quelle di Milziade, Trasibulo, Epaminonda, Agesilao, Annibale.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002133_cornelio-nepote.html" data-text="Cornelio Nepote" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002133_cornelio-nepote.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002133_cornelio-nepote.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Corbulone (Gneo Domizio)</title><link>http://www.archeoguida.it/002092_gneo-domizio-corbulone.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002092_gneo-domizio-corbulone.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 15:45:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Marinella Testori</dc:creator> <category><![CDATA[Personaggi - C]]></category> <category><![CDATA[Corbulone]]></category> <category><![CDATA[Gneo Domizio Corbulone]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2092</guid> <description><![CDATA[nome: Gneo Domizio Corbulone (15-67) origini: aristocratiche famiglia: cognato dell&#8217;imperatore Caligola; padre di Domizia Longina Imparentato con l&#8217;imperatore Caligola, Gneo Domizio Corbulone lega il proprio nome di condottiero ad una serie di interventi militari svoltisi per il controllo del regno d&#8217;Armenia, conteso ai Romani dai Parti, popolazione bellicosa che per lungo tempo fu un&#8217;autentica spina [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2093" class="wp-caption alignnone" style="width: 334px"><a rel="attachment wp-att-2093" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002092_gneo-domizio-corbulone.html/gneo-domizio-corbulone"><img class="size-large wp-image-2093" title="gneo-domizio-corbulone" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/gneo-domizio-corbulone-324x400.jpg" alt="Gneo Domizio Corbulone" width="324" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Gneo Domizio Corbulone, ritratto, copia, Museo della Civiltà Romana, Roma</p></div><p><strong>nome: Gneo Domizio Corbulone (15-67)</strong></p><p><strong>origini: aristocratiche</strong></p><p><strong>famiglia: cognato dell&#8217;imperatore Caligola; padre di Domizia Longina</strong></p><p>Imparentato con l&#8217;imperatore <strong>Caligola</strong>, Gneo Domizio Corbulone lega il proprio nome di condottiero ad una serie di interventi militari svoltisi per il controllo del regno d&#8217;Armenia, conteso ai Romani dai Parti, popolazione bellicosa che per lungo tempo fu un&#8217;autentica spina nel fianco per gli imperatori, costretti ad intervenire con regolare cadenza su quel fronte.</p><p>Nerone, in particolare, colse l&#8217;importanza dell&#8217;intervento di Roma al fine di determinare l&#8217;assetto politico di quella regione e, soprattutto, di garantire una successione regale controllata dall&#8217;Impero e non dai Parti, che già nell&#8217;anno 54 erano riusciti a porre sul trono d&#8217;Armenia un sovrano a loro gradito, Tiridate, fratello del re Vologese I.</p><p>L&#8217;individuazione di Corbulone all&#8217;incarico di generale al comando delle truppe che avrebbero dovuto fronteggiare i Parti e ripristinare un re sotto il controllo romano non fu casuale: Gneo Domizio, infatti, godeva già di fama conclamata come capo di eserciti, anche grazie al suo precedente impegno lungo il confine germanico, e sotto Claudio si era distinto per il suo zelo, pure ritenuto eccessivo, nella sovrintendenza ad una serie di opere pubbliche atte a migliorare la viabilità delle strade.</p><p>Insomma, un uomo che si faceva rispettare e, se il caso, anche temere; l&#8217;uomo giusto per regolare i conti con il sempre risorgente pericolo partico. Nonostante una pesante sconfitta riportata dai Romani in località di Rhandeia, nell&#8217;anno 62, alla fine si giunse ad un accordo in virtù del quale Tiridate, succeduto a Tigrane V, il re appoggiato da Roma, sarebbe rimasto sul trono d&#8217;Armenia, ma la regione sarebbe stata trasformata in uno dei tanti protettorati dell&#8217;Urbe. La vicenda, peraltro, non si concluse qui: anche durante i regni degli imperatori successivi i Parti rialzarono costantemente la testa, costringendo Roma all&#8217;azione armata.</p><div id="attachment_2094" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-2094" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002092_gneo-domizio-corbulone.html/gneo-domizio-corbulone-capitolini"><img class="size-full wp-image-2094" title="gneo-domizio-corbulone-capitolini" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/gneo-domizio-corbulone-capitolini.jpg" alt="Gneo Domizio Corbulone" width="400" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Gneo Domizio Corbulone, ritratto, originale, Musei Capitolini di Roma</p></div><p>Sistemata per il momento una situazione tanto incandescente, Corbulone potè godere solo brevemente del proprio meritato trionfo; la gloria, si sa, sovente è un&#8217;arma a doppio taglio e il prode generale cadde vittima di un intrigo ordito contro di lui dallo stesso Nerone, che pure era stato promotore della sua straordinaria carriera: ormai in preda ai suoi deliri di grandezza, infatti, l&#8217;imperatore si era convinto che Corbulone potesse rappresentare un pericolo per la sua posizione e lo fece assassinare con il pretesto della sua partecipazione ad una delle tante congiure che, in quegli anni, venivano ordite per l&#8217;eliminazione del crudele e bizzarro sovrano.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002092_gneo-domizio-corbulone.html" data-text="Corbulone (Gneo Domizio)" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002092_gneo-domizio-corbulone.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002092_gneo-domizio-corbulone.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached
Database Caching 1/69 queries in 0.044 seconds using memcached
Object Caching 779/945 objects using memcached

Served from: www.archeoguida.it @ 2012-02-09 11:39:09 -->
