<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Campania &#8211; Pompei</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/luoghi/italia/campania-pompei/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 11:01:47 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Pompei. Elezioni e &#8220;manifesti&#8221; elettorali</title><link>http://www.archeoguida.it/006292_pompei-elezioni-e-manifesti-elettorali.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/006292_pompei-elezioni-e-manifesti-elettorali.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 24 Oct 2011 12:58:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Paola Serata</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Guide]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=6292</guid> <description><![CDATA[I &#8220;manifesti&#8221; elettorali di Pompei È molto suggestivo definire Pompei la “più viva tra le città morte” ed effettivamente lo è per la ricca documentazione architettonica ed epigrafica che ci fornisce. Soprattutto le epigrafi “parietali”, cioè graffiti, incisioni e pitture, che si sono eccezionalmente conservati, sono una peculiarità della città, che, distrutta dall’eruzione del Vesuvio, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-large wp-image-6294" title="Pompei, scritte elettorali" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-elettoral-600x402.jpg" alt="Pompei. Elezioni e &quot;manifesti&quot; elettorali" width="600" height="402" /></strong></p><h2>I &#8220;manifesti&#8221; elettorali di Pompei</h2><p>È molto suggestivo definire <strong>Pompei</strong> la “più viva tra le città morte” ed effettivamente lo è per la ricca documentazione architettonica ed epigrafica che ci fornisce. Soprattutto le <strong>epigrafi</strong> “<strong>parietali</strong>”, cioè <strong>graffiti</strong>, <strong>incisioni</strong> e <strong>pitture</strong>, che si sono eccezionalmente conservati, sono una peculiarità della città, che, distrutta dall’eruzione del Vesuvio, è divenuta il simbolo dell’antichità.</p><p>Recuperate in gran numero durante gli scavi, sono databili tra dall’ultima fase sannitica di Pompei, sulla fine del II a.C., fino alla sua distruzione nel 79 d.C.; si può quasi affermare che queste iscrizioni siano la voce di questo sfortunato centro che ancora oggi continua a parlarci di sé.</p><p>Si tratta per lo più di atti amministrativi, avvisi di locazione, programmi di feste e cerimonie pubbliche, avvisi di spettacoli, massime morali, messaggi d’amore, scempiaggini, banalità varie, battute.</p><p>Ma uno dei <strong>generi più diffusi</strong> è sicuramente quello dei cosìdetti <strong>&#8220;manifesti&#8221; elettorali</strong>, che in nessun altro posto sono così ben conservati, giungendo fino a noi.</p><p>Anche se molti sono sbiaditi e appena leggibili, sono ancora lì a tappezzare i muri degli edifici pubblici e privati, delle botteghe e dei ritrovi più frequenti, addirittura alcune si trovano anche sulle pareti dei monumenti sepolcrali che si affacciavano sulle arterie stradali che conducevano in città.</p><p>I magistrati, rinnovati ogni anno, venivano in questo modo giudicati, positivamente o negativamente dai cittadini; qualcuno sarà stato anche infastidito dalla cosa tant’è vero che qualcuno, sempre sui muri, scrisse “Mi meraviglio, o parete, che tu non sia ancora crollata sotto il peso delle scempiaggini di tanti scribacchini” (<em>admiror paries te non cecidisse ruinis qui tot scriptorum taedias sustineas</em>).</p><p>L’interesse cresce ancora di più se si considera il fatto che l’offerta di materiale offerto da Pompei, riguardo le magistrature, fondamentalmente è la stessa delle altre città romane e nella stessa Roma, dove ovviamente le implicazioni politiche erano diverse.</p><p>Se ci si ferma a rilevare le analogie e le coincidenze con quanto avviene ai nostri giorni le epigrafi elettorali mostrano un’attraente ed affascinante somiglianza con l’attualità.</p><h3>Candidati, propaganda ed elezioni</h3><p>l’elezione annuale dei <em>duoviri</em> e degli <em>aediles</em> era uno dei momenti più importanti della vita politica cittadina, come in tutte le altre città del mondo romano. Il momento culmine era quello dell’elezione, ma la parte interessante è quella legata allo svolgimento della campagna elettorale. Questa era aperta a tutti i cittadini che volessero, liberamente, far sentire la propria voce a vantaggio o svantaggio di ciascuno dei candidati; potevano agire singolarmente, in gruppi di quartiere o della propria associazione di mestiere.</p><p>La campagna elettorale iniziava subito dopo la <em>professiones petentium</em>, cioè l’accettazione delle candidature: chi erano in sostanza coloro che si candidavano?</p><p>Generalmente erano i membri delle famiglie più ricche, che, per tradizione o motivi contingenti, si spartivano le cariche tra di loro, magari accordandosi nell’alternanza delle candidature. Ovviamente nei 160 anni di vita di Pompei ed in base agli avvenimenti storici troviamo diverse figure protagoniste della scena.</p><p>Dapprima i <em>coloni</em> sillani, ex-ufficiali ed amici di Silla, insieme ad i loro figli e nipoti sostituirono gli esponenti della vecchia aristocrazia sannitica locale; così entravano nella scena politica di Pompei i “rampolli” di nuove famiglie, alla fine della repubblica, forti delle loro ricchezze e del loro prestigio.</p><p>Ci fu poi il riemergere di famiglie sannitiche che riuscirono a mantenere un certo peso politico grazie alle fusioni dovute ad adozioni o matrimoni.</p><p>Infine, nell’ultima fase di vita della città, dopo sconvolgimenti sociali e la fuga di illustri cittadini in seguito al terremoto del 62 d.C., si affermarono gli <em>homini novi</em>, anche di condizione libertina, come ex-schiavi o figli di schiavi affrancati.</p><p>Nei testi elettorali ciascuno viene presentato come campione d’onestà, saggezza e capacità, oltre ad essere esaltato come <em>vir bonus et egregius</em> (galantuomo), <em>verecundissimus</em> (assai modesto), <em>dignissimus</em> (molto virtuoso), <em>benemerens</em> (meritevole d’ogni bene), <em>frugis</em> (parco), <em>integrus</em> (integerrimo), <em>innocens</em> (incapace di far del male).</p><p>Spesso anche la menzione del padre era utile, non solo per la specificazione onomastica, ma anche perché poteva essere una garanzia se il nome paterno poteva rievocare qualcosa di buono ai concittadini; per non parlare poi dell’importanza che aveva la menzione di altri personaggi, magari pubblici, il cui appoggio era sicuramente una buona base d’appoggio.</p><p>Attribuire ai candidati tutte queste buone qualità era di certo la cosa più ovvia da fare tanto più che puntare sulle doti morali era il mezzo migliore per suscitare l’ammirazione della popolazione. È da dire che enfatizzare le qualità, vere o presunte, riguardava in modo particolare l’edilità, perché i candidati erano all’inizio della loro carriera politica e per la giovane età ancora non avevano dato prova di sé, per così dire, sul campo.