Il fatto che si tratti di un laboratorio di feltrai è testimoniato da un manifesto elettorale che riporta la seguente scritta “Quactiliari rogant” (“i feltrai raccomandano…) e che si trova a destra dell’ingresso. A sinistra invece troviamo una figura solenne di Venere ricca di gioielli e di feltro. Sull’architrave sono presenti inoltre altri busti di divinità (Diana, Mercurio, Giove e Apollo).
Dalla parte del manifesto troviamo anche la processione di Cibele dalla Frigia verso l’Asia Minore.La dea è seduta su un trono e trasportata dal suo popolo in guerra. Due leoncini le siedono vicino i piedi. Essa è raffigurata insieme al dio Dioniso in forma di erma.
Il culto di Cibele come dea della fertitlità la avvicina anche nella raffigurazione a Venere. Questo culto probabilmente penetrò in Campania già in età repubblicana ma si diffuse molto velocemente in età imperiale.
Autore: Giovanni Lattanzi - Email posta@giovannilattanzi.it
