Sallustio (Gaio Crispo)


 

Gaio Sallustio Crispo

Gaio Sallustio Crispo (86 a.C. – 34 a.C.)

opere principali: De Catilinae coniuratione, Bellum Iugurthinum, Historiae

Conosciuto più semplicemente come Sallustio, Gaio Crispo, come molti altri autori del tempo, unì alla produzione storiografica l’impegno nella vita politica del proprio tempo: Sallustio, in particolare, fu protagonista e testimone dello scontro tra Cesare e Pompeo per il controllo di Roma, sfociato nella guerra civile del 49 a.C. Il De Catilinae coniuratione è un’opera unica nel suo genere, dedicata, per la prima volta, all’esame e alla ricostruzione non di una successione di eventi ma di un singolo fatto: nel caso particolare, si trattava della cospirazione ordita nel 63 a.C. da Lucio Sergio Catilina per il sovvertimento del potere senatorio e l’instaurazione di un nuovo ordine politico in Roma. Il Bellum Iugurthinum è un’ulteriore opera di carattere monografico, dedicata alla ricostruzione dello scontro (denominato, appunto, “guerra giugurtina”), dispiegatosi tra 112 e 105 a.C., fra Roma e il re nordafricano di Numidia, Giugurta. Il trattato di Sallustio costituisce la fonte privilegiata per la conoscenza dei fatti, che l’autore ricostruisce ponendo in luce il forte interesse del ceto dei cavalieri e di quello della plebe nei confronti della spedizione in Africa, potenziale fonte di arricchimento.

Con le Historiae, invece, Sallustio intraprende la stesura di un’opera più tradizionale, di stampo annalistico, strutturata in cinque libri per buona parte andati perduti, che descrive il periodo storico compreso tra l’anno 78 a.C. e il 67 a.C. Il complesso della trattazione sallustiana sulla storia di Roma si caratterizza per un’acuta percezione dei drammatici cambiamenti che stavano intervenendo a trasformare l’assetto politico di Roma, facendolo evolvere verso la fine dell’esperienza repubblicana e l’affermazione dell’impero. I mali che affliggono la società del tempo, l’insaziabile avidità di potere espressa dagli esponenti del ceto nobiliare, la corruzione e la decadenza dell’istituto senatorio sono analizzati da Sallustio con lucida attenzione per le cause scatenanti, sullo sfondo della più generale contrapposizione tra le varie forze che sono alla base del decorso storico.

 

Lascia un Commento

Si prega di inserire solo commenti inerenti l'articolo e relativi ad archeologia, storia e arte antica.