Le fonti dirette per lo studio della magia in epoca romana: i reperti magici
Roma, a livellodi reperti e resti archeologici, è una delle città e delle civiltà più ricche della storia antica; purtroppo il caso ha preservato solo alcuni dei monumenti destinati a celebrare ai posteri la grandezza degli Imperatori e la gloria di Roma. La sfera dell’occulto e dell’esoterico vi è documentata soprattutto nella dimensione sacrale, funeraria e “agonistica”.
Per quanto riguarda questi aspetti della vita romana, dal punto di vista dei reperti archeologici sono stati ritrovati:
- parti anatomiche riprodotte in terracotta, che costituiscono ex voto dal valore magico – sacrale
- modelli di fegati ripartiti soprattutto del periodo arcaico
- tabellae defixionum o defixiones
- amuleti e gioielli apotropaici
- oggetti rituali del viaggio dell’anima nell’aldilà ritenuti magici
- bambole “voodoo”
- recipienti magici
- statuine magiche
- pratiche rituali particolari sono visibili dai segni lasciati o non rimasti sui cadaveri seppelliti
La struttura magica Romana si basa su 3 categorie di culto:
- culti di patrias ritus
Giove, Marte, Quirino, Vesta, Giano - culti del Graecus ritus
Cerere, Libero e Libera, Apollo, Esculapio, Cibele - culti dell’ Etrusca Disciplina o Regola Etrusca
Divinazione con auguri o aruspici
Sebbene la letteratura e gli studi filologici parlino di un anti –magia Romana e non riescono a trovare origini e usi certi della terminologia e delle pratiche magiche, i reperti e gli studi delle discipline demo -antropologiche mostrano dei mondi dell’esoterico e delle scienze occulte.
Roma si trova straordinariamente al centro rispetto alle conoscenze della dimensione degli incantesimi e prodigi; si ritrovano pensiero magico animistico e pagano. L’animismo Romano è riscontrabile nel culto dei Demoni, Lari, Penati, Lemuri, dei Geni del luogo e degli dei Mani che vengono gestiti con rituali profilattici, apotropaici e sciamanici. In comune con il mondo Sciamanico sono le maledizioni e il voodoo. Gli spiriti maligni dominano il “pantheon” delle azioni sacre dell’occulto. È uno dei caratteri che conservano in forma atrofizzata tutte le civiltà antiche e del Mediterraneo; è un file rouge del settore.
Ninnoli, pietre e oggetti talismanici accompagnano i momenti di passaggio della vita del Romano, si presentano come forme superstiziose della religione privata popolare. In realtà sono reminiscenze di un retaggio religioso etnologico basato su spiriti benigni e maligni, sciamani e stregoni. A mio avviso si tratta di un residuo della struttura tribale originaria delle popolazioni divise in bande e tribù nomade come lo erano le popolazioni indoeuropee.
Altri rituali sono da ritenersi l’espressione di una civiltà Superiore che ha anche subito il fascino delle civiltà su cui e in cui si è sviluppata e ingrandita.
Approfondimenti
Autore: Alessandra Pignotti

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