Curarsi nel medioevo: Chiodi di garofano


 

Chiodi di Garofano

Chiodi di garofano

Caryophyllus aromaticus

Queste piccole infiorescenze sono originarie delle Isole Molucche, che si trovano nell’arcipelago Indonesiano. Si tratta di fiori di un albero sempreverde che, raccolti prima della fioritura completa, vengono essiccati al sole e successivamente conservati in barattoli. I chiodi di garofano erano conosciuti da tempi antichissimi dai Cinesi, che ne facevano un uso piuttosto singolare: prima di recarsi in udienza dall’imperatore, erano soliti masticarne qualcuno per profumare l’alito.

Alla base di questa consuetudine c’è il potere antisettico di questa spezia, nonché il suo buon odore: uccidendo i batteri del cavo orale, si evitava l’insorgere dei cattivi odori. Ancora oggi i chiodi di garofano rappresentano un ottimo “rimedio della nonna” contro il mal di denti: se ne fa un trito da applicare sul dente dolorante o nella carie per alleviare il dolore. Questa proprietà veniva utilizzata anche in ambito culinario, dove i chiodi sono testimoniati da numerosi trattati di cucina, tra cui i già citati “Le Viendant” e “Le Menagier de Paris” entrambi risalenti al XIV secolo. In questo ambito l’uso dei Chiodi di Garofano, spezia costosissima soprattutto per la sua origine così lontana (pare che un pugno di chiodi equivalesse a mezzo bue o un un montone) , era destinato ai più svariati piatti: carne, salse, vini speziati e dolci.

Oggi, ai chiodi di garofano sono stati riconfermate alcune delle proprietà attribuite loro in passato: il decotto di chiodi viene, ad esempio, utilizzato per fare gargarismi e sciacqui per la cura del cavo orale. Inoltre alleviano il mal di testa, stimolano la circolazione e sono efficacissimi nelle infezioni intestinali date da parassiti, funghi e batteri.

 

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