<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Basilicata</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/luoghi/italia/basilicata/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Metaponto: contrazione della città greca in età romana</title><link>http://www.archeoguida.it/004345_metaponto-citta-greca-epoca-romana.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/004345_metaponto-citta-greca-epoca-romana.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 27 Feb 2011 14:11:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Todisco</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archeoguida.it/?p=4345</guid> <description><![CDATA[Metaponto: la contrazione della città greca in età romana Le origini e la storia Collocata strategicamente tra i letti dei fiumi Bradano e Basento, anticamente situata lungo la linea di costa lucana del mar Ionio, la città greca di Metapòntion (letteralmente “al di là del mare”) venne fondata attorno agli inizi del VII secolo a.C. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Metaponto: la contrazione della città greca in età romana</strong></p><p><img class="alignnone size-full wp-image-4347" title="Metaponto, il parco archeologico, tempio B o di Apollo Lyakios" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/Metaponto.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p><p><strong>Le origini e la storia</strong></p><p>Collocata strategicamente tra i letti dei fiumi Bradano e Basento, anticamente situata lungo la linea di costa lucana del mar Ionio, la città greca di Metapòntion (letteralmente “al di là del mare”) venne fondata attorno agli inizi del VII secolo a.C. da Leucippo, capo dei coloni achei chiamati da Sibari e provenienti dall’Acaia. (1)</p><p>Metaponto potè contare su un territorio fertile, a tal punto che le monete coniate dalla città presentano rigogliose spighe di grano. Legata alle vicende belliche che la contrapposero alla fiorente rivale Taranto, come tutte le città della Magna Grecia subì l’influenza dei condottieri ellenistici (2), giunti in Italia, (Alesssandro il Molosso e Pirro) prima di partecipare agli eventi della seconda guerra punica, durante la quale si schierò dalla parte di Annibale. (3)</p><p>Un lento declino dovette essere la causa dell’abbandono di porzioni abitative piuttosto ampie, tra II e I secolo a.C., forse in seguito alla guerra sociale (90-88 a.C.) e alle scorrerie dei ribelli di Spartaco (73-71 a.C.). L’ultima fonte che cita Metaponto è Pausania il Periegeta, scrittore e geografo greco, il quale ci informa sulla decadenza della città che, nel II secolo d.C., mantiene in buono stato solo il teatro e le mura. (4)</p><p><img class="alignnone size-large wp-image-4351" title="Metaponto satellite" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/Metaponto-satellite-600x432.jpg" alt="" width="600" height="432" /></p><p><em><img class="alignnone size-large wp-image-4352" title="Metaponto satellite mura rosso e castrum giallo" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/Metaponto-satellite-mura-rosso-e-castrum-giallo-600x432.jpg" alt="" width="600" height="432" /><br /> Le mura in rosso e il perimetro del Castrum in giallo</em></p><p><strong>L’urbanistica della città greca</strong></p><p>La pianta dell’abitato greco presenta forma irregolare, costretta a curve sinuose sui lati nord e sud, a causa della vicinanza dei fiumi Bradano e Basento, in seguito allontanatisi dalle mura. Dotata al suo interno di almeno 5 <em>plateiai</em> (strade principali) con andamento nord-sud ed almeno 4 est-ovest, Metaponto si allungava sia in il lungo sia in il largo per quasi 2 km.</p><p>Il lato est guardava sul mare ed era collegato al porto tramite una via che tagliava le dune costiere.</p><p>La Grande plateia E-W corre parallela al santuario di Apollo Liceo, situato a nord-ovest dell’agorà: la piazza sacra presenta i basamenti di 4 templi (A dedicato ad Apollo, B, C e D), di due sacelli e di un tempietto di Dioniso (E), tutti circondati dal recinto (<em>temenos</em>). Addossato ad esso si trova una struttura trapezoidale che include un altare (<em>bomòs</em>) a forma di U, edificato su un precedente luogo di culto delle acque consacrato poi ad Apollo e suggerito da Aristea di Proconneso (5), e un piccolo ambiente irregolare con più stanze, adibito a mensa per banchetti pubblici (<em>hestiatòrion</em>). (6)</p><p>Il cuore della città greca subì un declino inesorabile nel I secolo a.C., momento in cui divenne dapprima periferia e successivamente area sepolcrale. (7)</p><p>Fuori dalla città si trova il santuario delle Tavole Palatine, un tempio dorico di VI secolo a.C., dedicato ad Era e chiamato poi in età medievale delle <em>Mensae</em> o Colonne Palatine, in ricordo degli scontri fra i Paladini franchi e i pirati Saraceni.</p><p><strong>La città romana e il declino</strong></p><p>Sconfitto Annibale in Italia, dal 207 a.C. Roma pose guarnigioni di soldati in varie città italiche e magnogreche, tra cui Metaponto appunto. Il centro abitato si ridusse lentamente a circa un decimo di quello greco, entro i confini di ciò che doveva essere il <em>castrum</em> fondato dai romani come base militare poggiante sul lato est delle mura ed attraversato dalla Grande <em>plateia</em> E-W. Era questo un presidio di 330 x 420 metri, con perimetro pentagonale irregolare (8), rialzato di 6 metri rispetto al piano di calpestio urbano (9) e collegato strategicamente al porto. Una trincea-fossato (<em>vallum</em>) di 7,5 metri ed un aggere di terra interno al perimetro lo rendevano saldamente arroccato e resistente ad attacchi (10). La sua costruzione implicò l’annullamento di un portico (<em>stoà</em>) nell’angolo sud-est dell’agorà greca (11) al posto del quale si posero ambienti di stoccaggio. (12)</p><p>Sempre nell’area del <em>castrum</em> romano, la prima comunità cristiana trovò posto per erigere l’ultimo luogo di culto metapontino: una basilica sorta tra IV e V secolo, con fonte battesimale quadrilobata.</p><p>L’abbandono della Metaponto romana coincide coi segnali di difficoltà economico-sociali dovute alla guerra tra Goti e Bizantini nel VI secolo d.C. e il nuovo insediamento cambierà in seguito ubicazione e nome: Turiostu (oggi Torre di Mare) sarà l’erede medievale di Metaponto (13), ubicata dove le ipotesi vedevano il porto greco (all’antica foce del Basento). Il toponimo deriverebbe da <em>Turris ostium</em> (Torre alla foce / Torre del porto) e stranamente compare già nella Tabula Peutingeriana (14), realizzata nel IV secolo d.C. e ricopiata durante il medioevo.</p><p><strong>Note e riferimenti bibliografici</strong></p><ul><li>1 – AA.VV., <em>Dizionario di Antichità classica</em>; Strabone, <em>Geografia</em>, VI, 264-265.