<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>ArcheoGuida &#187; Provenza</title> <atom:link href="http://www.archeoguida.it/articoli/luoghi/francia/provenza/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.archeoguida.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 14:19:13 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Pont du Gard</title><link>http://www.archeoguida.it/00334_pont-du-gard.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00334_pont-du-gard.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 16:15:02 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Provenza]]></category> <category><![CDATA[Pont du Gard]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=334</guid> <description><![CDATA[Da Nimes, proseguendo sull’autostrada A9 verso Orange si raggiunge Remoulins, da dove ci si inoltra lungo la strada D981 in direzione di Uzès. Una ben evidente segnaletica avviserà dell’imminenza della deviazione per il Pont du Gard, la più stupefacente meraviglia della Provenza romana: i resti monumentali del ponte realizzato per consentire all’acquedotto che alimentava Nimes [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-335" title="Pont-du-Gard" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/Pont-du-Gard.jpg" alt="Pont-du-Gard" width="360" height="240" /></p><p>Da <strong>Nimes</strong>, proseguendo sull’autostrada A9 verso <strong>Orange</strong> si raggiunge <strong>Remoulins</strong>, da dove ci si inoltra lungo la strada D981 in direzione di <strong>Uzès</strong>. Una ben evidente segnaletica avviserà dell’imminenza della deviazione per il <strong>Pont du Gard</strong>, la più stupefacente meraviglia della Provenza romana: i resti monumentali del ponte realizzato per consentire all’acquedotto che alimentava Nimes di superare la profonda gola rocciosa del fiume Gardon.</p><h4>Un ponte di ingegno</h4><p>Venne costruito nel 19 a.C. per prelevare le acque delle sorgenti di Uzès, distanti quasi 50 km dalla città, e distribuiva quasi 20.000 metri cubi di acqua al giorno. La spettacolarità del monumento, e del luogo nel quale si trova, lo rendono una tappa davvero irrinunciabile. Il Pont du Gard è lungo 275 metri ed alto 49, realizzato con blocchi di pietra locale del peso medio di 6 tonnellate ciascuna, e si sviluppa su tre livelli ad archi di dimensioni minori man mano che si sale verso l’alto: quello inferiore ne ha 6, quello medio 11 e quello superiore, sul quale corre la tubazione, ben 35. La saggia capacità di gestione dei beni culturali che caratterizza i francesi ha trasformato l’intero comprensorio in un grande parco archeologico incentrato sull’unica emergenza esistente. Dall’ampio parcheggio si accede ad un grandioso centro visite dotato di ogni servizio, inclusi book shop e ristoranti; nel piano sotterraneo si apre un grande museo didattico dove diorami e ricostruzioni in scala reale mostrano le tecniche costruttive romane e le rudimentali macchine usate per la realizzazione dell’opera. Un sentiero conduce poi alla gola, isolata dalle strade di comunicazione grazie a varianti viarie, nella quale si trovano punti di sosta e ristoranti. Un ponte pedonale affianca l’acquedotto e ne permette la visita da vicino. Volendo si può scendere lungo il corso del fiume Gardon, noleggiando canoe o facendovi il bagno, oppure salire sulla cresta rocciosa della gola per ammirare il monumento dall’alto, al livello della condotta idrica oggi dismessa.</p><p><img class="alignnone" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Le-pont-du-Gard/foto-PduGard032%40.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p><h4>Il Museo del Pont du Gard</h4><p>Nel museo una serie di dati tecnici permette di apprezzare la genialità costruttiva dell’opera, caratterizzata da una inclinazione minima ma sufficiente per fornire all’acqua la giusta spinta. Si scopre così che pendenza, velocità e impeto delle acque, luce degli archi sui tre ordini, materiali da costruzione e persino l&#8217;estetica furono studiati con grande cura e maestria.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00334_pont-du-gard.html" data-text="Pont du Gard" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00334_pont-du-gard.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00334_pont-du-gard.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Nimes</title><link>http://www.archeoguida.it/00326_nimes.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00326_nimes.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:37:29 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Provenza]]></category> <category><![CDATA[anfiteatro romano]]></category> <category><![CDATA[Jardin de la Fontaine]]></category> <category><![CDATA[Les Arenes]]></category> <category><![CDATA[Maison Carrèe]]></category> <category><![CDATA[Nimes]]></category> <category><![CDATA[Tour Magne]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=326</guid> <description><![CDATA[Una delle più importanti località della Provenza, dal punto di vista archeologico e monumentale è senza dubbio Nimes, elegante città ricca di numerose e spettacolari testimonianze del mondo romano. Si raggiunge da Arles seguendo l’autostrada A54, o la panoramica statale E80, e si trova nella zona dove il panorama muta dalle colline calcaree della Camargue [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-327" title="Nimes" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/Nimes.jpg" alt="Nimes" width="360" height="240" /></p><p>Una delle più importanti località della Provenza, dal punto di vista archeologico e monumentale è senza dubbio <strong>Nimes</strong>, elegante città ricca di numerose e spettacolari testimonianze del mondo romano. Si raggiunge da <strong>Arles</strong> seguendo l’autostrada A54, o la panoramica statale E80, e si trova nella zona dove il panorama muta dalle colline calcaree della <strong>Camargue</strong> alla pianura delle <strong>Petite Camargue</strong>.