
Un manifesto elettorale proprio vicino la sua abitazione chiede l’appoggio dei cittadini alla candidatura del Sacerdos Amandus. L’edificio si sviluppa lungo la strada con una serie di botteghe e retrobottega che successivamente vennero staccati dalla casa il cui primo impianto risaliva già all’età sannitica. Questa notizia c’è stata dimostrata dal ritrovamento di un dipinto, dietro una parte di stucco crollato, raffigurante due gladiatori con l’iscrizione nel nome Spartacus sopra uno dei due (ovvio richiamo al gladiatore più famoso di tutta la storia, Spartaco appunto).
Molti ambienti affacciano sull’atrio e una scala conduce al piano superiore. Accanto all’atrio si trova il salone che veniva usato come triclinio. Questo uso è dimostrato dal modo in cui sono disposte le tessere bianche sul pavimento realizzato in cocciopesto. Al centro della stanza, dove doveva esserci il tavolo, troviamo un cerchio di marmi variopinti. La sala colpisce per l’importanza dei dipinti, ottimi esempi di terzo stile ben maturato. Possiamo farli risalire verosimilmente al 40 d. C.

Triclinio
Sicuramente il più bello tra i quadri è quello che rappresenta la leggenda di Icaro: il paesaggio ha sfondo verde e rappresenta alcuni naviganti che scrutano impauriti il cielo, gli scogli sono personificati e su di essi un pescatore trova il corpo di Icaro caduto. Non c’è Dedalo, rappresentato solamente da un’ala che sorvola in lontananza la città. Gli altri quadri riguardano la vicenda di Andromeda legata allo scoglio pronta per essere liberata da Perseo; sulla parete d’ingresso troviamo Polifemo steso su uno scoglio che osserva Galatea cavalcare le acque sul proprio delfino mentre in lontananza si può vedere la nave di Ulisse in fuga.

Il quadro con la leggenda di Icaro

Il quadro di Polifemo
Un altro pittore si occupò probabilmente dell’ultimo quadro che risente molto del quarto stile: esso raffigura Ercole di fronte alle Esperidi dopo aver preso uno dei pomi d’oro dell’albero e aver calmato il drago. La scena di Elena sedotta da Paride si trova invece in un cubicolo vicino alla scala. Accanto a questo dipinto vediamo alcuni amorini. Anche l’atrio è decorato: vediamo un panorama della città sul fiume e sulla volta una grandissima pianta di vite. L’ambiente doveva essere molto intimo: oggi la decorazione purtroppo è molto rovinata e rimangono i grandi pannelli rossi e alcuni gruppi di amorini.

Ercole di fronte alle Esperidi
Galleria fotografica
Vedi tutte le immagini della Casa del Sacerdos Amandus a Pompei
Autore: redazione
