<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Divinita &#8211; H</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/mitologia/divinita-h/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Horus</title><link>http://www.archeoguida.it/004146_horus.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/004146_horus.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 19 Feb 2011 11:23:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Irene Perrotta</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - H]]></category> <category><![CDATA[Mitologia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=4146</guid> <description><![CDATA[Horus era una delle più antiche e importanti divinità egizie. Sono state documentate differenti forme del dio Horus nella storia. Queste varie forme erano probabilmente differenti percezioni della stessa divinità in cui venivano enfatizzati certi attributi, non necessariamente in opposizione tra loro, ma complementari uno all’altro, in base a come gli antichi Egizi vedevano i [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4147" title="horus" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/horus.jpg" alt="" width="600" height="1352" /></p><p>Horus era una delle più antiche e importanti divinità egizie. Sono state documentate differenti forme del dio Horus nella storia. Queste varie forme erano probabilmente differenti percezioni della stessa divinità in cui venivano enfatizzati certi attributi, non necessariamente in opposizione tra loro, ma complementari uno all’altro, in base a come gli antichi Egizi vedevano i molteplici aspetti della realtà. La forma più antica di Horus era il <strong>falco</strong>, patrono della città di <strong>Nekhen</strong> e primo dio nazionale conosciuto. Esso era legato al faraone, che era considerato la manifestazione di Horus in vita e di <strong>Osiride</strong> durante la morte.</p><p>Nel racconto più diffuso era figlio di Osiride ed Iside, fra loro fratello e sorella. In una prima versione del mito, Horus sarebbe stato concepito quando Iside ed Osiride erano ancora nel ventre materno; in una seconda versione, Iside si sarebbe unita ad Osiride quando quest’ultimo era già morto, ucciso dal fratello Seth, e sarebbe comunque rimasta gravida di Horus.</p><p>Secondo leggende molto antiche, Horus sarebbe invece il figlio o marito della dea Hator, il cui nome significa appunto “la casa di Horus”. Horus aveva diverse funzioni, era noto come dio del cielo, dio della guerra e della protezione.</p><p class="aaa3">Horus e il faraone</p><p>I testi delle piramidi descrivono la natura del faraone in caratteri diversi, sia come Horus che come Osiride. Durante la vita il faraone incarna Horus, mentre durante la morte incarna Osiride e si unisce col resto degli dei. Le nuove incarnazioni di Horus succedono al faraone defunto sulla terra sotto forma di nuovi faraoni.</p><p><img class="alignnone size-full wp-image-4148" title="horus-2" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/horus-2.jpg" alt="Horus" width="600" height="582" /><br /> Horus</p><p class="aaa3">Mito</p><p>Plutarco nella sua opera <em>de Iside et Osiride</em>, riporta il mito della morte di Osiride e della nascita di Horus. La dea del cielo Nut si era unita in amore col dio della terra Geb. Quando Ra se ne accorse si infuriò e lanciò una maledizione contro Nut: non sarebbe riuscita ad avere figli né entro un mese, ne’ entro un anno. Grazie però all’aiuto del dio Thot, che riuscì a rubare alla dea della luna Brett la settantesima parte di ogni giorno e quindi a creare cinque giorni da aggiungere ai trecentosessanta già esistenti, Nut riuscì a partorire i suoi figli. Fu così che il secondo giorno nacque Horus, preceduto da Osiride e seguito da Seth, Iside e Neftys.