Lisia (445 a.C. – 380 a.C.)
opere principali: Contro Eratostene, Contro Ippoterse, Contro Simone, Per l’olivo sacro, Per l’invalido, Per l’uccisione di Eratostene, Per Mantiteo.
Oratore attivo prevalentemente in ambito giudiziario – il suo compito consisteva nello scrivere discorsi da pronunciarsi in tribunale a difesa del proprio assistito o a titolo di accusa nei confronti dell’imputato -, Lisia visse e svolse la propria carriera durante il periodo dell’affermazione in Atene del regime cosiddetto dei “Trenta Tiranni”, poi conclusosi con la restaurazione della democrazia ad opera di Trasibulo. Le orazioni di Lisia, per le quali si rese celebre sin dall’antichità, si caratterizzano per la scorrevolezza e la semplicità dello stile argomentativo denominato attico, in contrapposizione a quello asiano(1), e per la notevole capacità dell’autore di farsi acuto interprete, come ogni buon avvocato, della personalità e delle istanze dei propri clienti.
Note
(1) Il cosiddetto “stile attico” si caratterizzava per l’adozione della lingua greca impiegata nella regione dell’Attica (di qui il nome della corrente linguistica) e per il rifiuto delle contaminazioni con altri dialetti parlati nel resto della Grecia, nonché per lo stile semplice e chiaro, privo degli artifici retorici che, invece, contraddistinguevano lo “stile asiano”, aperto, a differenza del primo, all’influenza della parlata ionica.
Autore: Marinella Testori
