Italia Settentrionale
Nell’Italia settentrionale i processi di neolitizzazione si realizzano nella seconda metà del V Millennio, mentre nella parte meridionale della penisola la condizione neolitica si è già affermata da vari secoli con facies dalla ceramica impressa e con i primi reperti di ceramica dipinta.
Infatti, è, a partire da tale periodo, impressa in Liguria occidentale e quasi contemporaneamente a gruppi dell’area padana: Fiorano nell’Emilia e nel Veneto Euganeo, Sammardenchia e Folignola nella pianura del Friuli, Vho nella pianura lombarda, Gaban nella Valle dell’Adige, Isolino nei laghi prealpini della Lombardia. Accanto a questa però si ritrovano elementi mesolitici, tra cui la tradizione ligure litica lamellare, assenti o in minor quantità al sud. La ceramica è di tipo fine; le forme più comuni sono il fiasco, la tazza, i bicchieri. Si presenta con caratteristiche diverse tra le facies tirreniche e quelle adriatiche; ad es. in Romagna è grossolana con forme dette “a tulipano”, invece in Liguria è fine con decorazione geometrica graffita, evidente nelle Arene Candide. Assai diffusa nel nord è la caccia di cervo, cinghiale caprioli e la raccolta di molluschi d’acqua dolce; sono attestati l’agricoltura e l’addomesticamento di ovini –caprini.
Italia Centrale
Nell’Italia Centrale la cultura appare distinta durante tutto il neolitico in due grandi aree:
- area tirrenica
- area adriatica
Tuttavia, su entrambi i versanti, i primi insediamenti neolitici si presentano come Facies riferibili alla ceramica impressa.
Area Adriatica
Sul versante Adriatico si preservano ceramiche della facies abruzzese–marchigiana, nota grazie alla scoperta di un discreto numero di siti archeologici neolitici in grotta o da villaggi neolitici; la decorazione delle ceramiche di questa cultura è costituita da impressioni digitali o a punzone, disposte disordinatamente o a file parallele, da tratti incisi paralleli o formanti reticoli, triangoli,fasce con motivi a meandro zig- zag. Qui è stata scoperta una produzione litica prevalentemente in selce, ossidiana e una varia e diversificata industria ossea. Gli abitati, come in Liguria e in Romagna, sono localizzati in pianura e dislocati lungo le coste o vicino ai fiumi; prevale l’allevamento di ovini e caprini e persiste la caccia di mammiferi e di uccelli. La prassi di sepoltura è l’inumazione, eccetto la grotta Continenza: qui è documentato un rituale particolare, basato sulla cremazione. Le manifestazioni artistiche sono limitate ad alcuni frammenti di statuine femminili.
Area Tirrenica
L’area Tirrenica, cioè Lazio e Toscana, è interessata dalla diffusione della ceramica impressa e dalla distribuzione dell’ossidiana nel livornese. La ceramica, dall’impasto depurato, presenta una decorazione piuttosto ricca con zig zag, impressioni cardiali e incisioni, cui si aggiungono cordoni e punti. L’industria litica è poco nota, conta trapezi e punte in ossidiana, selce e pietra verde.
Italia Meridionale
Nel Meridione, al contrario del Nord Italia, (che ha uno sfruttamento organico ed intensivo delle risorse spontanee e dove la vera neolitizzazione e ha una cronologia tarda), c’è l’adozione del sistema di produzione di cibo basato sull’agricoltura e sull’allevamento delle principali specie domestiche(caprini, ovini, bovini e suini). Difatti, l’economia agro- pastorale si afferma tra il VI e il V millennio a.C. , contemporaneamente anche in Sicilia e nelle isole minori. In queste ultime, il fenomeno neolitico si presenta con i suoi caratteri peculiari già nella fase più “evoluta”; i reperti archeologici inoltre dimostrano l’assenza del Mesolitico, come si trova al Nord e al Centro. L’arte parietale neolitica del Sud e di queste isole, si esprime con figure stilizzate e schematizzate zooomorfe dipinte in ocra. Anche nell’Italia Meridionale e delle Insulare, in primo luogo nella zona sud- orientale, sono state ritrovate ceramiche con decorazione impressa. Da notare, a mio avviso, è l’ampia documentazione risalente al VI millennio a.C. della coltivazione di cereali e una leguminosa detta Lens culinalis; intorno alla metà del V millennio a.C. è maggiormente variegata. Oltre le colture e la fauna domestica alcuni siti archeologici restituiscono resti ossei di piccoli animali selvatici e prodotti marini, derrate alimentari procurate con l’ittica costiera o lagunare e alla raccolta di molluschi lungo gli insediamenti umani costieri, ,ma le comunità neolitiche prediligono, sin dagli inizi, un’economia di attività agricola mista all’allevamento. È testimoniata una delle più antiche attività minerarie: la ricerca, l’estrazione e la lavorazione della Selce garganica in Puglia.
Il modello di insediamento ricorrente è il villaggio trincerato, soprattutto nel Tavoliere e nel Materano.
Alla fine della fase Antica del Neolitico, in età avanzata, inizia la tecnica del graffito su ceramica.
Sardegna
Anche in Sardegna nel VI millennio a.C. si diffonde la prima fase della “cultura della pietra nuova” in grotte e ripari, i cui siti testimoniano un’economia di allevamento di ovini, di pochi maiali e rari buoi, caccia, pesca e raccolta. Si hanno forme semplici di ceramica cardiale ed epicardiale. La tessitura è testimoniata dal ritrovamento di un peso da telaio in argilla; non si conoscono gli insediamenti perché non si hanno notizie al riguardo.
Sicilia
In Sicilia si trova una cultura ceramica simile a quella dell’Italia Meridionale peninsulare; l’economia è distinta in due tipi:
- a occidente basata su pesca, caccia e raccolta di molluschi
- a oriente fondata sulla agricoltura.
La ceramica sicula neolitica è quella figulina e presenta sia impressioni sia dipinti vari sulla superficie decorata, tipica del periodo Medio del Nord d’Italia.
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Autore: Alessandra Pignotti - Email pignotti@archart.it

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