<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Divinita &#8211; D</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/mitologia/divinita-d/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Diomede</title><link>http://www.archeoguida.it/003529_diomede.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003529_diomede.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 14 Nov 2010 23:44:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Todisco</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - D]]></category> <category><![CDATA[Mitologia]]></category> <category><![CDATA[Diomede]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3529</guid> <description><![CDATA[Diomede (Diomedes) è un eroe greco, figlio di Tideo, da cui deriva il patronimico della tradizione omerica “Tidide”. Orfano del padre dopo la spedizione contro Tebe, divenne sovrano di Argo. Vendicò la morte di Tideo marciando dieci anni dopo contro la roccaforte beota, insieme agli altri Epigoni (“discendenti”) e battendo il nemico.(1) Partì alla volta [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3530" href="http://www.archeoguida.it/003529_diomede.html/diomede-glyptothek-monaco"><img class="alignnone size-full wp-image-3530" title="Diomede-Glyptothek-monaco" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/11/Diomede-Glyptothek-monaco.jpg" alt="Diomede" width="600" height="961" /></a></p><p><strong>Diomede</strong> (Diomedes) è un eroe greco, figlio di <strong>Tideo</strong>, da cui deriva il patronimico della tradizione omerica “<strong>Tidide</strong>”. Orfano del padre dopo la spedizione contro Tebe, divenne sovrano di Argo. Vendicò la morte di Tideo marciando dieci anni dopo contro la roccaforte beota, insieme agli altri Epigoni (“discendenti”) e battendo il nemico.(1)</p><p>Partì alla volta di <strong>Troia</strong> con 80 navi da guerra. <strong>Omero</strong> lo descrive come un guerriero invincibile, grazie alla protezione di Atena, e sprezzante del pericolo tanto da scendere in campo contro <strong>Ettore</strong>, <strong>Enea</strong> e gli dei stessi: ferì <strong>Afrodite</strong> accorsa per aiutare Enea e l’amante di lei, <strong>Ares</strong>, dio della guerra.(2)</p><p>Insieme ad Ulisse riuscì, secondo alcune versioni, a sottrarre il Palladio dal tempio di Atena. Terminata la guerra, secondo l’Odissea, fece ritorno in patria, ad Argo. Tradizioni posteriori tramandano vicende diverse: Diomede subì la vendetta di Afrodite, dea dell’amore poiché la moglie Egialea lo aveva tradito. L’eroe argivo prese il largo e una tempesta lo fece approdare sulle coste adriatiche dell’Italia.(3)</p><p>In <strong>Daunia</strong> (Puglia settentrionale) sposò <strong>Enippe</strong>/<strong>Evippe</strong>, figlia del re locale, Dauno. Fondò qui <strong>Arpi</strong> (<em>Argos hippium</em> = Argo dei cavalli) e morì presso le isole Tremiti che vennero chiamate da allora Diomedee. I suoi compagni invece si trasformarono in uccelli.</p><p class="aaa3">Diffusione del culto</p><p>Il mito di Diomede è molto radicato nell’arco adriatico e legato alle vicende del suo passaggio: Campi Diomedei era il nome antico dell’odierno Tavoliere delle Puglie; numerose città vantavano una fondazione, risalente all’eroe, come Spina, Arpi, Canosa, Venosa e Brindisi.</p><p>Il culto diomedeo si diffuse a Taranto, a Metaponto, a Sibari, presso gli Umbri e i Piceni, ad Ancona (sito di fondazione greca), a Spina si sacrificava in suo onore un cavallo bianco (famosi erano i cavalli di Argo), alla foce del fiume Timavo in Friuli.</p><p>Il tempio di Atena Iliaca a Lucera annoverava tra le offerte votive, le armi di Diomede.</p><p class="aaa3">Iconologia ed iconografia</p><p>A Ravenna è stata rinvenuta una statua acefala in nudità eroica, con una bandoliera a tracolla per tenere il fodero della spada; l’opera, di epoca romana, è riconducibile alla tipologia statuaria del “Diomede tipo Cuma-Monaco”.(4)</p><p>Il soggetto del ratto del Palladio è presente in una statua di Kresilas, di cui rimane una copia da Cuma. La stessa tematica compare su vasi attici e apuli e in un affresco di Pompei.