<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Divinita &#8211; S</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/mitologia/divinita-s/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Seth</title><link>http://www.archeoguida.it/004754_seth.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/004754_seth.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 17 Apr 2011 13:54:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Irene Perrotta</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - S]]></category> <category><![CDATA[Mitologia]]></category> <category><![CDATA[Seth]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=4754</guid> <description><![CDATA[Nella mitologia dell&#8217;antico Egitto, Seth era il dio del deserto, delle tempeste e degli stranieri. Nei miti più tardi è stato anche il dio delle tenebre e del caos. Seth: origine del nome Il significato del nome Seth è sconosciuto, sebbene alcune pseudo-etimologie apparse in tempi storici suggeriscano che gli antichi egizi attribuissero tre significati [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4756" title="seth" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/04/seth.jpg" alt="Seth" width="300" height="596" /></p><p>Nella mitologia dell&#8217;antico Egitto, Seth era il dio del deserto, delle tempeste e degli stranieri. Nei miti più tardi è stato anche il dio delle tenebre e del caos.</p><h2><strong>Seth: origine del nome</strong></h2><p>Il significato del nome Seth è sconosciuto, sebbene alcune pseudo-etimologie apparse in tempi storici suggeriscano che gli antichi egizi attribuissero tre significati al nome: istigatore di confusione, disertore e ubriacone. </p><p>Nell’arte Seth era per lo più raffigurato come una creatura favolosa, nota ai Greci col nome di Tifone, con un muso ricurvo, le orecchie quadrate, la coda biforcuta, e il corpo di un cane, o, talvolta, come un essere umano con solo la testa in forma animale. Questo essere non assomigliava a nessun animale vivente, sembrava avere un insieme di caratteristiche di specie diverse come un oritteropo, un asino o uno sciacallo. Nel Periodo Tardo Seth è stato raffigurato come un asino o con la testa di un asino.</p><h3><strong>Mito di Seth</strong></h3><p>Nella mitologia di <strong>Heliopolis</strong>, Seth nacque della dea del cielo <strong>Nut</strong> e dal dio della terra <strong>Geb</strong>. Sorella gemella e moglie di Seth era <strong>Neftys</strong>. Nut e Geb diedero alla luce anche un&#8217;altra coppia di gemelli che divennero marito e moglie: il divino <strong>Osiride</strong> ed <strong>Iside</strong>, che ebbero Horus. Il mito del conflitto di Seth contro Horus, Osiride ed Iside compare in molte fonti egiziane, tra cui i Testi delle Piramidi, i Testi dei sarcofagi, la Pietra di Shabaka, le iscrizioni sui muri del tempio di Horus a Edfu, e varie fonti rinvenute su papiri. Il Papiro di Chester Beatty n.1 contiene la leggenda conosciuta come la contesa fra Horus e Seth. Anche alcuni autori classici riportarono la storia, in particolare Plutarco nel <em>De</em><em> </em><em>Iside</em><em> </em><em>et</em><em> </em><em>Osiride</em>.</p><p>Questi miti in generale ritraevano Osiride come un signore saggio, un re, un portatore di civiltà, felicemente sposato con la sorella Iside. Seth, essendo invidioso di suo fratello, uccise e smembrò Osiride in quattordici pezzi. Iside si mise alla ricerca delle membra del marito e ricostruì il suo corpo imbalsamandolo. Da questo momento in poi, Osiride regnò sull&#8217;aldilà come un re tra gli spiriti dei morti meritevoli. Horus, il figlio di Osiride, fu concepito da Iside quando Osiride era già morto. Horus divenne il nemico naturale di Seth e molti miti descrivono i loro conflitti. Durante una battaglia Seth perse un testicolo mentre invece Horus l&#8217;occhio sinistro.</p><p>È stato suggerito da alcuni studiosi che questi miti potrebbero riflettere eventi storici. Secondo la pietra di Shabaka, Geb avrebbe diviso l’Egitto in due metà, dando l’Alto Egitto a Seth e il Basso Egitto a Horus, per porre fine alla loro faida. Tuttavia, secondo la pietra, in un successivo giudizio, Geb avrebbe consegnato tutto l&#8217;Egitto ad Horus. Interpretare questo mito come un record storico porterebbe a credere che il Basso Egitto (la terra di Horus) avrebbe conquistato l’Alto Egitto (la terra di Seth), ma in realtà fu l’Alto Egitto a vincere sul Basso Egitto. Così il mito non può essere semplicemente interpretato e sono nate diverse teorie per spiegare questa discrepanza.