</p><p>Secondo un’altra versione del mito, Horus sarebbe stato concepito da Iside quando ancora stava nel ventre materno, essendosi unita al fratello Osiride. Un’altra versione ancora narra che Iside si sarebbe unita al marito Osiride quando questi era già morto, fatto a pezzi da Seth. Iside sarebbe riuscita a ricomporre il corpo di Osiride, riuscendo a trovare tutte le membra a parte il fallo, divorato dal pesce Ossirinco. Iside avrebbe allora ricostruito un fallo finto, riuscendo a ricongiungersi col marito e concependo così Horus.</p><p>Quando Osiride venne ucciso, si recò nell’oltretomba per istruire il figlio Horus a combattere e per prepararlo alla battaglia contro Seth. Una volta pronto, Horus si batté contro Seth e riuscì a vincere e vendicare l’assassinio del padre. Durante questo violento scontro Seth avrebbe perso un testicolo mentre Horus un occhio.</p><p class="aaa3">Ruoli mitologici</p><p><strong>Dio del cielo</strong></p><p>Horus era considerato anche una divinità celeste, contenente il sole e la luna. Il sole veniva considerato il suo occhio destro e la luna il suo occhio sinistro ed essi attraversavano il cielo quando il falco si librava in volo. Il fatto che la luna non fosse brillante come il sole veniva spiegato da un racconto, la lotta fra Horus e Seth, originatosi come una metafora per la conquista dell’Alto e del Basso Egitto nel 3000 a.C. circa. In questo racconto si diceva che Seth, patrono dell’Alto Egitto, e Horus, protettore del Basso Egitto, si fossero battuti brutalmente per l’Egitto, senza però riuscire a prevalere uno sull’altro, finché alla fine gli dei si schierarono dalla parte di Horus. Nella lotta Seth perse un testicolo; invece Horus perse l’occhio sinistro, e ciò avrebbe spiegato perché la luna, che esso rappresentava, fosse così debole rispetto al sole.</p><p>Horus veniva spesso rappresentato, specialmente fra i Greci, come un bambino nudo con un dito in bocca, seduto su un loto con la madre. Veniva chiamato <strong>Arpocrate</strong>. Un importante simbolo egizio di protezione e simbolo di regalità era l’occhio di Horus.</p><p><strong>Dio della guerra e della caccia</strong></p><p>Horus veniva considerato anche come un dio della guerra e della caccia. Il falco di Horus, durante il periodo predinastico, era normalmente considerato come un simbolo di caccia. Divenne successivamente un simbolo di maestà e di potere dei faraoni. Inoltre <strong>Nemty</strong>, un altro dio della guerra, venne successivamente identificato con Horus.</p><p><strong>Conquistatore di Seth</strong></p><p>Horus si scontrò più volte contro Seth e venne associato al Basso Egitto, diventandone il patrono.</p><p><strong>Horus il Giovane</strong></p><p>Horus il Giovane, Arpocrate per i Greci, era rappresentato nella forma di un giovane con una ciocca di capelli pendente sul lato destro della sua testa (simbolo di gioventù). Inoltre indossava di solito le due corone del Basso e dell’Alto Egitto.</p><p><strong>Horus il Vecchio</strong></p><p>In questa forma Horus rappresentava il dio della luce e il marito di Hathor. Era una delle sue più antiche manifestazioni.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/004146_horus.html" data-text="Horus" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F004146_horus.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/004146_horus.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Hera</title><link>http://www.archeoguida.it/001024_hera.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/001024_hera.