</p><p>Altro soggetto è la lotta contro il troiano Dolone, proposta sulla Coppa di Eufronio e nella miniatura n. 34 dell’Iliade Ambrosiana.</p><p>Il furto dei cavalli di Reso(5) invece compare su un’anfora da Ruvo di Puglia e sulla miniatura n. 35 dell’Iliade Ambrosiana.</p><p class="aaa4">Note</p><p>1 – <em>Sette contro Tebe</em>, all’interno della Saga tebaica o Tebaide.</p><p>2 – Omero, <em>Iliade</em> V, 127.</p><p>3 – Strabone, <em>Geografia</em> VI, 283-4.</p><p>4 – S. Maggi, “<em>Iconografia di Diomede tra tarda repubblica e principato di Augusto in area adriatica e a Roma</em>”.</p><p>5 – Omero, <em>Iliade</em> X.</p><p class="aaa4">Riferimenti bibliografici</p><p>A. Ferrari, <em>Dizionario di mitologia classica</em>.</p><p>M. Gislon, R. Palazzi, <em>Dizionario di mitologia e dell’antichità classica</em>.</p><p>R. Graves, <em>I miti greci</em>.</p><p>Omero, <em>Iliade</em>.</p><p>S. Maggi, <em>Iconografia di Diomede tra tarda repubblica e principato di Augusto in area adriatica e a Roma</em>, in “<em>Mito, rito e potere in Cisalpina</em>” (a cura di C. Saletti) pp. 107-112.</p><p>Strabone, <em>Geografia</em> VI.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003529_diomede.html" data-text="Diomede" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003529_diomede.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003529_diomede.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dioniso</title><link>http://www.archeoguida.it/002927_dioniso.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002927_dioniso.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Jul 2010 21:49:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Todisco</dc:creator> <category><![CDATA[Divinita - D]]></category> <category><![CDATA[Bacchus]]></category> <category><![CDATA[Bacco]]></category> <category><![CDATA[Dioniso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=2927</guid> <description><![CDATA[Dioniso (Bacco / Bacchus) La vita e il mito Dioniso nacque dall’unione di Zeus e di Semele, figlia di Cadmo e Armonia. Sua madre chiese a Zeus di mostrarglisi in tutta la sua potenza ma, avvenuto ciò, le folgori del dio la carbonizzarono. Prima che morisse il piccolo, non ancora nato, Zeus lo salvò e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h2>Dioniso (Bacco / Bacchus)</h2><p><a rel="attachment wp-att-2928" href="http://www.archeoguida.it/002927_dioniso.html/dioniso04"><img class="alignnone size-full wp-image-2928" title="dioniso04" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/dioniso04.jpg" alt="Dioniso" width="600" height="460" /></a></p><p class="aaa3">La vita e il mito</p><p>Dioniso nacque dall’unione di <strong>Zeus</strong> e di <strong>Semele</strong>, figlia di <strong>Cadmo</strong> e <strong>Armonia</strong>. Sua madre chiese a Zeus di mostrarglisi in tutta la sua potenza ma, avvenuto ciò, le folgori del dio la carbonizzarono. Prima che morisse il piccolo, non ancora nato, Zeus lo salvò e lo cucì nella sua coscia e, scaduto il termine biologico per la nascita, Dioniso venne alla luce, nato da due madri fu perciò detto “<em>dimètor</em>” (dalle due madri).</p><p>Molte altre narrazioni parlano di diverse madri di Dioniso e di vari amori avuti dal padre Zeus piuttosto che di altri tipi di nascite del dio (1). Crebbe a <strong>Orcomeno</strong>, sotto il re <strong>Atamante</strong> e sua moglie <strong>Ino</strong>, tenuto nascosto sotto vesti femminili per sfuggire alla vendetta di <strong>Hera</strong>, moglie di Zeus. Divenuto adulto scoprì l’utilizzo della vite ma Hera lo rese folle e fu costretto a girovagare in <strong>Egitto</strong> e in <strong>Siria</strong> fino a raggiungere la Frigia dove la dea Cibele lo fece rinsavire e lo iniziò ai suoi culti. Viaggiò per tutta la Grecia sempre accompagnato da sileni, satiri e menadi, sul suo carro trainato da tigri o pantere. Giunse fino in India (2) per iniziare l’uomo alla viticoltura. Poi fece ritorno in <strong>Beozia</strong>.