</p><h4>Storia di Nimes</h4><p>Nimes conta oggi oltre 130.000 abitanti e venne fondata dai <strong>Celti</strong> con il nome di <strong>Voicae Arecomici</strong>. Fu conquistata dai romani e <strong>Augusto</strong> fece costruire una solida cinta di mura che proteggesse adeguatamente la città e un’ampia fascia di terreno per un totale di quasi 200 ettari. Nei decenni successivi Nimes conobbe un periodo di forte sviluppo e di notevole prosperità, tant’ è che si arricchì di un gran numero di edifici pubblici tra i quali un grande tempio, noto oggi come la <strong>Maison Carrée</strong>, un anfiteatro in grado di ospitare 24.000 spettatori, un circo, edifici termali e numerose fontane. Raggiunse il suo massimo splendore nel II secolo d. C. quando la popolazione arrivò a contare oltre 20.000 abitanti, fino a sfiorare la cifra di 25.000. Nel Medioevo divenne famosa per la sua produzione tessile: il cosiddetto denim, termine spesso usato per definire alcuni modelli di jeans, è una stoffa di cotone assai robusta che veniva fabbricata originariamente in Francia, proprio a Nimes, con il nome di Sarge de Nimes. Si distingue facilmente per via dell’ordito colorato con blu indigo e per la trama in greggio con un curioso effetto bicolore e disegno diagonale, da destra verso sinistra. La fama di questi prodotti era tale che, secondo una leggenda, lo stesso Cristoforo Colombo vi fece ricorso per garantire vele robuste alle sue caravelle. Seguì un periodo assai duro per i suoi abitanti, funestato da guerre, incursioni e terremoti, dal quale Nimes riemerse solo alla fine del XV secolo, con uno slancio virtuoso che rimise in moto la macchina produttiva rivitalizzando la lavorazione del legno, del marmo, della seta e del vetro. Nel XVIII secolo gli stabilimenti tessili offrivano oltre 300 diverse lavorazioni e specializzazioni artigianali, dando lavoro a quasi 10.000<br /> addetti.</p><h4>Anfiteatro romano o Les Arenes</h4><p>Per ammirare le testimonianze del suo grandioso passato romano non si può che iniziare da <strong>Les Arenes</strong>, senza dubbio uno dei monumenti più classici e celebri della Francia romana. Tra tutti gli anfiteatri sopravvissuti fino ai nostri giorni, quello di Nimes non è notevole per le sue dimensioni, essendo infatti solo al ventesimo posto per grandezza, ma è sicuramente tra i primi al mondo per il suo eccellente stato di conservazione. Venne costruito nella seconda metà del I secolo d.C. con una forma quasi perfettamente ellittica; misura 133 metri di lunghezza per 101 di larghezza, su un’altezza di 21 metri, e si svolge su due piani di 60 arcate ciascuno coronati da un attico che lascia sporgere i sostegni del velario, la grande tenda mobile che dava ombra agli spettatori. Poteva ospitare oltre 24.000 spettatori seduti su 34 file di gradini rigorosamente ripartite in base al censo sociale; da notare il singolare segno inciso su tutte le file di gradini, ogni 40 centimetri, per indicare lo spazio che era destinato a ciascuno spettatore. L’accesso del pubblico avveniva mediante un complesso ed articolato sistema di gallerie e scalinate che rendeva facile raggiungere qualsiasi ordine di posti. L’arena vera e propria misura 68 metri per 37 e anticamente vi si tenevano combattimenti di gladiatori e bestie feroci; oggi ospita spettacoli e soprattutto corride sul modello della vicina Spagna. Nel Medioevo venne occupato da torme di miserabili che vi costruirono abitazioni rudimentali sfruttando le strutture interne e creandovi una sorta di cittadella, dotata persino di una piccola chiesa. Venne liberato e restaurato solo nell’800, tornando così all’aspetto originario e, dal 1863, tutti i giorni vi si svolgono corride e spettacoli che vedono una folla sempre numerosa invadere le sue gradinate come accadeva 2000 anni fa. Stupisce infine l’assenza quasi totale di decorazioni dovuta alla scarsa lavorabilità della pietra usata per la costruzione: gli unici bassorilievi visibili sono quelli di un combattimento tra gladiatori e della lupa capitolina che allatta Romolo e Remo.</p><p><img class="alignnone" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Nimes-anfiteatro/foto-nimes107%40.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p><h4>Maison Carrèe</h4><p>L’altro simbolo della Nimes romana è la <strong>Maison Carrée</strong>, un <strong>grande tempio del I secolo</strong> a.C. giunto ai nostri giorni in uno stato di conservazione quasi perfetto. Fu innalzato sotto il regno di Augusto per onorare la memoria dei suoi due nipoti, scomparsi entrambi in giovane età, nati da Giulia, sua figlia, e Agrippa. Il tempio ha pianta rettangolare e misura 26 metri per 15; è circondato da un colonnato in stile corinzio preceduto da un podio al quale si accede mediante una scalinata. È alto quasi 17 metri e ricco di decorazioni, sia nel frontone che nelle cornici laterali. Napoleone Bonaparte ne fu affascinato a tal punto da trarvi ispirazione per la costruzione della Madalaine di Parigi. Nel corso dei secoli venne usato come municipio della città e, successivamente, come chiesa dei monaci Agostiniani. Il nome di Maison Carrée (ossia casa quadrata) gli è stato attribuito solo a partire dal XVI secolo, nonostante la sua forma non sia affatto quadrata; oggi all’interno è allestito un piccolo museo archeologico dove sono esposti vari reperti, per lo più di epoca imperiale, rinvenuti durante diversi scavi in città. In origine si trovava al centro del Foro, mentre oggi è impreziosito dal fatto di essere isolato al centro di una vasta piazza spoglia che ne valorizza le linee classiche e la maestosità.</p><p><img src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Nimes-Maison-Carree/foto-nimes012%40.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p><h4>Jardin de la Fontaine</h4><p>La visita prosegue ai vicini Jardin de la Fontaine, i Giardini della Fontana, realizzati nel XVII secolo ampliando una struttura più antica costruita sul sito della fonte di <strong>Nemausus</strong>, dove ebbe origine la città. Fortunatamente la ristrutturazione settecentesca rispettò l’area sacra della <strong>sorgente</strong> che comprendeva il <strong>tempio di Diana</strong>, un <strong>teatro</strong> e le <strong>terme</strong>, le cui rovine sono ancora oggi ben visibili ed offrono una suggestiva occasione di visita.</p><p><img class="alignnone" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Nimes-giardini/foto-nimes134%40.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p><h4>Tour Magne</h4><p>Spostandosi poi sul colle che domina la città si ammira la <strong>Tour Magne</strong>, la <strong>superstite delle trenta torri</strong> che irrobustivano la cinta fortificata posta nel 15 d.C. a difesa della Nimes romana. Ha forma <strong>ottagonale</strong>, con il primo livello più largo del superiore, e si eleva ancora per un altezza di quasi 33 metri, nonostante abbia perso il terzo livello; dalla sommità, raggiungibile con una rampa interna di scale, si gode un panorama invidiabile.</p><p><img class="alignnone" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Nimes-monumenti/foto-nimes111%40.jpg" alt="" width="404" height="600" /></p><h4>Musei di Nimes</h4><p>Di questo passato così importante sono testimoni i numerosi reperti archeologici venuti alla luce nel corso dei secoli dagli scavi effettuati in città. Per ammirarli vale la pena di recarsi a visitare il <strong>Museo Archeologico</strong>, allestito nel seicentesco edificio che fu il collegio dei Gesuiti, dove è esposta un’ampia selezione di oggetti e sculture organizzate in ordine cronologico. Tra le monete si notino quelle coniate dalla zecca di Nimes, caratterizzate sul verso dall’immagine di un<strong>coccodrillo incatenato ad una palma</strong>, o a un ramo di palma, cinto da una corona d’alloro: simboleggia l’Egitto conquistato<br /> da Roma ed è oggi il simbolo della città.