</p><p>Gli aspiranti, nel momento della candidatura, dovevano presentare una <em>professio nominis</em>, cioè una dichiarazione ufficiale, da consegnare entro un giorno fissato qualche giorno prima delle votazioni.</p><p>Le richieste venivano analizzate da un consiglio che aveva la facoltà di accettare o meno i candidati; nel caso in cui il numero degli approvati fosse inferiore a quelli richiesti, la legge richiedeva che il magistrato <em>qui comitia habere debebit</em> (che è preposto all’assemblea elettorale) si occupasse di nominare le persone che gli sembrassero più adatte.</p><p>Questi potevano rifiutare la nomina, ma a loro volta dovevano scegliere altri candidati. Una volta scelti i candidati, avveniva la <em>proscriptio</em>, cioè la pubblicazione della lista che veniva pos<em>ta </em>nel foro,in modo tale che tutti i cittadini potessero facilmente leggerla (<em>ut de plano recte legi possint</em>).</p><p>Da questo momento aveva inizio la campagna elettorale che si prolungava fino al giorno che precedeva le votazioni.</p><p>Essa veniva condotta in prima persona dal candidato, supportato dai suoi sostenitori e <em>suffragatores</em> (procacciatori di voti); eventualmente alleandosi anche con i candidati ad altre cariche, creando vere e proprie coalizioni in cui si riunivano di solito quattro personaggi (solitamente due del duovirato e due dell’edilità) che, così uniti, si presentavano agli elettori suscitando maggior fiducia e richiamandone il voto.</p><p>Durante la campagna la sollecitazione degli elettori era il più possibile diretta ed orale: in origine era lo stesso candidato a dover relazionarsi direttamente con i singoli cittadini per chiedere di votarlo, sottrarsi a quest’obbligo era recepito come sintomo di arroganza e suonava come offesa verso gli elettori.</p><p>La richiesta del voto era tenuta così in gran conto che, nel caso di un exequo, si arrivava a preferire quello che nella campagna elettorale si era mostrato più insistente ed attivo, perciò più umile, nel richiedere voti a suo favore.</p><p>Il rituale della richiesta prevedeva di frequentare quotidianamente il foro, dove il candidato doveva recarsi con clienti, amici e sostenitori, all’incirca sempre alla stessa ora per evitare l’incontro con i rivali e per scegliere il posto migliore da cui parlare con gli elettori.</p><p>Nel foro la cosa migliore è andare incontro ad ogni elettore chiamandolo per nome e prendendogli la mano supplicando di votarlo, ricordandogli favori passati e queli che avrebbe potuto ricevere in futuro.</p><p>Con il tempo questo tipo di propaganda fu sostituita da quella condotta, per conto dei candidati, da sostenitori singoli o in gruppi organizzati; con il tempo anche questa forma di propaganda orale sarà soppiantata dai “manifesti“ scritti.</p><p>Per una serie di motivazioni le iniziative nell’ambito della campagna elettorale erano prese dal quartiere, perché esso, nel sistema amministrativo, costituiva una “circoscrizione” ed il giorno delle elezioni costituiva in automatico una sezione di voto; perciò non sconvolge che svolga, nella fase della propaganda, i compiti di un vero e proprio comitato elettorale.</p><p>Parallelamente c’era la propaganda condotta da ogni genere d collettività organizzate: corporazioni di artigiani, società sportive o di mestiere, confraternite religiose, fino ai gruppi più strani o particolari, pensiamo per esempio ai manifesti degli <em>aurifices</em> (orefici), dei <em>gallnarii</em> (pollivendoli), dei <em>lupinarii</em> (venditori di lupini) e dei <em>clibinarii</em> (venditori di pizzette).</p><p>Si trovano anche interventi di persone appartenenti a gruppi legati al<br /> culto di Iside (<em>Popidius Natalis cum Isiacis</em>), degli spettatori degli spettacoli nell’anfiteatro, di clienti di famiglie importanti e persino di giocatori di scacchi (<em>Montanus rogat cum latruncularis</em>).</p><p>In questo agitarsi di sostenitori di certo non mancavano le donne; sebbene escluse dal diritto al voto, non rinunciavano a manifestare i loro pareri o preferenze, specialmente se la loro occupazione le portava ad avere stretto contatto con il pubblico.</p><p>Quali fossero poi le ragioni del successo dei candidati eletti ovviamente non è possibile saperle; è lecito però pensare che, alla fine della repubblica, le lotte civili che sconvolsero Roma ebbero ripercussioni nella vita politica delle altre cittadine italiche, tanto più in un centro come Pompei che era stato dedotto da coloni.</p><p>Proprio a Pompei, soprattutto ai tempi di Silla, un’accesa lotta contrappose i sanniti, abitanti del luogo, e i coloni romani; in questo periodo i manifesti elettorali si rivolgevano espressamente ai coloni.</p><p>Con l’avvento dell’impero, una volta finite le lotte intestine, le competizioni elettorali erano circoscritte alle rivalità locali tra cittadini, contando, nella scelta dei candidati, benemerenze, meriti, ma calcolando anche manovre intese ai limiti della legalità.</p><p>Quello che più di tutto contava alla fine era comunque la popolarità, che si conquistava certo in molti modi ma, in modo particolare, con la generosità, la disponibilità verso i cittadini e i loro problemi.</p><p>La legge tentava di frenare la corruzione, che era comunque diffusa, e i tentativi di persuasione dei cittadini, soprattutto di quelli meno abbienti, vietando ogni iniziativa pubblica di munificenza e beneficenza.</p><p>Era inoltre proibito fare regali ed elargizioni a chiunque, organizzare feste e giochi, o invitare a pubblici banchetti.</p><p>In sostanza in campagna elettorale era vietato fare qualsiasi attività per impressionare gli eventuali elettori, i giochi dovevano già esser stati fatti in questo senso, ci si poteva affidare solo ai manifesti elettorali.</p><h3>I magistari del muncipio</h3><p>I magistrati che avevano il compito a Pompei, come in tutti i centri municipali italici, di governare la città erano quattro : due <em>duoviri</em> e due <em>aediles</em>. Erano in carica per un anno ed erano eletti direttamente dal <em>populus</em>, convocato in assemblea (<em>comitum</em>). Erano riuniti in due collegi, nei quali i due colleghi avevano pari poteri, anche se tendenzialmente si alternavano i compiti, pur riconoscendo un maggior peso all’opinione del più anziano dei due.</p><p>Ciascuno, nel suo collegio, aveva diritto di <em>intercessio</em> (veto) contro le deliberazioni del collega, entro certi limiti però (ad esempio non si poteva opporre più volte per lo stesso motivo) e solo dopo aver fatto un’<em>appellatio</em> (appello formale).</p><p>Secondo la <em>Lex Iulia municipalis</em> del 45 a.C., i magistrati dovevano assumere l’incarico alle calende di gennaio (1 gennaio), ma la data di fatto fu spostata alle calende di luglio, esattamente sei mesi dopo.</p><p>I requisiti per essere eletti erano: possesso di cittadinanza, essere nati liberi, avere la residenza nel municipio o comunque nel suo territorio, essere moralmente ineccepibili, possedere un ricco patrimonio ed una buona rendita. Per poter aspirare al duovirato bisognava essere già stati edili circa tre o cinque anni prima di presentarsi per ricoprire questa carica.