<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Divinita &#8211; P</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/mitologia/divinita-p/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Pico</title><link>http://www.archeoguida.it/003266_pico.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003266_pico.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Oct 2010 23:45:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Todisco</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - P]]></category> <category><![CDATA[Pico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3266</guid> <description><![CDATA[Nome latino: Picus Figlio di Saturno e padre di Fauno, Pico era un antico sovrano dell’Ausonia e una divinità centro-italica. Innamoratosi della dea Pomona, respinse la maga Circe dalla quale fu trasformato in picchio (picus), sacro a Marte, e divenne l’animale tutelare della popolazione italica dei Piceni. Diffusione del culto Presso i Latini era venerato [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nome latino:<strong> Picus</strong></p><p>Figlio di Saturno e padre di Fauno, Pico era un antico sovrano dell’Ausonia e una divinità centro-italica. Innamoratosi della dea Pomona, respinse la maga Circe dalla quale fu trasformato in picchio (<em>picus</em>), sacro a Marte, e divenne l’animale tutelare della popolazione italica dei Piceni.</p><p class="aaa3">Diffusione del culto</p><p>Presso i Latini era venerato come divinità profetica. Nume sacro per le comunità dell’Italia centrale, e in particolare quelle picene, entrò a far parte delle divinità inferiori dopo l’annessione romana dei territori piceni (III sec. a.C.)</p><p class="aaa3">Iconologia</p><p>Inizialmente rappresentato come un picchio su una colonna o fusto d’albero, venne poi antropomorfizzato e presentato come un giovane con l’animale sacro e talvolta con il bastone dell’augure.</p><p class="aaa4">Riferimenti bibliografici</p><p>A, Ferrari, <em>Dizionario di mitologia classica</em></p><p>M. Gislon, R. Palazzi, <em>Dizionario di mitologia e dell’antichità classica</em></p><p>F. Lübker, <em>Lessico ragionato dell’antichità classica</em>.</p><p>Ovidio, <em>Fasti</em> III, 291 e seg.</p><p>Ovidio, <em>Metamorfosi</em> XIV, 320 e seg.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003266_pico.html" data-text="Pico" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003266_pico.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003266_pico.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pomona</title><link>http://www.archeoguida.it/003256_pomona.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003256_pomona.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Oct 2010 23:40:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Todisco</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - P]]></category> <category><![CDATA[Pomona]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3256</guid> <description><![CDATA[La figura di Pomona è legata alla vegetazione e ai frutti della Terra. Il nome deriverebbe dalla contrazione di Patrona pomorum (“Signora/protettrice dei frutti”). La tradizione latina tramanda dei suoi amori con divinità italiche di carattere agreste quali Pico, Silvano e delle sue nozze con Vertumno. Diffusione del culto Essendo una divinità ctonia e fruttifera, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3257" href="http://www.archeoguida.it/003256_pomona.html/pomona"><img class="alignnone size-full wp-image-3257" title="Pomona" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/10/Pomona.jpg" alt="Pomona" width="600" height="560" /></a></p><p>La figura di Pomona è legata alla vegetazione e ai frutti della Terra. Il nome deriverebbe dalla contrazione di <em><strong>Patrona</strong> <strong>pomorum</strong></em> (“Signora/protettrice dei frutti”). La tradizione latina tramanda dei suoi amori con divinità italiche di carattere agreste quali Pico, Silvano e delle sue nozze con Vertumno.