</p><h4>Cattedrale di San Castor</h4><p>Nel centro storico si trova infine la cattedrale di <strong>San Castor</strong>, di origine <strong>medievale</strong> ma ampiamente rimaneggiata nel corso dei secoli; sulla facciata si conserva una bella cornice decorata a bassorilievo con scene del Vecchio Testamento, tra le quali Adamo ed Eva e l’arca di Noè.</p><p><img class="alignnone" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Nimes-cattedrale/foto-nimes009%40.jpg" alt="" width="696" height="600" /></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00326_nimes.html" data-text="Nimes" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00326_nimes.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00326_nimes.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Glanum</title><link>http://www.archeoguida.it/00314_glanum.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00314_glanum.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:13:28 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Provenza]]></category> <category><![CDATA[Glanum]]></category> <category><![CDATA[Nostradamus]]></category> <category><![CDATA[St. Remy de Provance]]></category> <category><![CDATA[Van Gogh]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=314</guid> <description><![CDATA[Luogo molto interessante e ricco di testimonianze antiche nel cuore della Provenza archeologica è St. Remy de Provance, dove si trovano gli imponenti resti della città romana di Glanum, caratterizzata per le sue imponenti rovine, due maestosi munumenti funerari e un interessante museo ricco di reperti. L’area di Glanum fu abitata ininterrottamente per ben otto [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-317" title="Glanum" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/Glanum.jpg" alt="Glanum" width="360" height="240" /></p><p>Luogo molto interessante e ricco di testimonianze antiche nel cuore della Provenza archeologica è St. Remy de Provance, dove si trovano gli imponenti resti della città romana di Glanum, caratterizzata per le sue imponenti rovine, due maestosi munumenti funerari e un interessante museo ricco di reperti.</p><p>L’area di Glanum fu abitata ininterrottamente per ben otto secoli. Fondata attorno al VI secolo a.C. dai Saliens, una tribù gallica, venne poi occupata dai coloni greci spintisi nell’interno da Marsiglia e infine dalle legioni romane. Sotto la pressione delle orde barbariche , nel III secolo d.C. la città fu abbandonata dai suoi abitanti che decisero, forse per ragioni di sicurezza, di rifondarla più a valle, dove si trova la moderna Saint Rémy.</p><h4>I monumenti funerari</h4><p>Il sito archeologico si trova qualche Km prima della città moderna ed è annunciato al visitatore, oltrechè dalla sempre presente e ben fatta segnaletica che contraddistingue la gestione del beni culturali francesi, dalle <strong>Antiques</strong>, due monumenti di epoca romana situati proprio lungo la strada: l’arco di trionfo che accoglieva i viaggiatori in arrivo da nord e un monumento funerario dei Giulii, entrambi costruiti negli anni a cavallo tra il 30 e il 20 a.C.. </p><p class="fotoorizzontale"><img src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Glanum/foto-glanum009%40.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p><p>L’arco, innalzato per celebrare la fondazione della città, non è giunto a noi ben conservato. Di esso resta infatti solo l’arcata centrale, con decorazione a cassettoni esagonali, quel che resta di alcune colonne e bassorilievi raffiguranti personaggi ormai privi della parte superiore. Al contrario il mausoleo è praticamente integro e conserva per intero la struttura su tre livelli, ciascuno in uno stile diverso. Il basamento, a base quadrata, è interamente rivestito con bassorilievi raffiguranti scene di battaglia.</p><h4>Le rovine di Glanum</h4><p>Le rovine di Glanum sono imponenti, anche se purtroppo il loro stato di conservazione non è eccellente, e vi si accede (chiuso il lunedì) attraverso un moderno ed efficiente centro visite, con annesso book shop e centro ristoro. L’area archeologica si divide grossomodo in due zone, una bassa, immersa nel verde, e una alta, addossata a una parete rocciosa. Tra i monumenti, si segnalano il tempio costruito sulla sorgente che probabilmente indusse gli antichi <strong>Saliens</strong> a stabilirsi qui, dedicato poi dai romani alla loro dea della salute Valetudo, le colonne superstiti del tempio di Augusto, alcune case patrizie con i resti dei peristili, la basilica a tre navate e le terme con le loro vasche.</p><p class="fotoorizzontale"><img src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Glanum/foto-glanum050%40.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p><h4>I musei di St. Remy de Provance</h4><p>Nella moderna St. Remy ci sono parecchie cose da vedere come il <strong>Musée Archéologique de l&#8217;Hôtel de Sade</strong> (1, Rue du Parage, tel. 04 90 92 64 04), allestito in un edificio costruito nel Rinascimento sulle rovine di un monumento romano; vi sono esposti reperti e mosaici provenienti da Glanum. L’hotel Estrine, del XVIII secolo divenuto <strong>centro d’arte dedicato a Van Gogh</strong>, che qui soggiornò per un anno. L’hotel Mistral de Montdragon, un edificio del XVI secolo dove ha sede il <strong>Musée des Alpilles</strong> (1 place Favier, E-mail <a href="mailto:musee.alpilles@wanadoo.fr">musee.alpilles@wanadoo.fr</a>, tel. 04 90 92 68 24) riaperto nella primavera del 2005 e dedicato all’arte e alle tradizioni popolari della zona. Nota di colore: qui si trova la casa natale<br /> di Nostradamus.</p><p>Informazioni su St Remy de Provence (ufficio turistico anche con guide in italiano tel. 04 90 92 05 22, area archeologica di Glanum tel. 04 90 92 23 79)</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00314_glanum.html" data-text="Glanum" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00314_glanum.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00314_glanum.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Carpentras</title><link>http://www.archeoguida.it/00312_carpentras.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00312_carpentras.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:11:35 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Provenza]]></category> <category><![CDATA[Carpentras]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=312</guid> <description><![CDATA[Lungo la strada 938 si incontra Carpentras, la romana colonia di Julia Meminorum, dove si ammira un piccolo ma suggestivo arco di trionfo decorato con figure di barbari catturati. In realtà quello che si vede oggi è solo la parte inferiore del monumento originario, rimasto per secoli inglobato in vari edifici e liberato solo negli [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fotoverticale" href="http://www.archart.it/archart/europa/France/Carpentras/foto-carpentras01%40.