Leptis Magna, ninfeo, foro e basilica


 

Ridiscendendo dal foro vecchio in direzione sud-ovest, si giunge al magnifico complesso monumentale di età severiana. Attraverso il ninfeo e la sua piazza, scenografico elemento di raccordo urbanistico tra le terme adrianee e il foro, si accede alla via colonnata. La visuale che si apriva a chi percorreva la via monumentale, larga ben 20,50 metri e fiancheggiata da 125 colonne con fusto in marmo cipollino e basi e capitelli in pentelico, doveva essere estremamente suggestiva soprattutto per la prospettiva del faro della città che, dal bacino portuale, si elevava perfettamente in asse con la via stessa.

Massima espressione del livello di ricchezza e monumentalità della Leptis severiana sono certamente il Foro e la grande basilica che gli si affianca su uno dei lati brevi.

Foro severiano

La piazza forense, circondata all’interno da un portico quadrangolare, presenta colonne in cipollino con basi e capitelli in marmo bianco, del tipo cosiddetto romano-asiatico, molto diffusi nel II-III secolo d.C. La trabeazione e gli archi sono, invece, in pietra; grandi protomi di Gorgoni e di Scilla sporgono da medaglioni inseriti negli spazi triangolari tra arco e arco. Al centro del lato breve di sud-ovest della piazza, appoggiato al muro perimetrale del foro, sorge il tempio probabilmente dedicato alla Gens Septimia. Secondo un’ipotesi ormai avvalorata dagli studiosi più autorevoli, ciò che rimane del foro è solo un’ala di quello che nel progetto originario, mai portato a conclusione per la morte dell’imperatore Caracalla (211-217 d.C.), doveva essere un foro duplice con funzione di raccordo al foro vecchio.

Basilica severiana

Lungo il lato opposto si sviluppa la basilica: una grande aula quadrangolare a tre navate con due absidi all’estremità. Per la sovrabbondante ricchezza delle decorazioni scultoree e l’accentuato movimento di luce delle forme architettoniche l’edificio resta il più caratteristico e noto della città. La navata centrale della basilica è divisa dalle laterali da un doppio ordine di colonne di granito rosso sormontate da capitelli in marmo bianco nei quali alle foglie di acanto si intrecciano motivi figurati; su ciascuno dei due lati brevi i colonnati terminano con quattro pilastri di marmo bianco decorati, rispettivamente, da girali di acanto dal cui fiore centrale sporgono protomi di Gorgoni e figure animalesche e da scene mitologiche riferite ad Ercole e a Liber Pater, le due divinità protettrici della città, inquadrate da tralci e pampini di vite.

 

Lascia un Commento

Si prega di inserire solo commenti inerenti l'articolo e relativi ad archeologia, storia e arte antica.