</p><p>Ad esempio, dato che sia Horus che Seth erano venerati nell’Alto Egitto prima dell&#8217;unificazione, forse il mito potrebbe riflettere una lotta all&#8217;interno dell’Alto Egitto prima dell&#8217;unificazione, in cui un gruppo di sostenitori del culto di Horus avrebbe soggiogato un gruppo dedito invece a Seth. Quello che è noto è che durante la Seconda Dinastia ci fu un periodo nel quale il serekht (cornice con all’interno il simbolo per indicare il sovrano) del re Peribsen, che era sormontato dal falco di Horus durante la Prima Dinastia, fu per un certo tempo sormontato dall’animale Seth, suggerendo una sorta di lotta religiosa. Questa contesa terminò alla fine della Dinastia di Khasekhemwy, che ebbe il suo serekht sormontato sia dal falco di Horus che dall’animale di Seth, indicando che era stato raggiunto una sorta di compromesso.</p><p>Indipendentemente da ciò, una volta che le due terre furono unite, Seth e <strong>Horus</strong> vennero spesso mostrati insieme nell’atto di incoronare i nuovi faraoni, come simbolo del loro potere sia sul Basso che sull’Alto Egitto. Le regine della Prima Dinastia portavano il nome di “colei che vede Horus e Seth”. I Testi delle Piramidi presentavano il faraone come una fusione delle due divinità. Evidentemente i faraoni credevano che essi avrebbero bilanciato e riconciliato i principi cosmici concorrenti.</p><p>Più tardi gli Egiziani interpretarono il mito del conflitto tra Seth e Osiride/Horus come un’analogia della lotta tra il deserto (rappresentato da Seth) e le inondazioni fertilizzanti del Nilo (Osiride / Horus).</p><p><strong>Salvatore di Ra</strong></p><p>Seth veniva spesso raffigurato in piedi sulla prua della barca di Ra mentre trafiggeva Apopi (divinità del buio) in forma di serpente, tartaruga od altri animali acquatici pericolosi. In alcune rappresentazioni del Periodo Tardo, come nel tempio a Ibis nell’oasi Kharga, Seth è stato rappresentato in questo ruolo con una testa di falco, assumendo l’aspetto di Horus. Nel libro dell’Amduat Seth ha un ruolo chiave nella vittoria su Apopi.</p><h3><strong>Seth nel secondo periodo intermedio e nel periodo Ramesside</strong></h3><p>Durante il Secondo Periodo Intermedio, un gruppo di capi asiatici stranieri noti col nome di Hyksos, (letteralmente “dominatori delle terre straniere”), ottenne il dominio sull’Egitto e governò il delta del Nilo, da Avaris. Scelsero Seth, il dio degli stranieri e il dio che essi trovarono più simile al loro dio principale; e così Seth venne adorato come il dio principale come succedeva precedentemente. Il re Hyksos Ipepi è ricordato come un adoratore di Seth, che scelse come unico dio per tutto il regno. L’egittologo Ian Assmann sostiene che gli antichi Egizi non avrebbero mai potuto avere Seth, un dio solitario privo di personalità, divinità del deserto, come dio principale.</p><p>Quando Ahmose I prese il potere e scacciò gli Hyksos dall’Egitto, gli atteggiamenti degli Egizi nei confronti degli stranieri asiatici divennero xenofobi, e la propaganda regale screditò il periodo della dominazione Hyksos. Tuttavia, il culto di Seth fiorì ad Avaris, e la guarnigione egiziana di Ahmose che stazionava lì entrò a far parte nel sacerdozio di Seth ad Avaris.</p><p>Il fondatore della diciannovesima dinastia, Ramesse I, proveniva da una famiglia militare di Avaris con forti legami col clero di Seth. Molti dei re <strong>Ramessidi</strong>, furono chiamati col nome di Seth, in particolare <strong>Seti I</strong> (letteralmente “uomo di Seth”) e <strong>Setnakhte</strong> (letteralmente, “Seth è forte”). Inoltre, uno dei presidi di Ramesse II, tenne Seth come sua divinità protettrice, e <strong>Ramesse II</strong> eresse la cosiddetta <em>stele dei quattrocento anni</em> a Pi-Ramses, per commemorare il quattrocentesimo anniversario del culto di Seth nel Delta del Nilo.</p><p>Seth venne anche associato a divinità straniere durante il Nuovo Regno, in particolare nel Delta. Seth venne inoltre identificato dagli Egizi con la divinità hittita Teshub, che era un dio della tempesta come Seth.