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Carpentras/foto-carpentras01%40.jpg" alt="" width="404" height="600" /></a></p><p>Lungo la strada 938 si incontra <strong>Carpentras</strong>, la romana colonia di <strong>Julia Meminorum</strong>, dove si ammira un piccolo ma suggestivo arco di trionfo decorato con figure di barbari catturati. In realtà quello che si vede oggi è solo la parte inferiore del monumento originario, rimasto per secoli inglobato in vari edifici e liberato solo negli anni recenti.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00312_carpentras.html" data-text="Carpentras" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00312_carpentras.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00312_carpentras.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Baux de Provence</title><link>http://www.archeoguida.it/00308_baux-de-provence.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00308_baux-de-provence.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:01:09 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Provenza]]></category> <category><![CDATA[Baux de Provence]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=308</guid> <description><![CDATA[Lungo la strada tra Arles e Avignone si devia verso Maussane Les Alpilles per  raggiungere uno spettacolare borgo medievale dominato da un bel castello: quello di Le Baux de Provence. Inutile dire che merita senza dubbio una sosta per la visita. Il castello di Le Baux Fu costruito su uno aspro sperone roccioso di quasi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lungo la strada tra <strong>Arles</strong> e <strong>Avignone</strong> si devia verso <strong>Maussane Les Alpilles</strong> per  raggiungere uno spettacolare borgo medievale dominato da un bel castello: quello di <strong>Le Baux de Provence</strong>. Inutile dire che merita senza dubbio una sosta per la visita.</p><h4>Il castello di Le Baux</h4><p>Fu costruito su uno aspro sperone roccioso di quasi 250 metri d’altezza, abitato sin dal neolitico, e raggiunse il suo apice di prosperità nel medioevo in quanto proprietà della ricca famiglia nobiliare dei Baux, signori di tutta la regione. Dal XII secolo alternò periodi di decadenza e abbandono a momenti di gloria, come quello vissuto grazie a Montmorency che introdusse l’arte del Rinascimento. Nel 1822 Berthier, un chimico, vi scopre un minerale ricco di sali di alluminio che viene chiamato appunto <strong>bauxite</strong>. Oggi il borgo è monumento nazionale.  </p><p class="fotoorizzontale"><img title="Francia, Baux en Provence, castello e borgo medievale" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Le-Baux/foto-baux002@.jpg" alt="Francia, Baux en Provence, castello e borgo medievale" /> <img title="Francia, Baux en Provence, castello e borgo medievale" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Le-Baux/foto-baux001@.jpg" alt="Francia, Baux en Provence, castello e borgo medievale" /></p><p>Il castello domina a strapiombo il villaggio fortificato, quasi una cittadella, che si estende su 7 ettari. Del suo florido passato restano la <strong>cappella di Sainte-Blaise</strong>, oggi divenuta Museo dell’olivo, quella detta dei penitenti bianchi, eretta a metà del XVII secolo, alcune torri e fortificazioni tra cui un torrione del XIII secolo.</p><h4>Musei a Le Baux</h4><p>Molto interessante l’esposizione di macchine da guerra medievali perfettamente ricostruite, come catapulte ed arieti. L’Hotel Jean de Brion ospita la <strong>Fondazione Louis Jou</strong> ed espone collezioni di questo celebre tipografo (visita solo su appuntamento tel. 04 90 54 34 17 oppure 04 90 69 88 03, info <a rel="nofollow" href="http://perso.wanadoo.fr/fondationlouisjou/index.html" target="_blank">http://perso.wanadoo.fr/fondationlouisjou/index.html</a>),<br /> mentre l’Hotel des Porcelets ospita il <strong>museo Yves Brayer</strong> (chiuso a gennaio e febbraio, tel. 04 90 54 36 99, info <a rel="nofollow" href="http://www.lesbauxdeprovence.com/cult/peintres/brayer.html" target="_blank">www.lesbauxdeprovence.com/cult/peintres/brayer.html</a>),<br /> un pittore contemporaneo (1907–1990) che ha chiesto di essere sepolto proprio nel piccolo cimitero di Baux. All’interno di una vecchia cava ai piedi del borgo è stata allestita la <strong>Cattedrale delle Immagini</strong>, uno spazio affascinante per l’allestimento di spettacoli multimediali dove le immagini vengono proiettate sulle immense pareti di roccia bianca (tel.04 90 54 38 65, Email <a href="mailto:contact@cathedrale-images.com">contact@cathedrale-images.com</a>, sito WEB <a rel="nofollow" href="http://www.cathedrale-images.com" target="_blank">www.cathedrale-images.com</a>)</p><p>Informazioni su Le Baux (tel. 04 90 54 55 56, email <a href="mailto:message@chateau-baux-provence.com">message@chateau-baux-provence.com</a>, sito WEB <a rel="nofollow" href="http://www.chateau-baux-provence.com" target="_blank">www.chateau-baux-provence.com</a>)</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00308_baux-de-provence.html" data-text="Baux de Provence" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00308_baux-de-provence.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00308_baux-de-provence.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Arles</title><link>http://www.archeoguida.it/00303_arles.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00303_arles.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 14:57:43 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Provenza]]></category> <category><![CDATA[Alyscamps]]></category> <category><![CDATA[anfiteatro]]></category> <category><![CDATA[Arles]]></category> <category><![CDATA[cattedrale]]></category> <category><![CDATA[circo romano]]></category> <category><![CDATA[Saint Honorat]]></category> <category><![CDATA[teatro romano]]></category> <category><![CDATA[terme romane]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=303</guid> <description><![CDATA[Arles è una importante città provenzale lungo il Rodano, alle porte della Camargue, fondata nel VII secolo a.C. dai Focesi, gli stessi che diedero vita al nucleo originario di Marsiglia. La si raggiunge facilmente da Aix en Provence con l’autostrada A8 e poi la statale E80. Da visitare il teatro e l&#8217;anfiteatro romano, le terme, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-304" title="Arles" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/Arles.jpg" alt="Arles" width="360" height="239" /></strong></p><p><strong>Arles</strong> è una importante città provenzale lungo il <strong>Rodano</strong>, alle porte della <strong>Camargue</strong>, fondata nel VII secolo a.C. dai <strong>Focesi</strong>, gli stessi che diedero vita al nucleo originario di Marsiglia. La si raggiunge facilmente da Aix en Provence con l’autostrada A8 e poi la statale E80. Da visitare il teatro e l&#8217;anfiteatro romano, le terme, i criptoportici, la cattedrale e il cimitero medievale degli Alyscamps</p><p>L&#8217;avamposto commerciale creato dai Focesi prese il nome di <strong>Théliné</strong> e già nel 102 a.C. era nell’orbita romana, come testimonia il canale navigabile detto <em><strong>fosse mariane</strong></em> fatto scavare dal console Mario. Giulio Cesare la cita poi col nome di <strong>Arelate</strong>, che deriva forse dal gallico are (luogo presso) e late (lo stagno), e ne fa un suo alleato nella guerra civile contro Pompeo. Nel 46 a.C. divenne colonia romana e fu destinata ai veterani della Legione VI che vi si trasferirono per coltivarne le fertili campagne. Inizio cosi un rapido progresso che ne ampliò il porto fluviale e ne sviluppo l’edilizia e l’urbanistica fino a farne il capoluogo della prefettura delle Gallie, tra le residenze predilette dall&#8217;imperatore Costantino. Nel Medioevo divenne capitale del regno di Arles (934-1032), centro di accoglienza per i pellegrini diretti a Santiago di Compostela. Qui Van Gogh visse alla fine del XIX secolo e dipinse alcuni dei suoi quadri più celebri. Le testimonianze storiche monumentali di questa città sono tra le più ampie e meglio conservate della Provenza e le sono valse, nel 1981, l’iscrizione nell&#8217;elenco dei Patrimoni mondiali dell&#8217;umanità dell’UNESCO.</p><h4>Foro romano</h4><p>Il cuore della città romana, il <strong>foro</strong>, venne costruito attorno al 46 a.C. e la grande piazza era sorretta su tre lati da altrettante gallerie sotterranee disposte ad U; quando nel V<br /> secolo l’area fu abbandonata e del foro si perse memoria, questi locali sotterranei furono riusati e ritenuti catacombe. Solo nel 1737 la scoperta di un fregio le fece interpretare come edifici romani. Nel 1951 iniziarono veri e propri scavi archeologici che hanno permesso di recuperare un gran numero di frammenti in marmo e di riaprirle alla visita con un suggestivo itinerario sotterraneo, detto dei <strong>Criptoportici</strong> (due foto sotto), al quale si accede dalla Cappella dei Gesuiti.</p><p><img title="Francia, Arles, i Criptoportici, gallerie del foro romano" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-monumenti-romani/foto-arles164@.jpg" alt="Francia, Arles, i Criptoportici, gallerie del foro romano" /> </p><h4>Teatro romano</h4><p>Del <strong>teatro romano </strong>(sotto da sinistra), costruito ai piedi della collina dell&#8217;Hauture e inaugurato nel 12 a.C., restano oggi alcuni ordini di gradini, l&#8217;orchestra, il proscenio e due colonne della scena. Poteva accogliere quasi 10.000 spettatori; la scena era decorata da tre ordini di colonne in marmo colorato e un complesso scultoreo del quale faceva parte la celebre &#8220;<strong>Venere di Arles</strong>&#8220;. Nel V secolo venne fortificato con la <strong>Torre di Rolando</strong> (sotto a destra) che faceva parte della cinta fortificata. Fu poi invaso da edifici di vario genere e riscoperto solo sul finire del XVII secolo. La prima vera campagna di scavo archeologico e restauro iniziò nel 1823, l’ultima risale al 2004 e lo ha reso fruibile alla città che vi allestisce spettacoli.  </p><p class="fotoverticale"><img title="Francia, Arles, teatro romano" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-monumenti-romani/foto-arles003@.jpg" alt="Francia, Arles, teatro romano" /> <img title="Francia, Arles, teatro romano" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-monumenti-romani/foto-arles005@.jpg" alt="Francia, Arles, teatro romano" /> <img title="Francia, Arles, teatro romano, una delle due torri medievali" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-monumenti-romani/foto-arles007@.jpg" alt="Francia, Arles, teatro romano, una delle due torri medievali" /></p><h4>Anfiteatro romano</h4><p>L’ <strong>anfiteatro</strong>, conosciuto oggi col nome di <strong>les Arènes</strong>, fu costruito poco prima del 80 d.C. e poteva contenere quasi 21.000 spettatori. La cavea, divisa in quattro settori orizzontali detti <em>maeniana</em>, era retta da due ordini di 60 arcate sovrastate da un attico demolito in antico. L&#8217;arena era coperta con un tavolato in legno che celava al di sotto lo spazio per i macchinari di scena. Nel Medioevo fu trasformato in una cittadella fortificata con <strong>quattro torri</strong>, ancora oggi al loro posto, e solo dal 1822 iniziò ad essere liberato dalle costruzioni che vi si erano insediate nel corso dei secoli accorpandosi alle sue mura. </p><p class="fotoorizzontale"><img title="Francia, Arles, anfiteatro romano, 80-90 d.C." src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-anfiteatro-romano/foto-arles094@.jpg" alt="Francia, Arles, anfiteatro romano, 80-90 d.C." /> <img title="Francia, Arles, anfiteatro romano, 80-90 d.C." src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-anfiteatro-romano/foto-arles500.jpg" alt="Francia, Arles, anfiteatro romano, 80-90 d.C." height="532" /></p><h4>Terme romane</h4><p>Le <strong>terme</strong> vennero costruite nel IV secolo d.C. quando Arles era sede della corte dell’imperatore Costantino. Poi durante il Medioevo le strutture murarie furono riusate come abitazioni private e nel XVI secolo i pochi resti visibili, noti come palazzo della Trouille, erano ritenuti i resti del palazzo imperiale di Costantino. Gli scavi succedutisi dal XIX secolo hanno permesso di identificarle come terme e di riaprirle alla visita. </p><p class="fotoorizzontale"><img title="Francia, Arles, terme romane, il calidario" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-monumenti-romani/foto-arles171@.jpg" alt="Francia, Arles, terme romane, il calidario" /> </p><h4>Cattedrale</h4><p>Nel 2003 lavori di sterro sulla collina dell&#8217;Hauture hanno riportato alla luce i resti della <strong>Basilica paleocristiana</strong>, la prima cattedrale di Arles del IV secolo nota fino ad allora solo per le fonti. Nel V secolo d.C. la <strong>cattedrale</strong> venne spostata nei pressi dell&#8217;antico Foro e dedicata a Santo Stefano. Poi durante i secoli successivi ebbe vari ampliamenti e tra il 1100 e il 1152 fu costruita quella oggi visibile, dedicata a <strong>Saint Trophime</strong> (San Trofimo). L’interno è tre navate, la centrale a cinque campate e due laterali molto strette, e il monumentale portale centrale è decorato in maniera assai ricca con splendide scene del Giudizio Universale. Le absidi originali furono sostituite da un coro gotico nel XV secolo e alla fine del XVII secolo altri lavori aggiunsero i portali laterali sulla facciata. </p><p class="fotoverticale"><img title="Francia, Arles, cattedrale di Saint