Parmenide di Elea


 

Parmenide

Parmenide (515 a.C. – 450 a.C.)

Orbene, io ti dirò (e tu ascolta e accogli la mia parola)

quali vie di ricerca soltanto si possono pensare:

l’una che è e che non è possibile che non sia

è il sentiero della Persuasione, perché tien dietro alla Verità -

e l’altra che non è e che è necessario che non sia:

e io ti dico che questa è una via preclusa ad ogni ricerca:

infatti non potresti conoscere ciò che non è (giacché non è cosa possibile)

né potresti esprimerlo.

Infatti lo stesso è pensare ed essere.

(Parmenide, Frammenti 2 e 3, Diels-Kranz)

Attivo nel corso del V° secolo a.C., Parmenide è considerato uno dei principali esponenti della scuola di pensiero detta eleatica, dal nome della località di Elea, sita nel territorio dell’attuale provincia di Salerno, ove egli nacque.

Nell’ambito della filosofia presocratica, la corrente di Elea si contraddistingue rispetto alla dottrina professata dalla scuola di Mileto, alla quale appartenevano pensatori quali Talete, Anassimandro ed Anassimene, per la rilevanza in essa assunta dalla questione ontologica, ossia relativa all’essere: che cos’è, qual è la sua natura, qual è il suo rapporto con l’esistenza. A differenza dei filosofi naturalisti, per i quali era centrale la domanda sull’arché, sul principio originario di tutto ciò che esiste, gli eleatici incentrarono la propria riflessione sui criteri fondativi della verità, che rendono possibile un’autentica conoscenza.

Allievo, secondo alcune testimonianze, di Senofane, Parmenide scrisse un poema in versi dal titolo “Sulla natura”, il cui prologo si ripartisce in due parti, dedicate rispettivamente alla verità e all’opinione (in greco doxa), quest’ultima di carattere ingannevole.

In che cosa consiste la via dell’opinione? La risposta non è semplice: forse Parmenide ha voluto intendere, sotto tale denominazione, la filosofia della natura nell’approccio tipico della scuola ionica di Mileto, oppure il sistema delle convenzioni linguistiche umane basate sull’apparenza, oppure ancora il complesso dei fenomeni sensibili. In ogni caso, è certo che la via della verità è la via del “ciò che è” e che “non è possibile che non sia”, mentre la via della doxa è quella in cui essere e non-essere sono ritenuti, ad un tempo, identici e non identici. Ma che cos’è l’ente, la cui proprietà costitutiva è l’essere, menzionato da Parmenide? Pure in questo caso non è agevole fornire una risposta univoca: l’ente parmenideo, che “è e non può non essere”, che “è o non è”, è oggetto di una ricerca progressiva lungo la via della verità, a cui si perviene dimostrando, di volta in volta, i caratteri che lo contraddistinguono. Ciò che conta maggiormente, quindi, non è tanto la definizione, in senso stretto, dell’essere, quanto piuttosto la sua esplicitazione: Parmenide è il primo a sollevare la questione di un principio, caratterizzato dall’eternità, dall’unità e dalla staticità, dal quale far discendere tutto ciò che esiste e che, al contrario, si connota per la finitezza, la molteplicità e la mutevolezza. Di qui il suo rigore profondamente razionalista nell’indagine della realtà e la sostanziale diffidenza nei confronti di un approccio basato sui sensi e sulla loro capacità percettiva.

Approfondimenti

http://www.geagea.com/Monografie/Fil-01/4.htm

 

Questo articolo ha un commento

  • vincenzo russo scrive:

    « … Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l’una che “è” e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità), l’altra che “non è” e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo … Infatti lo stesso è pensare ed essere. »
    (Parmenide, da Il poema sulla natura, o Della natura)

    LA VIA DELLA VERITA’ E LA VIA DELLE OPINIONI.
    ________________________________________

    Sintesi della teoria unificata dell’universo fisico e mentale : IL TACHIONE IL DITO DI DIO.
    Parmenide ci parlò dell’Essere mentale,(la fisica quantistica) e Pitagora e Zenone ci parlarono dell’essere apparente o cerebrale o sensibile che dir si voglia,(la relatività della velocità dell’informazione).
    Poi Socrate fissò il giudizio scientifico universale,necessario e immutabile ,come giudizio scientifico per ottenere la conoscenza uguale per tutti gli uomini,(IL CONCETTO).
    I sensi sono dunque la conoscenza dell’apparenza materiale finta, che avviene in automatico. Tutti gli uomini infatti vedono ,sentono ,toccano, assaporano, le stesse sensazioni fisiche .
    Purtroppo Socrate stesso limitò poi il CONCETTO a metodo di conoscenza delle sole realtà visibili.
    Fu il suo unico errore, che diede però spazio ai sofisti e ad altri pensatori per introdurre LA VIA DELLE OPINIONI tutte equipotenti. (Un vero assurdo logico).
    Così prevalse il relativismo. Continuamente additato dall’attuale papa come un pensiero errato e letale. La verità invece esiste ed è l’unica e fondamentale origine della vita.
    Io infatti ho applicato il pensiero sineterico ,(che Galileo Galilei già recuperò ai fenomeni visibili), anche alle ragioni invisibili delle cose visibili ed il CONCETTO è risultato ancora più efficace nell’indagare in senso verticale,oltre che in senso orizzontale.
    Conciliando così Pitagora con Parmenide ho conciliato in effetti il visibile con l’invisibile, ovvero la fisica della relatività con la fisica dei quanti.
    Sono emerse allora ragioni matematiche astratte dei quark e dei leptoni puntiformi.
    Ossia nel visibile le cause e gli effetti del divenire, sono la stessa energia di fotoni che cambia solo lo stato apparente, passando in soste termiche e stati attivati successivi attraversando tunnel quantistici.
    Così come ci ha portati a capire la rivoluzione galileana della scienza.
    Ma ancor di più è risultato nell’invisibile ,che cause ed effetti fisici hanno ragioni nell’energia mentale continua ,(in numeri ordinali),che simula quella fotonica nel cervello quantizzato,(in numeri cardinali).
    A contorno dunque di luoghi o punti virtuali dello spazio tempo apparentemente vuoti, risultano valori di numeri quantici astratti che determinano i valori materiali sensibili di massa,carica e spin.
    Il programma di indeterminatezza di Heisenberg e quello di esclusione di Pauli ci danno i valori di programma d’impenetrabilità dei luoghi fermionici e di trasparenza dei luoghi bosonici.
    Saluti da Vincenzo.
    In rete : Vincenzo Russo filosofo neo eleatico pitagorico.

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