Storia della magia: mondo classico


 

Nella civiltà Greca, lo storico Erodoto nel V secolo a..C. usa per la prima volta il termine “maghos” (mago) per indicare un sacerdote della Tribù dei Parsa (Persiani).

Con il termine “magheia” i Greci dal IV secolo a.C. sono soliti definire l’insieme delle pratiche mistiche e a volte poco “ortodosse” per loro delle dottrine religiose nate dalla mescolanza di tradizioni arcaiche (sciamaniche) e quelle rituali religiose dei Persiani.

La civiltà Ellenistica nella forma della koinè culturale concepisce una cultura religiosa e magica fusa con componenti degli studi astrologici e alchimistici, che sarà alla base di tutta la speculazione magica dei secoli successivi e di quella Romana.

La Grecia arcaica, prima dell’arrivo dei Dori e con la prima cultura greca sviluppa una cultura legata al Labirinto (1). Il labirinto e il meandro sono immagini simboliche stratificate, di un processo di astrazione della realtà; la figura di Dedalo è un’immagine magica tra realtà e fantasia che rimandano ad un viaggio spirituale in cui solo chi possiede la conoscenza può tornare indietro; è un archetipo dell’aldilà o della fertilità dove le spirali sono le viscere della dea della terra al cui interno è celato il nascituro prima che esso possa uscire dal microcosmo materno e proiettarsi nel macrocosmo ostile.

La dea Potnia è la Signora maestosa che poi sarà tradotta in altri culti greci ctoni. È un simbolo di un’antica danza rituale magica iterata in cui la spirale riconduce l’uomo greco arcaico alla musica del cosmo. Nel mito, il gomitolo con il filo di Arianna, la purissima, diviene metafora della danza, ma anche un forte talismano per l’orientamento nel labirinto, luogo indefinito e dallo schema fisso geometrico irregolare e ingannevole.

L’architettura del palazzo di Cnosso evoca questo richiamo magico e rituale iterato breve in cui è scolpita un’ascia bipenne da cui l’etimo della parola labirinto e scene della vicenda sacra di Teseo e il Minotauro, in cui il razionale, l’umano trionfa sul magico naturale. Il sapere umano vince sulla natura mostruosa della natura e sulla magia (creatura teriomorfa metà umana e metà taurina simbolo esclusivo di fertilità, fecondità, ma dominata dagli istinti).

Il mondo classico greco usa la magia nella religioni in particolare nei culti ctoni e misterici come quelli dionisiaci e orfici e derivazione orientale. In senso magico vanno intesi i rituali del dio Asclepio, eroe della medicina, giunto dopo la peste di Atene(430 a .C.) con le pratiche di incubazione (incubatio)legate all’oniromanzia.

A partire dal IV secolo a.C. la trasformazione del senso civico Greco porta la nascita e la diffusione sempre maggiore di katàdesis, la maledizione per legamento.

Alle divinità infere come Ecate sono state fabbricate immagini di cera trafitte da spilloni o bruciate per procure morte o danno delle persone rappresentate in cera. Si tratta di forme di quello che oggi definiamo voodoo (2).

Note

(1) Cantelmi, 2005, in Laurenti, Scalco, Simonetti 2005, pp. 71-78.

(2) AAVV, 2000,pp. 821-824, voce magia- la magia nel mondo Greco.

 

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