Gneo Giulio Agricola
nome: Gneo Giulio Agricola (40-93)
origini: ceto equestre
famiglia: figlio di Giulio Grecino e di Giulia Procilla; padre di Giulia Agricola; suocero di Tacito
L’uomo che più di ogni altro diede un contributo decisivo alla conquista romana della Britannia (l’attuale Gran Bretagna) proveniva da una famiglia di rango elevato, che gli assicurò un’educazione di prim’ordine e la possibilità di inserirsi molto presto negli ambienti militari. Gneo Agricola percorse il proprio cursus honorum ricoprendo numerosi, importanti incarichi, in particolare durante i regni di Galba e del suo successore Vespasiano, a fianco del quale si era schierato nell’anno 69, quando, alla morte di Nerone, nel giro di pochissimo tempo si succedettero sul soglio imperiale quattro sovrani – Galba, Otone, Vitellio e lo stesso Vespasiano – tutti eletti da parte degli eserciti.
Fu proprio durante il regno vespasianeo, per poi proseguire sotto i successori Tito e Domiziano, che Agricola iniziò la sua marcia trionfale verso il progressivo dominio della terra britannica: posto a capo della ventesima legione, la Valeria Victrix, di stanza nell’isola sino a tutto il III° secolo, Gneo Giulio condusse una serie di spedizioni volte a soggiogare le popolazioni locali (Briganti, Ordovici e Caledoni), culminate nella celebre battaglia del Monte Graupio dell’anno 84, nel corso della quale l’esercito avversario dei Caledoni subì una pesante disfatta. L’evento segnò il pieno trionfo di Roma, e di Agricola in particolare, sulla regione britannica, anche se, a motivo dell’apertura di altri fronti sui confini dacico, sarmatico e germanico, l’Impero non conservò saldamente l’iniziativa militare in quelle terre.
Domiziano, invidioso, secondo la ricostruzione offerta da Tacito, dei successi di Agricola, lo richiamò in patria nell’anno 85 con un pretesto e lo fece sostituire. Non esistono, peraltro, prove certe delle macchinazioni imperiali contro il generale, e non bisogna dimenticare che Tacito, in quanto suocero, era personalmente coinvolto, per cui non è escluso che le sue illazioni fossero espressione di una malcelata ostilità nei confronti dell’imperatore, che lo storico intendeva screditare a tutto vantaggio del prode combattente Agricola, il quale aveva dato veramente prova grandiosa delle proprie abilità: Agricola, infatti, non si era limitato a conquistare, ma si era prodigato affinché i territori acquisiti fossero governati nel migliore dei modi, con saggezza ed oculatezza.
Insomma, ce n’era abbastanza per suscitare la reazione meschina di qualche detrattore determinato a danneggiare la reputazione e il ruolo dell’eroico Agricola, ma le fonti non danno riscontri inoppugnabili intorno ad una possibile trama ordita dal sovrano.
Autore: Marinella Testori