</p><p class="aaa3">Diffusione del culto</p><p>Essendo una divinità ctonia e fruttifera, Pomona è variamente assimilabile a divinità come <strong>Demetra</strong>/<strong>Cerere</strong> piuttosto che a <strong>Persefone</strong>/<strong>Proserpina</strong>, pertanto è di difficile identificazione la diffusione del suo culto, soprattutto in mancanza di iscrizioni o di precise notizie di autori antichi. Incaricato al suo culto era un flamine minore, il <em>flamen Pomonalis</em>.</p><p class="aaa3">Iconologia</p><p>Le rarissime raffigurazioni di Pomona (reinterpretate secondo la moda di epoche successive o le influenze di simboli allegorici) la ritraggono come una giovane donna con in mano delle mele.</p><p class="aaa4">Riferimenti bibliografici</p><p>A, Ferrari, <em>Dizionario di mitologia classica</em></p><p>M. Gislon, R. Palazzi, <em>Dizionario di mitologia e dell’antichità classica</em></p><p>F. Lübker, <em>Lessico ragionato dell’antichità classica</em>.</p><p>Ovidio, <em>Metamorfosi</em> XIV</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003256_pomona.html" data-text="Pomona" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003256_pomona.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003256_pomona.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pan</title><link>http://www.archeoguida.it/003015_pan.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003015_pan.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Jul 2010 10:36:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Todisco</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - P]]></category> <category><![CDATA[Fauno]]></category> <category><![CDATA[Pan]]></category> <category><![CDATA[Silvano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3015</guid> <description><![CDATA[Pan, la vita e il mito Divinità greca legata al mondo pastorale, originaria dell’Arcadia, era ritenuto figlio di Hermes e di una figlia di Driope (1). La madre, spaventata dall’orribile aspetto del neonato, lo abbandonò ed Hermes lo prese con sé per portarlo sull’Olimpo al cospetto di tutti gli dei. Il suo nome è messo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3016" href="http://www.archeoguida.it/003015_pan.html/pan"><img class="alignnone size-large wp-image-3016" title="pan" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/pan-501x400.jpg" alt="il dio Pan" width="501" height="400" /></a></p><h2>Pan, la vita e il mito</h2><p>Divinità greca legata al mondo pastorale, originaria <strong>dell’Arcadia</strong>, era ritenuto figlio di Hermes e di una figlia di <strong>Driope</strong> (1). La madre, spaventata dall’orribile aspetto del neonato, lo abbandonò ed Hermes lo prese con sé per portarlo sull’Olimpo al cospetto di tutti gli dei.</p><p>Il suo nome è messo in relazione col verbo greco “pascolare” (il termine greco significa “io pascolo”) ma anche col &#8220;tutto&#8221; (in greco appunto “pan”), forse in riferimento alla sua natura che assommava uomo e bestia, anche se l’inno pseudo-omerico rimanda all’episodio sull’Olimpo in cui rallegrò tutte le divinità (2).</p><p>Dio dei boschi, del pascolo, del bestiame e degli animali selvatici, estendeva la propria tutela anche sui pastori e sui cacciatori. Inventò la siringa, flauto di legno con più canne usato dai pastori, per intrattenere ninfe e animali. Compagno assiduo di <strong>Dioniso</strong> e del suo corteo (tiaso), partecipava ai loro festeggiamenti lascivi, anche con entità multiple (<em>panìskoi</em> che significa “piccoli Pan”) molto simili ai satiri.