</li><li>2 – A. De Siena, <em>Metaponto. Archeologia di una colonia greca</em> p. 38; L. Giardino, <em>Herakleia e Metaponto: dalla polis greca all’abitato proto imperiale</em> p. 394.</li><li>3 – A. De Siena, <em>ibidem</em>; E. M. De Juliis, <em>Metaponto</em> p. 70; M. T. Giannotta, <em>Meatponto ellenistico-romana</em> pp. 16, 54.</li><li>4 – Pausania, <em>Periegesi della Grecia</em> VI 19,11.</li><li>5 – A. De Siena, <em>Metaponto: problemi urbanistici e scoperte recenti</em>, in <em>Siritide e meta pontino: storie di due territori coloniali</em> p. 158.</li><li>6 – A. De Siena, <em>Metaponto. Archeologia di una colonia greca</em> p. 39.</li><li>7 – L. Giardino, <em>La fascia ionica della Basilicata in età tardo antica. Continuità e trasformazioni</em>, in <em>L’Itali meridionale in età tardo antica</em>, Atti del XXXVIII convegno di studi sulla Magna Grecia. p. 344.</li><li>8 – A. De Siena, <em>Basilicata. L’espansionismo romano nel sud-est dell’Italia. Il quadro archeologico</em>, in <em>Leukania</em> p. 303.</li><li>9 – F. D’Andria, <em>Metaponto romana</em> in <em>La Magna Grecia in età romana</em>, Atti del XV convegno di studi sulla Magna Grecia pp. 543-544.</li><li>10 – E. M. De Juliis, <em>Metaponto</em> pp. 175-176.</li><li>11 – A. De Siena, <em>ibidem</em> pp. 305-306; E. M. De Juliis, <em>ibidem</em> p. 173.</li><li>12 – A. De Siena, L. Giardino, <em>Herakleia e Metaponto. Trasformazioni urbanistiche e produzione agricola tra tarda repubblica e primo impero: i nuovi dati archeologici</em> in <em>Le ravitaillement en blè de Rome et des centresurbains des dèbuts de la Republique jusqu’au Haut Empire</em> p. 200; M. T. Giannotta, <em>Metaponto ellenistico-romana</em> p. 62.</li><li>13 – L. Giardino, <em>Metaponto tardo imperiale e Turiostu: proposta di identificazione in margine ad un miliarium di Giuliano l’Apostata</em> in <em>Studi di antichità</em> III p. 173.</li><li>14 – A. De Siena, <em>Metaponto. Archeologia di una colonia greca</em> pp. 40-43; A. De Siena, <em>Metaponto e la costa ionica della Basilicata</em> in <em>Magna Graecia. Archeologia di un sapere</em> p. 387; E. M. De Juliis, <em>Metaponto</em> p. 71; L. Giardino, <em>ibidem</em> p. 172.</li></ul><p><strong>Gallerie di immagini</strong></p><ul><li><a href="http://archart.it/archart/italia/Basilicata/Metaponto-parco-archeologico/index.html" target="_blank">Metaponto, parco archeologico</a></li><li><a href="http://archart.it/archart/italia/Basilicata/Metaponto-necropoli/index.html" target="_blank">Metaponto, necropoli</a></li><li><a href="http://archart.it/archart/italia/Basilicata/Metaponto-Tavole-Palatine/index.html" target="_blank">Metaponto, Tavole Palatine</a></li><li><a href="http://archart.it/archart/italia/Basilicata/Metaponto-museo-archeologico/index.html" target="_blank">Metaponto, museo archeologico nazionale</a></li></ul><p><strong>Foto</strong></p><p><img title="castrum satellite" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/castrum-satellite-600x432.jpg" alt="" width="600" height="432" /></p><p><em><img class="alignnone size-large wp-image-4358" title="castrum satellite perimetro giallo" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/castrum-satellite-perimetro-giallo-600x432.jpg" alt="" width="600" height="432" /><br /> L&#8217;area del Castrum in giallo</em></p><p><img class="alignnone size-large wp-image-4361" title="agorà e santuario satellite" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/agorà-e-santuario-satellite-600x432.jpg" alt="" width="600" height="432" /></p><p><em><img class="alignnone size-large wp-image-4362" title="agorà e santuario satellite templi in rosso altare apollo giallostrade blu teatro azzurro" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/agorà-e-santuario-satellite-templi-in-rosso-altare-apollo-giallostrade-blu-teatro-azzurro-600x432.jpg" alt="" width="600" height="432" /><br /> L&#8217;agorà e il santuario da satellite: i templi in rosso, l&#8217;altare di Apollo in giallo, le strade in blu, il teatro in azzurro</em></p><p><img class="alignnone size-full wp-image-4364" title="Metaponto, il parco archeologico, teatro greco cone gradinate" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/Metaponto-teatro.jpg" alt="" width="600" height="400" /><em><br /> Il teatro</em></p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4365" title="Metaponto, il parco archeologico, tempio A o di Hera" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/Metaponto-tempio.jpg" alt="" width="600" height="400" /><br /> Il tempio A o di Hera</em></p><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4366" title="Metaponto-tavole-palatine" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/Metaponto-tavole-palatine.jpg" alt="" width="600" height="400" /><br /> Il tempio greco di Hera detto &#8220;tavole palatine</em></p><p><strong>Piante</strong></p><p><em><img class="alignnone size-large wp-image-4350" title="Cartina Metaponto 2" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/Cartina-Metaponto-2-456x600.jpg" alt="" width="456" height="600" /><br /> Planimetria generale con l&#8217;abitato costiero</em></p><p><em> </em></p><div><em><br /> <img class="alignnone size-large wp-image-4354" title="Agorà e Santuario" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/Agorà-e-Santuario-600x406.jpg" alt="" width="600" height="406" /><br /> Agorà e Santuario</em></div><div><em> </em></div><div><em> </em></div><div><em> </em></div><div><em> </em></div><p><em> </p><p></em></p><p><em><img class="alignnone size-large wp-image-4355" title="Cartina Metaponto 3" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/Cartina-Metaponto-3-543x600.jpg" alt="" width="543" height="600" /><br /> Mappa di Metaponto</em></p><p><em><img class="alignnone size-large wp-image-4356" title="comprensorio di Metaponto oggi" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/uploads/2011/02/comprensorio-di-Metaponto-oggi-600x447.jpg" alt="" width="600" height="447" /><br /> Comprensorio di Metaponto oggi</em></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/004345_metaponto-citta-greca-epoca-romana.html" data-text="Metaponto: contrazione della città greca in età romana" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F004345_metaponto-citta-greca-epoca-romana.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/004345_metaponto-citta-greca-epoca-romana.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Venosa, chiesa della Santissima Trinità</title><link>http://www.archeoguida.it/002635_venosa-chiesa-della-santissima-trinita.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002635_venosa-chiesa-della-santissima-trinita.