</p><p>Diretto a <strong>Nasso</strong> si imbattè in una nave di feroci pirati tirreniche trasformò in delfini (3) e, giunto sull’isola incontrò <strong>Arianna</strong> che vi era stata lasciata proditoriamente da <strong>Teseo</strong>, re di Atene, e decise di sposare la giovane cretese. Discese <strong>nell’Ade</strong> per riscattare sua madre donando il mirto a Persefone. Nei suoi tanti viaggi si imbattè in personaggi che non lo trattarono col rispetto dovuto a un dio, come <strong>Licurgo</strong>, re di <strong>Tracia</strong>, il quale catturò le sue sacerdotesse. Dioniso lo fece impazzire tanto che, convinto di potare una vite, uccide con un’ascia il proprio figlio <strong>Driande</strong>. La Tracia divenne sterile e poiché si seppe che la sua collera si sarebbe placata solo con la morte del re, Licurgo venne legato, dai suoi sudditi, a quattro cavalli per essere squartato (4).</p><p>La follia colse anche Penteo, re di Tebe, che vietò l’introduzione del suo culto in città, e fu sbranato da sua madre <strong>Agave</strong> in preda al furore bacchico insieme alle baccanti. Anche le figlie di <strong>Minia</strong>, re di Orcomeno, ignorarono i suoi rituali sacri e persero il senno dilaniando <strong>Ippaso</strong>, figlio di una di loro, <strong>Leucippe</strong>. L’appellativo <em>Bàcchos</em> (colui che strepita) deriva dalla confusione dei suoi adepti durante i riti a lui dedicati.</p><p><a rel="attachment wp-att-2931" href="http://www.archeoguida.it/002927_dioniso.html/dioniso03"><img class="alignnone size-full wp-image-2931" title="dioniso03" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/dioniso03.jpg" alt="Dioniso" width="392" height="500" /></a></p><p class="aaa3">Culto</p><p>Ritenuto di origine tracia o anatolica, il culto di Dioniso è molto presente nella cultura greca antica. A Dioniso erano dedicate le <em>Dionysia</em>, aventi luogo in <strong>Attica</strong> tra dicembre e gennaio e dette piccole Dionisiache o rustiche; erano celebri per la falloforia o processione del fallo (5). In Atene, nel periodo tra marzo e aprile, le grandi <strong>Dionisiache</strong> o cittadine erano incentrate su rappresentazioni teatrali. Le Lenee erano festeggiate tra gennaio e febbraio mentre le <strong>Antesterie</strong> a marzo. Sempre correlato al culto del dio era la rappresentazione di commedia e tragedia in teatro.</p><p>In <strong>Grecia</strong> Dioniso era associato alla vegetazione, al vino e a tutti i suoi utilizzi, misticamente connessi alla ricerca del giusto mezzo tra ebbrezza e sobrietà, tra superamento dei propri limiti e mantenimento del proprio controllo. A lui spesso era associato il dio Zagreo. Nella tradizione misterica orfica <em>Zagreus</em> era uno dei tanti appellativi di Dioniso. Tratto comune tra i due dei è la presenza di Zeus come padre (più raramente di Semele) e la connessione coi misteri e col mondo dell’Ade in un’ottica di rinascita salvifica.</p><p>Plutarco narra che a Orcomeno ogni anno era commemorata la morte di Ippaso durante le feste dette Agrionie: delle donne fingono di cercare Dioniso, e sedendosi in cerchio attendevano finchè il sacerdote del dio usciva dal tempio con la spada in pugno fino a uccidere la prima che incontrasse (6).</p><p>A <strong>Roma</strong>, dove era chiamato indistintamente sia <em>Bacchus</em> sia <em>Liber Pater</em> era associato solamente al vino e alla viticoltura. Qui le sue feste, le <strong>Liberalia</strong>, erano in relazione al culto di Cerere. Sempre a Roma, accanto al culto pubblico del dio, penetrarono anche riti orgiastici a carattere privato, e spesso sfrenato, detti <strong>Bacchanalia</strong>, celebrati di notte. Tali rituali erano visti dal Senato come destabilizzanti e anticonformisti tanto che nel 186 a.C. emanò il <em>Senatus consultum de Bacchanalibus</em> proprio per abolirli. Il culto segreto visse però fino all’età imperiale.</p><p>Dal pensiero di Nietzsche in poi, i caratteri della spiritualità dionisiaca sono sempre stati visti in contrapposizione con quelli del culto apollineo. In realtà sia <strong>Apollo</strong> sia <strong>Dioniso</strong> hanno prerogative soteriche e filantropiche alternate a eventi di esemplare punizione dei peccati di <em>hybris</em> umana.