Italia Settentrionale
Nell’Italia Settentrionale si nota, come nella fase precedente, affinità con le culture dei Balcani, per l’adozione dello stile decorativo ceramico meandro –spiralico, tranne in Liguria dove si sviluppa una facies di evoluzione autonoma dello stile Antico. I tipi ceramici attestati sono: bicchieri a bocca quadrata (1) e vasi dai graffiti geometrici che ricordano quelli del periodo precedente( neolitico antico); tra quelle del pieno neolitico si affermano nuovi tipi vascolari, quali scodelle a bocca quadrata con decorazioni a filo spinato, coperchi con motivi dinamici; tra le grossolane i tipi situliformi con decorazione lineare incisa o impressa a scorrimento anche queste all’insegna della facies arcaica. Nella tecnica litica scompare il ritocco di tradizione mesolitica e compare l’industria su pietra levigata con asce, accette e strumentazione foliata con punte di freccia peduncolate. Si diffondono statuette femminili in terracotta, simbolo della fertilità che si riconnettono al mondo balcanico. Continuano le attività venatorie, l’ittica e la raccolta. Le sepolture sono di tre tipologie:
- a fossa semplice
- a recinto di pietre
- a cista litica
Gli inumati giacciono in posizione flessa o reatratta, a volte sono ricoperti di ocra senza distinzioni sessuali o d’età, adombrando il culto della dea madre Terra, comune a tutte le genti di quest’Era così lontana.
Italia Centrale
Alla fase della ceramica impressa nell’Italia Centrale segue la facies della ceramica dipinta nell’area Adriatica, la cultura della ceramica lineare sul versante Tirrenico. Abbondante è l’Ossidiana e la produzione litica levigata tra cui le macine; la ceramica figulina è la tipologia più diffusa nella zona Adriatica, dipinta in negativo dei rosso, le cui forme prevalenti sono semplici come le troncoconiche. Le attività economiche attestate nella parte Adriatica sono:
- caccia di animali da pelliccia, del cervo e del capriolo
- agricoltura
- raccolta dei frutti selvatici (pere, nocciole, more)
Le scoperte archeologiche condotte nell’area Tirrenica portano alla luce modelli di facies lineare, una scarsa documentazione litica e una ricca industria ossea che comprende: punteruoli, spatole e scalpelli su schegge ossee. Ci sono oggetti di ornamento che consistono in conchiglie forate, tubicini e piastrine d’osso forati alle estremità, canini di cervo forati e una loro imitazione in pietra. L’agricoltura e l’allevamento misto sono ben testimoniati; i siti abruzzesi testimoniano i contatti tra le due diverse facies. Una discreta documentazione materiale si ha sul rituale funerario con sepolture di inumati deposti seduti, delimitati da un semicerchio di pietre al cui interno si può notare un ricco corredo funebre e vasi adiacenti alla sepoltura.
Italia Meridionale
L’insediamento trincerato dell’Italia Meridionale è caratterizzato dalla facies dipinta a fasce rosse figulina o vinaccio e brune levigate, le cui forme predominanti sono per le prime gli orci, i fiaschi, le ciotole emisferiche,per le seconde gli orci globulari e ovoidali e le ciotole carenate.
Risulta diffusa l’ossidiana proveniente da Lipari; la lavorazione ossea conta punteruoli e spatole, ma anche scalpelli e manici. I dati indicano un’economia mista(coltivazione e addomesticamento); le sepolture collocate, come nel periodo antico, nell’area del villaggio abitato, sono inumazioni rannicchiate in fosse ovali senza corredo. In ceramica sono reperibili anche la facies di Serra d’Alto acromatica o a motivi meandro- spiralici, le forme vascolare sono varie e la produzione litica è realizzata sia in selce sia in ossidiana.
Sardegna
La Sardegna riflette questo cambiamento: con l’incremento dell’allevamento dei bovini e dei suini, con la comparsa di nuovi tipi di ceramica grossolana(con le ciotole carenate, fiaschi e cucchiai) e depurata(con oggetti, motivi solari e a stella o anche rilievi antropomorfi e zoomorfi), con punte e punteruoli su scheggia in pietra e con trapezi d’ossidiana. Compaiono seppellimenti, non alla rinfusa come nella fase antica, ma sepolture a pozzetto o a grotticella multipla legati a rituali della fertilità, documentati dalla presenza delle statuette femminili della dea – madre, tipiche del periodo.
Isole minori
Importante è anche la cultura delle isole minori: Lipari e Capri.
Lipari presenta una preponderante lavorazione dell’ossidiana, ha uno stile proprio della ceramica triconica, dipinta in rosso e nero, bruna con decorazione graffite e una nero- lucida dai motivi meandro – spirali; l’abitato si sviluppa all’inizio sull’acropoli.
A Capri la ceramica è figulina con scodelle coniche decorate con motivi a fasce, a fiamma marginati di nero; alcune sintassi richiamano la triconica di Lipari.
Sicilia
In Sicilia tale facies è rara ad eccezione dei siti di Megara Hyblea, in cui si sovrappongono la fase di Serra d’Alto a quella di Diana nei primi secoli del III millennio a.C.
Note
(1) Si tratta di bicchieri dotati di una base con la famosa bocca quadrata
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Autore: Alessandra Pignotti

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