Marsala. Lilibeo, Platea Septizodii


 

Nell’abitato di Marsala, all’interno di una villa con annesse terme, riccamente decorata, furono ritrovate tre lastre che, in base al contenuto delle iscrizioni, vengono indicate come: Platea Cererum, Platea Septizodii, delle Dodici tribù. 

Marsala. Lilibeo, Platea Cererum
Iscrizione della Platea Septizodii

]opere plat{a}eam vici Sep[tiz]o[di] / lapide Drepanitano sua pec(unia) strav(it) / Q(uintus) Fabius Q(uinti) fil(ius) Maec(ia) Caesilius / Modius Titianus q(aestor) propr(aetore) / prov(inciae) Sicil(iae) plat{a}eam vici / Septizodi sternendam et / perficiendam curavit ded(i) / cavitque

Traduzione

“Quinto Fabio, figlio di Quinto, della gens Marcia, con il suo impegno fece lastricare a sue spese con pietra trapanese la piazza del villaggio del Settizodio; Cecilio Modio Tiziano questore, propretore della provincia di Sicilia, curò che fosse lastricata e completata e dedicò la piazza del villaggio del Settizodio.”

Commento

L’iscrizione, purtroppo, è mutila della parte iniziale, per cui si ignora la circostanza della dedica e mancano gli elementi utili per poter stabilire una cronologia più o meno precisa. A differenza dell’iscrizione della Platea Cererum, il dedicante non è un notabile municipale, bensì il questore della Sicilia che si occupa di proseguire un’opera iniziata da un notabile (duoviro o simili) e che è stata interrotta o per la sua morte o per altri impedimenti, come la mancanza di fondi.

Nell’iscrizione si allude alla pavimentazione della Platea vici Septizodii: come si sa, le grandi città dell’Italia e delle province erano divise in vici, cioè quartieri, che spesso prendevano il nome da qualche importante edifico. L’accezione Septizodium oltre che in questa iscrizione è attestata anche nella Forma Urbis di Settimio Severo e ricorre in altre epigrafi e testi letterari accanto alla forma Septizonium.

Settizonio di Settimio Severo
Settizonio di Settimio Severo

Anche se non si hanno molte notizie sul significato esatto della parola Septizodium o Septizonium, è probabile che si indicasse una costruzione monumentale raffigurante il calendario settimanale. La settimana di sette giorni, di antica origine orientale, appare a Roma nel I secolo a.C., ma si afferma a cominciare a partire dal II secolo d.C. Pertanto, Septizonium, significa edificio che raffigura le sette zone, cioè i sette pianeti(Saturno, Sole, Luna, Marte, Giove, Venere, Mercurio) che presiedono ai sette giorni della settimana e, nell’accezione più frequenteSseptizodium, è evidente la derivazione dalla voce ζώδίον (zodion) che significa figura: il Septizodium più noto è quello di Settimio Severo a Roma.

La funzione del Septizodium era quella di contribuire, dai Severi in poi, alla diffusione del culto imperiale, accogliendo immagini dell’imperatore e della famiglia imperiale accanto a quelle delle divinità indicanti i giorni della settimana. Anche i disegni del Rinascimento rappresentano ilSseptizodium come una sorta di entrata monumentale a tre piani, ornata da colonne, esedre, statue e fontane al pianterreno.

L’imperatore, di origine africana, sposato ad una siriaca, fece costruire questo edificio, molto diffuso in Africa, in una località ben visibile da chi veniva da quella terra. Che Severo tenesse a questa costruzione si può facilmente dedurre dal fatto che essa è contemporanea all’arco di questo imperatore nel Foro Romano, entrambi terminati nel 203. La voce stratura, che ricorre in molte iscrizioni, o il verbo sterno(pavimentare), stanno ad indicare la cura dei romani per la pavimentazione delle vie e delle piazze.

 

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