Magia: i reperti magici in epoca romana


 

Le fonti dirette per lo studio della magia in epoca romana: i reperti magici

Roma, a livellodi reperti e resti archeologici, è una delle città e delle civiltà più ricche della storia antica; purtroppo il caso ha preservato solo alcuni dei monumenti destinati a celebrare ai posteri la grandezza degli Imperatori e la gloria di Roma. La sfera dell’occulto e dell’esoterico vi è documentata soprattutto nella dimensione sacrale, funeraria e “agonistica”.

Per quanto riguarda questi aspetti della vita romana, dal punto di vista dei reperti archeologici sono stati ritrovati:

  1. parti anatomiche riprodotte in terracotta, che costituiscono ex voto dal valore magico – sacrale
  2. modelli di fegati ripartiti soprattutto del periodo arcaico
  3. tabellae defixionum o defixiones
  4. amuleti e gioielli apotropaici
  5. oggetti rituali del viaggio dell’anima nell’aldilà ritenuti magici
  6. bambole “voodoo”
  7. recipienti magici
  8. statuine magiche
  9. pratiche rituali particolari sono visibili dai segni lasciati o non rimasti sui cadaveri seppelliti

La struttura magica Romana si basa su 3 categorie di culto:

  1. culti di patrias ritus
    Giove, Marte, Quirino, Vesta, Giano
  2. culti del Graecus ritus
    Cerere, Libero e Libera, Apollo, Esculapio, Cibele
  3. culti dell’ Etrusca Disciplina o Regola Etrusca
    Divinazione con auguri o aruspici

Sebbene la letteratura e gli studi filologici parlino di un anti –magia Romana e non riescono a trovare origini e usi certi della terminologia e delle pratiche magiche, i reperti e gli studi delle discipline demo -antropologiche mostrano dei mondi dell’esoterico e delle scienze occulte.

Roma si trova straordinariamente al centro rispetto alle conoscenze della dimensione degli incantesimi e prodigi; si ritrovano pensiero magico animistico e pagano. L’animismo Romano è riscontrabile nel culto dei Demoni, Lari, Penati, Lemuri, dei Geni del luogo e degli dei Mani che vengono gestiti con rituali profilattici, apotropaici e sciamanici. In comune con il mondo Sciamanico sono le maledizioni e il voodoo. Gli spiriti maligni dominano il “pantheon” delle azioni sacre dell’occulto. È uno dei caratteri che conservano in forma atrofizzata tutte le civiltà antiche e del Mediterraneo; è un file rouge del settore.

Ninnoli, pietre e oggetti talismanici accompagnano i momenti di passaggio della vita del Romano, si presentano come forme superstiziose della religione privata popolare. In realtà sono reminiscenze di un retaggio religioso etnologico basato su spiriti benigni e maligni, sciamani e stregoni. A mio avviso si tratta di un residuo della struttura tribale originaria delle popolazioni divise in bande e tribù nomade come lo erano le popolazioni indoeuropee.

Altri rituali sono da ritenersi l’espressione di una civiltà Superiore che ha anche subito il fascino delle civiltà su cui e in cui si è sviluppata e ingrandita.

Approfondimenti

Il caso di Anna Perenna

La mummia di Grottarossa

Le iscrizioni magiche

 

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