Anassimene di Mileto
nome: Anassimene (588 a.C. ca – 528 a.C. ca)
Come l’anima nostra, essendo aria, ci tiene insieme, così anche il soffio e l’aria sorreggono l’intero cosmo
(Anassimene, Frammento 2, Diels-Kranz)
Nativo di Mileto e probabile allievo di Anassimandro, Anassimene condivise con Talete l’interrogativo e la ricerca sul principio originario di tutto ciò che esiste, da lui individuato nell’aria e nei vari processi di modifica (rarefazione, condensazione) che la interessano.
Nella visione di Anassimene ciò che esiste si differenzia dal principio originario soltanto in base ad una considerazione quantitativa, più precisamente alla densità. E’ interessante notare che, rispetto al suo maestro, il quale aveva conferito all’arché originaria un connotato di spiccata indeterminatezza (l’ápeiron indifferenziato), Anassimene, come Talete con l’acqua, assume l’aria, un elemento fisico concreto, a scaturigine prima delle cose esistenti: Aristotele, nel primo libro della sua “Metafisica”, rileva infatti che i primi filosofi “ritennero che i princìpi di tutte le cose fossero solo di specie materiale” e che “ciò di cui gli esseri sono costituiti, ciò da cui derivano e ciò in cui si risolvono da ultimo è principio degli esseri, una realtà che si conserva sempre pur nelle sue trasmutazioni”.
Dall’osservazione della natura e del cosmo, tali pensatori si sforzano di spiegare la genesi di ciò che esiste in virtù non di teorie mitiche, ma di ipotesi razionali e constatabili.
Come l’acqua per Talete, anche l’aria è un elemento essenziale per la vita e la sussistenza; in essa è immerso tutto ciò che circonda l’uomo, anzi la stessa anima umana, in quanto “soffio vitale”, è composta di aria che, per le sue caratteristiche di infinità e di continuo movimento, può essere molto bene assunta come “ciò che vi è di identico in ogni diverso”. Dai due fondamentali ed opposti movimenti di rarefazione e condensazione derivano tutti gli altri elementi, come ben sintetizzato da Teofrasto, allievo di Aristotele: “Condensata e rarefatta (l’aria) appare in forme differenti: quando si dilata fino ad essere molto leggera diventa fuoco, mentre poi condensandosi diviene vento: dall’aria si producono le nuvole per condensazione e se la condensazione cresce, l’acqua, se cresce ancora, la terra. E all’ultimo grado le pietre. Sicché i contrari fondamentali per la generazione sono il caldo e il freddo” (1).
Accanto alla riflessione filosofica, Anassimene coltivò interessi di carattere cosmogonico, sviluppando significative ipotesi su argomenti di astronomia, ad esempio quella per cui la forma della Terra sarebbe assimilabile a quella di un disco piatto, e meteorologia.
Note
(1) Citazione tratta dall’opera Physicorum placita (Opinioni dei fisici).
Autore: Marinella Testori