</p><p>Una sua dote era il vaticinio che insegnò ad <strong>Apollo</strong>. Altra sua temibile caratteristica era quella di terrorizzare i nemici col suo urlo agghiacciante, lanciato dalle grotte e dai boschi (3): la sensazione di paura di chi sentiva tale verso era detto “timore di Pan” o “panico” (da cui il termine). Numerosi furono gli scenari dei suoi amori, non corrisposti, tipicamente violenti e con protagoniste le <strong>Ninfe</strong>: con <strong>Eco</strong> che poi fu tramutata in voce, con Siringa che per sfuggirgli divenne una canna (4), con la quale il dio costruì lo strumento musicale. <strong>Pitis</strong> invece divenne un pino. <strong>Eufeme</strong>, nutrice delle muse gli generò <strong>Croto</strong>, il sagittario.</p><p>Vantava pure accoppiamenti con le <strong>Menadi</strong> ubriache (5). <strong>Selene</strong> fu sedotta con l’inganno del travestimento: Pan coprì il suo pelo nero con un vello bianco e trasportò la dea lunare ottenendo in cambio i suoi favori. (6) In epoca storica, <strong>Plutarco</strong> riferisce l’aneddoto sulla voce che ne annunciò la morte, infatti sotto il principato di Augusto, dalla costa dell’Epiro, una voce gridò a un passeggero di una nave, chiamato <strong>Thamos</strong>:</p><blockquote><p>“Tamo,</p><p>quando arriverai a Palodi,</p><p>annuncia a tutti che il grande Pan è morto” (7)</p></blockquote><p class="aaa3">Culto</p><p><a rel="attachment wp-att-3018" href="http://www.archeoguida.it/003015_pan.html/pan-louvre"><em><img class="alignnone size-full wp-image-3018" title="pan-louvre" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/pan-louvre.jpg" alt="il dio Pan" width="414" height="500" /></em></a><br /> <em>Statua del dio Pan esposta al Louvre di Parigi</em></p><p>Il culto di Pan nacque in Arcadia e si diffuse in tutta la Grecia. Ad Atene gli fu dedicato un santuario rupestre <strong>sull’Acropoli</strong>, dopo la battaglia di <strong>Maratona</strong> (490 a.C.), come ringraziamento per il suo aiuto. Ogni anno infatti si teneva in suo onore una corsa con le fiaccole (8). I vari luoghi del suo culto contribuirono ad attribuirgli altrettanti epiteti come <em><strong>Lycaeus</strong></em>, <em><strong>Tegeaeus</strong></em>, <em><strong>Maenalius</strong></em>. A Roma fu assimilato a <strong>Fauno</strong> e <strong>Silvano</strong>.</p><p class="aaa3">Iconografia</p><p><a rel="attachment wp-att-3017" href="http://www.archeoguida.it/003015_pan.html/pan-incisione"><img class="alignnone size-full wp-image-3017" title="pan-incisione" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/pan-incisione.jpg" alt="il dio Pan" width="353" height="600" /></a><a rel="attachment wp-att-3017" href="http://www.archeoguida.it/003015_pan.html/pan-incisione"></a></p><p>L’aspetto di Pan è quello di un uomo dai piedi caprini, barbuto e peloso, con corna di capra (9). Suoi attributi sono la <strong>siringa</strong> (10) e talvolta un <strong>corto</strong> <strong>mantello</strong>. È rappresentato in atteggiamenti fallici, in rapporto con l’orgia dionisiaca e con gli aspetti più istintivi della natura, a metà tra l’umano e l’animale. Molto presente nell’arte greca e romana, è associato spesso a <strong>satiri</strong>, <strong>sileni</strong>, e <strong>fauni</strong> nelle scene erotiche e pastorali.</p><p class="aaa4">Riferimenti bibliografici</p><p>AA.VV., <em>Dizionario di antichità classica</em>.</p><p>Erodoto, <em>Storie</em>, VI.</p><p>A. Ferrari, <em>Dizionario di mitologia classica</em>.</p><p>R. Graves, <em>I miti greci</em>.</p><p>F. Lübker, <em>Lessico ragionato dell’antichità classica</em>.</p><p>Ovidio, <em>Metamorfosi</em>, I, III.</p><p>Pseudo-Omero, <em>Inno a Pan</em>.</p><p>Virgilio, <em>Georgiche</em>, III.</p><p class="aaa4">Note</p><p>(1) Pseudo-Omero, <em>Inno a Pan</em>, 27-34.</p><p>(2) <em>Ibidem</em>, 47.</p><p>(3) R. Graves, <em>I miti greci</em>, 89.