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 02 Jan 2010 13:10:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Lucia Rocco</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - H]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=1024</guid> <description><![CDATA[Hera (in greco Ήρα, -αζ; in latino Hēra, -ae) ha una etimologia non del tutto certa. Alcuni credono che derivi dal sanscrito svar ‘cielo, ciò che risplende’; nella cultura greca assume l’accezione di ‘signora’ e infatti trova forti assonanze con la parola Χήρα ‘moglie, vedova’, traslando nel significato il ruolo della dea sull’Olimpo. Sorella e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Hera</strong> (in greco Ήρα, -αζ; in latino Hēra, -ae) ha una etimologia non del tutto certa. Alcuni credono che derivi dal sanscrito <em><strong>svar</strong> </em>‘cielo, ciò che risplende’; nella cultura greca assume l’accezione di ‘signora’ e infatti trova forti assonanze con la parola <em><strong>Χήρα</strong></em> ‘moglie, vedova’, traslando nel significato il ruolo della dea sull’Olimpo. Sorella e moglie di Zeus nell’<em>Iliade</em> è trattata dagli dei con la stessa reverenza che viene riservata al consorte, sebbene sia anch’ella sottomessa alle decisioni e ai voleri di <strong>Zeus</strong>. Infatti più che regina degli dei, è consorte del divino sovrano.</p><pre><img class="alignnone size-full wp-image-1027" title="hera-barberini" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/01/hera-barberini1.jpg" alt="hera-barberini" width="330" height="500" />
Hera Barbarini, copia romana di un originale greco del V sec. a.C., Roma, Musei Vaticani</pre><h3>Origini di Hera</h3><p>Hera è figlia di <strong>Crono</strong> e <strong>Rea</strong>, per lo pseudo-Apollodoro è la terza, dopo <strong>Hestia</strong> e <strong>Demetra</strong>, dei figli della coppia divina, mentre Esiodo la dice gemella di Zeus. Entrambi raccontano che anche Hera fu inghiottita e poi rigettata dal padre. Alcune tradizioni letterarie riferiscono che, dopo il parto, Hera fu allontanata dai genitori e allevata da <strong>Oceano</strong> e <strong>Teti</strong>, che le nascosero le sue origini, e che successivamente fu data in sposa al fratello Zeus. Per Omero le nozze furono celebrate segretamente sul monte Ida (pittura dalla Casa del Poeta Tragico di Pompei), mentre secondo un’altra tradizione furono festeggiate nel palazzo di Zeus e si svolsero con grande pompa e alla presenza di tutti gli dei.</p><h3>Poteri e attributi di Hera</h3><p>Hera non sembra avere dei poteri specifici, appare piuttosto quale simbolo del matrimonio e perciò divinità tutelare delle nozze, protettrice soprattutto delle donne e della loro sfera sessuale (alcuni suoi epiteti, come <em><strong>Gamelia</strong> </em>o <em><strong>Zyghia</strong></em>, sono testimonianza di ciò). Tra gli altri epiteti troviamo <em><strong>Ilizia</strong></em>, (protettrice del parto), <em>dalle bianche braccia</em>, <em>dall’aureo seggio</em> oppure <em><strong>Chera</strong></em>, la solitaria, forse con qualche riferimento alla luna e ai suoi cicli.</p><p>Si racconta che Hera, per rivendicare il suo ruolo di unica moglie di Zeus, potesse ritrovare la propria verginità bagnandosi nelle acque del Kanathos, presso Argo, così da poter celebrare, ogni volta che lui la tradiva o quando desiderava rinsaldare il suo legame con lui, nozze legittime.</p><p>È spesso rappresentata come una figura femminile di età matura, alta e maestosa. I capelli sono ornati da una corona o un diadema, mentre un velo (il <em>polos</em>) le scende sulle spalle, simbolo nell’antichità del rango di donna sposata, mentre in mano tiene dei melograni, simbolo di fertilità o di morte. Animale a lei sacro è il pavone al quale la dea trasferì sulla coda i cento occhi di Argo, ucciso da Ermes.</p><pre><img class="alignnone size-full wp-image-1028" title="hera-rubens" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/01/hera-rubens.jpg" alt="hera-rubens" width="290" height="236" />