</p><h3><strong>Demonizzazione di Seth</strong></h3><p>Seth era una delle divinità più antiche, con un forte seguito nell’Alto Egitto. Originariamente considerato come il dio del deserto in tutto l’Egitto, una fazione politica cominciò ad ispirare un iniziale disprezzo del nome di Seth e della sua reputazione. L’Egitto era originariamente diviso in due regni: il Basso governato da Horus (e più tardi da Ra), e l’Alto da Seth. I seguaci di Seth resistettero all’unificazione dei regni del Basso e dell’Alto Egitto voluta dai seguaci di Horus/Ra (coi seguaci di Osiride ed Iside). Questa suddivisione politica è stata ripresa dal mito di Iside ed Osiride, e la battaglia successiva dal mito di Horus. Così i seguaci di Horus denigrarono Seth come dio caotico e malefico. Dalla ventiduesima dinastia, Seth fu identificato col suo vecchio nemico, Apopi, e le sue immagini sui templi vennero sostituite con quelle di Sobek o di Thot. Concezioni popolari erronee più moderne di Seth provengono dalle interpretazioni della fonte secondaria di Plutarco (attraverso gli scritti di Erodoto ed altri), molto tempo dopo la demonizzazione di Seth (circa 100 d.C., periodo romano in Egitto).</p><p>Seth è stato ulteriormente demonizzato immediatamente dopo il periodo Hyksos. Le evidenze della diciannovesima dinastia mostrano che questo è un quadro più complesso. Sembra che la demonizzazione di Seth sia avvenuta dopo la conquista dell’Egitto da parte del sovrano persiano <strong>Cambise II</strong>. Seth, che tradizionalmente era sempre stato anche il dio degli stranieri, venne così anche associato agli oppressori stranieri, tra cui i Persiani Achemenidi, la dinastia tolemaica e i Romani.</p><p>Gli aspetti negativi di Seth vennero enfatizzati durante questo periodo. Seth era l’assassino di Osiride nel mito di Iside ed Osiride; dopo aver tagliato il corpo del fratello a pezzi, li disperse in modo che egli non potesse essere resuscitato. In seguito i Greci identificarono Seth con Tifone, perché entrambi incarnavano le forze del male, divinità delle tempeste e figli della Terra che avevano attaccato gli dei principali. Nonostante ciò, durante questo periodo, in alcune regioni periferiche dell’Egitto, Seth era ancora considerato come il dio eroico principale.</p><h3><strong>Templi dedicati a Seth</strong></h3><p>Seth era venerato nei templi di Ombos (o Naqada), a Oxyrhynchus nell’Alto Egitto, e anche in parte nella zona del Faiyum.</p><p>Più specificatamente, Seth era venerato nella relativamente grande località di Sepermeru, specialmente durante il periodo Ramesside. Qui, Seth veniva onorato con un importante tempio chiamato “casa di Seth, signore di Sepermeru”. Uno degli epiteti di questa città era “porta del deserto”, che si sposava bene con il ruolo di Seth come divinità delle regioni di frontiera dell’antico Egitto. A Sepermeru, il tempio di Seth includeva un piccolo santuario secondario denominato “la casa di Seth, potente è il suo forte braccio”, e Ramesse II stesso costruì (o modificò) un secondo tempio per Neftys. Non c’è dubbio, comunque, che i due templi di Seth e Neftys a Sepermeru fossero amministrati separatamente, ciascuno coi propri beni e i propri profeti. Inoltre, un altro tempio di Seth di dimensioni ridotte era noto per la vicina città di Pi-Wayna.</p><p>Quando, dalla ventesima dinastia, la demonizzazione di Seth venne ostentatamente inaugurata, il suo culto venne o sradicato o spinto sempre di più verso la periferia e quello di Neftys fiorì come parte del pantheon usuale di Osiride in tutto l’Egitto, ottenendo anche un ruolo più importante.</p><p>Comunque è significativo che i culti di Seth siano persistiti con una potenza sorprendente anche negli ultimi giorni dell’antica religione Egizia, in luoghi periferici (ma importanti) come Kharga, Dakhlah, Deir el-Hagar, Mut, Kellis, etc. Infatti, in questi luoghi, Seth era considerato il “signore delle oasi/città” e Neftys era ugualmente venerata come “signora delle oasi”, al fianco di Seth nei suoi templi. Contemporaneamente Neftys era anche onorata come “signora” nei templi di Osiride di questi distretti. Sembrerebbe che gli antichi Egizi in queste località avessero un piccolo problema con la dualità inerente la venerazione di Seth e Neftys come figure contrapposte a Osiride ed Iside. Ulteriori studi sull’importante ruolo di Seth nell’antica religione egizia (in particolare dopo la ventesima dinastia) dovranno essere eseguiti.