Magia nel mondo antico: storia degli studi


 

In passato la magia è stata politicizzata e strumentalizzata dalle religioni e dalla culture; la storia degli studi al riguardo ha interpretato e focalizzato il “fare magico” e il “pensiero magico” in maniera altalenante. È diverso il valore attribuitogli nel mondo in occidente da quello orientale.

Il mondo Orientale rivolto al misticismo, alla religione e ad una cultura spirituale e non materica ha tenuto in ottima considerazione la magia, facendone una cosa a sé, con una dimensione paranormale, unica e privilegiata al fianco della scienza e della religione.

Il mondo Occidentale si è posto sin dalle origini in maniera polemica nei confronti di tutto ciò che irrazionale, illogico e privo di controllo, seppure con un canale dedicato alle pratiche magiche di vario tipo da quelle astrologiche a quelle di magia nera.

Il processo di sviluppo della società in struttura statale ha relegato la magia a un angolo remoto della religione, spesso vicino alla superstizione pura.

Gli studiosi hanno alternamente considerato questa tematica come:

  • 1) una scienza falsa che altera e modifica le leggi naturali
  • 2) una guida fallace della vita
  • 3) una forma di “aborto” dell’arte

Nel mondo antico la magia è ampiamente praticata per vari scopi e diffusamente proibita dagli stati e dalle religioni in forme incontrollabili. Il Medioevo si concentra su una ricerca di nuovi valori che escludono o collocano la magia ai margini della cultura; la Chiesa contribuisce a creare un clima inquisitorio e di condanna con lotta estrema. Le figure del mondo magico nel periodo medioevale diventano simbolo delle potenze del male ed espressione di Satana e gli Inferi; nasce la vera caccia grossa alle streghe e a coloro che praticano la stregoneria e simili.

Nella storia degli studi a rioccuparsi del tema sono gli autori del periodo moderno del 1400 e del 1500 tra cui spiccano Telesio, Bruno e Campanella; Bruno sarà condannato a morte per eresia e blasfemia ecc. come nel medioevo, anche in quei 2 secoli di rinascita prosegue la lotta alla magia, in particolare dalla Chiesa. I due secoli successivi 1600 e 1700 sono secoli di rifiuto e diniego del campo magico a livello culturale e popolare. Il romanticismo attraverso il recupero del passato e dell’irrazionale ritorna ad indagare sul pensiero magico; nascono studi sulla pietra filosofale e degli oggetti magici .

È il Novecento il secolo del riscatto scientifico del pensiero magico; Malinowsky negli anni ’40 definisce la magia come una forma primitiva distorta della scienza e riapre il dibattito e l’interesse al riguardo. Mauss fa un passo in più; analizza la magia e propone una teoria generale, sottolineando il valore rituale di un complesso di pratiche nella collettività mutevole nella società. Si legano al processo di destoricizzazione mitica. De Martino puntualizza il rapporto tra la magia e i miti delle varie religioni. La natura della magia è stata studiata anche dal punto di vista psicologico. Gli studi sono ancora in corso e in via di sviluppo.

 

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