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:56:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppina Lasco</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Santissima Trinita]]></category> <category><![CDATA[Venosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2635</guid> <description><![CDATA[Sicuramente il simbolo della città di Venosa è il complesso archeologico della SS. Trinità che comprende la c.d. Chiesa Vecchia, le strutture romane, paleocristiane e medioevali venute alla luce al suo interno. L’area dove sorse la chiesa paleocristiana si presenta fittamente abitata già nel periodo del primo insediamento coloniale (III sec. a. C.); a questa [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2637" href="http://guida.archart.it/002635_venosa-chiesa-della-santissima-trinita.html/venosa-parco-archeologico"><img class="alignnone size-full wp-image-2637" title="Venosa-parco-archeologico" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/06/Venosa-parco-archeologico.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a><a rel="attachment wp-att-2636" href="http://guida.archart.it/002635_venosa-chiesa-della-santissima-trinita.html/venosa-incompiuta"></a></p><p>Sicuramente il simbolo della città di Venosa è il <strong>complesso</strong> <strong>archeologico della SS. Trinità</strong> che comprende la c.d. <strong>Chiesa Vecchia</strong>, le strutture romane, paleocristiane e medioevali venute alla luce al suo interno. L’area dove sorse la chiesa paleocristiana si presenta fittamente abitata già nel periodo del primo insediamento coloniale (III sec. a. C.); a questa fase appartengono le numerose fondazioni in ciottoli fluviali legati da terra o argilla, rinvenuti sotto la navata destra e nel transetto.</p><p>Queste dovevano sostenere edifici costruiti in materiali deperibili (probabilmente mattoni crudi), ma a causa delle continue sovrapposizioni non è possibile ricostruire la planimetria dell’insediamento abitativo. Di certo i vani si affacciavano su alcuni cortili che, in età tardo imperiale, furono occupati da fornaci i cui resti sono attualmente visibili sotto il transetto e la navata centrale della chiesa; nella navata di destra invece sono visibili esempi di sovrapposizioni murarie edificate tra il III ed il IV secolo a. C. e gli ambienti qui individuati sono pertinenti, probabilmente, ad esercizi commerciali (<em>tabernae</em>) posti lungo l’asse viario.</p><p>Gli ambienti posti nella navata centrale ed in quella di sinistra sembrano invece appartenere ad un unico prestigioso edificio di età imperiale, come attestano le splendide pavimentazioni musive ed in marmo (III-IV sec. a. C.). I lacerti murari, risalenti a periodo precedenti la costruzione della chiesa, testimoniano il lungo processo di destrutturazione della <em>domus</em>, il frazionamento degli ambienti e la loro riutilizzazione per attività forse artigianali. I materiali di scavo, tra cui un ricco repertorio monetale, indicano nell’avanzato VI secolo l’inizio della costruzione dell’edificio ecclesiastico che fu realizzato rasando le precedenti strutture e rialzando la quota pavimentale dell’area. La presenza di numerose tombe risalenti ad un periodo antecedente a quello in cui fu realizzato l’edificio e l’individuazione di un rozzo muro posto a protezione di una sepoltura hanno fatto ritenere che il luogo fosse oggetto di particolare venerazione e che la tomba protetta appartenesse ad un personaggio di notevole prestigio. L’opera fu poi oggetto di vari rifacimenti, ma eventi imprecisabili ne causarono l’interruzione.</p><p><a rel="attachment wp-att-2636" href="http://guida.archart.it/002635_venosa-chiesa-della-santissima-trinita.html/venosa-incompiuta"><img class="alignnone size-full wp-image-2636" title="Venosa-incompiuta" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/06/Venosa-incompiuta.jpg" alt="Venosa, chiesa della Santissima Trinità" width="600" height="400" /></a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002635_venosa-chiesa-della-santissima-trinita.html" data-text="Venosa, chiesa della Santissima Trinità" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002635_venosa-chiesa-della-santissima-trinita.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002635_venosa-chiesa-della-santissima-trinita.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Venosa, tomba di Marcello</title><link>http://www.archeoguida.it/002633_venosa-tomba-di-marcello.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002633_venosa-tomba-di-marcello.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:54:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppina Lasco</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Venosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2633</guid> <description><![CDATA[Un nucleo cementizio alquanto informe e privo dell’originario rivestimento, poiché i restauri effettuati nel corso degli anni Trenta ne hanno alterato definitivamente la struttura, è la cosiddetta Tomba di Marcello. La tradizione vi identifica la tomba del console M. Claudio Marcello morto combattendo contro Annibale nei pressi di Venosa nel 208 a. C.; tale attribuzione [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un nucleo cementizio alquanto informe e privo dell’originario rivestimento, poiché i restauri effettuati nel corso degli anni Trenta ne hanno alterato definitivamente la struttura, è la cosiddetta <strong>Tomba di Marcello</strong>. La tradizione vi identifica la tomba del console <strong>M. Claudio Marcello</strong> morto combattendo contro Annibale nei pressi di Venosa nel 208 a. C.; tale attribuzione è però totalmente da escludere in quanto nel 1860 fu rinvenuta alla base del monumento un’urna cineraria in piombo contenente le ceneri ed un corredo funerario prettamente femminile (un pettine, frammenti di vetro ed un anellino argenteo). Dal punto di vista tipologico si tratta comunque di una tomba “a dado” e nella stessa zona sono state ritrovate epigrafi funerarie e una tomba con i resti di un infante (di epoca giulio-claudia), per cui si ritiene che l’area sia occupata da un’intera necropoli che, disposta lungo la via Appia, ricalcherebbe il tracciato del tratturo di S. Maria degli Angeli (attualmente cancellato dall’espansione edilizia).</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002633_venosa-tomba-di-marcello.html" data-text="Venosa, tomba di Marcello" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002633_venosa-tomba-di-marcello.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002633_venosa-tomba-di-marcello.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Venosa, casa di Orazio</title><link>http://www.archeoguida.it/002629_venosa-casa-di-orazio.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002629_venosa-casa-di-orazio.