Eraclito di Efeso


 

Eraclito  

Eraclito (535 a.C. – 475 a.C.)

Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo.

Ciò che è opposizione si concilia e dalle cose differenti nasce l’armonia più bella, e tutto si genera per via di contrasto.

Esiste una sola sapienza: riconoscere l’intelligenza che governa tutte le cose attraverso tutte le cose.

(Eraclito, Frammenti, Diels-Kranz, fr. 91, fr. 8, fr. 41)

Conosciuto già nell’antichità come “l’oscuro”, a motivo delle difficoltà di comprensione sovente poste dai suoi scritti, che prediligono nettamente lo stile aforismatico (1), Eraclito rientra nel filone naturalistico del pensiero presocratico, caratterizzato dalla ricerca del principio di tutte le cose: esso viene individuato da Eraclito nel fuoco.

Rispetto a Parmenide di Elea, che aveva teorizzato l’essere sempre identico, immutabile ed immobile, Eraclito viene additato come il pensatore che, più di ogni altro, ha portato alle estreme conseguenze il divenire quale caratteristica fondamentale di tutte le cose esistenti: “tutto scorre” e “non potrai bagnarti due volte nelle acque dello stesso fiume” sono, non a caso, due delle frasi più celebri nelle quali trova sintesi il pensiero eracliteo.

Secondo Eraclito, il divenire di tutto ciò che esiste si contraddistingue per la perpetua armonia dei contrari, ossia per un rapporto tra i vari elementi all’insegna della reciproca, continua contrapposizione, necessaria a conferire senso specifico ad ognuno degli opposti. In tale armonia il filosofo identifica il logos, definito come fuoco (elemento mutabile per eccellenza), le cui varie trasformazioni danno origine ai vari stati della materia rintracciabili in natura. Tale principio, identificato con la legge razionale, con il divino che governa tutte le cose, non è facilmente intuibile: “Di questo logos verace – dice Eraclito – gli uomini sempre inconsapevoli restano, sia prima di averlo ascoltato sia una volta che l’abbiano ascoltato. Tutto infatti avviene secondo questo logos, ma essi somigliano a inesperti, pur sperimentando che le parole e i fatti sono tali quali io appunto li espongo col dividere ciascuna cosa secondo la sua natura e spiegando come stia. Ma agli altri uomini rimane nascosto ciò che fanno da desti così come dimenticano ciò che fanno dormendo” (fr. 1). Eraclito mette, dunque, in guardia contro i rischi di una conoscenza limitata a ciò che risulta alla percezione sensoriale o alla mutevole opinione degli uomini: “I più infatti non comprendono ciò che si trovano di fronte né lo sanno discernere quando lo abbiano appreso da altri, ma credono di saperlo” (fr. 17).

La vera conoscenza consiste, pertanto, nel “dire in accordo al logos”, ossia nel saper cogliere l’intelligenza che, al di là di ciò che appare, anima tutto ciò che esiste.

Note

(1) Aforisma è, per definizione, una frase breve, concisa, nella quale un pensiero, un’idea vengono espressi in poche parole.

 

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