
Le mura greco romane di Neapolis
Partenope prima e Neapolis poi, erano cinte da mura costruite con blocchi di tufo giallo estratto dalle numerose cave che si trovavano intorno alla città.
La città aveva un impianto urbanistico di tipo ippodameo con strade parallele (decumani, larghi 6 metri) che s’intersecavano ad angolo retto con strade più piccole (cardi, circa una ventina). Decumani e cardi formavano gli isolati (insulae). Gli isolati avevano forma rettangolare e al loro interno erano ordinatamente divisi edifici pubblici e privati. Impianti urbanistici di questo tipo si ritrovano anche in altre famose città dell’antichità come Mileto, Olinto, Paestum. C’è da dire però che uno schema urbanistico simile a quello ideato da Ippodamo di Mileto nel V sec. a. C., si presentava già prima in molte città dell’Italia meridionale. Le strade erano di Neapolis erano lastricate in pietra vesuviana e agli incroci era facile trovare pozzi d’acqua pubblici.
L’andamento della cinta muraria seguiva le attuali zone di Via Costantinopoli, S. Pietro a Majella, Piazza S. Domenico Maggiore, Via Mezzocannone, Corso Umberto con Piazza Nicola Amore, Piazza Calenda, Castel Capuano, Via Carbonara, Via Settembrini e la base dell’antica acropoli di Caponapoli.
Lungo la fortificazione si aprivano porte che scandivano i tragitti dei tre decumani. Il decumano superiore (Via SS. Apostoli, Via Anticaglia e Via Sapienza) era chiuso dalla Porta Carbonara e dalla Porta Romana. Il decumano maggiore (Via Tribunali fino a Piazza Bellini) presentava la Porta Domini Ursitate.
Il decumano inferiore (Via Forcella attraverso Via S. Biagio dei Librai fino a Piazza S. Domenico Maggiore), presentava la Porta Furcillensis e la Porta Puteolana. Una porta doveva poi trovarsi, dove oggi è quella di S. Gennaro, di fronte al quartiere Sanità tra Via Foria e Piazza Cavour, e altre porte dovevano aprirsi lungo Via Mezzocannone e Via Donnaregina.
Oggi i resti dell’imponente fortificazione muraria si possono vedere in Piazza Cavour, Piazza Bellini e Piazza Calenda.
In Piazza Cavour le mura sono del IV sec. a. C. e andarono a rafforzare le mura del V secolo. Queste mura sono in parte inglobate in una rampa che si trova alle spalle di una scuola e che conduce a quella che era l’antica acropoli di Caponapoli. In Piazza Bellini le mura furono scoperte nel 1954 e oggi si trovano proprio al centro della piccola piazza, all’interno di un fossato. I blocchi sono di un tufo compatto, ben sagomati e uniti tra loro.
Le mura sono a doppia cortina, esterna e interna, e lo spazio vuoto tra le due fu riempito da materiale di risulta e terreno. La costruzione si fa risalire a due momenti diversi, comunque tra il V e il IV sec. a. C. Una porta doveva trovarsi di fronte all’attuale Port’Alba, dove nel Medioevo se ne costruì una nuova.
Nella fortificazione era presente anche una torre. Anche al centro di Piazza Calenda si possono vedere tratti di mura del V sec. a. C., proprio nella zona dove doveva trovarsi la Porta Furcillensis.
Autore: Speranza Ambrosio - Email ambrosio@archart.it