</p><p>In ogni caso, il potere del culto di Seth nella potente città di Avaris, (anche se periferica), dal Secondo Periodo Intermedio e durante il periodo Ramesside non può essere negato.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/004754_seth.html" data-text="Seth" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F004754_seth.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/004754_seth.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Serapide</title><link>http://www.archeoguida.it/002551_serapide.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002551_serapide.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 30 May 2010 22:25:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Emilia Panicali</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - S]]></category> <category><![CDATA[Alessandria d’Egitto]]></category> <category><![CDATA[Serapide]]></category> <category><![CDATA[Tolomeo I]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2551</guid> <description><![CDATA[  Serapide Serapide è una divinità greco-egiziana introdotta nella religione greca da Tolomeo I. Si tratta di un dio ctonio, dell’Oltretomba, della fertilità, del mare, ha il potere di guarire e di dare oracoli. Sul piano del culto ufficiale, fu assimilato a Ra-Helios nel culto egiziano e a Zeus in quello greco; il suo animale [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a rel="attachment wp-att-2552" href="http://guida.archart.it/002551_serapide.html/serapide"><img class="alignnone size-full wp-image-2552" title="Serapide" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/05/Serapide.jpg" alt="Serapide" width="441" height="600" /></a></strong></p><h2>Serapide</h2><p><strong>Serapide</strong> è una divinità greco-egiziana introdotta nella religione greca da<strong> Tolomeo I.</strong> Si tratta di un dio ctonio, dell’Oltretomba, della fertilità, del mare, ha il potere di guarire e di dare oracoli. Sul piano del culto ufficiale, fu assimilato a Ra-Helios nel culto egiziano e a Zeus in quello greco; il suo animale sacro era il toro. Il culto di Serapide ha un carattere impositivo, in quanto il dio stesso compariva in sogno a far erigere per sé una statua o un tempio. Il santuario più maestoso a lui dedicato si trovava ad Alessandria d’Egitto: qui gli fu dedicata una statua tempestata di pietre preziose.</p><p>Serapide veniva rappresentato come un uomo barbuto (similmente a Zeus e ad Ade) seduto sul trono; ha spesso un <strong>moggio</strong> di grano sulla testa, e con una mano tiene uno scettro , con l&#8217;altra spesso tocca <strong>Cerbero</strong>.</p><p class="aaa3">Origini del culto e miti connessi a Serapide</p><p>Nel IV libro delle <em>Historiae</em> lo storico Tacito ci riferisce una leggenda sull’origine del culto di Serapide. Tolomeo I fece un sogno in cui un giovane di grande statura gli ordinava di trasportare ad Alessandria una statua di sé che si trovava nel Ponto. Tolomeo consultò Timoteo l’Esegeta, secondo il quale affermò che la statua in questione poteva essere un grande simulacro di Zeus Dites, oggetto di grande venerazione a Sinope; dopo varie difficoltà e resistenze, la statua fu trasportata ad Alessandria.</p><p>Oltre a questa tradizione ci sono altre due testimonianze autobiografiche simili: una lettera del 258/257 a.C. scritta da un certo Zoilo di Aspendio, ministro delle finanze di Tolomeo II Apollonio e un’epigrafe incisa su una colonna del Serapeo di Delo che rievoca l’insediamento del tempio nell’isola.</p><p>Nella sua lettera all’Apollonio, Zoilo racconta che, qualche tempo prima, Serapide gli era apparso in sogno ordinandogli di andare ad Alessandria a chiedere al sovrano di far costruire un Serapeo in una città (il cui nome è illeggibile a causa di un guasto del papiro) e di fornirlo di un sacerdote. Zoilo, inizialmente, non eseguì l’ordine e cadde ammalato, solo allora promise di fare ciò che il dio voleva e si recò nella città in cui doveva essere costruito il tempio; qui un certo Cnido si mise all’opera per iniziare la costruzione, ma Serapide la bloccò: dopo quattro mesi di malattia Zoilo obbedì fedelmente e scrisse all’Apollonio chiedendogli di prendere l’iniziativa voluta da Serapide.</p><pre><a rel="attachment wp-att-2553" href="http://guida.archart.it/002551_serapide.html/serapide-libia"><img class="alignnone size-full wp-image-2553" title="Serapide-libia" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/05/Serapide-libia.jpg" alt="Serapide da Leptis Magna" width="399" height="600" /></a>