</p><p>(4) Ovidio, <em>Metamorfosi</em>, I, 691.</p><p>(5) <em>Ibidem</em>, III, 356-401.</p><p>(6) Virgilio, <em>Georgiche</em>, III, 391.</p><p>(7) Plutarco, <em>Il tramonto degli oracoli</em>, 17, in <em>Dialoghi delfici</em>.</p><p>(8) Erodoto, <em>Storie</em>, VI, 105</p><p>(9) Pseudo-Omero, <em>Inno a Pan</em>, 1-2, 37.</p><p>(10) <em>Ibidem</em>, 15.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003015_pan.html" data-text="Pan" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003015_pan.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003015_pan.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Persefone</title><link>http://www.archeoguida.it/001032_persefone.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/001032_persefone.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 02 Jan 2010 13:16:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Raffaella Bucolo</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - P]]></category> <category><![CDATA[Persefone]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=1032</guid> <description><![CDATA[Nome: Persefone; Kore; Proserpina. Genealogia: Secondo la tradizione più comune era figlia di Zeus e Demetra. Moglie di Ade (Plutone), re degli Inferi, ragione per cui, secondo un’altra credenza, Persefone era figlia di Stige, o altrimenti, come nella regione dell’Arcadia, di Poseidone. Origine ed evoluzione del culto di Persefone Persefone possedeva due principali caratteristiche, come [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1036" title="persefone-locri" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/01/persefone-locri1.jpg" alt="persefone-locri" width="500" height="510" /></strong></p><p><strong>Nome: </strong>Persefone; <em>Kore</em>; Proserpina.</p><p><strong>Genealogia: </strong>Secondo la tradizione più comune era figlia di <strong>Zeus</strong> e <strong>Demetra</strong>. Moglie di <strong>Ade</strong> (<strong>Plutone</strong>), re degli Inferi, ragione per cui, secondo un’altra credenza, Persefone era figlia di <strong>Stige</strong>, o altrimenti, come nella regione dell’Arcadia, di <strong>Poseidone</strong>.</p><p class="aaa3">Origine ed evoluzione del culto di Persefone</p><p>Persefone possedeva due principali caratteristiche, come figlia di Demetra (<em>Kore</em> significa, infatti, “figlia”) era una divinità legata ai riti agricoli ed ai misteri eleusini, ma sposando Ade era divenuta anche la regina degli Inferi. La dea rappresentava simbolicamente le trasformazioni e l’alternanza delle stagioni ed era anche una delle divinità ctonie, ovvero del mondo delle ombre dei defunti. Il suo culto fu particolarmete sentito in Magna Grecia ed in Sicilia.</p><p>Proserpina, adorata in suolo italico e poi a Roma, corrispondeva in qualche modo alla greca Persefone, in quanto anch’essa protettrice dei raccolti e del mondo agricolo in generale.</p><p class="aaa3">Miti legati a Persefone</p><p>Il mito più importante riguardante Persefone è quello che narra il rapimento della dea da parte di <strong>Ade</strong>: il racconto aveva un significato simbolico legato al volgere delle stagioni e della fertilità della terra.</p><p><strong>Proserpina</strong>, ovvero <em>Kore</em>, viveva in armonia insieme alla madre <strong>Demetra</strong>, da cui dipendeva il rigoglio dei raccolti; un giorno, mentre la ragazza si trovava a raccogliere fiori con alcune compagne, venne rapita dal signore degl’Inferi, il quale la trascinò con sé nel suo regno sotterraneo. Demetra cominciò a cercare disperatamente la figlia, dimenticando i suoi doveri nei confronti della terra, che divenne arida ed incolta. <strong>Zeus</strong>, preoccupato per la grave situazione, decise di convincere Ade a restituire Persefone: Ermes, in qualità di messaggero degli dei, comunicò la decisione al re dell‘oltretomba, che accettò l’accordo, a patto che Persefone non mangiasse il cibo dei morti. Tuttavia la dea aveva già mangiato alcuni semi di melograno, frutto rosso dedicato ai defunti, diventando così la regina degli Inferi. Alla fine Zeus propose ed ottenne un accordo, che accontentasse entrambe le parti: Persefone avrebbe passato metà dell’anno con la madre e l’altra metà con Ade. <strong>Ecate</strong> venne preposta a verificare il rispetto dei patti.