Trophime, facciata" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-cattedrale/foto-arles110@.jpg" alt="Francia, Arles, cattedrale di Saint Trophime, facciata" /> <img title="Francia, Arles, cattedrale di Saint Trophime, chiostro e campanile" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-cattedrale/foto-arles084@.jpg" alt="Francia, Arles, cattedrale di Saint Trophime, chiostro e campanile" /> <img title="Francia, Arles, cattedrale di Saint Trophime, dettaglio del portale principale" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-cattedrale/foto-arles064@.jpg" alt="Francia, Arles, cattedrale di Saint Trophime, dettaglio del portale principale" /></p><p>La galleria nord del chiostro fu costruita alla fine del XII secolo, mentre quella davanti al dormitorio risale agli inizi del XIII; le altre due furono aggiunte negli anni 70 del Trecento. Il progetto rimase però incompiuto e il previsto secondo piano non fu mai realizzato. La decorazione dei capitelli delle gallerie è assai ricca: le due più antiche recano scene del mistero pasquale e Santi locali, ed episodi della vita di Gesù. Le altre due mostrano scene della vita di Saint Trophime e una mescolanza di episodi biblici con culti locali.</p><h4>Circo romano</h4><p>Nel 149 d.C. l&#8217;imperatore Antonino Pio fece costruire fuori dalle mura cittadine un monumentale <strong>circo</strong>, situato lungo la riva del fiume, capace di oltre 20.000 spettatori. Nel V secolo sembra fosse ancora in funzione, ma di li a breve lo spazio inizierà a perdere la sua funzione originaria e ad essere occupato da abitazioni che ne sfruttano i materiali da costruzione. Nel VI secolo viene usato addirittura come cava di materiale per rafforzare le mura. Ricoperto dalle alluvioni del fiume, verrà riscoperto e in parte scavato solo nel XVII. Nella <strong>piazza della Repubblica</strong>, davanti alla cattedrale, si trova un <strong>obelisco</strong> risalente al IV secolo d.C. che proviene dal Circo romano. Realizzato in un tipo di pietra originaria della Turchia, fu rinvenuto nel 1389 in due pezzi e venne collocato nella piazza nel 1676. Nella vicina chiesa barocca di Sant&#8217;Anna nel 1825 fu allestito il primo museo archeologico della città, detto curiosamente &#8220;Museo di arte pagana&#8221;. </p><p class="fotoverticale"><img title="Francia, Arles, Place de la Republique, obelisco del circo romano di Arleate" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-monumenti-romani/foto-arles507.jpg" alt="Francia, Arles, Place de la Republique, obelisco del circo romano di Arleate" /></p><h4>Monumenti di Arles</h4><p>Di indubbio fascino è la <strong>Commanderie Sainte-Luce</strong>, un complesso di quattro edifici raccolti attorno a un cortile centrale, costruiti nel XIII secolo e appartenuti ai Templari.<br /> Il convento dei Grands-Carmes, costruito nel XIII secolo, fu invece il primo convento dei Carmelitani e comprende la cappella Desalberts, con volte gotiche dalla pregevole decorazione risalenti al XVI secolo. In quella che dal XV secolo fu sede del Gran Priore dell&#8217;Ordine di Malta si trova oggi il Museo Réattu, dedicato all&#8217;arte contemporanea e alla fotografia (10, Rue du Grand Prieuré, tel. 04 90 49 37 58, Email <a href="mailto:musee.reattu.arles@wanadoo.fr">musee.reattu.arles@wanadoo.fr</a>).</p><h4>Musei di Arles</h4><p><strong>Musée de l&#8217;Arles et de la Provence antiques<br /> </strong>(Presqu&#8217;Ile du Cirque Romain, Tel. 04 90 18 88 88, Email info.mapa@cg13.fr, sito WEB <a href="http://www.arles-antique.cg13.fr">www.arles-antique.cg13.fr</a>) dove è esposta una vasta collezione formatesi a partire dal 1614. Vi si trovano molti reperti tra cui quelli archeologici del primo museo di Arles e qui nel 1651 fu esposta la Venere di Arles prima di essere donata al re Luigi XIV per Versailles. L’allestimento attuale guida il visitatore attraverso la storia della città e dei dintorni, dalla preistoria al periodo ellenistico, dalla romanità fino al cristianesimo. La raccolta comprende pregevoli pezzi di statuaria, mosaici e sarcofagi.</p><p><strong>Museon Arlaten<br /> </strong>(29, Rue de la République, tel. 04 90 93 58 11) venne invece fondato da Frédéric Mistral nel 1896 come museo della città per conservarvi testimonianze della vita quotidiana e della cultura di Arles e del territorio. Vi sono esposti oggetti storici, mobili, e abiti dal XIX secolo.</p><p><strong>Museé de la Camargue<br /> </strong>(Mas du Pont de Rousty, tel. 04 90 97 10 82,  Email <a href="mailto:musee@parc-camargue.fr">musee@parc-camargue.fr</a>, sito WEB <a href="http://www.parc-camargue.fr">http://www.parc-camargue.fr</a>), a carattere naturalistico e dedicato alla scoperta dello straordinario ecosistema naturale della foce del Rodano, la celebre Camargue.</p><h4>Mura medievali</h4><p>La città era cinta da mura già alla fine del I secolo a.C. ma il tracciato è incerto; poco si conserva di quella cinta se non il settore che va dalla <strong>torre des Mourgues</strong> alla <strong>porta di Augusto</strong>, ingresso in città della via Aurelia. Parte del tracciato fu riusato per le nuove mura tardoantiche, ampliate poi nel XIII secolo. La <strong>torre detta dello Scorticatoio</strong>, del 1372, è quel che rimane delle mura medievali che correvano lungo il fiume. </p><p class="fotoorizzontale"><img id="fotoorizzontale" title="Francia, Arles, mura medievali" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-monumenti-romani/foto-arles216@.jpg" border="10" alt="Francia, Arles, mura medievali" width="800" /></p><h4>Necropoli monumentale degli Alyscamps</h4><p>Poco fuori dal centro storico si trova la <strong>necropoli degli Alyscamps </strong>(sotto), una vasta area cimiteriale lungo l&#8217;antica via Aurelia, usata per tutto il periodo della dominazione romana e poi sviluppatasi in epoca paleocristiana quando vi furono sepolti il <strong>Santo martire Genesio</strong> e i <strong>primi vescovi cristiani di Arles</strong>. </p><p class="fotoorizzontale"><img id="fotoorizzontale" title="Francia, Arles, les Alyscamps, cimitero monumentale medievale" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-Les-Alyscamps/foto-arles201@.jpg" border="10" alt="Francia, Arles, les Alyscamps, cimitero monumentale medievale" width="800" /> <img id="fotoorizzontale" title="Francia, Arles, les Alyscamps, cimitero monumentale medievale, chiesa medievale di Saint Honorat" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Arles-Les-Alyscamps/foto-arles214@.jpg" border="10" alt="Francia, Arles, les Alyscamps, cimitero monumentale medievale, chiesa medievale di Saint Honorat" width="800" /></p><p>Subito dopo il Mille, con la nascita del priorato di Saint Honorat, divenne tappa del cammino verso Santiago di Compostela e <strong>Dante la cita nella Divina Commedia</strong>. La <strong>chiesa di Sant&#8217;Onorato</strong> (foto sopra, a destra) è antecedente al XI secolo; fu fondata dai monaci dell&#8217;abbazia di San Vittore di Marsiglia e nel XII secolo decisero di ricostruirla in stile romanico-provenzale, ma la cotruzione non venne mai completata.