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:53:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppina Lasco</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Orazio]]></category> <category><![CDATA[Venosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2629</guid> <description><![CDATA[Nei pressi della Cattedrale di Venosa, tra i vicoli Annunziata I e II, sono visibili le strutture appartenenti alla cosiddetta casa di Orazio. Nonostante la tenace tradizione locale li indicasse, già nel XVI secolo, come appartenenti all’abitazione del poeta, gli ambienti sono stati recentemente identificati come relativi ad un impianto termale, probabilmente pubblico. Il complesso [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2630" href="http://guida.archart.it/002629_venosa-casa-di-orazio.html/venosa-casa-orazio"><img class="alignnone size-full wp-image-2630" title="Venosa-casa-Orazio" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/06/Venosa-casa-Orazio.jpg" alt="Venosa, casa di Orazio" width="600" height="400" /></a></p><p>Nei pressi della <strong>Cattedrale</strong> di Venosa, tra i vicoli Annunziata I e II, sono visibili le strutture appartenenti alla cosiddetta <strong>casa di Orazio</strong>. Nonostante la tenace tradizione locale li indicasse, già nel XVI secolo, come appartenenti all’abitazione del poeta, gli ambienti sono stati recentemente identificati come relativi ad un impianto termale, probabilmente pubblico. Il complesso è costituito da due ambienti contigui di cui uno circolare (<em>laconicum</em>), che reca ancora le tracce di una pavimentazione su <em>suspensurae</em>, nel quale è possibile che venisse praticata la <em>sauna</em>. All’edificio termale sicuramente appartenevano anche altri vani le cui murature risultano oggi inglobate nelle strutture adiacenti; è presente, inoltre, sotto la botola al centro del vicolo, un lacerto a mosaico pavimentato figurato con animali marini. Il repertorio fa quindi pensare certamente che questo appartenesse ad un <em>frigidarium</em>. Sono visibili altre canalette, murature e pozzi risalenti alle fasi tardo antica e altomedievale che le fonti letterarie descrivono come sede di attività artigianali.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002629_venosa-casa-di-orazio.html" data-text="Venosa, casa di Orazio" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002629_venosa-casa-di-orazio.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002629_venosa-casa-di-orazio.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Venosa, teatro e anfiteatro</title><link>http://www.archeoguida.it/002625_venosa-teatro-e-anfiteatro.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002625_venosa-teatro-e-anfiteatro.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:51:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppina Lasco</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[anfiteatro]]></category> <category><![CDATA[teatro]]></category> <category><![CDATA[Venosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2625</guid> <description><![CDATA[Meglio conosciuto è invece il settore dell’abitato di epoca romana di Venosa dove ora è visibile l’anfiteatro; i dati di scavo mostrano infatti come, in età augustea, nell’area in questione esistesse un quartiere fittamente edificato, dove a case di modesto livello si alternavano domus più ricche; ciò è testimoniato anche da un certo lacerto di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2626" href="http://guida.archart.it/002625_venosa-teatro-e-anfiteatro.html/venosa-anfiteatro"><img class="alignnone size-full wp-image-2626" title="Venosa-anfiteatro" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/06/Venosa-anfiteatro.jpg" alt="Venosa, teatro e anfiteatro " width="600" height="400" /></a></p><p>Meglio conosciuto è invece il settore dell’abitato di epoca romana di Venosa dove ora è visibile l’<strong>anfiteatro</strong>; i dati di scavo mostrano infatti come, in età augustea, nell’area in questione esistesse un quartiere fittamente edificato, dove a case di modesto livello si alternavano <em>domus</em> più ricche; ciò è testimoniato anche da un certo lacerto di affresco parietale di notevole qualità artistica, rinvenuto in frammenti e quindi ricomposto.</p><p>La realizzazione del grosso monumento per i giochi gladiatori, l’anfiteatro, da collocarsi forse in età Neroniana, comportò prima l’esproprio e poi l’abbattimento di gran parte di queste abitazioni. Dell’altro edificio per spettacolo usualmente presente nelle città romane, il <strong>teatro</strong> rimane una labile traccia nel telamone attualmente conservato in un portico di <strong>Palazzo D’Ardes</strong>: la statua proviene con ogni probabilità da una transenna che delimitava uno dei passaggi laterali del teatro (<em>analemmata</em>) e richiama nello stile iconografico esemplari di Pompei risalenti al I secolo a. C.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002625_venosa-teatro-e-anfiteatro.html" data-text="Venosa, teatro e anfiteatro" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002625_venosa-teatro-e-anfiteatro.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002625_venosa-teatro-e-anfiteatro.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Venosa, terme romane</title><link>http://www.archeoguida.it/002621_venosa-terme-romane.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002621_venosa-terme-romane.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:50:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppina Lasco</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[terme]]></category> <category><![CDATA[Venosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2621</guid> <description><![CDATA[L’altro edificio di importanza pubblica della Venosa romana, esistente già in età oraziana, è sicuramente l’impianto termale sito nell’area del Parco archeologico; recenti scavi hanno messo in luce, al di sotto dell’attuale frigidarium, notevoli resti di ambienti in blocchi di tufo che dovevano, con ogni probabilità, già rivestire una funzione termale. Successivamente tali ambienti subirono [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2622" href="http://guida.archart.it/002621_venosa-terme-romane.html/venosa-terme-romane"><img class="alignnone size-full wp-image-2622" title="Venosa-terme-romane" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/06/Venosa-terme-romane.jpg" alt="Venosa, terme romane" width="600" height="400" /></a></p><p>L’altro edificio di importanza pubblica della Venosa romana, esistente già in età oraziana, è sicuramente <strong>l’impianto termale</strong> sito nell’area del <strong>Parco archeologico</strong>; recenti scavi hanno messo in luce, al di sotto dell’attuale <em>frigidarium</em>, notevoli resti di ambienti in blocchi di tufo che dovevano, con ogni probabilità, già rivestire una funzione termale. Successivamente tali ambienti subirono un primo rifacimento che ne cambiò completamente la planimetria; in questo caso l’elemento datante va ricercato nei bolli delle tegole di sottopavimentazione che attestano, per altro, l’esistenza di una famiglia proprietaria di <em>figlinae</em>, la <em><strong>gens Minatia</strong></em>, fornitrice, per almeno due generazioni, dei laterizi utilizzati nelle terme.