
Scoperta durante uno scavo tra il 1816 e il 1817 questa casa è importante per l’ottima conservazione dei suoi pavimenti: mosaici di tessere bianche e nere nell’interno, coccio pesto e rombi di tessere bianche all’esterno. Un mosaico rappresenta proprio il cinghiale ,da cui la casa prende il nome, aggredito da due cani da caccia (simile è anche un’altra rappresentazione che si trova nella Casa del Citarista).
La casa probabilmente apparteneva ad un tale Coelius Caldus, esponente della famiglia dei Coeli che arriverà a prendere il ruolo di duumviro con Q.Coelius Caltilius Iustus . Questa famiglia, è in particolare il ramo da cui prende il nome Caldus contava due consoli al suo interno.
Dopo il terremoto del 62 d. C. la casa ebbe bisogno di essere restaurata, soprattutto per la muratura: laterizi e tufelli soppiantarono la struttura calcarea precedente e molte pareti nel 79 d. C. , anno dell’eruzione, attendevano l’opera di decorazione. Le pavimentazioni invece sono tutte precedenti al terremoto in quanto il restauro avvenne sopra il mosaico risalente agli inizi del I secolo d. C. Per gli archeologi la gamma di mosaici presente costituisce una sorta di campionario per la varietà e la fantasia dei disegni rinvenuti: quello dell’atrio è formato da una serie di meandri a doppia T circondati da mura con merli con torri, la parte sinistra invece presenta una serie di esagoni bordati con denti di lupo, mentre la parte destra presenta sempre esagoni ma bordati con rettangoli. L’ingresso del tablino è decorato con un cespo d’acanto e tralci in fiore sui lati.
Per quanto riguarda la struttura il peristilio di quattordici colonne con capitelli ionici è un indizio dell’antichità della casa (II- massimo inizi I secolo a.C.) come del resto anche la struttura dell’esedra. Limitrofo ad essa troviamo un ambiente con decorazioni in primo e secondo stile. E da questo edificio che sembra provenire il mosaico di un bestiarius accompagnato dalla seguente iscrizione: Festus cum Torquato.
Autore: redazione
