Pompei, Casa del Sacello Iliaco


 

Pompei, Casa del Sacello Iliaco

Si è dedotto dalla facciata in opus quadratum e dall’architrave a cornice con listello dentellato che questa casa dovesse essere di origine antica e nobile: probabilmente prima del terremoto del 62 d. C. era unita al criptoportico da cui venne separata dopo il terremoto stesso. Anche quella che oggi è conosciuta come Fullonica di Stephanus doveva, verosimilmente, un tempo, far pare della casa.

Anche dopo l’eruzione del 79 d. C. l’edificio era in fase di restauro: i lavori che si stavano attuando su questo edificio ci danno inoltre molte informazioni sui metodi e le tecniche di restauro del tempo, specialmente sul restauro degli affreschi. Sappiamo infatti che la calce per gli intonaci veniva preparata tramite un forno e che il gesso e la calcite che servivano per il restauro venivano depositati in maniera provvisoria nel giardino dell’abitazione.

Nel triclinio lo zoccolo aspettava ancora di essere intonacato, la parte centrale invece era ben decorata con uno xenion in cui erano raffigurate scene agresti e prodotti agricoli (asparagi e ricotta). Questo ci dimostra che i pittori preferivano lavorate dall’alto verso il basso. Manca infatti l’intonaco solo sullo zoccolo che è la parte più inferiore della parete. Nella parete che va verso la strada invece si trovano due nature morte su un sevizio da tavola in argento.

Nel cubicolo invece i lavori erano ultimati: la stanza conteneva un letto matrimoniale a triplice spalliera di circa 1.30 di larghezza. Questo era un letto per due persone e ne sono state trovate alcune rappresentazioni in qualche quadretto erotico. Con la sua larghezza occupava praticamente tutta la parete di fondo. Un altro cubicolo di dimensioni, struttura e mobilio simile manca però delle decorazioni.

La presenza dei letti e di altre suppellettili dimostra certamente che la casa era abitata al momento dell’eruzione. L’arredo della casa è particolarmente importante perché sono veramente pochi i pezzi di arredamento che si sono salvati nella cittadina campana. La decorazione del secondo cubicolo è molto fine, nel terzo invece essa è incompleta: è terminata quella della zona superiore mentre è in attesa di essere terminata quella della zona mediana. Una stuccatura assolutamente grezza decorava il tablino e l’atrio dove possiamo trovare anche alcuni pilastri realizzati in opera mista.

Pompei, Casa del Sacello Iliaco
La volta del Sacello Iliaco

Nel sacello iliaco, che da il nome alla casa, manca del tutto la decorazione delle pareti mentre sono decorate la volta e il fregio che è stato realizzato in rilievo. Nella volta troviamo la raffigurazione del ratto di Gianimede (in un medaglione). La leggenda racconta che questo bel pastore venisse rapito da Giove per portarlo in cielo nei panni di un’aquila sorretta da satiri e menadi. Nella rappresentazione oltre alla scena appena descritta troviamo anche alcuni dei simboli più ricorrenti per Bacco e Venere (ovvero pantere e cigni). In un quadretto troviamo invece la visita della Luna al pastore Endimione che nel sonno non si accorge della strana presenza al suo fianco.

Il fregio invece accoglie alcuni episodi del ciclo dell’Iliade:

  • Priamo, Ecuba e Astianatte cercano di fermare Ettore, guidato dal destino alato (Moira) dall’alto della porta della città di Troia
  • Le due dee, Hera e Afrodite, assistono al duello tra i due grandi eroi Ettore e Achille
  • Il cadavere dell’eroe troiano viene legato al carro di Achille e trascinato nella polvere proprio davanti alle mura della città di Troia. Uno schiavo offre all’eroe greco un vaso in cambio del corpo di Ettore su offerta di Priamo.
  • Priamo, riesce a riprendere il corpo di Ettore e lo riporta in città sul carro.

Passiamo ora ad analizzare il giardino che si trova vicino alla cucina. Ad un angolo del giardino si trova l’accesso alla “Sala degli Elefanti” e ad un vicino cubicolo decorato in secondo stile. Un mosaico divide questa sala in due parti: la prima è decorata con stelle e rombi mentre la seconda con un semplice tappeto bianco dai bordi neri. Sulle pareti invece troviamo; un filosofo (o un poeta) che medita seduto davanti ad un globo e ad una musa, una composizione con due elefanti che si dirigono verso il candelabro al centro della parete guidati da due amorini. Dalla parte dell’ingresso troviamo Clio (musa della storia) che tiene in mano il rotolo di un volume. Da notare la presenza di un antico abecedario dipinto sullo stucco del restauro.

Pompei, Casa del Sacello Iliaco
La sala degli elefanti

Il cubicolo ha pareti completamente rosse ed è decorato con delle incrostazioni in marmo a soggetto floreale. Troviamo in questa stanza anche un triplice fregio: il primo decorato con un tralcio, il secondo con due scudi incrociati tra loro e il terzo con degli ippocampi che sorreggono nereidi. La monocromia rossa della stanza è interrotta solo dal pilastro centrale della stanza decorato in verde.

Anche l’anticamera presenta delle decorazioni: troviamo la storia di Arianna abbandonata da Teseo e di Sileno mentre ascolta un satiro suonare il flauto. Alcune statuette sono sostenute da grifi usati come piccole mensole. Il tappeto contiene al suo centro un emblema decorato con esagoni che venne probabilmente eliminato già in antichità. Rimane quindi solo la cassetta che lo conteneva realizzata in travertino.

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