Tito Livio (59 a.C. – 17 d.C.)
opere principali: Ab urbe condita (142 libri)
Sono conservati soltanto trentacinque degli oltre centoquaranta libri in cui si articolava la monumentale impresa storiografica di Tito Livio, dedicata alla narrazione delle vicende della storia di Roma dalle origini sino all’epoca di Augusto. Tito Livio, che fu maestro e precettore di Claudio, nipote dello stesso Augusto e futuro imperatore, predilige per l’Ab urbe condita un impianto narrativo di tipo annalistico, rispetto a quello monografico, tipico di Sallustio; il complesso dei libri in cui si articolava l’opera, inoltre, era ripartito in gruppi di dieci, corrispondenti ai vari periodi nei quali Livio si dedicò alla pubblicazione dello scritto.
La prospettiva nella quale si pone l’autore è diversa da quella sallustiana anche per altri aspetti, soprattutto per il fatto che, ad un’analisi cruda della crisi politico-sociale in cui versava la società romana del tempo, Livio preferisce il recupero, in chiave idealizzata, del passato; Livio, inoltre, pur legato da un rapporto di amicizia e di stima con Augusto, non svolge alcuna forma di acritica “propaganda” del regime, mostrando simpatia ed affinità con i più autentici valori del periodo della repubblica, di cui il princeps si fece paladino e restauratore. Anche per tale atteggiamento di sano realismo nei confronti dell’istituto imperiale, Livio, che pure non manifesta puntigliosa accuratezza nell’individuazione delle proprie fonti, è senza dubbio uno storico onesto ed attendibile.
Autore: Marinella Testori

