Nome greco: Μέγαρα
Grande città dorica alle porte della ionica e nemica di Atene, che la sottrasse nel VI secolo a.C. a Salamina, di straordinario rilievo storico per la sua colonizzazione in Oriente (Bisanzio) e in Occidente (Megara Iblea e Selinunte in Sicilia).
Megara presenta una discreta fioritura tra V e IV secolo a.C. fino alla distruzione avvenuta nel 307 a.C. ad opera di Demetrio Poliorcete.
La città contava due acropoli, quella di Care e quella di Alcatoo, insieme alle Lunghe Mura che la collegavano al porto di Nisa.
Il solo grosso monumento che sopravvive è la cosiddetta “Fontana di Teagene”, costruzione identificata da Pausania con la fontana fatta erigere dal tiranno Teagene intorno all’ VI secolo ma che ora è stata ritenuta di V a.C. Purtroppo ciò che rimane della fontana è un vasto ambiente scavato nella roccia, contenente cinque file di sette colonne ottagonali.
Fuori dalla città di Megara, oltre l’autostrada Corinto – Atene, si ergono i resti di un monumento circolare coronato da triglifi e metope, presso il quale è venuto alla luce un sarcofago di marmo della seconda metà del IV secolo a.C., da ricondurre ad un personaggio megarese anteriore alla distruzione della città datata al 307 a.C.
Autore: Dea Ortolani


