L’anno 410, il sacco di Alarico, e i suoi effetti sullo sviluppo dell’arte cristiana a Roma
Si tenterà di proporre uno studio dello sviluppo archeologico delle attestazioni monumentali statali, private ed ecclesiastiche nel V d.C., delle produzioni di argenti, ori, libri e di oggettistica, non trascurando, ove sia possibile, il riscontro con le fonti e il dialogo tra l’arte “pagana” del basso impero (l’ultima produzione tardo antica del mondo romano, ormai per certi aspetti sotto forma nostalgica di un passato aureo, di un impero in crisi sull’orlo del collasso, in un mondo dove la religione dominante è il cristianesimo e il paganesimo dei padri una minoranza religiosa sempre più in via d’estinzione e l’arte cristiana .)
L’arte chiesastica, se pur vivendo in un periodo di catastrofi, non è un espressione di una società decadente come molti hanno sostenuto, tra cui Ranuccio Bianchi Bandinelli (La Fine dell’arte antica), ma un nuovo tipo di comunicazione figurata con nuove esigenze e significati ,una arte florida e vivace.
È un periodo di produzione fertile e fecondo di trasformazioni, sempre in continuo movimento, prima dell’arte alto medioevale: è l’arte tardo antica o basso imperiale e paleocristiana, dell’epoca precedente il crollo dell’impero d’Occidente e la nascita dell’arte dei regni romano barbarici e del successivo linguaggio medioevale in occidente e del mondo bizantino in oriente.
Attraverso la lettura delle fonti e dell’archeologia di questo frangente storico è possibile ricostruire lo sviluppo e le caratteristiche dell’arte del periodo delle “catastrofi”. Sconvolgimenti e catastrofi trasformano l’arte Romana che trae nuova linfa e nuove tematiche ed ispirazioni dalla sostituzione del paganesimo e dalla diffusione fino alla conversione dell’Impero al Cristianesimo sia in Occidente che in Oriente.
La crisi dell’Impero e i disastri politici ecc. non sembrano essere contemplati nella nuova arte della città di Roma. Esiste una fase di perfetto parallelismo culturale sincretico e eclettico; questo secolo rappresenta per l’arte antica il capitolo di chiusura e di cerniera con le produzioni del Medioevo. Si assiste ad uno straordinario caso di produzioni artistiche che perseguono gli stessi stili del periodo delle origini dell’arte romana.
L’arte Romana nasce cosmopolita eclettica e sincretica come espressione propagandistica della civiltà latina di Roma e si trasforma con quello stesso spirito durante l’età Tarda per dare vita alle meravigliose realtà dell’arte medioevale occidentale, e in particolare, alle produzioni romane dell’alto e basso Medioevo, forme embrionali dell’arte moderna di Roma (umanistica e rinascimentale). L’arte paleocristiana non è alla fine di un processo artistico, ma all’inizio e in un fase di transizione dell’arte antica.
La città di Roma nel V secolo d.. C . è una capitale di una paganità retrospiciente e di una Cristianità ormai potente e che si sostituisce al potere Imperiale nelle forme, nel linguaggio e nelle ambizioni. Nascono il linguaggio aulico cristiano e la retorica dello “Stato Pontificio”.
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Anno 410, cosa dicono le fonti letterarie indirette
“Il 24 agosto 410 le truppe barbariche di Alarico fino a poco tempo prima alleate di Onorio espugnano Roma mettendola a sacco per tre lunghi giorni .”
La notizia ha subito una vasta risonanza in ogni regione dell’impero suscitando reazioni di sgomento:
“ Ci giunge dall’occidente una notizia spaventosa : Roma è stata assediata e conquista dai barbari Visigoti . la mia lingua si rifiuta di parlare e dalla mia bocca non escono che singhiozzi . la città , che aveva conquistato il mondo , è stata conquistata e muore di fame prima di perire.
Durante l’assedio si sono verificati episodi terribili : vi sono state persino madri che hanno divorato i propri bambini . l’impero romano è ormai decapitato. La distruzione di una sole città ha distrutto il mondo.”
San Girolamo
L’evento colpisce il significato simbolico della città: cade il mito di Roma,città eterna ed invincibile, inespugnata da ottocento anni. Le fonti di V secolo reagiscono all’evento quasi fossero dei sismografi al terremoto,come si può vedere dal reportage di Girolamo : sebbene la religione dominante sia il cristianesimo non mancano voci del paganesimo che ci narrano delle catastrofi che colpirono l’impero occidentale a partire dal primo ventennio,poiché il fatto produce un effetto sconvolgente soprattutto nella cerchia dei pagani .
