Nola. Chiesa di San Biagio


 

Nola conserva tracce importanti del suo passato anche in una chiesa che tra l’altro è essa stessa un gioiello architettonico da non sottovalutare: la Chiesa di San Biagio. Prima della chiesa in questione, nel 1200, sullo stesso luogo, vi fu costruita una cappella dedicata a Santa Margherita.

Nel 1372 fu costruita la chiesa con il convento e i Francescani la dedicarono a San Francesco d’Assisi. Ad aiutare i frati fu Niccolò Orsini che oggi è sepolto in un monumento funebre dietro l’abside a pianta ottagonale.

La chiesa fu poi intitolata a San Biagio e a Maria della Santissima Misericordia quando gli ordini religiosi furono soppressi nel 1825. I frati vi sono potuti tornare solo nel 1941 e da allora hanno ridato nuova vita sia al convento sia al tempio sacro.

La struttura era in origine di stile gotico, e ha mantenuto in sostanza quest’aspetto nonostante vari restauri che furono eseguiti tra il ‘500 e il ‘700. Notevole tra l’altro è il portale del XIV secolo nella cui lunetta superiore è affrescata la Vergine Maria oltre a tele del ’700 conservate all’interno della chiesa e che sono attribuite alla scuola di Francesco Solimena. Accanto al presbiterio svetta un campanile romanico a base quadrata.

Lavori urgenti furono eseguiti dopo il terremoto del 1980 e per lungo tempo la chiesa fu chiusa al culto. Questo però diede modo di scoprire, nel 1989, sotto la navata, una serie di strutture d’epoca romana datate tra il I e il II sec. d. C. e che devono riferirsi a botteghe, ma soprattutto a un impianto termale di cui si sono conservati il laconicum e il frigidarium. Si era sempre supposto, prima della scoperta, che le terme dell’antica città di Nola si estendessero dal sottosuolo del Palazzo del Fascio fino alla Chiesa di San Biagio, in una zona che in età romana era extra- urbana, non lontana però dalle mura orientali in una zona denominata Pagus Apollinares. Le terme furono costruite riutilizzando strutture repubblicane.

Quando le terme non furono più in uso, nel III sec. d. C. si costruì una domus di cui si sono scoperti due ambienti con pavimenti mosaicati. Gli scavi del post terremoto hanno permesso di recuperare anche un ipogeo del 1300. L’ultimo allarme per le terme fu lanciato nel 2010 dal parroco della chiesa perché i lavori di scavo e di restauro delle antiche strutture sono stati sospesi per mancanza di fondi e così le visite guidate non sono più possibili a causa della pericolosità della scala a chiocciola che dalla navata conduce direttamente agli ambienti sottostanti lasciati abbandonati a se stessi.

 

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