Callicle (V° secolo)
Citato in uno dei dialoghi di Platone, il Gorgia, Callicle è una figura controversa e misteriosa dell’ambiente sofistico: nulla di certo è noto intorno al suo profilo e da taluni studiosi è stata pure avanzata l’ipotesi che sotto il suo nome non si celi un’identità precisa ma, piuttosto, un orientamento di pensiero che Platone, nel dialogo sopra citato, provvede ad illustrare e a confutare. Nel Gorgia Callicle viene presentato come sostenitore non solo della tirannide quale forma di governo ma, soprattutto, di una netta contrapposizione tra la “legge”, che governa le poleis, e la “natura”: se, infatti, la legge viene promulgata per la tutela del più debole rispetto allo strapotere del più forte, in modo esattamente opposto opera la natura, che premia chi sa farsi valere e penalizza chi non è in grado di difendere ed affermare se stesso.
Per questo motivo, il tiranno agisce in modo contrario al nomos ma coerentemente con i principi naturali. Anche la vita dei singoli deve ispirarsi non tanto al principio dell’utile, teorizzato da Protagora, ma a quello della ricerca del piacere: secondo Callicle, infatti, alla base della precettistica imposta dalla legge morale, che pretende di vietare determinati comportamenti e di consentirne altri, vi è una sorta di invidia da parte dei più deboli, che pretenderebbero di sanzionare ciò che non riescono ad attuare nella propria vita. In definitiva, nella prospettiva calliclea, il tiranno, che fa ciò che vuole e soddisfa ogni proprio desiderio senza curarsi di nulla e di nessuno, è l’unico uomo veramente felice.
Autore: Marinella Testori
