Polibio


 

Polibio (206 a.C. – 124 a.C.)

opere principali: Storie (40 libri)

Deportato come ostaggio a Roma in seguito alla caduta della Macedonia nella battaglia di Pidna (168 a.C.), che pose fine all’indipendenza della Grecia, Polibio è lo storico al quale maggiormente si deve la ricostruzione delle vicende fondative della grandezza di Roma.

Il suo prestigio e la sua fortuna, oltre ai legami con il circolo culturale degli Scipioni si devono alla monumentale opera Storie, originariamente in quaranta libri dei quali solo cinque, unitamente ad ampi frammenti, sono pervenuti: si tratta di un ampio excursus sulla storia di Roma nel periodo compreso fra l’anno 220 a.C. e il 146 a.C., preceduti da un’introduzione a far data dall’anno 264 a.C. Nell’opera polibiana è stato visto un intento celebratorio della grandezza dell’Urbe, che non terrebbe nel giusto conto il lungo periodo di preparazione all’apogeo raggiunto da Roma nel giro di pochi decenni; indipendentemente da qualsiasi considerazione intorno all’obiettività di Polibio, è, però, senza dubbio importante notare come le ricostruzioni dei fatti da lui proposte si basino su una puntuale osservanza del principio di causa-effetto, sull’esame delle fonti da cui vengono attinte le notizie, su una spiccata predilezione per informazioni di prima mano fornite da testimoni oculari o dall’autore stesso, testimone del singolo accadimento. Le Storie di Polibio sono la prima, grande opera storiografica dedicata al predominio di Roma nel Mediterraneo, il fattore unificante intorno al quale viene organizzato l’impianto complessivo della narrazione.

 

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