Statua di Serapide da Leptis Magna</pre><p>L’epigrafe di Delo, datata tra il III e il II sec a.C., contiene un testo in prosa e un testo in versi, contenente, quest’ultimo, un inno a Serapide e Iside. Il testo in prosa fu scritto da un tale Apollonio, nipote di un sacerdote egiziano che aveva il suo stesso nome e che da circa un anno si era stabilito a Delo, portando con sè una statua di Serapide per organizzare in locali provvisori un centro di culto del dio. Una notte il dio comparve in sogno ad Apollonio nipote e gli disse di volere un tempio per sé, indicando anche dove erigerlo. Apollonio acquistò il terreno che Serapide aveva indicato e fece costruire il tempio in sei mesi, nonostante le difficoltà dovute ad un’azione giudiziaria intentata da alcuni abitanti che volevano far multare come abusiva la costruzione del tempio. La divinità comparve in sogno ad Apollonio, anticipandogli la vittoria della causa e, infatti, la causa fu vinta e dopo poco tempo, lo stato promosse la costruzione di un altro tempio a Serapide.</p><p>Il culto di Serapide si affermò stabilmente, in quanto Tolomeo introdusse nel Pantheon egiziano, come dio supremo dello stato, una divinità che, pur nella forma di Osiri-Api, aveva gli attributi tipici di Zeus, Asclepio e Ade/Plutone, probabilmente per favorire il sincretismo religioso tra Greci ed Egiziani. I miracoli di Serapide erano nuovi per la maggiore spettacolarità rispetto a quelli degli dei tradizionali greci ed ebbero rapida diffusione perla ricerca, da parte della popolazione, di irrazionali fiduce soteriologiche. A Delo esisteva addirittura un funzionario religioso, l’aretalogo, con l’incarico di registrare i miracoli di Serapide e di Iside; durante l’età imperiale fiorono le aretalogie, scritti che celebravano lodi e miracoli delle due divinità.</p><p><a rel="attachment wp-att-2554" href="http://guida.archart.it/002551_serapide.html/serapide-incisione"><img class="alignnone size-full wp-image-2554" title="Serapide-incisione" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/05/Serapide-incisione.jpg" alt="Serapide " width="413" height="600" /></a></p><p class="aaa3">Per approfondire</p><p>AA. VV., <em>Dizionario della civiltà classica, </em>BUR, Milano 1994.</p><p>L. Ciancio, <em>Le colonne del tempo. Il tempio di Serapide a Pozzuoli, </em>Firenze 2009.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002551_serapide.html" data-text="Serapide" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002551_serapide.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002551_serapide.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Selene</title><link>http://www.archeoguida.it/00144_selene.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00144_selene.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Dec 2009 23:11:40 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - S]]></category> <category><![CDATA[Selene]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=144</guid> <description><![CDATA[Genealogia: Figlia dei Titani Hyperion e Teia, Selene era sorella di Elios, il sole e di Eos, l’Aurora (Apollodoro, Biblioteca I, 2, 2). Si tratta di una divinità minore, personificazione della luna, il cui culto ebbe diffusione soprattutto in Elide. Con il tempo venne associata, ma solo per alcuni aspetti, ad Artemide-Diana, dea della caccia, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-146" title="selene" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/selene.jpg" alt="selene" width="360" height="240" /></strong></p><p><strong>Genealogia: </strong>Figlia dei Titani <strong>Hyperion</strong> e <strong>Teia</strong>, Selene era sorella di <strong>Elios</strong>, il sole e di <strong>Eos</strong>, l’Aurora (Apollodoro, <em>Biblioteca</em> I, 2, 2). <span id="more-144"></span></p><p>Si tratta di una divinità minore, personificazione della luna, il cui culto ebbe diffusione soprattutto in Elide. Con il tempo venne associata, ma solo per alcuni aspetti, ad <strong>Artemide-Diana</strong>, dea della caccia, anch’essa legata alla luce della luna e sorella di <strong>Apollo</strong>, dio del sole. In altri casi la figura di questa dea era avvicinata ad <strong>Ecate</strong>, che rappresentava l’aspetto più misterioso della luna e dai risvolti spesso negativi.