</p><p>I <em><strong>duoviri</strong></em>, designati con l’appellativo <em>iure dicundo</em> (giurisdicenti), erano i magistrati supremi ed eponimi (davano il nome all’anno), motivo per cui ogni atto pubblico riportava i loro nomi per la datazione. Si occupavano degli interessi della città e dei suoi cittadini, le cui richieste, espresse in assemblea, venivano poi valutate.</p><p>Più in particolare il loro potere si estendeva a quello giudiziario ed esecutivo: amministravano la giustizia, limitatamente alle cause civili, attuavano decreti decurionali e dietro lo <em>iussu ordinis</em> (delibera del consiglio) stipulavano contratti ed appalti, assumendosi tutte le responsabilità.</p><p>Potevano stipulare alleanze ed accordi politici con altre città; presiedevano l’adeguato adempimento delle festività religiose.</p><p>Ogni cinque anni alle loro funzioni ordinarie si aggiungevano quelle censorie (<em>duoviri quinquennales</em>), che si basavano sul controllo dello stato giuridico dei cittadini e sulla consistenza dei loro beni materiali.</p><p>Di notevole importanza era la nomina di <strong>decurione</strong>, che naturalmente sarebbe diventato uno dei candidati all’edilità. Per essere nominati <em>quinquennales</em> i candidati dovevano essere <em>duoviralicii</em>, ossia aver già esercitato la carica di duoviro almeno una volta.</p><p>Questi magistrati erano affiancati da due segretari (<em>scribae</em>) che redigevano e custodivano gli atti ufficiali; avevano, singolarmente, un seguito di nove persone con vari compiti: due <em>lictores</em> (littori), che nelle manifestazioni pubbliche facevano da scorta portando i fasci senza la scure, come solo simbolo civile, due <em>aviatore</em> (fattorini), che recapitavano messaggi ed ordini, un <em>accensus</em>, che convocava le sedute dell’assemblea, un <em>librarius</em> (archivista) che teneva i registri patrimoniali, un <em>tibicen</em> (flautista) che accompagna i crtei nelle feste religiose, un <em>haruspex</em> (“indovino”) che interpreta le viscere degli animali ed i fulmini. Inoltre ogni duoviro possedeva quattro schiavi fornitigli dalla città (<em>servi publici</em>) gratuitamente.</p><p>Gli <em><strong>aediles</strong></em> definiti <em>aediles viis aedibus publicis procurandis</em> (edili addetti alle strade, agli edifici pubblici e sacri) erano magistrati di rango inferiore ai duoviri.</p><p>Le loro competenze, di tipo amministrativo, erano riservate alla cura e al controllo di tutte le strutture pubbliche legate al regolare funzionamento della vita cittadina; inoltre si occupavano anche di servizi di polizia urbana e dei servizi annonari, dell’organizzazione dei ludi e della concessione di permessi per la dedica di oggetti votivi (donari, altari, satue, etc.).</p><p>Anch’essi avevano un seguito sempre fornito dalla città, benché numericamente ridotto rispetto a quello dei duoviri: disponevano di uno <em>scriba</em>, di un <em>praecon</em> (araldo), di un <em>tibicen</em>, di un <em>haruspex</em>, a cui si aggiungono i quattro <em>servi publici</em>.</p><h3>I <em>programmata</em> : manifesti elettorali a Pompei</h3><p>I <em>programmata</em>, riconosciuti come una sorta di manifesti elettorali, sono classificabili nella categoria dei <em>tituli picti</em>, cioè iscrizioni parietali generalmente dipinte su muri con vernice rossa o nera in spazi scelti appositamente. Le iscrizioni rinvenute si riferiscono ad una serie di campagne elettorali, potendo datare i più vecchi al periodo augusteo, mentre i più recenti sono di un secolo più tardi: ciò fa pensare che essi non venissero sistematicamente cancellati alla fine di ogni campagna elettorale.</p><p>Ovviamente, però, la maggior parte dei manifesti appartiene alla fine del periodo della città, più propriamente al periodo compreso tra il principato di Nerone e quello di Tito (62-79 d.C.).</p><p>In linea di massima i manifesti consistono in un brevissimo testo, con un formulario molto semplice che si basa sul nominare il candidato, la carica a cui ambisce e la richiesta di voto, che viene espressa con la formula OVF, cioè <em>oro vos faciatis</em> ( “vi prego di eleggere”). Quasi sempre abbreviate sono anche le parole riferite alla carica a cui si ambisce; è il caso di <em>IIvir </em>o <em>IIvir i d</em>, che sta per <em>duoviro iure dicundo</em>, <em>aed</em> che indica <em>aedilem</em>, <em>quinq</em> che sta per <em>quinquennalem</em>.</p><p>Non di rado dopo la carica si trova la sigla DRP, che significa <em>dignum rei publicae</em>, ossia “degno della pubblica amministrazione”.</p><p>Accanto ai manifesti più comuni ne esistono alcuni con aggiunte rispetto al formulario, per così dire, di “base”: si tratta soprattutto di espressioni relative ai meriti e alle capacità del candidato, alle promesse o agli impegni assunti, queste dichiarazioni avevano il duplice scopo di mostrare ai candidati l’impegno di chi li sosteneva e di fornire agli incerti le qualità di chi potevano votare.</p><p>Quanto alla dislocazione dei manifesti, mentre è possibile che non ci fossero luoghi appositi su cui scrivere, è certo che non cene fosse alcuno vietato.</p><p>È ovvio però che si preferissero le strade più importanti e che si addensassero nelle posizioni più strategiche della città: ne troviamo sui muri delle case dei cittadini più ricchi ed influenti, centri dove si radunavano i gruppi più importanti, ma non mancano iscrizioni anche nel suburbio, pensiamo alle ville signorili, alle fattorie agricole e sulle basi delle statue di divinità poste ai crocicchi delle strade.</p><p>Anche se chiunque  avrebbe potuto scrivere un manifesto, esistevano degli <em>scriptores</em>, professionisti dei manifesti, che nel resto dell’anno si occupavano di ogni genere di avvisi; questi ovviamente non erano molti, infatti in tempo di elezioni esistevano degli <em>scriptores ausiliarii</em>, che coadiuvavano quelli già esistenti.</p><p>Il loro lavoro si svolgeva di notte, quando la città era naturalmente più tranquilla e nessuno avrebbe potuto recare alcun fastidio o disturbo; essi agivano in squadre, che erano composte da uno <em>scriptor</em>, un <em>dealbator</em> (imbianchino), uno <em>scalarius</em>, che portava le scale ed un <em>lanternarius</em>, che doveva far luce.</p><h3>Le votazioni a Pompei</h3><p>Lo <em>ius suffragii</em> (diritto di voto) era prerogativa di tutti i cittadini maschi liberi, senza distinzione di censo e ceto. Il corpo degli elettori era suddiviso in gruppi, che si creavano al momento del voto e subito dopo cessavano; queste, previste per legge, erano un organismo municipale che all’incirca dovevano corrispondere ad un <em>vicus</em> (quartiere).</p><p>Per quanto concerne i forestieri, se essi risedevano stabilmente in città, sembra che venissero assegnati ad un gruppo elettorale tramite un’estrazione. Per quel che riguarda la votazione, nel giorno stabilito, si convocavano i comizi elettorali nel foro, dove si trovava un luogo destinato a questa operazione detto <em>comitum, </em>già suddiviso in settori secondo le sezioni elettorali, in modo da facilitare il compito dell’elettore.