Servilia Cepione


 

servilia

nome: Servilia (104 a.C. – post 42 a.C.)
famiglia: figlia di Quinto Servilio Cepione e di Livia Drusa, moglie di Marco Giunio Bruto e madre di Marco Giunio Bruto, assassino di Cesare

Quattro furono le mogli di Giulio Cesare (Cossuzia, Cornelia, Pompea, Calpurnia) e numerose le sue amanti, ma “più di ogni altra egli amò Servilia, la madre di Bruto” (Svetonio, Vite dei dodici Cesari, I, Cesare, 50).

Servilia, i cui stessi genitori avevano vissuto un matrimonio alquanto infelice e turbolento, era andata in sposa giovanissima al tribuno Marco Giunio Bruto, poi assassinato nel 78 a.C., dal quale ebbe un figlio, anch’egli di nome Marco (nota 1). Rimasta vedova, Servilia si risposò presto con Decimo Giunio Silano, altro uomo politico dell’epoca, che le diede tre figlie.

Nel frattempo, Cesare aveva seguito la propria strada, contraendo matrimonio con altre donne. Non è noto a partire da quale momento la sua vita e quella di Servilia avessero iniziato, inesorabilmente, ad intrecciarsi e, nel contempo, a dividersi, sino al tragico epilogo, quando l’amante della donna venne ucciso, nel 44 a.C., da una congiura capeggiata da Bruto, il figlio di lei.

Il duraturo amore di Cesare per Servilia è, in ogni caso, un fatto accertato, di cui fanno menzione le fonti storiche pervenuteci: oltre a Svetonio, anche Plutarco e Sallustio. I due amanti non si preoccupavano minimamente delle chiacchere sulla loro relazione e il vivaio di pettegolezzi era destinato, con il tempo, ad alimentarsi: del resto, lo stesso dictator pare coltivasse, al di fuori dei matrimoni “ufficiali”, numerose relazioni amorose con persone di ambo i sessi, addirittura con una delle figlie di Servilia stessa, Giunia Terzia (nota 2).

Cesare ricoprì la sua amante di regali e favori di ogni genere, tanto che viene spontaneo domandarsi, alla luce di un tale rapporto con la madre, che cosa avesse potuto determinare Bruto alla cospirazione cesaricida. Si può pensare a qualche forma di oscura gelosia? La spiegazione più probabile, secondo la ricerca storiografica, sarebbe da ricercare nel rapporto intrattenuto da Bruto con lo zio Catone l’Uticense, fratellastro di Servilia, acerrimo detrattore di Cesare e della sua linea politica. Nel contesto della guerra fratricida che infiammava Roma, Bruto finì, addirittura, per militare nell’esercito di Pompeo, anche se Cesare, secondo quanto riferito da Plutarco, avrebbe dato ordine ai suoi soldati di risparmiarlo durante i combattimenti.

Una delicatezza nei confronti dell’amante, alla quale, evidentemente, Cesare non voleva arrecare il tremendo dolore di sapere il figlio ucciso da lui; ma, come è ben noto, non altrettanta tenerezza provò Bruto quando si trattò di ferire di colpo mortale colui che, forse, era il suo genitore.

Non solo l’uomo con cui aveva condiviso l’esistenza era stato ucciso da colui che ella aveva messo al mondo, ma pure gli ultimi anni della vita di Servilia furono travagliati dal difficile rapporto con Porzia, la seconda moglie di Bruto, figlia di Catone, che condivideva con il padre la durezza di atteggiamento verso la parte cesariana. In tal modo, la sorte parve davvero accanirsi contro la sfortunata Servilia, infliggendole una punizione completa e senza appello.

(nota 1) Ma sulla paternità di Marco Giunio Bruto non vi è certezza assoluta: forse lo stesso Cesare dovette aver dubitato di essere il vero padre del ragazzo.

(nota 2) Il fatto è menzionato da Svetonio, Vite dei dodici Cesari, I, Cesare, 50.

 

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