Le evidenze archeologiche della fonte sono legate ad un culto di una divinità femminile Romana tra le più importanti del pantheon, Anna Perenna. Oggetti votivi e bambole vodoo in terracotta sono i reperti più significativi; le tracce carpologiche dimostrano l’uso umano di piante nelle cerimonie oltre che la natura “boscosa” dell’area templare. Lo scavo suggerisce rituali e pratiche religiose unici e molto simili a quelli di popolazioni etniche.
Dal punto di vista antropologico, i reperti ritrovati rimandano a pratiche sciamaniche con la goetia, la teurgia, ecc. di sacerdotesse- streghe e divinità- spiriti femminili della natura magici. In epoca tarda e nell’Egitto Romano un valore simbolico simile è assunto da Iside mentre nell’Oriente grecizzato da Cibele - Afrodite -Venere Nera.
Il voodoo e le statuette femminili della fertilità sono oggetti rituali e magici che si ritrovano non solo nell’Europa Preistorica e Protostorica, ma anche in quella mondiale appartengono a strutture sociali semplici in cui la fertilità e la fecondità sono simboli dell’aspettativa di prolificare. Sancisce l’esigenza di espandersi biologicamente in un periodo storico di alta mortalità, specie neonatale.
Anna Perenna a Roma riscatta la donna e la femminilità; rappresenta come per il culto arcaico di Mater Matuta la potenzialità del sesso femminile. Rientra in quello che alcuni studiosi chiamano feminino sacro; è una rivendicazione teologica della donna e della sessualità femminile. È una dea, donna e maga, incantatrice; sembra avere contatti con le dee Germaniche come Freya che praticano la magia. Con questa divinità l’irrazionale simbolizzato nella donna, nel femminile viene canalizzato nella religione e quindi accettato. La sua magia viene resa licita all’interno della sfera sacra del culto.
Le maledizioni, potenti fatture sono accettate nella dimensione del dono sacro alla fonte di culto. Cosa che altrimenti non sarebbe stata accettata nella società Romana che condanna tutto ciò che non controlla oltre che pericoloso. Il dubbio però, che comunque non fosse lecita e venisse con tutta la magia condannata dallo stato, anche se usata rimane.
Autore: Alessandra Pignotti - Email pignotti@archart.it

vodoo??ehm..non vorrei dire ma il vodoo è parecchio successivo…si dice fittile, votivo, apotropaico…le puoi chiamare dagide(che in realtà mi sà che non è molto corretto neanche questo)..la docente all’università parlando di queste bamboline le ha definite BAMBOLE CON VALORE APOTROPAICO…ma vodoo non è proprio utilizzabile in archeologia romana!!!!!
se potete cambiate il termine prima che sia evidente l’errore ad altri utenti!
ciao