Nuove ricerche archeologiche incrociate con gli studi di etnoarcheologia valutano esempi di pittura esoterica le decorazioni parietale dele grotte, in particolare quelle indagate in Francia, ma ci sono esempi anche nel resto dell’Europa. Gli studiosi pertanto ritengono che la pittura delle scene di caccia fosse un rito della liturgia sciamanica della caccia attuata prima della caccia come atto religioso- magico per propiziare il successo della attività venatoria. (Breuil e Reinach)
Si legano a simbologie ancestrali in cui le prede raffigurate non sono più solo semplici animali catturati, ma “epifania” del soprannaturale cioè forma zoomorfa degli spiriti benigni o maligni esorcizzati nella pittura per ristabilire sempre l’equilibrio tra uomo e natura e uomo e potenza. Si tratta comunque, a mio avviso,di immagini che possono essere state realizzate a scopi propiziatori da sciamani o artisti per volere “sciamanico”; il mondo preistorico e prostorico caratterizzato da società che sono organizzate in forme prestatali dalla semplice banda come sono le prime comunità di Homo Sapiens alle società gerarchizzate con capi che governano con una struttura funzionale delle attività e forme economiche orientate verso la nascita di forme statali non obbligatoriamente urbane.
In questa fase storica così antica e poco chiara per la mancanza di fonti indirette scritte o di materiali epigrafici le uniche testimonianze sono quelle archeologiche spesso non molto ben conservate e con un ordine cronologico.
L’unico riferimento di indagine è dato dall’antropologia fisica e culturale che, attraverso studi comparatistici con il confronto del modello(già noto o moderno), catapulta immagini sociali e magiche del modello sulla civiltà indagata di questo periodo. Le civiltà etnologiche o “preistoriche”sono il paradigma di confronto con le testimonianze archeologiche delle bande di cacciatori e raccoglitori del Pleistocene e di alcune di quelle di agricoltori e allevatori dell’Olocene. Solo con questo si ritrovano similitudini di pratiche e rituali della sfera magica che sia le bande e le tribù di nomadi moderni sia quelle scomparse delle origini dell’umanità.
Con indagini approfondite si è potuto constatare che la magia è un elemento catalizzante di queste società così elementari, indipendente da evoluzioni e mutazioni sociali o culturali. L’antropologia e l’etnologia mostrano una realtà che non si traduce in un’evoluzione di stadi, ma nella contemporanea presenza di diverse fasi o sistemi. Non esiste alcuna logica di evoluzioni o involuzione, soprattutto sotto l’aspetto magico sempre presente e sempre diverso da etnia ad etnia(delle popolazioni moderne) e da una località all’altra di scavo archeologico.
Non mi soffermerò in dettaglio sul tipo di magia delle comunità ancestrali, ma si possono elencare i tipi di azioni magiche:
- sciamaniche con l’intervanto di spiriti per la modifica della realtà
- esorcismi con azioni di allentamento del male e degli spiriti maligni
- propiziatorie
- divinatorie (veggenza con la vista, lo studio delle interiora, i movimenti degli animali, lo studi e gli influssi dei pianeti come la astrologia e i segni dello zodiaco e delle stelle, prodigi e miracoli, oniromanzia ecc)
- ipnotiche
- profilattiche e apotropaiche con amuleti, talismani e formule
- iniziazioni e riti di passaggio ( stagionale e della vita dell’individuo).
Si rafforzano nel campo del mito che nel periodo preistorico (come ancora oggi nelle comunità nomadi moderne) è tramandato solo in maniera orale.
Per gli studiosi queste civiltà della tradizione orale sono di grande interesse e sono molto difficili da comprendere a pieno, perciò il pensiero e la cultura magiche sono ancora argomenti in fase di analisi perché non sempre la comparazione tra modelli simili del passato con quelli moderni convince e coincide per gli esperti. È indubbia la capacità magica o la forza magica che lasciano trasparire le forme artistiche e sacre di questo periodo storico (1).
Note
(1) Per le Religioni delle civiltà Etnologiche, Brelich, 1995, pp. 1-151.
Autore: Alessandra Pignotti - Email pignotti@archart.it

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