</p><p>Il <em>suffragium</em> (voto) veniva espresso per iscritto tramite una tabella cerata su cui si incideva il nome del candidato che si voleva eleggere. La scheda veniva posta in un’<em>arca</em> (urna) o una <em>cista</em> (canestro) della sua sezione, sorvegliata da tre membri di un’altra sezione.</p><p>Prima del voto, però, si effettuava un controllo dei votanti, che se era considerato idoneo, riceveva una <em>tesserula</em> (gettone) che al momento del voto consegnava ad un incaricato, ricevendo la tavoletta per scrivere il nome del candidato. Tramite i gettoni si poteva avere una percentuale dei cittadini che si erano effettivamente recati alle urne, dopo di che si iniziavano gli scrutini dei voti per sezioni.</p><p>Una volta ottenuta la conta di tutti i voti avveniva la pubblica <em>proclamatio</em> (elezione).</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/006292_pompei-elezioni-e-manifesti-elettorali.html" data-text="Pompei. 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L&#8217;atrio sorge su una via secondaria e in parte nascosta, la casa doveva appartenere a L.Albucius Celsus, edile e membro di una benestante famiglia preromana. 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L&#8217;edificio venne probabilmente costruito intorno al II secolo a.C.: ne sono una prova l&#8217;impluvio a forma rettangolare e quattro grandi colonne in tufo con capitelli in stile corinzio. La casa colpisce per le sue grandi dimensioni: appena superato l&#8217;atrio si arrivava dopo una piccola salita all&#8217;ostium da cui è stato però tolto un bellissimo mosaico con testa di <strong>Gorgone</strong> ora visibile nel Museo di Napoli. I grandi spazi venivano separati da veli di cui sono presenti ancora gli attacchi che permettono un&#8217;ottima illuminazione.</p><p><a rel="attachment wp-att-3309" href="http://www.archeoguida.it/003304_pompei-casa-delle-nozze-dargento.html/pompei-casa-delle-nozze-dargento-4"><img class="alignnone size-full wp-image-3309" title="Pompei, casa delle Nozze d'Argento" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/10/pompei-nozze-d-argento2.jpg" alt="Pompei, casa delle Nozze d'argento" width="600" height="400" /></a></p><p>Successivamente in accordo con il secondo stile le pareti vennero coperte da alcuni pannelli rettangolari. Il tablino è decorato con scene di amorini e animali. Nel portico i colori delle decorazioni sono più chiari. Da qui arriviamo alla cucina con un piccolo bagno comunicante; dalla cucina si giunge ad un altro giardino. La casa era provvista anche di un piccolo bagno termale con spogliatoio, tepidarium e caldarium. Il tutto è completato da una piscina esterna in uno dei giardini.</p><p><a rel="attachment wp-att-3307" href="http://www.archeoguida.it/003304_pompei-casa-delle-nozze-dargento.html/pompei-casa-delle-nozze-dargento-2"><img class="alignnone size-full wp-image-3307" title="Pompei, casa delle Nozze d'Argento" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/10/pompei-nozze-d-argento1.jpg" alt="Pompei, casa delle Nozze d'argento" width="600" height="625" /></a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003304_pompei-casa-delle-nozze-dargento.html" data-text="Pompei, casa delle Nozze d&#8217;argento" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003304_pompei-casa-delle-nozze-dargento.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003304_pompei-casa-delle-nozze-dargento.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, casa degli Epigrammi</title><link>http://www.archeoguida.it/003302_pompei-casa-degli-epigrammi.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003302_pompei-casa-degli-epigrammi.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:44:53 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3302</guid> <description><![CDATA[La casa prende il nome da alcune didascalie in lingua greca che sono state ritrovate sotto alcune raffigurazioni di scene idiliiaco-sacrali che sono state purtroppo molto danneggiate durante il bombardamento datato 1943. Troviamo Afrodite che assiste alla lotta tra Pan e Eros e scene di pescatori che omaggiano Pan e Omero. &#160;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La casa prende il nome da alcune didascalie in lingua greca che sono state ritrovate sotto alcune raffigurazioni di scene idiliiaco-sacrali che sono state purtroppo molto danneggiate durante il bombardamento datato 1943. Troviamo <strong>Afrodite</strong> che assiste alla lotta tra <strong>Pan</strong> e <strong>Eros</strong> e scene di pescatori che omaggiano <strong>Pan</strong> e <strong>Omero</strong>.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003302_pompei-casa-degli-epigrammi.html" data-text="Pompei, casa degli Epigrammi" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003302_pompei-casa-degli-epigrammi.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003302_pompei-casa-degli-epigrammi.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, casa del Toro</title><link>http://www.archeoguida.it/003300_pompei-casa-del-toro.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003300_pompei-casa-del-toro.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:44:07 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3300</guid> <description><![CDATA[La facciata dell&#8217;edificio è in tufo nero e ad attirare l&#8217;attenzione è uno dei capitelli raffigurante il busto di Baccante ed Ercole bambino mentre affronta i serpenti. L&#8217;atrio dell&#8217;abitazione ha impluvio toscano rivestito in marmo. Purtroppo delle decorazioni appartenenti probabilmente al secondo stile non resta alcuna traccia. Particolare è la costruzione del muro del peristilio [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La facciata dell&#8217;edificio è in tufo nero e ad attirare l&#8217;attenzione è uno dei capitelli raffigurante il busto di Baccante ed Ercole bambino mentre affronta i serpenti. L&#8217;atrio dell&#8217;abitazione ha impluvio toscano rivestito in marmo. Purtroppo delle decorazioni appartenenti probabilmente al secondo stile non resta alcuna traccia. Particolare è la costruzione del muro del peristilio in cui troviamo un ninfeo con tre nicchie realizzate in mattoni e con piccole cascate a gradini.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003300_pompei-casa-del-toro.html" data-text="Pompei, casa del Toro" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003300_pompei-casa-del-toro.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003300_pompei-casa-del-toro.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, casa dell&#8217;Orso</title><link>http://www.archeoguida.it/003293_pompei-casa-dellorso.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003293_pompei-casa-dellorso.