Gli scavi archeologici sotto il Museo Barracco: domus ai Baullari
Sotto il palazzo che ospitao il Museo raccabbo, in Corso Vittorio a Roma, ci sono importanti strutture murarie di epoca romana e sono relative a 2 fasi storiche diverse:
- pubblica, con gli stabula
- privata, con una domus
I resti murari più chiari sono quelli inglobati nella cripta.
Pertinenti alla domus sono:
- peristilio con basi (capitelli tuscanici) di riuso del periodo augusteo
- opus sectile
- affreschi con varie scene, che sono stati staccati dalle pareti e trasferiti al museo soprastante
Lo stile svelato da queste pitture, assieme ail pavimento realizzato in pregaiata opus sèctile e i muretti (che sono invece in “opera listata”) destinati a chiudere gli intercolumni, permettono di datare l’edificio (di uso privato) al IV secolo d.C.
In un secondo momento, il cortile porticato della domus è stato modificato con alcuni interventi:
- inserimento di una vasca rettangolare in cipollino sul lato esterno del secondo tramezzo dell’ambulacro sud che poggia su i trapezofori
- taglio del pavimento
- realizzazione di canali di scolo di acqua sotto il pavimento
- collocazione di una mensa ponderarla che venne addossata al lato interno del secondo tramezzo dell’ambulacro sud.
Le modifiche non danno una ricostruzione precisa dell’uso successivo alle modifiche della domus; i muri di questa fase sono lacunosi.
Le immagini della domus: le scene in opus sectile
Gli affreschi conservati sono eccezionali pitture della fine dell’impero di una lussuosa domus con datazione simile a quelle delle domus del Celio che sono datate allo stesso periodo. Sono pannelli conservati al museo Barracco risalenti al IV d.C. pertinenti le pareti della domus basso imperiale sotto il museo.
Si conservano in particolare:
Venatio della tigre
conservazione: zona inferiore sinistra
descrizione: si vedono i resti della parte posteriore di due tigri in corsa in senso orario e inseguite da un cavaliere(di cui si scorgono solo le gambe e il piede destro) che monta un cavallo (di cui si conservano il corpo e tre zampe).
Venatio al Cervo
Conservazione: frammentaria
Descrizione: si vedono una parte del corpo e le zampe di tre animali volti a destra. Il primo dei tre, è stato riconosciuto come parte di un cavallo montato da un gentiluomo. Gli altri due animali sono cervi che sI presume siano stati catturati con una rete( ora poco distinguibile).
Pannello della Pesca (?)
Conservazione: pannello con scena acquatica lacunosa
Descrizione: è un’immagine “marina”. Ci sono barche “animate”. Su una barca si intravede la sagoma di un uomo in tunica exumis e cingulum, a cavalcioni che porta sopra le spalle un bastone con due sacche penzolanti. Nella parte centrale del pannello si trova un elemento non chiaro; questo “fantasma”, da alcuni studiosi, è individuato come una donna; da altri è visto come la base dell’albero maestro della barca, dotata ai lati delle sartie (“le braccia e le gambe della donna”). La prua della nave è “animata” da tre personaggi con il mantello assisi sotto uno “stand”. Dietro e più lontano rispetto alla prima navicella, ce n’è un’altra con un vogatore in tunica exumis, il quale ha di fronte un altro barcaiolo indaffarato con i “pescatori” del natante “in prima fila”.
Venatio: caccia di un’anatra alla biscia
Conservazione: molto lacunosa
Descrizione: si vede la silhouette di una papera, recante una biscia nel becco; il paesaggio è paludoso, riconoscibile per la flora adatta ad un ambiente acquitrinoso.
Non è facile capire il contesto iconografico della rappresentazione. Non si vedono altri dettagli.
Nel mondo basso-imperiale ci sono spesso decorazioni pertinenti la sfera delle Venationes. Queste cacce sono di 2 tipi:
- naturali
riproduzioni fedeli dell’attività venatoria che alludono alle virtù del dominus - anfiteatrali
cacce simulate in anfiteatro per voluptas spectandi che alludono non solo alle virtù, ma talvolta all’ambizione sociale sottesa nella elargizione di spettacoli di nobili alla plebe cioè il dominus poteva essere un munerario o definirsi come tale.
Le immagini marine nel mondo Romano, come in tutto quello antico, hanno una duplice valenza:
- esempio di vita semplice
- esempio negativo perché la sfera acquatica non poteva essere dominata dall’uomo e quindi si tratta di attività legate ad un quid non controllabile.
Come in tutto il mondo Antico la simbologia degli animali è molto forte, ma, a mio avviso, non va cercato un significato o una funzione in ogni decorazione. Essendo queste immagini molto lacunose, ritengo che non sia saggio fare ipotesi troppo azzardate o complicate. È indubbia la loro espressività e la loro bellezza che sottendono un notevole gusto estetico e lusso.
Autore: Alessandra Pignotti