Hera dispone gli occhi di Argo sulla coda del pavone, 1611, Peter Paul Rubens, Colonia</pre><h3>Figli di Hera</h3><p>Hera e Zeus ebbero insieme solo tre figli: <strong>Ares</strong>, <strong>Ebe</strong> ed <strong>Efesto</strong> (quest’ultimo forse concepito prima del matrimonio e nato prematuro). Da sola, per vendicarsi di Zeus che aveva dato alla luce Atena senza coinvolgere la moglie, partorì Tifeo.</p><h3>Santuari dedicati a Hera</h3><p>L’Argolide era una regione cara alla divinità e qui troviamo numerose attestazioni del culto di Hera: il santuario di Argo, presso il quale si svolgevano le feste dedicate alla divinità (<em>Heraia</em>), con giochi atletici e processioni di uomini armati (fatto abbastanza particolare per una divinità femminile), forse a memoria della decisione presa qui da Agamennone di intraprendere la guerra di Troia. A Samo fu costruito in onore di Hera uno dei primi templi ionici, che sfortunatamente crollò dopo appena dieci anni dalla sua costruzione, ma dal quale proviene la c.d. Hera di Samo (in realtà una kore ionica raffigurante un’offerente), conservata oggi presso il museo archeologico dell’isola. Il culto si diffuse dall’Argolide in tutto il Peloponneso (santuario di Hera presso Olimpia), in Beozia, a Creta e a Corfù. In Magna Grecia ebbe centri importanti a Selinunte, Crotone e, il più importante, a Paestum, dove si trova un tempio dedicato a <em>Hera Argiva</em> (di Argo), costruito secondo Strabone da Giasone e gli Argonauti.</p><pre><img class="alignnone size-full wp-image-1029" title="hera-samo" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/01/hera-samo.jpg" alt="hera-samo" width="258" height="598" />
Hera di Samo, 570 ca. a.C., Museo Archeologico di Samo</pre><h3>Hera nel mondo romano</h3><p>Nel mondo romano Hera diventa Giunone (<em>Iūno, -onis</em>, la dea latina contiene nel suo nome <em>Iu-no</em> la stessa radice del nome <em>Iu-piter</em>, a sottolineare la reciprocità del rapporto tra le due divinità). Giunone (già conosciuta in ambiente italico, ben prima dell’identificazione con Hera) è protettrice delle donne, soprattutto di mogli e madri: con l’epiteto <em>Virginalis</em> veniva implorata dalle giovani che si apprestavano al matrimonio, <em>Lucina </em>dalle partorienti e <em>Matrona</em> dalle mogli. Il primo giorno di marzo si festeggiano i <em>Matronalia </em>e<em> </em>ogni donna, il giorno del proprio compleanno, offriva doni alla dea che, in questa occasione, era invocata come <em>Iuno Natalis.  </em>Nel mondo romano, al pari di Saturno, Giunone era considerata protettrice delle finanze e con l’epiteto <em>Moneta </em>era venerata in un tempio sul Campidoglio dove venivano allevate le oche sacre alla dea. Presso Falerii Veteres era il tempio dedicato a Giunone Curitide, protettrice dei militari armati di lancia.</p><h3>Curiosità su Hera</h3><p>Nella letteratura Hera viene descritta come una divinità gelosa e irascibile. Non risparmia a perseguitare nessuna delle consorti del marito (Leto, Io, Callisto, solo per citarne alcune), né tantomeno i figli che Zeus ha da altre donne ed ambiguo risulta soprattutto il rapporto con Eracle: ancora in fasce Eracle soppresse i serpenti inviati da Hera per ucciderlo, ma l’etimologia del nome dell’eroe significa letteralmente ‘colui che riceve gloria da Hera’ e inoltre sappiamo che Eracle fu allattato dalla signora dell’Olimpo, la sua peggior nemica. Nei santuari dedicati ad Hera spesso troviamo raffigurazioni delle fatiche di Eracle o scene della sua vita. Anche Dioniso, figlio di Semele e Zeus, fu maledetto da Hera, che lo rese pazzo e lo indusse a lunghe peregrinazioni durante le quali diffuse il suo culto.</p><p>Il rapporto con Zeus risulta particolarmente “umano”, pieno di passione, insicurezze e gelosie. Callimaco racconta che Zeus, prima di sposarla, amò Hera appassionatamente e segretamente per trecento anni, dopo averla sedotta sotto le spoglie di un cuculo, uccello che successivamente le divenne sacro.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/001024_hera.html" data-text="Hera" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F001024_hera.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/001024_hera.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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