</p><p>Da queste vicende la tradizione greca faceva derivare il volgere delle stagioni, i mesi in cui Demetra era sola tralasciava la cura della terra, che tornava rigogliosa quando la dea si ricongiungeva alla figlia. In Sicilia ed in Magna Grecia il culto delle due divinità era molto forte, tanto che proprio in Sicilia si ambientava il ratto di <em>Kore</em> e questa terra le fu donata dal padre Zeus per le nozze con Ade.</p><p>Persefone era posta in relazione ai <strong>misteri eleusini </strong>insieme alla madre Demetra.</p><p>Nell’Inno omerico a Demetra si trova la descrizione dell’istituzione di tali riti ad Eleusi, dove la dea spiegò ai sovrani, Trittolemo, Diocle, Eumolpo e Celeo, come dovessero essere celebrati. I misteri dovevano purificare l’uomo e prepararlo al proprio destino mortale, secondo uno svolgimento rituale ricalcato probabilmente sullo stesso mito di Persefone, ovvero della discesa agli Inferi e del successivo stato di rigenerazione dell’anima.</p><p><img class="alignnone size-full wp-image-1037" title="persefone-pergamon-berlino" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/01/persefone-pergamon-berlino.jpg" alt="persefone-pergamon-berlino" width="417" height="600" /><br /> Statua di Persefone, Pergamon Museum di Berlino</p><p class="aaa3">Iconografia di Persefone e monumenti antichi collegati</p><p>Il mito di Persefone risulta documentato in numerosi prodotti d’arte.</p><p>Alcune raffigurazioni riguardano l’istituzione dei misteri eleusini, durante i quali <em>Kore</em>, insieme con Demetra, consegna le spighe a Trittolemo. La scena compare su vasi a figure nere e rosse, dove madre e figlia si distinguono per il diverso aspetto, poiché Persefone è più giovane, con un vestito leggero ed i capelli raccolti sulla nuca.</p><p>Maggiore fortuna ebbero nell’arte antica i vari momenti relativi al racconto del rapimento di Persefone da parte di Ade e soprattutto la scena in cui il dio degli Inferi, portata la giovane sul carro, incita i cavalli. La dea veniva raffigurata anche come regina, quindi in trono vicina ad Ade o in scene di banchetto, ma sempre riccamente vestita e con numerosi gioielli, oltre agli attributi della melagrana e del gallo.</p><p>La fortuna e la devozione popolare per la dea in Magna Grecia si riflettono nella produzione artistica, come ad esempio sui famosi <em><strong>Pìnakes</strong></em> di <strong>Locri</strong>, piccoli quadretti di terracotta sui quali si trovano rappresentati i vari momenti del mito. Persefone veniva anche raffigurata, per ragioni devozionali, su piccole statuette fittili, che la rappresentavano generalmente seduta. <em>Kore</em> è presente anche sul frontone orientale del <strong>Partenone</strong>,<strong> </strong>insieme con la madre ed altre divinità.</p><p>Gli attributi della dea potevano essere simboli regali come lo scettro, ma anche torce, luce nell’Oltretomba, le spighe di grano dei misteri eleusini, oppure il frutto del melograno ed il gallo, che annuncia l’alba e rappresenta una rinascita.</p><p>La scena del rapimento di Persefone era comune anche in ambiente italico, si conoscono infatti alcune urne di epoca etrusca sulle quali è rappresentato il mito. A Roma lo stesso soggetto iconografico ebbe grande fortuna, trovandosi sia in pittura, che sulle fronti di molti sarcofagi, con chiara valenza funeraria. La dea Proserpina, venerata in <strong>ambito italico</strong> e a <strong>Roma</strong>, non aveva caratteri iconografici indipendenti che fossero diversi da quelli di Persefone, cui venne associata; anch’essa si presentava, infatti, come una figura giovanile, recante gli attributi delle divinità eleusine.