Spiccano figure come Zosimo, S. Agostino, Orosio che ”portando l’acqua ai propri mulini” ci narrano le cause e gli effetti del primo sacco di Roma, dopo quello remoto e rimosso dai Romani dei Galli, del 390 a.C. e del terzo incendio dopo il neroniano e il gallico .
Zosimo, autore pagano del VI secolo, racconta un episodio sulla tolleranza del papa Innocenzo nei confronti del praefectus urbi, a proposito dell’arrivo di Alarico nel 408 alle porte della città; il prefetto si consultò con Innocenzo e sembra che il papa abbia acconsentito alla celebrazione dei sacrifici a patto che le cerimonie si svolgessero in segreto poiché, in quella circostanza, i pagani, spinti dal “timor deorum “chiesero al praefectus urbi di poter celebrare solenni sacrifici alle loro divinità, cosa allora vietata dalla legge imperiale; sappiamo che l’anno successivo Alarico porrà l’assedio di Roma, (Zosimus Historia Nova V,41. 1-3). Infatti i pagani interpretano la caduta di Roma come una conseguenza di empietà, dovuto alla cacciata degli dei a favore del Dio cristiano, proponendo di ritornare agli antichi riti come afferma Zosimo.
Dall’altra parte i cristiani rovesciano le accuse sul mondo pagano; pone fine a questa questione Agostino, che in senso più oggettivo spiega le vere cause del sacco, affrontando un discorso di tipo teologico. (nel DeCivitate Dei)
Anno 410, cosa dicono le fonti dirette sulle conseguenze e gli effetti del sacco
L’ arte che si sviluppa in questo periodo è di tre tipi principali :
- statale
dove si riscontra sia l’affermazione della gerarchia dell’amministrazione (dittici, ritratti) sia una nostalgia verso un meraviglioso e glorioso passato dei primi secoli dell’impero(Notizia Dignitatum, Virgilio Romano) - ecclesiastica
che si esprime in opere di altissimo livello con i fondi raccolti e racimolati durante i due secoli precedenti, volte a celebrare la grandezza della chiesa e della parola di Dio, adottando talvolta un linguaggio e delle tecniche in precedenza riservate alle committenze imperiali. - privata
che vede lo spegnersi delle committenze senatorie di recupero del classico e del paganesimo e il fiorire di fondazioni basilicali cristiane su fondi privati (San Vitale e Sant’ Agata dei Goti).
L’arte profana registra questo evento catastrofico con produzioni ambiziose e elitarie che pochi possono permettersi come libri miniati o avori intagliati dei consoli e certe argenterie, serie di lusso legate a questo spirito nostalgico .
L’arte paleocristiana affronta le tematiche iconografiche in parallelo al riaffiorare di eresie legate a interpretazioni teologiche e all’auto -rappresentazione del Papato e della Chiesa Romana Si moltiplicano cantieri edilizi di basiliche. Questo parrebbe contrastare l’aspetto politico della società del V d C.
L’archeologia conta numerosi oggetti di lusso che non ci sono arrivati nelle fasi precedenti: i dittici consolari; tipo di reperto così caro e prezioso. Sono rinvenuti nei tesori delle chiese numerosi dittici consolari e quelli sacri, quantità eccezionale rispetto a quelli alto e medio imperiali.
L’effetto del 410 è un’arte nuova,che si rivolge ad un pubblico a vari livelli applicando delle scelte diverse dal passato, in cui, spesso, Il bello talvolta viene negato, facendo contare sempre di più il contenuto delle scene raffigurate rispetto alla forma.
Occorre sottolineare che tale periodo artistico non è affatto, come in precedenza si è ritenuto, una fase di decadenza, ma un’epoca di fioritura di un nuovo linguaggio figurativo che non si cura sempre dell’aspetto formale, in cui spesso il contenuto travalica la forma .
Quest’arte si traduce in splendidi mosaici e favolose pitture rappresentanti scene vetero o neotestamentarie o caratterizzate da ornati geometrici e/o vegetali che riempiono le pareti, l’abside, archi trionfali, pavimenti. Mentre la produzione di IV secolo non è ancora pronta a produrre cicli pittorici e affini , mantenendo sfondi neutri o a fondo dorato, nel V secolo i papi scelgono di produrre “immagini”; il V secolo è una svolta decisiva del mondo artistico cristiano, le immagini prima solo usate da privati per le loro tombe e per le loro domus, legate al culto e al gusto privato sono accettate nell’ambito ufficiale e tramandano messaggi ufficiali-chiesastici.