</p><p>Il monumento è ancora oggi in corso di studio e non è possibile, al momento, precisare la cronologia della seconda fase: non è possibile in sostanza stabilire se l’impianto termale noto al poeta negli anni della giovinezza, fosse ancora quello del vecchio edificio in tufo o se fosse già in essere la costruzione del nuovo edificio che riecheggia modelli architettonici più moderni, già in uso nell’area campana.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002621_venosa-terme-romane.html" data-text="Venosa, terme romane" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002621_venosa-terme-romane.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002621_venosa-terme-romane.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Venosa, Castellum Aquae</title><link>http://www.archeoguida.it/002614_venosa-castellum-aquae.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002614_venosa-castellum-aquae.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:41:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppina Lasco</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Venosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2614</guid> <description><![CDATA[  Tutte le domus venute alla luce nel territorio di Venosa mostrano tracce di ristrutturazioni (rifacimenti delle pavimentazioni e, in alcuni casi, splendide pareti affrescate) risalenti agli anni finali della Repubblica. Tra gli edifici pubblici noti si può attribuire, alla stessa fase edilizia, la costruzione del primo acquedotto venosino, attestata da un’epigrafe che documenta il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2618" href="http://guida.archart.it/002614_venosa-castellum-aquae.html/venosa-castello"><img class="alignnone size-full wp-image-2618" title="Venosa-castello" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/06/Venosa-castello.jpg" alt="Venosa, Castellum Aquae sotto al Castello" width="600" height="400" /></a> </strong></p><p>Tutte le <em>domus</em> venute alla luce nel territorio di Venosa mostrano tracce di ristrutturazioni (rifacimenti delle pavimentazioni e, in alcuni casi, splendide pareti affrescate) risalenti agli anni finali della Repubblica.</p><p>Tra gli edifici pubblici noti si può attribuire, alla stessa fase edilizia, la costruzione del primo acquedotto venosino, attestata da un’epigrafe che documenta il rifacimento di tubazioni e fontane. Manca però un riscontro monumentale a questa realizzazione di grande importanza per la vita della colonia poiché i resti di canalizzazioni e di tubi plumbei (<em>fistulae</em>), noti da scavo o ancora visibili, risalgono alla prima età imperiale, com’è il caso della imponente cisterna conservata nei sotterranei del Castello.</p><p>Il cosiddetto <em><strong>Castellum Aquae</strong></em>, oggi nei sotterranei del cinquecentesco <strong>Castello di Pirro del Balzo</strong>, era costituito da tre ambienti in laterizio, parzialmente inglobati e riutilizzati nelle murature di età posteriore, comunicanti tra loro e rivestiti di intonaco a tenuta idraulica, nei cui muri perimetrali sono stati ritrovati tre grossi tubi in terracotta che assicuravano la distribuzione dell’acqua nei diversi settori urbani. I resti monumentali conservati sono del II sec. d. C. ed è quindi probabile che in questo stesso sito ci fosse già una cisterna risalente, come attestano le epigrafi, al I sec. a. C., appartenente al primo acquedotto venosino.</p><p>Il dato epigrafico permette infatti di evidenziare come fosse già iniziato l’abbandono del vecchio sistema di approvigionamento idrico (III sec. a. C.) che, articolato in una serie di cunicoli scavati nella roccia, captava l’acqua di superficie per raccoglierla nei pozzi o cavità accessibili dall’alto.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002614_venosa-castellum-aquae.html" data-text="Venosa, Castellum Aquae" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002614_venosa-castellum-aquae.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002614_venosa-castellum-aquae.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Venosa</title><link>http://www.archeoguida.it/002611_venosa.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/002611_venosa.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:38:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppina Lasco</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Luoghi]]></category> <category><![CDATA[Venosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://guida.archart.it/?p=2611</guid> <description><![CDATA[La Venusia di Orazio e la deduzione Romana Collocata sul fondo di un lago preistorico, Venosa (415 m.s.m.) ha una lunga vicenda storica di cui conserva le tracce nel suo tessuto urbano. Storia di Venosa I Sanniti la organizzarono come città stato, i Romani la occuparono e, per piegare la resistenza della popolazione, la trasformarono [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2640" href="http://guida.archart.it/002611_venosa.html/venosa-archeologia"><img class="alignnone size-full wp-image-2640" title="Venosa-archeologia" src="http://guida.archart.it/wp-content/uploads/2010/06/Venosa-archeologia.jpg" alt="Venosa, archeologia e storia" width="600" height="400" /></a></strong></p><p><strong>La </strong><em><strong>Venusia</strong></em><strong> di Orazio e la deduzione Romana</strong></p><p>Collocata sul fondo di un lago preistorico, <strong>Venosa</strong> (415 m.s.m.) ha una lunga vicenda storica di cui conserva le tracce nel suo tessuto urbano.</p><h3>Storia di Venosa</h3><p>I Sanniti la organizzarono come città stato, i Romani la occuparono e, per piegare la resistenza della popolazione, la trasformarono in colonia, <em><strong>Venusia</strong></em>, trasferendovi circa 20.000 persone. Da quel periodo in poi crebbe notevolmente la sua fama e la sua importanza poiché si trovava sul tracciato della <strong>via Appia</strong> che collegava la Campania alla Puglia e risultava quindi essere un punto strategico su un asse viario importantissimo per i traffici commerciali e culturali. Nella romana <em>Venusia </em>nacque il poeta <em><strong>Orazio</strong></em> nel 65 a. C.; egli vi trascorse la sua fanciullezza e amò così tanto quella terra da spingerlo a collocare sul monte <strong>Vulture</strong> la sua investitura a poeta, sacro alle <strong>Muse</strong>, che lo salvarono dai pericoli del bosco mentre, fanciullo, si era addormentato sotto gli alberi. Tutta l’opera Oraziana è fitta di riferimenti paesaggistici, storici, emozionali, alla sua terra d’origine, e tali memorie non si riportano soltanto alla memoria di fanciullo, ma anche a dati di fatto, a realtà storiche ben precise e a lui molto vicine, a luoghi che ancora oggi sono oggetto di studio e di indagine. La <em>Venusia </em>di Orazio mostra le vestigia e i segni della storia di <strong>Roma</strong> nei monumenti che contraddistinguono l’epoca della romanizzazione.