L’edificio si presenta dalla strada molto simile ad altri del suo genere: piccolo atrio tuscanico, botteghe e impluvio quadrato che tramite due canali di scolo permette all’acqua di defluire sulla strada. Alla costruzione è annesso un piccolo tablino che è veramente troppo piccolo per costituire un locale a sé stante.
La casa si sviluppa a forma di cuneo e non possiede un peristilio; intelligentemente la mancanza di spazio è mascherata con le decorazioni sulla parete in fondo all’atrio. Anche la vasca al centro dell’impluvio è piccola in modo da far risaltare lo spazio che la circonda. Nella stanza del tablino sono state dipinte alcune finestra finte con maschere che si affacciano e in generale in questa stanza troviamo animali mitologici e colori molto tenui per le decorazioni: il tutto confluisce un’estrema leggerezza all’ambiente.
Alcune scene di caccia e la figura di un centauro occupano le pareti laterali. Troviamo inserite nelle pareti anche delle mensole che servivano sicuramente a sorreggere qualche statua o quadro. A sinistra dell’atrio troviamo il triclinio in cui non fatichiamo a riconoscere decorazioni in quarto stile: troviamo quadri di Arianna e Endimione e maschere di Oceano.
La stanza vicina è decorata in giallo e una serie di quadri e tondi tra cui spiccano gli Amori di Venere e Marte e Ercole sull’Ara Massima (da cui la casa prende il nome).
Autore: redazione