Sono immagini ricche di storia salvifica del cristianesimo e del papato realizzate con una nuova attenzione ad una composizione più semplice, una narrazione più chiara che sceglie la paratassi delle figure, ignora le proporzioni naturalistiche della anatomia e del mondo riprodotto in 2D (ad esempio le architetture perdono la loro fisionomia ecc.).
Nel corso del V secolo ,infatti ,nasce una nuova moda che non usa la prospettiva, sviluppa la paratassi figurativa, un linguaggio spesso umile ed evita problemi formali e stilistici.
L’artista evita complicazioni di composizione e di espressione, anche se qualche volta i riferimenti di alcune scene non sono compresi dai comuni fedeli( non era compreso da tutti il riferimento alla conversione degli ebrei al cristianesimo nel I secolo, fatto dal mosaicista della basilica di San Paolo ).
I reperti archeologici di questa fase sono più numerosi rispetto a quelli dei periodi precedenti con lo stesso gusto espresso nelle forme artistiche.
Arte cristiana a Roma nel V secolo
Sono edificate le basiliche di:
San Clemente
sorta per opera di un privato
San Paolo fuori le mura
(485/7 d. C) di committenza imperiale
Santa Sabina
datata al 422-432 d. C.. da un privato,un tale, Pietro da Illyria
San Vitale
voluta da un privato, matrona Vestina illustris femina (401-417 d. C)
Santa Pudenziana
fondata da un famigliare (successore) di un certo Pudens o Pudente nel 401-417 d. C
Sant’Agata dei Goti
fondata dal magister militum Ricimer
San Pietro in Vincoli
di committenza imperiale (imperatrice Eudossia) e dal papa Sisto III (440)
Santa Maria Maggiore
fondata dal papa Sisto III o da papa Celestino
Tra IV e V secolo assistiamo da un boom edilizio di chiese costruite o restaurate con impianti e decorazioni spesso precedentemente consone all’arte imperiale. I monumenti ecclesiastici non conoscono interruzioni di cantiere. Emergono fondazioni vescovili e papali, a sostituzione di quelle imperiali con il venir meno del potere temporale.
La chiesa si fa carico di un potere non più solamente spirituale, ponendosi come guida temporale in occidente e soprattutto a Roma in assenza del potere imperiale; sono i primi passi per l’origine del potere temporale dello stato pontificio. Le famiglie aristocratiche romane cominciano a partecipare attivamente all’edilizia sacra della città per l’ambizione a fianco dello stato pontificio, contendendosi gli appalti cittadini. Gli edifici civili senza manutenzione statale cadono in rovina, altri in strane occasioni sono rimaneggiati dai papi.
L’arte del mosaico conosce alti livelli di espressione; le pitture raggiungono nuovi traguardi estetici, tende a scomparire la scultura mezzo all’inizio poco praticato dai cristiani per la raffigurazione sacra a favore delle prime due, favorendo la bidimensionalità contro il 3D degli idolatri pagani .
La simbologia e la decorazione aniconica geometrica e vegetale si sviluppano in modo preponderante, perché non incorrono in problemi teologici. Dai sacri testi compaiono figure chiave come il Mosè nel VT, prefigurazione del Cristo che sono frequentemente rappresentate in parallelo tra nuovo e vecchio testamento. La crisi dell’impero non si rintraccia nelle opere cristiane di questi anni, mentre nelle produzioni di lusso pagane o nelle opere profane si avverte la melanconia del tempo e la tensione politica e storica di cui ci parlano le fonti che nel fenomeno della spogliazione e del riuso si vede molto chiaramente dalla maggiore diffusione e spesso dall’abuso che porta lo stato languente ad un provvedimento del 458 dC che sancisca lo spoglio di un edificio per ragioni di pericolo e il riuso per ragioni di decoro.
Bibliografia
Bianchi Bandinelli, 2000
Bianchi Bandinelli, La fine dell’Arte Antica, Roma 2000.
Garbarino.1997
Garbarino, Letteratura Latina, vol. 3 1997
Autore: Alessandra Pignotti