</p><p>Le indagini archeologiche svolte nel corso degli anni, specialmente nelle zone di <strong>Loreto</strong> e <strong>Notarchirico</strong>, documentano la presenza dell’uomo nei dintorni della città già 500mila anni fa. Escludendo i pur importanti precedenti preistorici, in realtà il sito dell’attuale città non sembra essere stato mai occupato in maniera stabile prima della romanizzazione avvenuta nel 291 a. C., anche se le fonti storiche parlano di un abitato sannitico che, conquistato dal console <strong>Postumio Megello</strong>, sarebbe poi diventato sede della colonia latina di <em>Venusia</em>.</p><p class="aaa3">Urbanistica</p><p>L’impianto urbano venne realizzato su un vasto pianoro compreso tra i torrenti <strong>Reale</strong> e <strong>Ruscello</strong> e, precisamente, nel luogo occupato dall’attuale centro storico; tra le prime indispensabili opere di urbanizzazione ricordiamo l’imponente cinta muraria che circoscriveva l’intero abitato. Il tracciato delle fortificazioni romane coincide con quello delle mura medioevali su cui si addossano i moderni fabbricati di via Roma.</p><p>La ripartizione interna delle vie fu organizzata su due assi principali longitudinali, ancora leggibili nel tessuto urbano odierno lungo i tracciati di <strong>Corso Vittorio Emanuele</strong> e <strong>Corso Garibaldi</strong>, intersecato da una serie di vie minori in direzione N/S; gli isolati, ricostruibili dalla documentazione archeologica erano irregolari. Come dimostrano le strutture risalenti al III secolo a. C., la città fu edificata nella sua totalità fin dall’inizio, ma il grado di conservazione dei resti scavati non consente, allo stato attuale delle indagini, di identificare con certezza la forma e la funzione di molti edifici. Le vicende storiche influenzarono profondamente lo sviluppo della città che, pur rimasta invariata nello schema urbanistico iniziale, subì nel tempo notevoli e significativi cambiamenti.</p><p>I dati archeologici e le fonti scritte di età romana non consentono certamente di ricostruire in dettaglio l’aspetto di Venosa e la vita che vi si svolgeva al tempo di Orazio (fine del I sec. a. C.), ma è comunque possibile tracciarne un quadro d’insieme.</p><p>Le notizie degli storici antichi relative alla deduzione di una colonia triumvirale (43 a. C.) costituiscono un elemento fondamentale per la comprensione del contesto storico locale: sappiamo, infatti, che le ricolonizzazioni di questo periodo vennero attuate in varie cittadine italiche che, per la fertilità delle terre ed il consistente volume commerciale, divennero sedi di molti veterani degli eserciti triumvirali. Si ha quindi una notizia indiretta della prosperità di <em>Venusia </em>a cui fanno riscontro i rinvenimenti archeologici degli ultimi anni che testimoniano un forte incremento dell’edilizia privata proprio nel periodo che va dal 90 a. C. (anno della ribellione a Roma durante il <em>Bellum Sociale</em>) all’età Augustea.</p><p class="aaa3">Testimonianze archeologiche</p><p>Le testimonianze archeologiche ancora esistenti sono numerose e tutte molto importanti. Tra esse si segnalano certamente:</p><ul><li><em><strong><a href="http://guida.archart.it/002614_venosa-castellum-aquae.html">Castellum Aquae</a></strong></em></li><li><strong><a href="http://guida.archart.it/002621_venosa-terme-romane.html">Terme</a></strong></li><li><strong><a href="http://guida.archart.it/002625_venosa-teatro-e-anfiteatro.html">Teatro e anfiteatro</a></strong></li><li><strong><a href="http://guida.archart.it/002629_venosa-casa-di-orazio.html">Casa di Orazio</a></strong></li><li><strong><a href="http://guida.archart.it/002633_venosa-tomba-di-marcello.html">Tomba di Marcello</a></strong></li><li><strong><a href="http://guida.archart.it/002635_venosa-chiesa-della-santissima-trinita.html">Chiesa della Santissima Trinità</a></strong></li></ul><p><strong>Altri edifici</strong></p><p>Rimane del tutto ignoto invece l’assetto delle <strong>strutture forensi</strong> che pure sembrano oggetto di rifacimento negli anni finali della Repubblica: una recente ipotesi vedrebbe nei blocchi squadrati, poi riutilizzati nelle murature <strong>dell’Incompiuta</strong>, parte della pavimentazione del Foro augusteo.</p><p class="aaa3">Conclusioni</p><p>Riguardo all’aspetto generale della città di <em>Venusia</em> va rilevato che le aree sondate archeologicamente, dislocate in più punti della città antica, mostrano una densa edificazione del tessuto urbano ed una scarsa differenziazione qualitativa per le abitazioni: alle ricche <em>domus</em> di tipo pompeiano si affiancano, senza soluzione di continuità, case di livello più modesto che utilizzano tecniche costruttive povere (muri in mattoni crudi o legati da malte argillose scadenti).</p><p>Gli stessi assi viari non sembrano essere stati completamente basolati; nell’area del Parco archeologico sono riconoscibili, infatti, almeno due tratti glareati (cioè con superficie costituita da ghiaia di fiume compressa in luogo dei basoli calcarei). Tale impianto urbano rimase inalterato almeno fino alla fase cristiana della città (V-VI sec. d. C.), mentre in età alto-medioevale si ebbe la costruzione dell’abitato nei limiti dell’attuale centro storico e l’abbandono di parte della città antica che fu da allora utilizzata sia come cava di materiali per costruzioni che come cimitero.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/002611_venosa.html" data-text="Venosa" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F002611_venosa.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/002611_venosa.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grumentum, teatro romano</title><link>http://www.archeoguida.it/001446_grumentum-teatro-romano.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/001446_grumentum-teatro-romano.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 31 Jan 2010 23:53:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Franceschini</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Grumentum]]></category> <category><![CDATA[teatro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=1446</guid> <description><![CDATA[Primo fra tutti gli edifici di epoca romana, sorge il teatro di età augustea, ristrutturato e riadattato successivamente tra il II e il III secolo d.C. La struttura presenta ampie gradinate destinate in origine ad accogliere il pubblico e gli spettatori che prendevano posto in sedili in pietra. Le gradinate, alte 9 m, erano collegate [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1449" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/001446_grumentum-teatro-romano.html/grumentum-teatro"><img class="alignnone size-full wp-image-1449" title="Grumentum-teatro" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/02/Grumentum-teatro.