Demetrio Falereo


 

Demetrio Falereo (345 a.C. – 282 a.C.)

Il profilo di Demetrio, le cui opere, citate da Diogene Laerzio, sono andate tutte perdute, si colloca sullo sfondo delle vicende che caratterizzarono la vita di Atene durante il regno del macedone Cassandro I (302 a.C. – 297 a.C.), dal quale fu nominato governatore della città. Una scelta senza alcun dubbio indovinatissima, in quanto Demetrio, filosofo peripatetico (1), contribuì a conferire rinnovato lustro al patrimonio di cultura costituente l’immensa ricchezza della civiltà greca, sia pure in un periodo non certo facile della sua storia. Erano, infatti, gli anni delle lotte dinastiche tra i successori di Alessandro Magno per il controllo dei territori conquistati dal grande generale. Oltre che pensatore e uomo politico, Demetrio fu anche autore di pregevoli discorsi, che lo qualificano, probabilmente, come l’ultimo oratore dell’antichità degno di questo nome.

Note

(1) Si dicevano “peripatetici” i pensatori aderenti alla scuola di Aristotele, il quale era solito intrattenere gli allievi percorrendo insieme a loro i giardini del Liceo.

 

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