Poggiomarino (Na). Abitato protostorico di Longola


 

Poggiomarino (Na). Abitato protostorico di Longola

Il popolo dei Sarrasti cantato da Virgilio sarebbe rimasto per sempre avvolto nelle nebbie del mito se nel 2000 non si fosse fatta un’importante scoperta archeologica. In località Longola, poco lontano da Pompei, durante i lavori per il depuratore del fiume Sarno, gli operai s’imbatterono in alcuni reperti archeologici che diedero il via a una serie d’indagini che hanno permesso con il tempo di fare luce su un’area poco conosciuta.

L’insediamento riportato alla luce risale al II millennio a. C. e fu frequentato fino al VI sec. a. C., quando un’alluvione costrinse gli abitanti a spostarsi in un’area più protetta: sul pianoro dove poi sorse Pompei.

La comunità di Longola abitava su isolotti, dove avevano costruito capanne su palafitte di cui si conserva l’alzato delle pareti in graticcio e i pavimenti con i focolari. L’interno delle capanne era tenuto al riparo dall’acqua e dall’umidità con strati di pomici e limo. Tutt’intorno canali che gli abitanti attraversavano con piroghe di legno di cui sono stati ritrovati due esemplari.

Gli argini dei canali erano rinforzati da tronchi d’albero sistemati verticalmente. Tutto questo ha fatto sì che il sito fosse denominato la “Venezia preistorica”, mettendo in luce il fatto che nel meridione d’Italia un insediamento del genere è in pratica unico anche per la grande quantità di legno utilizzato.

L’abitato si estende su una superficie di sette ettari e ha restituito un gran numero di materiali: reperti ceramici, vegetali, lignei, bronzei, ossei, di pasta vitrea e di ferro.

Altri reperti degni di nota sono, ad esempio, un piccone con il manico di legno spezzato e una cesta di vimini intrecciata, oltre alle forme di fusione dei materiali a testimonianza che i metalli e le ceramiche erano lavorati direttamente in situ.

Tutto quanto è stato recuperato fino ad oggi nell’area di Longola è stato preservato, sigillato, dall’argilla fangosa del Sarno e ha permesso di indagare i livelli insediativi più antichi, in particolare quelli dell’età del Ferro fino ad oggi poco conosciuti.

Si pensa che l’abitato di Longola dovesse essere molto più esteso se si vuole tener conto di reperti ceramici e lignei ritrovati nelle vicine città di Striano e San Marzano sul Sarno.

A oggi i lavori del depuratore e le ricerche degli archeologi sono andati avanti simultaneamente, non senza difficoltà. Uno dei progetti ancora in cantiere è la creazione di un parco archeologico del Sarno per poter ospitare tutti i reperti testimoni delle civiltà che, in tempi lontanissimi, hanno abitato lungo il corso del fiume.

 

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