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00303_arles.html" data-text="Arles" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00303_arles.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00303_arles.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Aix en Provence</title><link>http://www.archeoguida.it/00298_aix-en-provence.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00298_aix-en-provence.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 14:47:07 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Provenza]]></category> <category><![CDATA[Aix en Provence]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=298</guid> <description><![CDATA[Ideale porta d’ingresso della Provenza archeologica è Aix en Provence, situata ai piedi della montagna di Sainte Victorie, alle spalle di Marsiglia da cui dista solo una trentina di km. La città fu fondata nel 123 a.C. dal console romano Sestio Calvinio per creare una testa di ponte in quelle terre di conquista, e prese [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-299" title="Aix-en-Provence" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/Aix-en-Provence.jpg" alt="Aix-en-Provence" width="360" height="240" /></p><p>Ideale porta d’ingresso della <strong>Provenza</strong> archeologica è <strong>Aix en Provence</strong>, situata ai piedi della montagna di Sainte Victorie, alle spalle di Marsiglia da cui dista solo una trentina di km. La città fu fondata nel 123 a.C. dal console romano <strong>Sestio Calvinio</strong> per creare una testa di ponte in quelle terre di conquista, e prese il nome di <strong>Aquae Sextie</strong> per via delle sue rinomate sorgenti termali.</p><h4>Cattedrale di Saint Saveur</h4><p>Qui nel 102 a.C. il <strong>console Mario</strong> sconfisse i <strong>Teutoni</strong>. Ad Aix non restano molte tracce archeologiche del suo pur notevole passato romano, ma è invece forte la presenza medievale che si concretizza in maniera spettacolare nella <strong>cattedrale di Saint Saveur </strong>(foto a sinistra), fondata nel V secolo su edifici romani di cui recenti scavi hanno riportato alle luce le murature.</p><h5>La chiesa</h5><p>appare oggi con una struttura alquanto articolata e composita, frutto dei continui ampliamenti dei quali è stata oggetto nel corso dei secoli. Si articola internamente con una navata singola a croce latina di stile gotico provenzale, il portale del XII secolo è invece di fattura romanico provenzale, cosi come il campanile ottagonale.  Molto interessante e suggestivo il portale, riccamente decorato da statue e figure di santi. Di pregio anche le vetrate decorate e l&#8217;organo a canne. </p><p class="fotoverticale"><img title="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, facciata" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Aix-en-Provence/foto-aix001@.jpg" alt="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, facciata" /> <img title="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, dettagli del portale principale" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Aix-en-Provence/foto-aix022@.jpg" alt="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, dettagli del portale principale" /> <img title="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, dettagli del portale principale" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Aix-en-Provence/foto-aix017@.jpg" alt="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, dettagli del portale principale" /></p><p>La struttura più antica dell&#8217;edificio sacro, risalente all’epoca della fondazione, è il <strong>battistero</strong> (foto sotto) a pianta ottagonale nel cui centro, durante gli scavi degli anni ’20, è venuta alla luce l’antica fonte battesimale della prima chiesa del V secolo. </p><p class="fotoorizzontale"><img title="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, battistero" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Aix-en-Provence/foto-aix048@.jpg" alt="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, battistero" /> <img title="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, battistero" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Aix-en-Provence/foto-aix045@.jpg" alt="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, battistero" /></p><p>Alla cattedrale è annesso un suggestivo <strong>chiostro</strong> (foto sotto) del XII secolo, con un colonnato composto da colonnine binate con capitelli figurati e pilastri angolari con immagini di santi. </p><p class="fotoorizzontale"><img title="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, chiostro" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Aix-en-Provence/foto-aix030@.jpg" alt="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, chiostro" /> <img title="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, chiostro" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Aix-en-Provence/foto-aix041@.jpg" alt="Francia, Aix an Provence, cattedrale di Saint Saveur, V secolo, chiostro" /></p><h4>Musei di Aix en Provence</h4><p>Oltre al suo centro storico, ben tenuto e ricco di edifici storici, Aix offre ben sette musei tra i quali vale la pena di visitare:</p><p><strong>Museo Granet<br /> </strong>(Musée Granet, Place Saint Jean de Malte, fax 04 42 26 84 55), che su 4500 metri quadri di sale ospita una ricca collezione di opere d’arte di maestri come Rembrandt, Rubens, Jordaens, Granet e Cézanne.</p><p><strong>Museé de la Faience Paul Arbaud</strong><br /> nato dalla donazione di una importante collezione privata e dedicato alla ceramica e alla porcellana (2, Rue du 4 Septembre, Email <a href="mailto:musee.arbaud@free.fr">musee.arbaud@free.fr</a>, sito WEB <a rel="nofollow" href="http://musee.arbaud.free.fr" target="_blank">http://musee.arbaud.free.fr</a>)</p><p><strong>Museum d&#8217;Histoire Naturelle<br /> </strong>con la sua ricca collezione di fossili pesci (6, Rue Espariat, tel. 04 42 27 91 27). Tutte le informazioni sui musei di Aix si possono trovare sul sito <a rel="nofollow" href="http://www.museum-aix-en-provence.org" target="_blank">www.museum-aix-en-provence.org</a></p><h4>Sito archeologico di Entremont</h4><p>In direzione di Purycard, circa 3 km a nord, si trova il <strong>sito preromano di Entremont</strong>, un insediamento celtico e ligure molto interessante, fondato dai Salieni alla fine del III secolo a.C. ed abitato per quasi due secoli. I reperti trovati sono oggi esposti al Museo Granet di Aix.</p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00298_aix-en-provence.html" data-text="Aix en Provence" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00298_aix-en-provence.