Aristotele


 

Aristotele 

Aristotele (384 a.C. – 322 a.C.)

Conviene, per quanto possibile, farsi immortale e far di tutto per vivere secondo quella parte che in noi è la più eccellente

(Aristotele, Etica Nicomachea)

“Non bisogna dar retta a coloro che consigliano all’uomo, perché è mortale, di limitarsi a pensare cose umane e mortali; anzi, al contrario, per quanto è possibile, bisogna comportarsi da immortali e far di tutto per vivere secondo la parte più nobile che è in noi”.

Vivere secondo la parte più nobile propria dell’essere umano fu l’impegno costante di Aristotele, allievo dell’Accademia Platonica ove intuì e sviluppò la propria “via filosofica”, caratterizzata da un ripensamento, da una rimodulazione del pensiero di Platone verso nuove prospettive. Il percorso di vita e di ricerca di Aristotele, nato nel 384 a.C. circa a Stagira, località sul confine con la Macedonia, si snoda in alcune tappe fondamentali: una prima fase, apertasi dopo la scomparsa di Platone, coincise con la fondazione, insieme ad altri pensatori di fione platonico, di una scuola ad Asso e, successivamente, a Mitilene; fra 343 e 342 a.C. Aristotele entrò in contatto con la corte macedone di Filippo, il nuovo dominatore della Grecia, che lo elesse a pedagogo del proprio figlio Alessandro, il futuro generale le cui conquiste mutarono la cartina geografica del mondo allora conosciuto e inaugurarono un nuovo corso storico, l’età ellenistica. Intorno al 335-334 a.C., infine, Aristotele, al culmine del suo prestigio, aprì ad Atene, nei locali adiacenti al Tempio di Apollo Licio, una propria scuola denominata “Peripato”, cosiddetta per il fatto che il maestro soleva intrattenersi con i propri allievi, passeggiando. Agli anni trascorsi ad Atene risale la stesura della maggior parte degli scritti aristotelici che segnano, nella storia del pensiero occidentale, la prima, grande sistemazione del complesso del sapere.

Aristotele

E’ possibile delineare alcuni punti essenziali del pensiero dello Stagirita:

  • a partire dalla distinzione delle scienze in teoretiche, pratiche e produttive, Aristotele indica nella “ricerca delle cause prime” lo scopo della metafisica o filosofia prima, il cui oggetto è l’essere o sostanza sopra-sensibile (ossia al di là di ciò che è sensibile o concreto), considerata nelle sue proprietà e nei suoi significati. La sostanza sopra-sensibile è una realtà eterna, completamente immobile; è il Principio supremo o Motore Immobile, da cui “dipendono il cielo e la natura. Ed il suo modo di vivere è il più eccellente: è quel modo di vivere che a noi è concesso solo per breve tempo. E in quello stato Egli è sempre”
  • accanto alla metafisica, fra le scienze teoretiche Aristotele colloca la “filosofia seconda” o fisica, che si occupa della realtà sensibile, contraddistinta dal mutamento nelle sue varie accezioni (generazione, corruzione, alterazione, aumento, diminuzione, traslazione) e dall’inserimento nella dimensione spazio-temporale. Oggetto di interesse della fisica aristotelica non è, quindi, soltanto la struttura dell’universo, ma anche il complesso degli esseri dotati di anima, intesa come principio vitale ai livelli vegetativo, sensitivo e razionale. Altra scienza teoretica per eccellenza è, infine, la matematica, alla cui definizione Aristotele offrì un originale e prezioso contributo
     
  • le scienze pratiche consistono nell’etica e nella politica, ossia nello studio del comportamento umano considerato nelle sue ripercussioni per la vita del singolo individuo e della comunità in cui è inserito. Secondo Aristotele, l’uomo può realizzare pienamente se stesso soltanto nell’esercizio delle virtù che gli consentono di distinguere fra bene e male e di agire secondo ragione, la componente che lo connota rispetto agli altri esseri animati. Una condotta improntata alla virtù si riflette in un’organizzazione dello Stato all’insegna della pace e della felicità dei suoi membri
     
  • di importanza capitale è il contributo aristotelico per lo sviluppo del metodo logico o analitico, contraddistinto dalla definizione del sillogismo quale schema per eccellenza di ragionamento deduttivo, in cui da premesse certe si perviene ad una conclusione altrettanto certa. Altro ambito nel quale Aristotele fornisce un apporto qualificante è quello dell’arte che, svalutata da Platone, viene ora innalzata ad attività in grado di ricreare, nella dimensione del “verosimile”, gli oggetti e le situazioni, allo scopo di conseguire la catarsi o “purificazione delle passioni”: pur non essendovi certezza assoluta sul significato che Aristotele attribuisce al concetto, lo si può ricondurre alla tipica sollecitazione emotiva associata alla fruizione artistica, che è in grado di elevare moralmente il soggetto.

Del corpus degli scritti di Aristotele sono andati pressoché perduti quelli detti “essoterici”, destinati alla lettura da parte del pubblico, e si sono, invece, conservati quelli detti “esoterici”, elaborati ed utilizzati nell’ambito interno del Peripato.

Questi ultimi comprendono le opere di argomento logico

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  • La generazione e la corruzione
  • Meteorologia
  • le opere di psicologia
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  • Parva Naturalia

i quattordici libri della “Metafisica

le opere di morale e di politica

  • Etica Nicomachea
  • Grande Etica
  • Etica Eudemia
  • Politica

 le opere di argomento scientifico

  • Storia degli animali
  • Le parti degli animali
  • Il moto degli animali
  • La generazione degli animali

 nonché la “Poetica” e la “Retorica

 

Questo articolo ha un commento

  • Erminia ciccaglione scrive:

    Proporrei una lettura attenta non solo ai nostri giovani figli ma ai mostri pardon ai nostri politici perchè facciano tesoro degli insegnamenti così mirabilmente descritti.Grazie
    Erminia

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