Napoli: Chiesa di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta


 

Napoli: Chiesa di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta

La Chiesa di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta a Napoli

Nel cuore antico di Napoli, lungo il decumano, sorge una delle chiese più antiche della città, sicuramente la prima a essere dedicata alla Madonna. La Chiesa è chiamata di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta, con un nome che richiama un’antica tradizione che voleva conservata all’interno dell’edificio sacro una pietra con l’immagine sacra della Vergine che concedeva l’indulgenza a chiunque la baciasse.

La chiesa della Pietrasanta sorse nel VI sec. d. C. come basilica paleocristiana sui resti di quello che doveva essere il tempio dedicato alla dea Diana. Un importante rifacimento in chiave barocca si fa risalire all’opera di Cosimo Fanzago che vi lavorò tra il 1653 e il 1678. Il portale di marmo, cui si accede attraverso delle scale, è datato invece 1675 e fu realizzato da Pietro Sanbarberio.

Nuovi restauri interessarono la struttura tra il XVIII e il XIX secolo, ma è dopo il secondo conflitto mondiale che gli interventi si resero necessari a causa dei bombardamenti. La facciata della chiesa è addossata lateralmente alla Cappella del Pontano, in piperno scuro e con iscrizioni su marmo in latino, e a quella del Salvatore risalente al XVIII secolo.

Il prospetto è diviso in due ordini: il primo è ionico, il secondo è incompiuto. L’interno è a croce greca con cappelle laterali. La pavimentazione maiolicata fu realizzata nel XVIII secolo. La cripta conserva reperti che vanno dall’età greco-romana fino al Medioevo e oltre.

Unico elemento romanico del complesso è il campanile risalente all’XI secolo. La particolarità della struttura, in mattoni rossi e con arco, è nell’aver inglobato, soprattutto nella base, colonne, capitelli e addirittura un’antica scacchiera. Gli elementi architettonici sarebbero pertinenti al tempio di Diana. E’ notizia molto recente che nel sottosuolo della chiesa, dove è l’antico acquedotto, sono state trovate graffite delle croci che richiamano al mondo dei Templari.

Il cunicolo arriva fino ai sotterranei del palazzo del principe di Sansevero prima di tornare verso la chiesa e verso il luogo dove venivano preparati i corpi dei defunti per la sepoltura. Si è sempre supposto che il principe di Sansevero avesse rapporti con i Templari che a loro volta erano devoti alla Madonna Nera, trasposizione cristiana della dea Iside.

Anche se non c’è nessuna testimonianza archeologica a riguardo, si pensa che il tempio di Iside sarebbe stato poi dedicato a Diana, prima di essere consacrato quindi alla Vergine della Pietrasanta.

 

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