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/001032_persefone.html" data-text="Persefone" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F001032_persefone.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/001032_persefone.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Prometeo</title><link>http://www.archeoguida.it/00974_prometeo.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00974_prometeo.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 02 Jan 2010 10:47:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Dea Ortolani</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - P]]></category> <category><![CDATA[Prometeo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=974</guid> <description><![CDATA[Genealogia: Figlio del Titano Giapeto e della ninfa Climene, fratello di Atlante, Menezio ed Epimeteo. Il suo nome significa “colui che pensa prima”, complementare a quello del fratello Epimeto che indica, al contrario, “colui che riflette dopo”. Origine e sviluppo del culto di Prometeo Il nome Prometeo, “il preveggente”, epiteto che sarebbe derivato al mito [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-979" title="prometeo" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/01/prometeo1.jpg" alt="prometeo" width="450" height="468" /></strong></p><p><strong>Genealogia</strong>: Figlio del <strong>Titano</strong> <strong>Giapeto</strong> e della ninfa <strong>Climene</strong>, fratello di <strong>Atlante</strong>, <strong>Menezio</strong> ed <strong>Epimeteo</strong>. Il suo nome significa “<em><strong>colui che pensa prima</strong></em>”, complementare a quello del fratello Epimeto che indica, al contrario, “<em><strong>colui che riflette dopo</strong></em>”.</p><h3>Origine e sviluppo del culto di Prometeo</h3><p>Il nome Prometeo, “<em>il preveggente</em>”, epiteto che sarebbe derivato al mito molto più tardi e solo in territorio greco, ebbe forse origine da un’errata interpretazione della parola sanscrita <em><strong>pramatha</strong></em>, nel significato originario di “colui che ruba e accende il fuoco”. Anche se tale relazione venne ritenuta successivamente sbagliata, si deve ammettere lo stretto legame che sussiste tra Prometeo e lo strumento produttore del fuoco: tale connessione è testimoniata da un passo di <strong>Diodoro Siculo</strong> (V, LXVII,2), il quale afferma che il Titano diede agli uomini il fuoco rubato, ma in realtà egli fu l’inventore da dove si accende il fuoco.</p><p>Secondo altri Prometeo venne confuso con l’eroe cario <strong>Palamede</strong>, cui è attribuita l’invenzione e la diffusione di tutte le arti civili, e con il dio babilonese <strong>Ea</strong>, che si vantava di aver creato uno splendido umano dal sangue di <strong>Kingu</strong>, mentre la madre <strong>Aruru</strong> ne creava uno di molto inferiore con l’argilla.</p><p>Esiodo è il primo poeta presso il quale noi troviamo il mito di Prometeo già largamente svolto e chiaramente fissato. Il poeta dedica una lunga e dettagliata esposizione dell’episodio del furto da parte del Titano, una prima volta nella <strong>Teogonia</strong> , una seconda ne <strong>Le Opere e i giorni</strong>. Le due versioni del racconto non sono solo complementari ma si intrecciano l’una con l’altra.</p><p>Dopo Esiodo è Eschilo a trattare la materia in ben tre drammi: se questa concezione della trilogia è sostanzialmente esatta, dobbiamo ritenere che Eschilo fu il continuatore dell’opera iniziata da Esiodo, nonostante le profonde differenze tra i due autori nell’interpretazione del mito.