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p><p>Primo fra tutti gli edifici di epoca romana, sorge il <strong>teatro</strong> di <strong>età augustea</strong>, ristrutturato e riadattato successivamente tra il II e il III secolo d.C. La struttura presenta ampie gradinate destinate in origine ad accogliere il pubblico e gli spettatori che prendevano posto in sedili in pietra. Le gradinate, alte 9 m, erano collegate ad una doppia fila di arcate con una serie di accessi ai sedili. L’area riservata al pubblico prendeva il nome di <strong>cavea</strong>, la sua forma era di tipo semicircolare ed era divisa in 5 comparti (cunei) .</p><p>Attualmente è conservata per un’altezza poco superiore alla metà di quella originaria. Tre erano i corridoi di accesso alle gradinate, venivano chiamati vomitoria ed insieme ai passaggi laterali tra la cavea e l’edificio scenico, permettevano l’accesso <strong>nell’orchestra</strong>. Quest’area di forma semicircolare e posta in posizione antistante l’edificio scenico, era destinata a personalità illustri ed importanti, solitamente veniva riservata a senatori e personaggi ufficiali, i quali venivano disposti su file di sedili distinte e ben separate dal resto della cavea.</p><p>Le fonti antiche ricordano le caratteristiche strutturali e stilistiche dell’ambiente scenico : un’alta parete decorata con figure archeitettoniche ( per lo più colonne con nicchie rettangolari e semicircolari) rappresentava il fondo della scena, mentre un basso <strong>podio</strong> o <strong><em>pulpitum</em></strong> in muratura collegava la scena all’orchestra tramite piccole <strong>gradinate</strong>, come invece è possibile constatare dall’evidenza archeologica.</p><p>Come da tradizione, la <strong>scena</strong> era separata tramite un aulaeum, un sipario che calava e si rialzata durante la rappresentazione teatrale. Una grande e spaziosa area porticata si trova nella zona antistante l’edificio scenico: l’area conserva esempi di pavimento decorato con la tecnica del mosaico e con molte probabilità venne utilizzata come luogo adibito a palestra. Il teatro venne utilizzato e mantenuto funzionante fino al V secolo d.C. e risulta tutt’ora come l’edificio meglio conservato nell’area archeologica di Grumentum.</p><p>La struttura infatti, torna a rivivere ogni estate grazie a <strong>manifestazioni teatrali</strong> organizzate all’aperto che ne esaltano l’eccezionale struttura. Il ciclo di eventi ( “Teatri in Pietra” ) ha lo scopo di valorizzare il generoso patrimonio culturale e di riunire, tornando indietro nel tempo, appassionati e curiosi in un’atmosfera particolare ed emozionante. Nei pressi del teatro di trovano i resti di due piccoli templi di epoca imperiale: il primo, edificato a Nord del teatro romano ed orientato in senso Est-Ovest, è stato denominato dagli archeologi come <strong>Tempio A</strong>.</p><p>La struttura è dedicata probabilmente alla divinità egizia di <strong>Arpocrate</strong>, Horus bambino, ed è aperta sul decumano tramite una gradinata che dà sull’asse stradale. Con certezza è possibile attribuire le caratteristiche del tempietto alla tipologia italica, allo stesso modo anche i tre piccoli edifici emersi in seguito dagli scavi archeologici, presentano la stessa tipologia. Il tempietto mostra ciò che rimane di un alto podio e una pavimentazione in cocciopesto. Le pareti strutturali, dallo studio dei rinvenimenti in situ, risultano essere dipinte e i rivestimenti in intonaco rosso. Purtroppo, nel tempo, l’alzato templare ha subito crolli e il progressivo disfacimento dell’elevato. Tuttavia le ipotesi più pertinenti, vedono la ricostruzione del tempio caratterizzata da una facciata decorata con antefisse che propongono teste femminee e 4 colonne.</p><p>Non poteva mancare di certo l’altare dedicato ai sacrifici, probabilmente posto in asse con il podio del tempio. La seconda struttura presa in considerazione e in esame dagli studiosi, è stata identificata come <strong>Tempio B</strong>, del quale però non si conoscono ancora né dedica né datazione.</p><h4>Foto di Grumentum</h4><p><a href="http://www.archart.it/archart/italia/Basilicata/Grumento-parco-archeologico/index.html" target="_blank">http://www.archart.it/archart/italia/Basilicata/Grumento-parco-archeologico/index.html</a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/001446_grumentum-teatro-romano.html" data-text="Grumentum, teatro romano" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F001446_grumentum-teatro-romano.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/001446_grumentum-teatro-romano.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grumentum</title><link>http://www.archeoguida.it/001356_grumentum.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/001356_grumentum.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 09 Jan 2010 14:35:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Franceschini</dc:creator> <category><![CDATA[Basilicata]]></category> <category><![CDATA[Grumento]]></category> <category><![CDATA[Grumentum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=1356</guid> <description><![CDATA[Il sito di Grumentum, attuale Grumento Nova, portato alla luce da campagne di scavo che si sono susseguite fin dagli anni ‘60, rappresenta una testimonianza tangibile dell’influsso romano nell&#8217; Italia meridionale. Storia di Grumentum La città, identificata come uno dei primi centri abitati delle regioni più interne del Sud della penisola ed in particolar modo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1358" href="http://www.archart.it/guida-archeologia/001356_grumentum.html/grumentum087"><img class="alignnone size-medium wp-image-1358" title="Grumentum087" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2010/01/Grumentum087-450x299.jpg" alt="area archeologica di Grumentum, Grumento Nova" width="450" height="299" /></a></p><p>Il sito di <em>Grumentum</em>, attuale <strong>Grumento Nova</strong>, portato alla luce da campagne di scavo che si sono susseguite fin dagli anni ‘60, rappresenta una testimonianza tangibile dell’influsso romano nell&#8217; Italia meridionale.</p><h3>Storia di Grumentum</h3><p>La città, identificata come uno dei primi centri abitati delle regioni più interne del Sud della penisola ed in particolar modo della Lucania, venne dedotta come colonia romana nel 133 a.C grazie alle leggi di Tiberio Gracco ( <strong>Tiberio Sempronio Gracco</strong>, tribuno della plebe nel 133 a.C.) , in un territorio che doveva appartenere già allo Stato romano. Come colonia romana, la città di <em><strong>Grumentum</strong></em> era controllata direttamente da Roma e con ogni probabilità venne assegnata ai veterani degli eserciti di un grande condottiero della tarda repubblica ( <strong>Pompeo</strong>, <strong>Cesare</strong> oppure <strong>Ottaviano</strong>).