</p><p>I romani la chiamavano <strong>Luna</strong> e le avevano dedicato due templi, uno sull’Aventino e l’altro sul Palatino.</p><h4>Miti su Selene</h4><p><strong>Selene</strong> iniziava il suo tragitto nel cielo nel preciso istante in cui tramontava il Sole, suo fratello. La dea percorreva la volta celeste su di un carro trainato da cavalli bianchi, oppure, secondo altri racconti, su di un toro, un mulo od un cervo.</p><p>Il mito più famoso che riguarda Selene è quello che la lega al giovane e bellissimo <strong>Endimione</strong>, di cui ella si innamorò vedendolo addormentato in una grotta del monte <em>Latmos</em>. Ogni notte la dea tornava ad ammirarlo, accarezzarlo e baciarlo, ma senza mai volerlo svegliare. Accortosi di questo amore <strong>Zeus</strong> propose al ragazzo di scegliere tra una vita normale, oppure un sonno eterno, che tuttavia lo avrebbe reso immortale e giovane per sempre: Endimione scelse la seconda possibilità, così da godere in eterno dell’amore della dea (Apollodoro, <em>Biblioteca</em> I, 7, 5).</p><p>Questo stesso mito è narrato secondo diverse versioni, che modificano in particolare il ruolo di Endimione, in alcuni casi re dell’Elide, cacciatore oppure semplice pastore del monte <em>Latmos</em>.</p><p>Nella <em>Periegesi</em> di Pausania (V, 1, 4) Selene ed Endimione ebbero 50 figlie.</p><p>In uno degli Inno omerici (XXXII, 7) viene menzionata, invece, la figlia che la dea ebbe dallo stesso Zeus, <strong>Pandia</strong>.</p><h4>Iconografia di Selene e monumenti antichi a lei riferiti</h4><p>Selene è raffigurata e descritta come una giovane donna dall’incarnato chiarissimo e luminoso, con le vesti leggere ed increspate dal vento, il quale gonfia il velo sul capo della dea, trasformandolo in una specie di arco che incornicia la figura. L’elemento distintivo della rappresentazione iconografica è comunque il crescente lunare, in alcuni casi posto sullo sfondo, dietro le spalle della dea, oppure sulla fronte come una sorta di diadema (caratteristico anche di <strong>Artemide</strong>).</p><p>Nelle varie raffigurazioni Selene guida un carro trainato da cavalli, oppure cavalca un toro, un mulo od un cervo; nell’Inno omerico ad essa dedicato è descritta come una figura alata.</p><p>Le raffigurazioni di questa divinità non sono numerose, le testimonianze più antiche si trovano su alcuni vasi attici a figure rosse.</p><p>In alcuni notissimi monumenti Selene è presente non tanto come dea, ma piuttosto come personificazione temporale della notte, così nel frontone orientale del <strong>Partenone</strong> (al <em>British Museum</em>), dove si allontanava sprofondando con il suo carro, lasciando la scena al fratello.</p><p>Sul fregio sud dell’<strong>Altare di Pergamo</strong> (al <em>Pergamon Museum</em> di Berlino) si trova la raffigurazione plastica più grande ed importante di Selene: la dea, vicina al carro di <strong>Helios</strong>, si allontana veloce in groppa ad un mulo.</p><p>Nell’arte romana ebbe particolare fortuna il mito di Endimione presente diverse volte nelle pitture pompeiane, ma soprattutto in ambito funerario. Sulla fronte di numerosi sarcofagi si scelse di raffigurare questo mito, nel quale probabilmente si coglieva il senso simbolico del sonno eterno di Endimione, avvicinabile alla morte.</p><p>Nei contesti funerari sono documentati anche solo dei simboli lunari, poichè nella religiosità pagana la dea era legata al mondo dei defunti.</p><p>Sull’<strong>Arco di Costantino</strong> alla Luna è dedicato uno dei due tondi dei lati brevi, realizzati appositamente per il monumento.</p><p>Nel tondo del lato occidentale, contrapposto a quello est con la figura del Sole, Selene, con il crescente lunare sulla fronte ed il velo gonfiato dal vento, guida una biga che si immerge nelle acque del mare, simboleggiando così la fine della notte.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00144_selene.html" data-text="Selene" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00144_selene.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00144_selene.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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