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:41:07 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3293</guid> <description><![CDATA[Proprio nell&#8217;ingresso sul pavimento all&#8217;altezza di un saluto rivolto a chi entra troviamo la figura dell&#8217;orso ferito che da il nome alla casa. Le due zampe anteriori sono intente a estrarre un&#8217;asta che lui tenta di spezzare con i denti. Nella parte posteriore c&#8217;è un piccolo giardino reso più grande dalle pitture sulle pareti. Sulla [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3296" href="http://www.archeoguida.it/003293_pompei-casa-dellorso.html/pompei-casa-dellorso-o-degli-edoni"><img class="alignnone size-full wp-image-3296" title="Pompei, casa dell'Orso o degli Edoni" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/10/pompei-casa-orso2.jpg" alt="Pompei, casa dell'Orso" width="380" height="500" /></a></p><p>Proprio nell&#8217;ingresso sul pavimento all&#8217;altezza di un saluto rivolto a chi entra troviamo la figura dell&#8217;orso ferito che da il nome alla casa. Le due zampe anteriori sono intente a estrarre un&#8217;asta che lui tenta di spezzare con i denti. Nella parte posteriore c&#8217;è un piccolo giardino reso più grande dalle pitture sulle pareti.</p><p>Sulla parete di fondo c&#8217;è una fontana con mosaico decorata con amorini e maschere e con una Venere nella sua conchiglia e Nettuno con il suo tridente. Vicino all&#8217;ingresso della casa troviamo una caupona in cui ancora è visibile il listino dei prezzi scritto dalla serva di nome Hedone.</p><p><a rel="attachment wp-att-3297" href="http://www.archeoguida.it/003293_pompei-casa-dellorso.html/pompei-casa-dellorso-o-degli-edoni-2"><img class="alignnone size-full wp-image-3297" title="Pompei, casa dell'Orso o degli Edoni" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/10/pompei-casa-orso1.jpg" alt="Pompei, casa dell'Orso" width="600" height="400" /></a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003293_pompei-casa-dellorso.html" data-text="Pompei, casa dell&#8217;Orso" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003293_pompei-casa-dellorso.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003293_pompei-casa-dellorso.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, casa del Centenario</title><link>http://www.archeoguida.it/003286_pompei-casa-del-centenario.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003286_pompei-casa-del-centenario.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:37:21 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3286</guid> <description><![CDATA[La casa originaria venne probabilmente costruita nel periodo del tufo (ci troviamo quindi intorno al II secolo a.C.). La struttura è a doppio atrio con peristilio quadrato con due ordini di colonne situati nel braccio anteriore. Durante il I secolo d. C. la casa subì una profonda ristrutturazione che comprese anche le decorazioni. Le nuove [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3289" title="Pompei, casa del Centenario" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/10/pompei-casa-centenario3.jpg" alt="Pompei, casa del Centenario" width="600" height="400" /></p><p>La casa originaria venne probabilmente costruita nel periodo del tufo (ci troviamo quindi intorno al II secolo a.C.). La struttura è a doppio atrio con peristilio quadrato con due ordini di colonne situati nel braccio anteriore. Durante il I secolo d. C. la casa subì una profonda ristrutturazione che comprese anche le decorazioni. Le nuove decorazioni constano in mosaici bianchi e neri e pitture di terzo stile (ora purtroppo non sono più visibili).</p><p>Per quanto riguarda la datazione ci dobbiamo affidare ad un graffito che le farebbe risalire al 15 d. C. circa. Proprio in questi anni venne anche installato un grande bagno dotato anche di piscina. Durante la ristrutturazione di questi anni vennero rifatte le sale bianche e nere ai lati del tablino, una stanza con decorazioni erotiche ben nascoste e il ninfeo a forma di fontana. La zona servile inoltre venne dotata di un accesso indipendente situato nel vicolo occidentale.</p><p><img class="alignnone size-full wp-image-3290" title="Pompei, casa del Centenario" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/10/pompei-casa-centenario4.jpg" alt="Pompei, casa del Centenario" width="600" height="390" /></p><p><img class="alignnone size-full wp-image-3291" title="Pompei, casa del Centenario" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2010/10/pompei-casa-centenario5.jpg" alt="Pompei, casa del Centenario" width="411" height="500" /></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003286_pompei-casa-del-centenario.html" data-text="Pompei, casa del Centenario" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003286_pompei-casa-del-centenario.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003286_pompei-casa-del-centenario.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, casa della Regina Margherita</title><link>http://www.archeoguida.it/003283_pompei-casa-della-regina-margherita.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/003283_pompei-casa-della-regina-margherita.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:35:31 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=3283</guid> <description><![CDATA[Di questa abitazione colpisce la decorazione in quarto stile che è ancora visibile in due delle stanze posteriori all&#8217;atrio: una con Danae e Giove sotto una pioggia d&#8217;oro, l&#8217;altro con Narciso, ninfe e amorini. &#160;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Di questa abitazione colpisce la decorazione in quarto stile che è ancora visibile in due delle stanze posteriori all&#8217;atrio: una con <strong>Danae</strong> e <strong>Giove</strong> sotto una pioggia d&#8217;oro, l&#8217;altro con <strong>Narciso</strong>, ninfe e amorini.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/003283_pompei-casa-della-regina-margherita.html" data-text="Pompei, casa della Regina Margherita" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F003283_pompei-casa-della-regina-margherita.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/003283_pompei-casa-della-regina-margherita.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, Anfiteatro</title><link>http://www.archeoguida.it/002042_pompei-anfiteatro.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002042_pompei-anfiteatro.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Mar 2010 15:08:56 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[anfiteatro]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=2042</guid> <description><![CDATA[Una interessante testimonianza della costruzione dell&#8217;Anfiteatro si trova racchiusa in una iscrizione posta su alcune lastre di travertino murate: “Caius Quinctius Valgus figlio di Caius e Marcus Porcius figlio di Marcus, come duoviri quinquennali, a manifestazione d&#8217;onore per la colonia, fecero costruire a proprie spese l&#8217;edificio per gli spettacoli, e lo destinarono in uso perpetuo ai [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2043" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/002042_pompei-anfiteatro.html/anfiteatro-pompei"><img class="alignnone size-full wp-image-2043" title="anfiteatro-pompei" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/anfiteatro-pompei.jpg" alt="Pompei, anfiteatro" width="500" height="333" /></a></p><p>Una interessante testimonianza della costruzione dell&#8217;Anfiteatro si trova racchiusa in una iscrizione posta su alcune lastre di travertino murate:</p><blockquote><p>“<em><strong>Caius Quinctius Valgus</strong></em> figlio di <strong><em>Caius</em></strong> e <strong><em>Marcus Porcius</em></strong> figlio di <strong><em>Marcus</em></strong>, come duoviri quinquennali, a manifestazione d&#8217;onore per la colonia, fecero costruire a proprie spese l&#8217;edificio per gli spettacoli, e lo destinarono in uso perpetuo ai cittadini della colonia”.