</p><p>A seguito di una distruzione della città avvenuta fra il 91 e l’ 88 a.C., attestata dalla tradizione e in particolar modo da <strong>Tito Livio</strong>, <em>Grumentum</em> vide la sua ricostruzione durante la meta’ del I secolo a.C. quando l’ intero assetto urbanistico venne sottoposto ad un’ attenta opera di ristrutturazione.</p><p>Ad accrescere l&#8217; importanza dell&#8217; agglomerato urbano, all&#8217;interno di quella che venne definita in età augustea III Regio, è il collegamento tramite la <strong>via <em>Herculea</em></strong> con la <strong>via Appia</strong> nei pressi della città di <strong>Venosa</strong> e alla <strong>via <em>Popilia</em></strong> nei pressi di <em><strong>Nerulum</strong>. Grumentum</em> divenne un importante fulcro economico che vide il suo splendore per più di un secolo tra il III e il II secolo a.C. Il passaggio di importanti vie di comunicazione è attestato dalla cartografia antica ufficiale di tarda età imperiale ( <em>Itinerarium Antonini</em> e <em>Tabula Peuntingeriana</em>) e la loro presenza è documentata da alcuni cippi stradali di IV e V d.C..</p><p>Inoltre, la collocazione strategica dal punto di vista militare, fece sì che il suo territorio fosse stato scenario di importanti battaglie che si svolsero fra i Romani e i Cartaginesi per il controllo dell&#8217; area nel 215 e nel 207 a.C ( nel 207 a.C. il console Claudio Nerone riportò la prima vittoria su <strong>Annibale</strong> dopo la disfatta di <strong>Canne</strong>, ribaltando le sorti della seconda guerra punica ).</p><p>Durante il III secolo vengono tracciate dall’insediamento osco, le linee principali della planimetria urbana di <em>Grumentum, </em>le quali già in fase lucana presentavano un modello di tipo ortogonale. Venne creata una maglia regolare di isolati abitativi che si dispongono assecondando il naturale andamento collinare del terreno.</p><p>La città romana portata alla luce dalle campagne di scavo susseguitesi negli anni, è caratterizzata da una forma allungata , opera di un lavoro di spianamento del territorio circostante.</p><p>L’ impianto ortogonale si articola su tre terrazze attraversato da altrettante tre strade longitudinali tagliate a loro volta da numerosi assi trasversali : come insegnava la planimetria adottata dai romani, il <em><strong>cardo</strong></em> rappresentava la strada con andamento Nord-Sud. Il sistema urbanistico ortogonale dipendeva dai riti aruspicali di fondazione, si basava quindi sull’osservazione del volo degli uccelli che indicava il volere divino. Di conseguenza questa dottrina prevedeva un preciso orientamento secondo i punti cardinali. A differenza del <em>cardo</em>, il <em><strong>decumanus</strong></em> rappresentava la strada con andamento Est-Ovest che lo intersecava <em>.</em></p><p><em>Grumentum </em>rappresenta un caso particolare in questo senso poichè la strada principale, a causa della conformazione del terreno , non seguì l’orientamento stronomico. Tuttavia la strada principale messa in luce nel sito, nei pressi del teatro romano, venne comunque chiamata decumano).</p><p>L’ abitato veniva così diviso dal reticolo stradale in <em>insulae </em>(isole) di circa 35 X 90 metri all’ interno delle quali sorgevano le <em>domus </em>(abitazioni<em>)</em>. Ciò è<strong> </strong>confermato da numerosi saggi effettuati in zone diverse dell’abitato ed è stato poi ribadito dalle ricognizioni di superficie. Recentemente il prof. <strong>Hans Jorg Thaler</strong>, ha ridimensionato le misure delle <em>insulae</em> e ridotto a due il numero dei decumani.</p><p>Tutta l’ area era cinta da mura, ristrutturate tra Il 57 e il 51 a.C., come è attestato da due epigrafi, il cui andamento seguiva il ciglio della collina. Quattro grandi ingressi erano stati ricavati nella struttura muraria in <em>opus quasi reticulatum,</em> per essere adibiti al passaggio dei carri, mentre altre tre porte erano riservate al passaggio pedonale.</p><p>I principali complessi monumentali, portati alla luce dagli scavi sin dal 1800, sono stati costruiti nella terrazza centrale; successivamente molti di questi edifici furono ristrutturati all’epoca dei <strong>Severi</strong> ( III secolo d.C.).</p><p>Al termine dell’epoca imperiale e con l’avvento del Medioevo, <em>Grumentum</em> sembra vedere il tracollo della vita cittadina e il tutto sarebbe testimoniato dalle evidenze archeologiche: visibile è la distruzione dei portici intorno al Foro come lo sono i rinvenimenti di sepolture nel foro stesso e in altre aree dell’urbe. Inoltre la costruzione di strutture precarie realizzate con materiali di reimpiego in aree pubbliche potrebbe sostenere l’ipotesi del declino della città.</p><p>Per quanto riguarda l’epoca medievale, prendendo in considerazione i ritrovamenti delle ultime indagini, le tracce di vita sono piuttosto scarse e sono attestate da qualche sporadico esempio di sepoltura e di materiale ceramico con decorazione datante.</p><p>Tuttavia gli studi più recenti eseguiti sui reperti medievali eseguiti durante la campagna archeologica in data Agosto 2009, lasciano ipotizzare la possibilità di prolungare l’esistenza del sito, che a quanto pare prosegui&#8217; effettivamente fino a tutto l’ VIII secolo.</p><p>Quello che sembrava un sito ormai dimenticato e in decadenza, distrutto definitivamente secondo alcune fonti antiche nel IX secolo dai <strong>Saraceni</strong>, risulterebbe invece mantenere l’attività commerciale : le importazioni di materiale ceramico provenienti dalle coste del mar Egeo e gli esempi di anfore di enormi dimensioni importate dal continente africano e dall&#8217;Asia minore ne sono una testimonianza tangibile.</p><h4>Foto di Grumentum</h4><p><strong>Area archeologica</strong><br /> <a href="http://www.archart.it/archart/italia/Basilicata/Grumento-parco-archeologico/index.html" target="_blank">http://www.archart.it/archart/italia/Basilicata/Grumento-parco-archeologico/index.html</a></p><p><strong>Museo archeologico</strong><br /> <a href="http://www.archart.it/archart/italia/Basilicata/Grumento-museo-archeologico/index.html" target="_blank">http://www.archart.it/archart/italia/Basilicata/Grumento-museo-archeologico/index.html</a></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/001356_grumentum.html" data-text="Grumentum" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F001356_grumentum.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/001356_grumentum.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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