Pompei, Mensa ponderaria e Foro olitorio


 

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In questa scheda presentiamo un gruppo di edifici pubblici situati in un’area ristretta che si trova nei pressi del Foro. Essi sono la Mensa Ponderaria, il Foro Olitorio, l’Aerarium e la Latrina.

Mensa ponderaria

La mensa Ponderaria costruita in dimensioni standard decise dai magistrati per evitare arbitrii tra i negozianti si trova in una nicchia ricavata presso il muro che divide il Foro e il Tempio di Apollo. Della struttura ora rimane solo una grande lastra in calcare nella quale sono ricavate nove cavità di forma circolare, ognuna di una diversa capacità, sul cui fondo si trova un buco che permetteva l’uscita del prodotto pesato, alle nove cavità della Mensa ne furono aggiunte tre: in tutto quindi abbiamo dodici misure diverse di capacità. Altri tre vani per la cavità si trovano sopra la Mensa quindi in tutto le misure dovevano essere dodici. L’edificio è sicuramente anteriore alla fondazione della colonia romana: ciò è dimostrato dalle denominazioni delle misure originali. Quando Pompei divenne colonia romana si presentò il problema della non conformità delle misure osche con quelle romane, quindi si decise di immettere le nuove misure romane, a testimonianza di ciò troviamo anche un’iscrizione:

A(ulus) Clodius A(uli) f(ilius) Flaccus, N(umerius) Arcaeus N(umeri) f(ilius) Arellian(us) Caledus d(uo)v(iri) i(iure) d(icundo) mensuras exoequandos ex dec(uronium) decr(eto)

(Aulus Clodius Flaccus figlio di Aulus, Numerius Arcaeus Arellianus Caledus, figlio di Numerius, duoviri con potere giurisdizionale (attesero) per deliberazione decurionale a ragguagliare le misure metriche).

Foro Olitorio

All’angolo nord-ovest del Foro troviamo un portico con otto pilastri sulla facciata,realizzati in opera laterizia. Verso Sud si rivolgono nove spazi. Alla luce di ciò andrà sicuramente identificato con un Foro Olitorio ovvero un mercato dedicato alla vendita dei cereali e dei legumi secchi. Ovviamente la posizione del mercato non è casuale, costruito vicino alla Mensa Ponderaria permetteva ai venditori di controllare le misure e vicino anche al luogo dove anche un ufficiale poteva verificarne la correttezza. Sulla facciata sono presenti otto aperture, nel 79 d. C. al momento dell’eruzione la struttura non era ancora completata, mancava sicuramente il tetto del portico e le pareti interne non erano ancora state intonacate. Attualmente il foro Olitorio è adibito a deposito di materiale archeologico.

Latrina

Negli ultimi anni di vita della città venne anche costruita una latrina: lungo tre lati troviamo il canale di spurgo sopra cui sono posti i blocchi destinati a sostenere i sedili. Essa venne realizzata in opera laterizia con scaglie di materiale assolutamente differenziato. Davanti ad essa c’è un piccolo ingresso che impediva che la latrina venisse direttamente vista dalla strada. Probabilmente essa non era in funzione al momento dell’eruzione dato che manca l’allaccio con il canale di acqua.

Sono stati trovati inoltre altri due spazi: essi, sotterranei, erano collegati con una piccola porta al Foro. Sono stati ritrovati i resti di un cancello in ferro che serviva per chiudere questa porta. Entrambi i vani sono coperti da una volta e mancano di illuminazione. Erano probabilmente depositi per l’erario cittadino aggiunti a quelli già esistenti dopo il terremoto. La sede originale dell’erario trovava spazio nella favissa del Capitolium. Sopra gli spazi dell’erario troviamo altre due stanze poste a più di un metro sul livello stradale a causa dello spazio occupato dal soffitto a volta delle stanze sottostanti. Probabilmente i due spazi erano semplicissime botteghe private.

 

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