Lo strano connubio: magia e religione
La religione romana rimane per secoli povera di miti cioè amitica:
- per alcuni studiosi l’austera società guerriera non era interessata a frivole leggende
- per altri la forte ritualità che riattualizzava eventi lontani nel tempo e le funzioni sociali anche con una struttura molto laica e storcistica.
Tutti i sacerdozi indicati fanno ricorso a rituali che spesso usano pratiche che si possono chiamare magiche.
Proprio per il loro carattere e sfondo sacrale sono sopravvissuti e non hanno subito “danni”, solo limitazioni di uso per evitare abusi del cosiddetto potere Sacrale e Sacerdotale in campo politico (1).
L’eccezionale tradizione dei “PIGNORA IMPERII”
Il 24 novembre 2006 e il 1 dicembre 2008 sono svolte delle conferenze sui Pignora Imperii che hanno messo in luce l’origine rituale e sacrale della tradizione Romana Arcaica e la ritualizzazione dei miti. In tale occasione sono stati descritte le 7 cose fatali di Roma Antica, oggetti sacri che sono fondamentali per il rito Romano arcaico e pregni di miti, storie sacre del mondo Greco ed Italico che sono “raccontate” con l’esecuzione di riti e attraverso gli oggetti, 7 cose legate ai cicli italici e troiani(greci) dell’ecismo di Roma. Sono riportate dalle fonti letterarie; sono note con il seguente nome ed ordine:
- L’ago della madre degli dei
- La quadriga di Creta de’ Veienti
- Le ceneri di Oreste
- Lo scettro di Priamo
- Il velo d’Ilione
- Gli Ancili
- Il Palladio
Rimandano ad una sfera della dimensione mitica, nota alle storie religiose greche, ma sconosciuta a Roma. Tale spazio temporale a Roma è rievocato nel rito di ciascun oggetto votivo; la forma e l’aspetto di questo “universo”, che rasenta il fantastico, sono molto simili per il formulario, le azioni e la soprannaturalità delle vicende alla magia, una magia “sacra” creatrice e fondante per l’origine del culto degli oggetti e per l’origine della città che vanta antenati di provenienza “orientale”, troiana, degna rivale della Grecia e italica legata agli antenati comuni con il popolo Latino (2).
Sono cose magiche che hanno l’ambizione di collocare Roma nella tradizione “mondiale” cioè di giustificare l’espansione e la conquista della città in Italia (antenati italici) e in oriente(antenati troiani). Si tratta in questo caso di magia “buona” utile alla politica, mascherata e incanalata all’interno del filone religioso. È ampiamente diffusa è strumentalizzata con l’ausilio del Diritto Romano dall’Impero per il governo è la grandezza del principato.
Note
1 Floramo, 2005, 8, pp. 191- 291.
2 Cancellieri, 1ed. 1842 , nuova 2009.
Autore: Alessandra Pignotti