</p></blockquote><p>Probabilmente i due magistrati nominati nell&#8217;incisione sono gli stessi che finanziarono il <strong>Teatro Piccolo</strong>, in questa occasione però la loro carica era quella di duoviri quinquennali ovvero duoviri dell&#8217;anno in cui si effettuava il censimento ( di solito veniva promosso ogni 5 anni).</p><p>Secondo i calcoli degli archoleogi l&#8217;Anfiteatro sarebbe stato costruito poco dopo l&#8217;Odeion che sarebbe quindi l&#8217;edificio più antico adibito agli spettacoli dei gladiatori.</p><p>Il nome <strong>Anfiteatro</strong> è stato trovato per la prima volta il un testo di Vitruvio, siamo quindi alla fine dell&#8217;età repubblicana: all&#8217;inizio si pensava che volesse significare l&#8217;unione di due teatri, in tempi più recenti la sua etimologia è stata ricondotta a spazio per gli spettatori che si trova intorno all&#8217;arena centrale. A Pompei molto spesso l&#8217;edificio viene ricordato come <em>spectacula</em> in molte iscrizioni.</p><p>Per la sua costruzione venne scelta la zona meridionale e orientale della città per alcuni motivi: primo su tutti l&#8217;area era completamente vuota (tutti gli altri edifici sono di costruzione successiva) e inoltre per limitare le spese l&#8217;edificio venne addossato alle mura in modo da poter utilizzare il preesistente terrapieno almeno su un lato e limitare quello artificiale ai lati restanti. Tutte le arcate sono cieche tranne quelle che conducono all&#8217;arena, alla media e alla ima cavea. Probabilmente in quelle cieche trovavano spazio i venditori ambulanti come è testimoniato da alcune iscrizioni. Per raggiungere le zone superiori vennero costruite delle gradinate che furono fatte poggiare sulla cortina esterna della costruzione.</p><p>Purtroppo alcune parti dell&#8217;Anfiteatro vennero fortemente danneggiate con l&#8217;eruzione del 79 d.C..</p><p>Guardando la pianta della costruzione vediamo la presenza di una galleria che permetteva il sereno afflusso e deflusso degli spettatori.A questa galleria, chiamata anche crypta si può accedere tramite quattro corridoi di cui due portano direttamente sull&#8217;arena. Su tutti questi passaggi vennero fatti enormi lavori di ristrutturazione dopo il terremoto del 62 d.C.</p><p>Alcune iscrizioni testimoniano la vicinanza all&#8217;Anfiteatro della <em>gens Cuspia</em> che probabilmente finanziò i lavori di ristrutturazione dopo il terremoto a spese proprie (e questo spiegherebbe le iscrizioni di ringraziamento e le statue a loro dedicate all&#8217;ingresso). E&#8217; probabile che i magistrati e le cariche più importanti avessero un passaggio privilegiato per accedere ai palchi d&#8217;onore che erano divisi in muratura dal resto della platea. Da questi palchi uno sbocco portava anche sull&#8217;arena: forse era usato dai gladiatori per ricevere i premi.</p><p>Giungiamo ora nei pressi dell&#8217;arena: su entrambi i lati troviamo due spoliarii, qui con ogni probabilità venivano prestate le prime cure ai feriti o posti in prima istanza i corpi dei combattenti caduti. Si arriva quindi nell&#8217;arena vera e propria passando sotto l&#8217;arco che funge da portale. Dal centro dell&#8217;arena ci si rende conto che l&#8217;edificio ha una forma ellittica e non regolare (a causa dell&#8217;utilizzo di bastioni preesistenti). L&#8217;arena è stata scavata al di sotto del piano stradale per evitare l&#8217;eccessivo trasporto di materiali. Tutto intorno all&#8217;arena troviamo un parapetto di circa due metri decorato con affreschi (che purtroppo ora sono stati perduti): naturalmente i temi scelti non si allontanavano dall&#8217;argomento guerriero, il più famoso era la scena di preparazione all&#8217;inizio della lotta.</p><p>Andiamo ora a vedere come erano divisi gli spalti. La <em>cavea</em> era divisa in tre zone (<em>l&#8217;ima cavea</em>, quella più in basso, contava 6 settori ed era riservata alla personalità più importanti; la <em>media</em> e la <em>summa</em> <em>cavea</em> invece sono entrambe divise in 20 settori ciascuno diviso a sua volta a metà da una piccola scala). I sedili non erano tutti uguali, con la ristrutturazione vennero fatti in tufo ma alcuni rimasero in legno come all&#8217;origine. L&#8217;Anfiteatro prevedeva anche un velario che doveva proteggere gli spettatori dall&#8217;eccessivo calore: questo era probabilmente di lino preferito agli altri tessuti per la sua leggerezza.</p><p>Gli spettacoli gladiatori avevano un successo enorme nella società dell&#8217;epoca (non sarebbe un paragone totalmente azzardato quello con una partita di calcio nella società odierna). Succedeva anche di assistere a scontri all&#8217;interno tra tifoserie rivali o città in contrasto. Una di queste lotte tra nocerini e pompeiani ci è testimoniata anche da Tacito nel quattordicesimo libro degli annales. A testimonianza dell&#8217;importanza degli spettacoli gladiatori potremmo citare le numerosi iscrizioni rinvenute sulle abitazioni della città che pubblicizzavano gli eventi.</p><p>A Pompei esistevano <strong>scuole</strong> <strong>di</strong> <strong>gladiatori</strong> ma i migliori appartenevano alle scuole dell&#8217;Impero come quella di <strong>Capua</strong>.</p><p>Gli spettacoli erano spesso grandiosi: ce lo testimonia la seguente iscrizione trascritta:</p><blockquote><p>“Aulus Clodius Flaccus, della tribù Menenia, duoviro con potere giurisdizionaleper tre volte e quinquennale, tribuno militare di nomina popolare organizzo questi spettacoli per la popolazione di Pompei. Nel primo duomvirato, alle feste di Apollo, alla parata nel foro, tori, toreri e aiutanti, tre coppie di schermidori, pugilatori in gruppi o singoli, e rappresentazioni con buffoni d&#8217;ogni sorta e con ogni genere di pantomimi, tra cui Pilade e in più diecimila sesterzi in elargizione pubblica per l&#8217;onore del duomvirato. (…).</p></blockquote><p>L&#8217;iscrizione continua ma questo basta per rendere l&#8217;idea della fastosità degli spettacoli tanto amati dal popolo. I gladiatori venivano scelti tra gli schiavi e i delinquenti, la loro vita era faticosissima al limite della bestialità. Unica nota positiva era l&#8217;amore e l&#8217;appoggio della folla (anch&#8217;esso testimoniato da numerose iscrizioni). Erano personaggi famosissimi, spesso avevano grande successo con il pubblico femminile come i moderni attori del cinema o calciatori (anche se la loro realtà quotidiana era profondamente diversa). Tutti erano gravati dal peso della morte che li poteva portare via in qualunque momento.