</p><p>Prometeo non conobbe un culto vero e proprio in Grecia anche se l’unica eccezione si ha nella città di Atene dove egli compare all’interno dell’<strong>Accademia</strong> con un proprio altare. In suo onore venivano celebrate le<strong> Prometheia</strong>, corsa con le fiaccole (<em>lampadedromie</em>) notturna, presieduta dall’arconte re e con cadenza annuale. Il culto di Prometeo, legato ad Atena ed Efesto in una sorta di triade “tecnica” protettrice dei fabbri ed artigiani, ebbe notevole sviluppo nel V secolo a.C., momento in cui la città conobbe trasformazioni sia delle condizioni politiche ed economiche sia della conseguente crescita dei ceti artigianali e mercantili.</p><h3>Miti legati a Prometeo</h3><p>Secondo il mito esiodeo, Prometeo ingannò Zeus nella spartizione del bue sacrificato per la divinità, occultandone la parte migliore ed offrendogli la parte immangiabile. Zeus, accentando tale inganno, punì gli uomini sottraendo loro il fuoco: a seguito di ciò, il Titano si ribellò e sottrasse, nascondendolo all’interno di una ferula, un seme del fuoco di Zeus, con il quale gli uomini poterono cucinare il proprio cibo.</p><p>Per la seconda volta imbrogliato dall’astuto Prometeo, Zeus decise di punirlo inviando, al fratello stolto Epimeteo, una donna detta Pandora poiché tutti gli dèi dell’Olimpo le avevano fatto un dono: Efesto ne forgiò l’amabile figura con acqua e terra mentre Atena ed Ermes le adornarono la persona.</p><p>Secondo la versione di Eschilo, Zeus ordinò ad Ermes ed Efesto di incatenare Prometeo ad una rupe del Caucaso dove un’aquila di giorno gli avrebbe divorato il fegato che ogni notte sarebbe ricresciuto. Infine Eracle, giunto sul luogo, uccise l’aquila e liberò Prometeo, dopo che aveva rivelato a Zeus di non sposare Tetide per non avere un figlio che lo avrebbe detronizzato.</p><p>E Zeus acconsenti alla liberazione a patto che un altro immortale rinunciasse alla vita eterna per espiare la colpa di Prometeo: fu Chirone ad offrirsi per liberarsi dalle insopportabili sofferenze della ferita infertagli dalla freccia avvelenata di Eracle.</p><h3>Iconografia di Prometeo</h3><p>Non si ha un’ampia rappresentazione della figura di Prometeo. <strong>Pausania</strong> (I 30,1 -2) afferma la presenza di un <strong>altare dedicato al Titano</strong> <strong>all’interno dell’Accademia</strong> di Atene, punto dal quale sarebbe partita la corsa con le fiaccole.</p><p>In ogni modo, si deve ricordare la rappresentazione, all’interno di una <em><strong>kylyx </strong></em><strong>laconica a figure nere</strong> del VI sec. a.C. (<em>Musei Vaticani, Roma</em>), della celebre scena di Prometeo legato alla rupe con l’aquila che gli divora il fegato, ed Ermes che gli sta di fronte.</p><p>Un’altra si trova in una <strong>kilyx attica a figure rosse</strong> del V sec. a.C. (<em>Louvre,Parigi</em>) con Prometeo ed Hera.</p><h3>Fonti antiche</h3><p>Esiodo,<em> </em><em><strong>Teogonia</strong></em> (vv. 535 – 616) e <em><strong>Le opere e i giorni</strong></em> (vv. 45 – 105); Eschilo nella trilogia: <em><strong>Prometeo portatore di fuoco</strong></em> (Purphoros), <em><strong>Prometeo Incatenato </strong></em>(Desmotes), <em><strong>Prometeo Liberato</strong></em> (Luomenos). Delle tre opere ci è pervenuto per intero solo il <em>Prometeo Incatenato</em>, alcuni scoli del <em>Prometeo Liberato</em> mentre il <em>Portatore di fuoco</em> è andato completamente perduto.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00974_prometeo.html" data-text="Prometeo" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00974_prometeo.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00974_prometeo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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