</p><p><a rel="attachment wp-att-2929" href="http://www.archeoguida.it/002927_dioniso.html/dioniso01"><img class="alignnone size-full wp-image-2929" title="dioniso01" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/dioniso01.jpg" alt="Dioniso" width="437" height="500" /></a></p><p class="aaa3">Iconografia</p><p>I suoi attributi più frequenti sono la ghirlanda di pampini ed edera, il tirso (bastone con pigna) e il mirto. Sempre in sua compagnia era il corteo di satiri, menadi e sileni ubriachi e danzanti. Gli animali a lui sacri erano la pantera, che il dio spesso tiene in mano per la coda o vi si siede sopra, e il caprone.</p><p>Un altro animale molto presente nelle rappresentazioni dionisiache è il delfino, in riferimento ai pirati tirreni trasformati in delfini e al ruolo che questo animale, amico dell’uomo e dall’intelligenza a metà tra la bestia e l’essere umano, ha nell’accompagnare le anime dei defunti verso le Isole dei Beati attraverso la difficile navigazione. Molti sarcofagi infatti presentano motivi e scene di carattere dionisiaco.</p><p>La polimorfia di Dioniso che si trasforma in varie belve (toro, leone, orso, serpente, pantera) indica una sfera di mutazione dall’umano al ferino, connessa strettamente alla perdita del controllo dell’inesperto bevitore che può rapidamente passare dallo stato di temperanza a quello di eccesso a causa del vino.</p><p>L’immagine del dio ha due aspetti molto differenti a seconda dell’epoca: il Dioniso “arcaico” ha una chioma, lunga barba ed è un adulto mentre quello rappresentato da Fidia nel frontone del Partenone è un giovane imberbe, con caratteri efebici e quasi femminili, e da questa epoca in poi Dioniso sarà spesso rappresentato così. Infatti alcuni studiosi ritengono più probabile, come datazione per l’<em>Inno a Dioniso</em>, la prima metà del IV secolo a.C., dato l’aspetto del dio descritto come un giovane dai tratti femminei.</p><p><a rel="attachment wp-att-2930" href="http://www.archeoguida.it/002927_dioniso.html/dioniso02"><img class="alignnone size-full wp-image-2930" title="dioniso02" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/07/dioniso02.jpg" alt="Dioniso" width="340" height="340" /></a></p><p class="aaa4">Riferimenti bibliografici</p><p>AA.VV., <em>Dizionario di antichità classica.</em></p><p>Ateneo di Naucratis, <em>Deipnosofisti</em>, XIV.</p><p>Arriano, <em>Indiche</em>, V.</p><p>Diodoro Siculo, <em>Biblioteca storica</em>, II.</p><p>M. Gyslon, R. Palazzi, <em>Dizionario di mitologia e dell’antichità classica.</em></p><p>R. Graves, <em>I miti greci</em>.</p><p>Nonno di Panopolis, <em>Dionisiache, </em>VI.</p><p>Omero, <em>Iliade</em>, VI.</p><p>Ovidio, <em>Metamorfosi</em>, III, VI.</p><p>Papinio Stazio, <em>Tebaide</em>, I.</p><p>Pausania, <em>Periegesi della Grecia</em>, X.</p><p>Pindaro, <em>Pitica</em>, III.</p><p>Plutarco, <em>Simposio</em>, VII.</p><p>Plutarco, L’a<em>vidità di ricchezza</em>, VIII.</p><p>Pseudo-Apollodoro, <em>Biblioteca</em>, III.</p><p>Pseudo-Omero, <em>Inno VII (a Dioniso).</em></p><p>Strabone, <em>Geografia</em>, XI.</p><p class="aaa4">Note</p><p>(1) Ovidio, <em>Metamorfosi</em>, VI, 114; Nonno di Panopolis, <em>Dionisiache, </em>VI, 269; Papinio Stazio, <em>Tebaide</em>, I, 12; Pindaro, <em>Pitica</em>, III, 177; Plutarco, Simposio, VII, 5; Pseudo-Apollodoro, <em>Biblioteca</em>, III.</p><p>(2) Arriano, <em>Indiche</em>, V; Diodoro Siculo, <em>Biblioteca </em>storica, II, 38; Pausania, <em>Periegesi della </em>Grecia, X, 29; Strabone, <em>Geografia</em>, XI, 5, 5.</p><p>(3) Ovidio, <em>Metamorfosi</em>, III 377-699; Pseudo-Omero, <em>Inno VII (a Dioniso)</em>, 6-53.</p><p>(4) Omero, <em>Iliade</em>, VI, 130-140.</p><p>(5) Plutarco, L’a<em>vidità di ricchezza</em>, VIII, 527; Semos di Delos in Ateneo di Naucratis, <em>Deipnosofisti</em>, XIV, 622.</p><p>(6) Plutarco, <em>Questioni greche</em>, 38.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002927_dioniso.html" data-text="Dioniso" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002927_dioniso.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002927_dioniso.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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