</p><h4>Foto dell&#8217;Anfiteatro</h4><p><a href="http://www.archart.it/archart/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Anfiteatro/index.html" target="_blank">vedi tutte le foto dell&#8217;Anfiteatro di Pompei</a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002042_pompei-anfiteatro.html" data-text="Pompei, Anfiteatro" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002042_pompei-anfiteatro.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002042_pompei-anfiteatro.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, Terme Stabiane</title><link>http://www.archeoguida.it/001985_pompei-terme-stabiane.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/001985_pompei-terme-stabiane.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:47:11 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category> <category><![CDATA[terme]]></category> <category><![CDATA[Terme Stabiane]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=1985</guid> <description><![CDATA[Quello delle terme è senza dubbio l&#8217;edificio più antico di Pompei. Le fasi di costruzione che si sono susseguite sono diverse: quella iniziale risale probabilmente al IV secolo a. C..e portò alla costruzione della palestra con base a trapezio. In nome odierno di Terme Stabiane è stato attribuito alla struttura dalla Via di Stabia che [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1988" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/001985_pompei-terme-stabiane.html/terme-stabiane01"><img class="alignnone size-full wp-image-1988" title="terme-stabiane01" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/terme-stabiane01.jpg" alt="Pompei, terme stabiane" width="600" height="400" /></a></p><p>Quello delle terme è senza dubbio l&#8217;edificio più antico di Pompei. Le fasi di costruzione che si sono susseguite sono diverse: quella iniziale risale probabilmente al IV secolo a. C..e portò alla costruzione della palestra con base a trapezio. In nome odierno di Terme Stabiane è stato attribuito alla struttura dalla <strong>Via di Stabia</strong> che corre adiacente la struttura sul lato est.</p><p>La struttura portante risale probabilmente al II secolo a. C., quando la città di Pompei vide un fortissimo rinnovamento che portò alla costruzione di molti altri edifici. Un&#8217;iscrizione ci testimonia che nell&#8217;80 a. C. le terme erano in piena funzione e verosimilmente con l&#8217;aspetto definitivo.</p><p>“I duoviri con potere giurisdizionale <strong><em>Caius Uulius</em></strong>, figlio di <em><strong>Caius</strong></em> e <em><strong>Publius Aninius</strong></em>, figlio di Caius, appaltarono per decreto dei decurioni la costruzione del sudatorio e del destrictario e la ricostruzione dei portici e della palestra; con quel danaro che, per legge, essi erano destinati a vincolare per i giochi o per un monumento, fecero costruire ed essi collaudarono”.</p><p>Si entra nella struttura dal lato meridionale tramite una porta che affaccia su Via dell&#8217;Abbondanza. Appena entrati, superato un piccolo vano, si giunge nel cortile circondato da tre lati di colonne che vennero purtroppo pesantemente stuccate dopo il terremoto del 62 d. C. Le colonne originarie dovevano essere molto più snelle ed eleganti rispetto a quelle che si possono osservare ora. Il grande cortile era destinato a palestra e sono annessi dei piccoli bagni sul lato nord. E&#8217; possibile che solo in un secondo momento si decise di annettere le terme alla struttura. Nel mezzo del lato occidentale troviamo la piscina separata dal resto del cortile da un basso muretto. Due vasche più piccole limitrofe venivano usate dagli atleti per lavarsi prima di entrare in piscina. Sulle pareti scene di giardino affrescate rendono l&#8217;ambiente molto gradevole. Il vano vicino è di uso discusso: probabilmente veniva usato come spogliatoio. Anche il muro divisorio venne pesantemente stuccato con i lavori del 62 a. C.</p><p><a rel="attachment wp-att-1989" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/001985_pompei-terme-stabiane.html/terme-stabiane02"><img class="alignnone size-full wp-image-1989" title="terme-stabiane02" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/terme-stabiane02.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a>il soffitto decorato con stucchi a rilievo</p><p>Le decorazioni sono in quarto stile: ne ricordiamo una di <strong>Giove</strong> seduto con scettro e aquila e un altro con Ercole, Hylas e le ninfe oltre che l&#8217;immancabile <strong>Dedalo</strong> nell&#8217;atto di forgiare le ali per suo figlio <strong>Icaro</strong> e per sé. Il vero e proprio centro termale si trova sul lato orientale e presenta una divisione: la zona maschile occupa tutta la parte sud, quella femminile la parte nord. Non c&#8217;è nessun passaggio che collega le due zone. La zona con le caldaie per motivi di comodità si trovava al confine tra i due ambienti in modo che potesse servire entrambi.</p><p>Dal portico si accede all&#8217;ala maschile in cui è stato ritrovato un orologio solare molto antico. Si accede ad un&#8217;altra piscina con cupola ad imitazione del cielo. Questa sala era il frigidarium destinato quindi ai bagni freddi anche se in origine doveva essere stato tramite appositi bracieri il vano dell&#8217;aria calda e secca. Alle spalle di questa sala si trova invece il <em>caldarium</em>. Ritornando verso l&#8217;ingresso incontriamo lo spogliatoio estremamente curato con decorazioni in quarto stile.</p><p>Purtroppo i lavori di ristrutturazione in questa zona erano in pieno svolgimento quando avvenne l&#8217;eruzione che ne impedì per sempre il completamento. La situazione peggiore riguarda il <em>tepidarium</em> e il <em>caldarium</em>. Le cattive condizioni della struttura ci permettono però di osservare attentamente il sistema di riscaldamento che passava sotto il pavimento e dietro le pareti.</p><p>L&#8217;ala femminile in origine non aveva alcuna porta d&#8217;accesso alla palestra dal momento che questa era usata solamente dagli uomini. Le donne arrivavano tramite un corridoio allo spogliatoio che di quest&#8217;ala delle terme è la stanza che si è meglio conservata nella sua semplicità. Nel bagno femminile non era previsto un <em>frigidarium</em> che venne quindi aggiunto in epoca molto tarda con un bacino di acqua fredda. Sia il <em>tepidarium</em> che il <em>caldarium</em> in quest&#8217;ala hanno funzionamento identico all&#8217;ala maschile.</p><p><a rel="attachment wp-att-1990" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/001985_pompei-terme-stabiane.html/terme-stabiane03"><img class="alignnone size-full wp-image-1990" title="terme-stabiane03" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/terme-stabiane03.