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00298_aix-en-provence.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Abbazia di Montmajour</title><link>http://www.archeoguida.it/00289_abbazia-di-montmajour.html</link> <comments>http://www.archeoguida.it/00289_abbazia-di-montmajour.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 14:32:20 +0000</pubDate> <dc:creator>redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Provenza]]></category> <category><![CDATA[abbazia]]></category> <category><![CDATA[Montmajour]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.archart.it/guida-archeologia/?p=289</guid> <description><![CDATA[  Alcuni km fuori dalla città di Arles, lungo la strada che porta ad Avignone, si trova un vero gioiello dell’architettura sacra medievale provenzale: l’abbazia romanica di Montmajour.  Nata per volontà di una comunità di monaci stabilitisi qui attorno al X secolo, e prosperata grazie alle ricche donazioni dei nobili cristiani, divenne un importante meta [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-291" title="abbazia-Montmajour" src="http://www.archart.it/guida-archeologia/wp-content/uploads/2009/12/abbazia-Montmajour.jpg" alt="abbazia-Montmajour" width="360" height="240" /> </p><p>Alcuni km fuori dalla città di <strong>Arles</strong>, lungo la strada che porta ad <strong>Avignone</strong>, si trova un vero gioiello dell’architettura sacra medievale provenzale: l’abbazia romanica di <strong>Montmajour</strong>.  Nata per volontà di una comunità di monaci stabilitisi qui attorno al <strong>X secolo</strong>, e prosperata grazie alle ricche donazioni dei nobili cristiani, divenne un importante meta di pellegrinaggi grazie alla presenza di alcune reliquie attribuite alla Croce di Cristo.</p><p>Il nucleo più antico è rappresentato dalla <strong>cappella di San Pietro</strong> costruita, scavandola in parte nella viva roccia, attorno al 1040.</p><h2><img title="Francia, Arles, Montmajour, abbazia medievale, veduta posteriore con l'abside" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Montmajour-abbazia/foto-mMajour008@.jpg" alt="Francia, Arles, Montmajour, abbazia medievale, veduta posteriore con l'abside" width="240" height="350" /></h2><p>L’<strong>edificio abbaziale </strong>romanico (sotto) venne invece costruito nel XII secolo; il progetto prevedeva una <strong>navata unica</strong> con tre campate, ma solo le due visibili attualmente vennero realizzate.</p><h2><img title="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Montmajour-abbazia/foto-mMajour011@.jpg" alt="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour" width="240" height="350" /><img title="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, il chiostro" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Montmajour-abbazia/foto-mMajour016@.jpg" alt="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, il chiostro" width="240" height="350" /></h2><p>Al di sotto si apre una <strong>cripta</strong> a deambulatorio (sotto) con varie cappelle. Il chiostro è riccamente decorato.</p><h2><img title="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, la cripta" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Montmajour-abbazia/foto-mMajour005@.jpg" alt="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, la cripta" width="375" height="240" /></h2><p>Dei tanti edifici del grande convento restano oggi la sala capitolare, il refettorio, parte delle celle dei monaci e dei magazzini, e la <strong>torre difensiva detta &#8220;degli Abati&#8221; </strong>(sotto, a destra), aggiunta nel 1369. Poco fuori dal perimetro del convento si trova invece la <strong>cappella della Santa Croce</strong>, costruita alla fine del XII secolo (sotto, a sinistra).</p><h2><img title="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, Chapelle Sainte Croix (cappella della Santa Croce)" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Montmajour-abbazia/foto-mMajour003@.jpg" alt="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, Chapelle Sainte Croix (cappella della Santa Croce)" height="240" /><img title="Francia, Arles, Montmajour, abbazia medievale, veduta posteriore con l'abside e la torre" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Montmajour-abbazia/foto-mMajour006@.jpg" alt="Francia, Arles, Montmajour, abbazia medievale, veduta posteriore con l'abside e la torre" height="240" /></h2><h4>Graffiti di navi medievali</h4><p>Di grande importanza infine i <strong>graffiti</strong> di epoca medievale che raffigurano delle <strong>navi</strong> in assetto di navigazione. Sono stati incisi sulle pietre del monastero da mano ignota e sono ben poco visibili alla luce naturale. Una apposita illuminazione laterale in luce radente permette invece di scorgerne meglio i dettagli e le linee. Si tratta di tipiche imbarcazioni medievali, ritratte con una certa dovizia di particolari, anche se il tratto è poco preciso. Ve ne mostriamo due, sovrapponendo però alla foto il rilievo del disegno, per consentire ai lettori una facile comprensione del profilo delle navi. </p><p> </p><p><img title="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, graffiti con raffigurazioni di navi, nave A" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Montmajour-abbazia/foto-shipA@.jpg" alt="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, graffiti con raffigurazioni di navi, nave A" height="240" /><br /> <img title="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, graffiti con raffigurazioni di navi, nave B" src="http://www.archart.it/archart/europa/France/Montmajour-abbazia/foto-shipB@.jpg" alt="Francia, Arles, abbazia medievale di Montmajour, graffiti con raffigurazioni di navi, nave B" height="240" /></p><div class="social-ring"><div class="social-ring-button"><a href="http://twitter.com/share" data-url="http://www.archeoguida.it/00289_abbazia-di-montmajour.html" data-text="Abbazia di Montmajour" data-count="horizontal" class="sr-twitter-button twitter-share-button"></a></div><div class="social-ring-button"><g:plusone size="medium" callback="plusone_vote"></g:plusone></div><div class="social-ring-button"><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" hspace="0" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" style="width: 70px; height: 21px; position: static; left: 0px; top: 0px; visibility: visible; " tabindex="-1" vspace="0" width="100%" src="http://www.archeoguida.it/wp-content/plugins/wordpress-social-ring//includes/share.php?url=http%3A%2F%2Fwww.archeoguida.it%2F00289_abbazia-di-montmajour.html"></iframe></div></div><div style="clear:both;">&nbsp;</div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.archeoguida.it/00289_abbazia-di-montmajour.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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