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p><p>Una stanza era stata riservata per il sovrintendente delle terme: questo vano è estremamente elegante e apre sulla palestra. Un&#8217;altra stanza fungeva probabilmente da sferisterio ovvero veniva usato per i giochi che si effettuavano con la palla. Un lungo corridoio si apre su tanti piccoli vani: erano forse destinati ai bagni singoli che a dire la verità erano estremamente rari per quell&#8217;epoca. Infatti dopo quelle di Olimpia in Grecia, quelle di Pompei sono l&#8217;esempio più antico di questo genere di terme in Italia.</p><p>Ottimi in queste terme sono gli impianti, sia di conduttura che di riscaldamento; ottimo anche l&#8217;impianto di spurgo della latrina. Il ritrovamento di una tomba ipogea ha fatto pensare che tutta la zona prima dell&#8217;espansione della città e della decisione di costruirvi l&#8217;impianto termale era una zona dove venivano svolte sepolture che solo in un secondo momento venne destinata alla costruzione.</p><h4>Foto delle Terme Stabiane</h4><p><a href="http://www.archart.it/archart/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Terme%20Stabiane/index.html" target="_blank">vedi tutte le foto delle Terme Stabiane di Pompei</a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/001985_pompei-terme-stabiane.html" data-text="Pompei, Terme Stabiane" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F001985_pompei-terme-stabiane.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/001985_pompei-terme-stabiane.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, casa di Popidius Priscus</title><link>http://www.archeoguida.it/001983_pompei-casa-di-popidius-priscus.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/001983_pompei-casa-di-popidius-priscus.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:44:25 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category> <category><![CDATA[Popidius Priscus]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=1983</guid> <description><![CDATA[Gli studiosi sono abbastanza certi che la casa appartenga proprio a N. Popidius Priscus per il ritrovamento di un sigillo con il suo nome e un&#8217;iscrizione osca in suo onore. L&#8217;edificio dovrebbe risalire con ogni probabilità al periodo del tufo, infatti tracce di decorazione in primo stile sono visibili nel primo ambiente adiacente al tablino. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gli studiosi sono abbastanza certi che la casa appartenga proprio a<strong><em> N. Popidius Priscus</em></strong> per il ritrovamento di un sigillo con il suo nome e un&#8217;iscrizione osca in suo onore. L&#8217;edificio dovrebbe risalire con ogni probabilità al periodo del tufo, infatti tracce di decorazione in primo stile sono visibili nel primo ambiente adiacente al tablino. Appena dopo l&#8217;eruzione del 79 d.C. la casa venne saccheggiata dagli scavatori in cerca di tesori. Il Larario si trovava in posizione inferiore rispetto al resto della casa. Probabilmente la casa era in via di ristrutturazione: alcune lastre di marmo sono state ritrovate in tutta la casa e forse erano destinate ai pavimenti.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/001983_pompei-casa-di-popidius-priscus.html" data-text="Pompei, casa di Popidius Priscus" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F001983_pompei-casa-di-popidius-priscus.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/001983_pompei-casa-di-popidius-priscus.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, casa di Spurius Mesor</title><link>http://www.archeoguida.it/001981_pompei-casa-di-spurius-mesor.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/001981_pompei-casa-di-spurius-mesor.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:42:58 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category> <category><![CDATA[Spurius Mesor]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=1981</guid> <description><![CDATA[Sul pavimento del triclinio è stata trovata una scritta di tessere bianche in cui è stato riconosciuto il nome dell&#8217;abitante dell&#8217;edificio. Un&#8217;altra tesi poco accettata sostiene che quello sulle tessere sia il nome di colui che effettuò il lavoro sul mosaico. Probabilmente M. Spurius Mesor era un agrimensore oppure un geometra; faceva sicuramente parte di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sul pavimento del triclinio è stata trovata una scritta di tessere bianche in cui è stato riconosciuto il nome dell&#8217;abitante dell&#8217;edificio. Un&#8217;altra tesi poco accettata sostiene che quello sulle tessere sia il nome di colui che effettuò il lavoro sul mosaico.</p><p>Probabilmente <em><strong>M. Spurius Mesor</strong></em> era un agrimensore oppure un geometra; faceva sicuramente parte di una famiglia nativa di Pompei di età preromana. La casa viene ricordata in particolare per le pitture che possiede: tutte di ottima qualità sono una splendida rappresentanza del terzo stile. In loco purtroppo ne rimangono poche: la maggior parte oggi si trovano nel Museo Nazionale di Napoli.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/001981_pompei-casa-di-spurius-mesor.html" data-text="Pompei, casa di Spurius Mesor" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F001981_pompei-casa-di-spurius-mesor.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/001981_pompei-casa-di-spurius-mesor.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pompei, officina di Livius Firmus</title><link>http://www.archeoguida.it/001979_pompei-officina-di-livius-firmus.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/001979_pompei-officina-di-livius-firmus.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:41:51 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania - Pompei]]></category> <category><![CDATA[Livius Firmus]]></category> <category><![CDATA[officina]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=1979</guid> <description><![CDATA[Una lastra in tufo è l&#8217;insegna di questa bottega ed è pota su un pilastro di mattoni nella parte destra dell&#8217;ingresso. Nonostante il ritrovamento di alcuni attrezzi non si capisce quale potesse essere il mestiere del proprietario della bottega. Forse un fabbro ferraio ma non si hanno prove concrete. La bottega è stata attribuita a [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una lastra in tufo è l&#8217;insegna di questa bottega ed è pota su un pilastro di mattoni nella parte destra dell&#8217;ingresso. Nonostante il ritrovamento di alcuni attrezzi non si capisce quale potesse essere il mestiere del proprietario della bottega. Forse un <strong>fabbro</strong> ferraio ma non si hanno prove concrete. La bottega è stata attribuita a <em><strong>L. Livius Firmus</strong></em>, probabilmente proveniente da una famiglia di coloni, con il ritrovamento di un sigillo.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/001979_pompei-officina-di-livius-firmus.html" data-text="Pompei, officina di Livius Firmus" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F001979_pompei-officina-di-livius-firmus.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/001979_pompei-officina-di-livius-firmus.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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